Agropoli è una piccola cittadina con una popolazione di circa 25 mila persone. Durante i periodi estivi il numero di persone triplica e ben due terzi della popolazione sono turisti. Il clima mite, il mare pulitissimo e le spiagge spaziose attirano da anni i turisti da tutta Italia e dai paesi europei, trasformando Agropoli in un centro di divertimento, dove la vita non si ferma né di giorno, né di notte.

Tutta la zona costiera è occupata dalle spiagge. Nelle vicinanze si trovano ristoranti, centri commerciali e strutture per l’intrattenimento. Le persone che amano trascorrere le proprie vacanze attivamente non rimarranno deluse da questo posto, perché qui possono facilmente trovare centri sportivi, un moderno parco acquatico e luoghi di attrazione. I turisti che preferiscono la vita notturna hanno invece a disposizione discoteche, locali per il ballo e night club. Agropoli stupisce anche chi è alla ricerca della buona cucina: nei ristoranti locali vengono proposte varie ricette di pesce fresco, ma anche di tartufi, piatti di carne e, certamente, i migliori vini e dolci raffinati.

L’antica storia di Agropoli

La storia di questa attraente città inizia nel VI secolo, quando Agropoli era governata da una potente famiglia locale. Durante la sua storia, la città fu più volte oggetto di attacchi da parte dei pirati che volevano trasformare Agropoli in una loro base. Oggi fra le attrazioni architettoniche più preziose della città ci sono le antiche porte, che ricordano proprio quei tempi.

Uno dei simboli principali di Agropoli è un’antica fortezza che risale al XV secolo. Anche se le prime strutture difensive furono erette sul sito nel VI secolo, la fortezza si è perfettamente conservata fino ad oggi ed è il punto di riferimento storico più importante di Agropoli. Il potente castello è insolitamente di forma triangolare e una volta era circondato da un profondo fossato pieno d’acqua.

Il Castello Aragonese è imponente e per visitarlo tutto ci vorrebbe più di un giorno. Si trova in cima alla collina e per raggiungerlo bisogna superare un lungo percorso fatto a gradini. Non solo qui i turisti possono passeggiare liberamente nei dintorni, ma possono anche ammirare la collezione di numerosi oggetti d’arte al suo interno. Spesso ci sono interessanti eventi culturali tenuti sul posto: per esempio si può venire per un concerto di musica pop o anche per un evento di musica classica. La pittoresca posizione è ideale per passeggiate a piedi, ci sono diversi bei punti di osservazione da cui è possibile scattare incantevoli scorci della costa e ammirare il tramonto.

La città è riuscita a conservare anche altre memorie dei tempi dell’impero bizantino, come la bella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, la cui costruzione fu completata nel 593 e nel XVII secolo divenne sede principale di un arcivescovo. In onore di questi santi, c’è un’interessante celebrazione annuale che si tiene in città il 29 giugno. La festa è accompagnata da spettacoli di strada, eventi gastronomici e varie visite guidate, che fanno conoscere ai visitatori la cultura e la storia locale.

Ad Agropoli non mancano di certo le testimonianze della presenza dell’impero bizantino: oltre alla fortezza medievale, ci sono numerosi luoghi di sepoltura e strutture di protezione.

La principale attrazione religiosa della città è la magnifica chiesa di Santa Maria, costruita all’inizio del XVI secolo, ed è formidabile per le sue belle decorazioni originali e le antiche pitture murali. Si trova su una delle colline che si affacciano sulla costa e ci sono alcuni punti di osservazione naturali sul posto. Maria è considerata la patrona della città, così ogni anno il 24 luglio si tiene una festosa celebrazione in suo onore.

Tra i musei della città spicca il Palazzo Civico delle Arti. In questo magnifico Palazzo delle Arti si trova una ricca e diversificata collezione di mostre. Quasi tutto il piano terra è occupato dal Museo Storico. Sono presenti in questo museo anche vari artefatti archeologici, che sono stati trovati durante gli scavi eseguiti nel territorio della città.

Importanti fortificazioni locali sono le torri intitolate a San Francesco e San Marco. I visitatori della città devono assolutamente fare una passeggiata lungo una pittoresca zona portuale. Infatti, le possenti mura della città che la difesero dai ripetuti attacchi dei pirati e degli invasori nel Medioevo, si estendono per centinaia di metri e meritano di essere ammirate. Diverse strade anche pittoresche iniziano da qui, e fare una passeggiata rilassante diventa un grande piacere.

Parlando delle attrazioni di Agropoli, è necessario parlare della sua meravigliosa natura. I sorprendenti parchi marini degli Infreschi e di Santa Maria Castellabate attirano ogni anno migliaia di appassionati. Durante una passeggiata attraverso luoghi pittoreschi, si possono vedere bellissime grotte, meravigliosi boschetti di lavanda, così come rare specie di piante e abitanti tipici di queste zone: martore, cinghiali, pernici, volpi e aquile reali.

Cosa fare e cosa vedere ad Agropoli

Durante l’estate Agropoli offre a chi vi soggiorna per una vacanza, anche un’intensa vita notturna con club e discoteche. L’intera zona costiera è fatta di spiagge attrezzate con lidi e ristoranti alla moda, nonché diversi locali notturni.

Cosa fare ad Agropoli

Se ami la vita notturna puoi andare al New Carrubo Night Club, discoteca con un cocktail bar a dir poco eccellente. Il Luna Rosa invece è uno dei locali notturni preferiti dalla gente del posto. Per provare dei cocktail fuori del comune si deve andare alla Residencia El Chupito, caratteristica per l’architettura interna di tendenza.

Agropoli è il posto perfetto per una vacanza al mare, che qui è eccezionalmente pulito, inoltre si può fare il bagno tranquillamente da maggio fino a tutto a settembre. Particolarmente bella è la zona della riserva naturale del Golfo di Trentova. Se sei un fan degli sport estremi, devi provare le escursioni in quad lungo i sentieri impervi, mentre sulla spiaggia è possibile noleggiare moto d’acqua e fare kite surf. Naturalmente, ci si può rivolgersi a esperti istruttori e fare immersioni, come è possibile anche noleggiare una barca per fare delle escursioni in mare.

In città sono presenti molti negozi, caffè e ristoranti nei quali puoi andare nel tempo libero. Se siete ad Agropoli con i bambini, anche loro non si annoieranno. In città, infatti, c’è un parco acquatico con divertenti scivoli, ci si può andare con tutta la famiglia per trascorrere una giornata diversa.

Il Borgo Medievale di Agropoli è una sorta di piccolo centro storico, un luogo accogliente e tranquillo che pare ancora immerso nei secoli passati. Sul lato sinistro c’è il porto e sulla destra si possono ammirare splendide vedute del golfo. E’proprio qui che si trovano la Chiesa della Madonna di Costantinopoli e il Castello Angioino Aragonese, insieme alla Porta Monumentale. Un altro interessante posto da ammirare sono “Gli Scaloni”, ovvero una scala che sembra condurre al cielo e da cui si ha una fantastica vista panoramica del porto di Agropoli.

Cosa vedere ad Agropoli e nei dintorni

In estate Agropoli diventa una fra le più interessanti stazioni balneari d’Italia. Anche nei dintorni ci sono interessanti siti che meritano di essere visitati.

Gli appassionati di archeologia saranno deliziati dall’opportunità di fare una visita alle magnifiche rovine dei Templi Greci di Paestum. Si tratta di un enorme complesso che comprende i templi di Atena, Poseidone, Hera, l’anfiteatro, Porta Giustizia. Qui si trova anche il Museo Archeologico Nazionale di Paestum. La sera qui si tengono concerti e i templi del complesso vengono illuminati, evocando un senso di romanticismo. Questo è anche un ottimo luogo per passeggiate tranquille.

Un altro interessante sito è Punta Tresino. Si tratta di una località con antichi villaggi, molto piacevoli da visitare. Da qui si possono ammirare splendide vedute sulla costa cilentana e si può osservare la soleggiata Agropoli, che da questo punto svela la sua “anima”. Ai piedi del Castello Angioino Aragonese si trova il belvedere di via C. Rossi che offre una vista panoramica sulle spiagge con le torri di avvistamento.

Potete anche godervi un giro su un quad nei dintorni di Agropoli. Ci sono diverse attività di noleggio che vi aiuteranno a realizzare questo desiderio. Questo veicolo è una combinazione fra una moto e un fuoristrada, divertente da guidare. Per guidarlo non c’è bisogno di nessun tipo di addestramento particolare, tuttavia se non lo avete mai guidato prima, è meglio cercare l’aiuto di un istruttore.

Se desideri trascorrere una vacanza ad Agropoli, puoi rivolgerti alla nostra agenzia di Benevento. Abbiamo organizzato un soggiorno mare presso l’Hotel Serenella a cavallo fra la fine di agosto e l’inizio di settembre, probabilmente il periodo migliore per godersi questa splendida località lontano dalla confusione ferragostana!

Se sei alla ricerca di arte e storia mentre stai facendo un tour nella regione Molise, allora non perderti la città di Agnone nell’alto Molise. Tanto che la città è soprannominata “Atene del Sannio” o “Atene dei Sanniti”.

Nella porzione settentrionale del Molise, Agnone è una piacevole sorpresa. Questo paese di 5.400 abitanti, famoso per la sua storica fabbrica di campane, una delle poche autorizzate ad esporre lo stemma papale, ha saputo negli ultimi anni sviluppare una serie di attività per attirare il turismo nella zona. Tra le principali attrazioni, sono stati aperti agriturismi, l’equitazione è un’attività estremamente diffusa, eventi speciali – tra cui fiaccolata natalizia, la cosiddetta “N’docciata” alla vigilia di Natale e la Fiera delle Arti e dei Mestieri Antichi in agosto – senza dimenticare i tour incentrati sull’archeologia.

Ci sono molti eventi culturali durante l’anno, poi se capiti ad Agnone il 25 marzo non puoi perderti la Fiera della SS. Annunziata.

Ogni sabato dalle 07:00 alle 14:00 si tiene il mercato settimanale in Piazza del Popolo, via Salvo D’Acquisto, via Don Bosco e Largo Sabelli.

La storia di Agnone

Situata su uno sperone roccioso nella zona montuosa dell’Alto Molise, Agnone ha una lunga storia; si pensa che si sia sviluppata sulle rovine dell’antica città sannitica di Aquilonia, che fu rasa al suolo dai Romani quando conquistarono il Sannio. I Sanniti parlavano l’osco ed è ad Agnone che è stato trovato il più importante documento antico della regione: la “Tavola Oscana”, o “Tabula Osca”, un’iscrizione in bronzo del III secolo a.C. scritta in alfabeto osco e ora conservata al British Museum.

I resti del passato di Agnone sono ovunque, a cominciare dall’architettura in stile medievale del paese, visibile nelle 19 chiese, tra cui la Chiesa di San Marco del XII secolo, impreziosita da un portale rinascimentale, e la Chiesa di San Francesco del XIV secolo, con un portale gotico sormontato da un elegante rosone.

Nell’XI secolo, il culto di San Marco fu introdotto ad Agnone e furono portati artisti da Venezia per decorare le case dei residenti locali con sculture del leone di San Marco, visibili ancora oggi.

La storia di Agnone è legata alla lavorazione dei metalli

Oro, rame, ferro e bronzo. Il bronzo è sinonimo di campane. I Marinelli sono rimasti gli unici a tramandare di padre in figlio questa antica e nobile arte di fondere il bronzo per fare le campane. L’origine della lavorazione del bronzo è molto antica e incerta, e una delle campane del Museo Marinelli risale all’anno 1000.

Alcune fonti autorevoli attestano che l’origine della fonderia di Agnone risale al XV secolo, quando l’industria della fusione ebbe inizio nella bergamasca e a Roma, e che fu il fonditore Giuseppe Campato a introdurre quest’arte nella città di Agnone.

Altre antiche famiglie di fonditori che si spostarono nel tempo e poi scomparvero furono: i Desiata, i Cacciavillani, i Saia e i Camperchioli. Visitare il museo della Pontificia Fonderia Marinelli ti introdurrà nel mondo delle campane “la voce degli angeli” e di tante campane in tutto il mondo, tra storia e curiosità. Un viaggio fatto di immagini, campane di ogni epoca e oggetti legati al mondo della fusione, fino ad arrivare ad un concerto di campane suonate nel grande laboratorio dove si trovano i forni, con i legni accatastati, i buchi nel pavimento per lo stampaggio delle grandi campane, le campane in costruzione… qui si vive una sensazione unica che solo un luogo incantato come questo può trasmettere. Assolutamente da non perdere!

La fonderia Marinelli

La maggiore attrazione di Agnone rimane la Pontificia Fonderia Marinelli, una fonderia di campane fondata nel 1040, considerata la più antica impresa familiare italiana e tra le più antiche imprese familiari del mondo, ancora gestita dalla famiglia Marinelli che la rilevò nel 1339.

La fonderia Marinelli ha prodotto campane di bronzo per le chiese di tutta Italia e del mondo, anche per la ricostruita Abbazia di Montecassino dopo la seconda guerra mondiale. I fonditori Marinelli hanno fatto risalire l’arte di fondere il metallo per le campane al 1339, anno in cui Nicodemo Marinelli “Campanarus Anglonensis” firmò un bronzo di circa 50 kg.

Il riutilizzo di materiale per campane analoghe è un procedimento ancora oggi usato dai fonditori per realizzare campane per motivi devozionali o anche economici.

La fabbrica comprende il Museo delle campane Marinelli, dove sono esposte campane con oltre 1000 anni di storia e altre più recenti. I visitatori possono vedere gli artigiani al lavoro mentre costruiscono le campane usando ancora la stessa tecnica impiegata 1000 anni fa. L’intero processo produttivo basato sulla lavorazione manuale è rimasto pressoché lo stesso. Tra i visitatori più illustri del museo c’è stato Papa Giovanni Paolo II nel 1995. Molte delle campane realizzate dalla fonderia si trovano infatti in Vaticano. La Chiesa cattolica romana è quella che commissiona la gran parte degli ordini che pervengono all’azienda.

L’azienda ha realizzato anche una copia in bronzo dell’antica Tavola Oscana, una lastra in bronzo del III secolo a.c. rinvenuta oltre un secolo fa a Capracotta. L’originale può essere ammirato al British Museum di Londra.

Fra le curiosità: l’ultima campana ad essere appesa nel campanile della Torre di Pisa è stata creata da Marinelli. Questa fu realizzata per sostituire una campana del XVII secolo, del peso di 600 kg, danneggiata durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Se ci sono le campane ci sono anche le chiese

Non sorprende che Agnone sia ricca di piccole botteghe artigiane, bei palazzi nobiliari ma, soprattutto, chiese prestigiose!

È logico che una città nota per le sue campane debba avere anche diverse chiese. Infatti, il centro di Agnone è letteralmente un tripudio di chiese, molte risalenti alla metà del XV° secolo o anche antecedenti. Tra le più importanti c’è Sant’Emidio del 1443, l’unica per la sua austera facciata in stile toscano e l’interno asimmetrico a doppia navata.

La chiesa di Sant’Antonio è del 1128, ed è anche la tappa finale della famosa ‘Ndocciata, la celebre fiaccolata della vigilia di Natale. La chiesa di Sant’Antonio ha un prezioso portale romanico e un campanile del ‘600.

Durante la Settimana Santa, a partire dal Venerdì Santo, la tranquilla Agnone si animava con la sua processione del Cristo Morto. Questo appuntamento annuale è guidato dalla Congregazione dei Morti, un gruppo di persone incappucciate di nero che partono dalla chiesa di Santa Croce edificata nel 1446. La chiesa di San Marco Evangelista è caratterizzata da un grande portale rinascimentale adornato da un leone in rame. Al suo interno ci sono il dipinto della Sacra Famiglia, bellissimi altari e un ostensorio in rame dorato e smalto.

Il folklore di Agnone

Tutti gli anni, il 24 dicembre, centinaia di persone provenienti dalle varie contrade della città e vestite con abiti tradizionali, percorrono le vie principali portando le ndocce accese e dando vita ad un gigantesco, spettacolare e suggestivo fiume di fuoco. Sicuramente nel mondo è il più importante appuntamento natalizio legato al fuoco e accompagnato dal suono delle campane e delle zampogne. Si tratta di un antico rito pagano nato intorno all’anno Mille e trasformatosi poi in una festa cristiana. In questa celebrazione si rende onore a Gesù che nasce e che salverà il mondo con la sua Luce.

C’è un detto che afferma che il Molise non esiste. Forse perché esiste una parte d’Italia che non è più riconoscibile a tanti. Si tratta dell’Italia dei paesaggi rurali e dei riti tradizionali praticamente del tutto sconosciuti al turismo. A più di due ore di macchina e di treno da Roma, il Molise è difficile da raggiungere. Basti considerare che un treno veloce ti porta da Roma a Firenze in circa un’ora! E così capita che Agnone, nonostante i suoi sforzi per attirare i turisti, rimanga nascosta a tutti tranne che a coloro che la cercano.

Se vuoi andare alla scoperta di Agnone, della sua storia e del suo folklore, rivolgiti alla nostra Agenzia. Fai un’escursione per scoprire la “città delle campane” e la bellezza di uno dei borghi più ricchi di storia d’Italia. Puoi richiedere informazioni compilando il form contatti oppure chiamando allo 082448203o 

Trani e Polignano a Mare sono due splendide località sulla costa adriatica. In questa breve guida vogliamo darti dei consigli su cosa fare e cosa vedere nei due borghi, tra i più belli dell’intera regione Puglia.

Cosa vedere a Trani e a Polignano a Mare

Scopriamo insieme Trani e Polignano a Mare, tra borghi di pescatori e splendide spiagge assolate.

Trani, la perla della Puglia

Ti è mai capitato di visitare un posto nuovo e di aver esclamato “wow”? Per molti, succede a Trani.

Situata nella provincia di Bari, da cui dista 42 km, Trani ebbe origine tra il III e il IV secolo e si sviluppò in seguito alla distruzione di Canosa nel IX secolo.

Conosciuta come la “perla della Puglia”, la bella Trani ha un’atmosfera sofisticata, in particolare in estate quando i turisti affollano i localini sul porto. Il porto turistico è il luogo dove passeggiare e guardare gli yacht bianchi e le barche da pesca ormeggiate, mentre il centro storico con le sue chiese medievali, le strade di calcare lucido, lo storico quartiere ebraico e i palazzi sbiaditi ma affascinanti è una zona incantevole da esplorare. Ma è la cattedrale, pallida contro il mare blu profondo, che costituisce la vista più sorprendente della città.

Trani non è certamente nota come altre città italiane, ma non lasciarti ingannare perché è una piccola ma bellissima destinazione turistica che vale la pena visitare. Sarai sorpreso dai luoghi che puoi visitare in questo piccolo centro poco noto al grande pubblico ma semplicemente meraviglioso.

La città è uno storico porto di pescatori sulla costa adriatica e si trova in una piccola baia naturale. È una destinazione ideale per un tour giornaliero in quanto è facilmente raggiungibile ed è un luogo incantevole da esplorare, ideale per passeggiare e rilassarsi.

Il suo nome deriva da Tirenum poiché secondo la leggenda fu fondata da Tirreno, figlio di Diomede.

La città è conosciuta per la bellezza del suo porto e per un immenso patrimonio storico-architettonico che ricorda un passato glorioso. L’origine della città risale all’epoca preistorica ma i primi manufatti che sono stati trovati risalgono al periodo dell’Impero Romano. Dopo la caduta dell’Impero la città fu conquistata dall’Impero Bizantino e successivamente in epoca medievale ebbe un importante sviluppo economico e culturale. Grazie al suo porto la città era infatti un crocevia tra Oriente e Occidente.

Le attività marittime della città ebbero impulso sotto la dominazione bizantina e normanna, e in seguito, in maniera maggiore, sotto la dominazione sveva. Fu in questo periodo che Federico II ordinò la costruzione del Castello Svevo (1233) che segnò il picco economico per la città. Il castello, che domina il mare, fu usato come prigione ma oggi è aperto al pubblico e ospita mostre ed eventi.

La parte più antica di Trani si sviluppa su una piccola penisola ed è caratterizzata dal tipico tessuto urbano normanno con struttura a spina di pesce.

Nella chiesa romanica di San Giacomo si trova un notevole portale intagliato.

Il castello svevo si presenta con un’imponente mole quadrangolare, costruito per conto di Federico II tra il 1233 e il 1249, dopo di che furono apportate delle modifiche.

A seguire una lista delle cose da vedere a Trani.

Cattedrale di San Nicola Pellegrino

La Cattedrale di San Nicola Pellegrino è l’edificio più importante della città ed è il più famoso esempio di stile romanico in Puglia. La magnifica chiesa fu fondata nel 1097 sulle rovine della chiesa dedicata a Santa Maria della Scala, ma fu completata solo nel 1197. E’ costruita a pelo d’acqua e domina il mare dalla sua spettacolare posizione. La grande facciata ha un rosone e un notevole portale con una porta di bronzo realizzata dal maestro Barisano da Trani nel 1179. Accanto alla chiesa c’è il campanile alto 59 metri e sottopassato da un grande arco. Anche le tre absidi sporgenti sono molto interessanti.

La Cattedrale, che è uno dei massimi esempi di stile romanico pugliese, è formata dall’ipogeo di San Leucio, risalente al VII secolo, dalla cripta di San Nicola del XII secolo, dalla chiesa di Santa Maria della Scala, del VII secolo, e dalla chiesa superiore. L’interno a tre navate ha un ingresso per accedere alla cripta di San Nicola, caratterizzata da 28 colonne di marmo. Nelle vicinanze si trova l’episcopio, dove è allestito il museo diocesano, che comprende un lapidario dove sono conservate varie parti architettoniche e sculture.

Palazzo Caccetta

Il quattrocentesco Palazzo Caccetta si presenta come un imponente edificio in stile tardo gotico, sviluppato intorno al cortile porticato di forma quadrangolare.

Chiesa di Ognissanti

La Chiesa di Ognissanti, risalente alla prima metà del XII secolo, è caratterizzata da un doppio portico sostenuto da colonne, con capitelli e volte a crociera di copertura, che costituisce l’anticamera dei notevoli tre portali scolpiti. Fu costruita dai Cavalieri Templari, fu usata come rifugio e ospedale dai pellegrini e dai crociati nel loro percorso verso la Terra Santa.

Museo delle Carrozze

Nel Museo delle Carrozze, ospitato nel Palazzo Antonacci, è possibile ammirare una quarantina di antiche carrozze.

Chiesa di San Francesco

La Chiesa di San Francesco, risalente alla fine del XII secolo, è un interessante esempio di edificio sacro a forma di cupola in asse, mentre quella di Sant’Andrea, costruita nell’anno 1000, ha una pianta centrale e una cupola emisferica.

Porto di Trani

Puoi anche goderti una passeggiata intorno al porto che ha una splendida vista sul Duomo. Da non perdere anche la Villa Comunale, un incantevole giardino sul mare, sicuramente uno fra i luoghi più incantevoli della città.

Polignano a Mare: un gioiello sulla costa pugliese di Bari

Questo piccolo borgo sulla costa adriatica è a soli 33 km a sud di Bari e sorge su un promontorio roccioso a strapiombo sul mare.

La prima tappa per te che visiti Polignano a Mare per la prima volta è la statua di Domenico Modugno, nato proprio qui. Da quel punto, è bello scendere verso la scogliera di Lama Monachile e ammirare l’antico borgo di Polignano che si affaccia sul mare.

Spesso ci sono persone che si tuffano o nuotano nel mare e piccole barche che navigano verso la costa. Pochi passi e si arriva al Ponte di Lama da dove si può godere la vista di tutto il paese: qui si possono scattare foto memorabili e selfie panoramici.

Oltre il ponte, c’è l’arco che si apre e dà accesso all’antico borgo. Da qui ci si può perdere nei vicoli immacolati, molti dei quali portano ai famosi e imperdibili balconi a picco sul mare. Polignano è meravigliosa da esplorare soprattutto quando ci sono meno turisti.

Uno dei posti preferiti a Polignano a Mare è la terrazza di Santo Stefano. Si tratta di un B&B con una bellissima terrazza aperta agli ospiti durante il giorno. Si può cogliere appieno la vista della spiaggia di Monachile e le varie sfumature di blu che caratterizzano il mare. Qui si può ammirare uno dei panorami più unici al mondo!

10 cose da fare e da vedere a Polignano a Mare

Polignano a Mare è una tappa obbligata per te che visiti la Puglia. Questo antico borgo è la destinazione perfetta specialmente in estate, perché offre belle spiagge, balconi e terrazze romantiche, ristoranti semplicemente fenomenali e una cucina locale imperdibile, ma non solo. Ecco di seguito alcune cose da fare e da vedere a Polignao a Mare:

  1. Rilassarsi nell’incantevole spiaggia di Cala Monachile. Cala Monachile, altrimenti nota come Lama Monachile, è la spiaggia principale di Polignano a Mare ed è situata nel mezzo del centro storico. La spiaggia è avvolta da due scogliere rocciose e in piena estate ha splendide acque turchesi. Dietro la spiaggia si trova il famoso Ponte Romano.
  2. Ammirare la leggendaria Roccia dell’Eremita. Sorge a 30 metri dal mare ed è un luogo intriso di storia e leggenda. Lo scoglio/isola è un’area speciale protetta, quindi non è possibile metterci piede. Tuttavia, è possibile ammirarla da lontano e vedere i gabbiani Corso, una bellissima e rara specie di uccelli, volare intorno alla roccia.
  3. Godersi l’adorabile spiaggia di Cala Sala. Cala Sala è una piccola insenatura/spiaggia dove è possibile ammirare piccole barche e le tipiche case dei pescatori locali. In estate, molti abitanti locali vengono qui per prendere il sole e godersi un picnic accanto alle graziose barche dei pescatori e al bellissimo paesaggio. È uno dei posti più incantevoli di Polignano.
  4. Scoprire un angolo di paradiso a Cala Paura. Cala Paura è un’altra spiaggia caratteristica di Polignano a Mare, dal tipico sapore mediterraneo. La spiaggia è piena di calette di ghiaia e di barche di pescatori del vecchio porto. Qui è possibile fare una passeggiata lungo la spiaggia di ciottoli, prendere il sole sul molo o fare immersioni in acqua.
  5. Visitare la bellissima Costa dei Trulli di Ripagnola. Lasciando il centro di Polignano a Mare, devi assolutamente visitare la Costa dei Trulli di Ripagnola. Si tratta di una distesa di campi multicolori che degradano verso il mare. Il paesaggio è costellato da numerosi piccoli trulli, ovvero le tradizionali capanne di pietra a secco con tetti conici tipici di questa parte della Puglia.
  6. Avventurarsi nella splendida spiaggia di San Vito. Un altro posto fantastico appena fuori dal centro città è San Vito. Qui troverai la pittoresca abbazia di San Vito. Ti raccomando di visitarla al tramonto, quando il sole disegna la silhouette dell’antica abbazia benedettina. Anche la zona della spiaggia di San Vito offre una vista mozzafiato su un porto naturale.
  7. Incontrare la meravigliosa gente di Polignano a Mare. Come tutta la gente di Puglia, gli abitanti di Polignano a Mare sono accoglienti e amichevoli. Grazie a questa ospitalità il turismo è cresciuto considerevolmente da queste parti. Da non perdersi assolutamente un pranzo o una cena in uno dei ristoranti che si affacciano sul borgo antico e sul mare.
  8. Provare la cucina di Polignano a Mare. Uno dei cibi imperdibili di Polignano a Mare è il panino di pesce, chiamato “Pescaria“. È un trionfo di sapori e consistenze che si gusta al meglio in riva al mare con una birra fresca. Consigliamo anche di provare il caffè da “Il Super Mago del Gelo“, nel quale si mescola caffè, zucchero, scorza di limone, panna e amaretto per ottenere un’incredibile prelibatezza locale da non perdere. Per un’esperienza culinaria totalmente unica devi cenare nell’incantevole location di Grotta Palazzese. Senza alcun dubbio è uno dei ristoranti più fenomenali del mondo, interamente ospitato in una grotta naturale!
  9. Passare il pomeriggio in una classica terrazza sul tetto. Le terrazze e i balconi di Polignano a Mare sono assolutamente stupendi. Si possono letteralmente passare ore e ore su queste terrazze godendosi un piatto di finger-food e qualche birra fredda o un bicchiere di vino. Come anticipato prima, l’incredibile terrazza di Santo Stefano è un posto eccezionale specialmente d’estate.
  10. Guardare l’alba sul mare. Una cosa da fare a Polignano a Mare è quella di assistere all’alba sul mare. Basta svegliarsi presto, quando la maggior parte delle persone del posto e dei turisti dorme ancora profondamente e potrai ammirare l’alba nel silenzio di questa magica ora del giorno.

Consigli per chi visita Polignano a Mare per la prima volta

Polignano a Mare è stata una delle prime località che ha aperto ai turisti provenienti da altri comuni dopo la chiusura causata dal Covid-19.

Ora che l’Italia sta lentamente riaprendo le sue porte al turismo, questo borgo meraviglioso diventerà di nuovo una meta molto frequentata.

Ovviamente l’estate è la stagione migliore per visitarla, ma anche la primavera, l’autunno e l’inverno possono riservare momenti magici a Polignano a Mare. L’unica cosa che ti mancherà è il bagno in mare ma tutte le altre attrazioni sono sempre lì.

Ti consiglio anche di fare un’escursione in barca per esplorare le tante gemme nascoste che si trovano lungo la bellissima costa nei pressi di Polignano a Mare. Non te ne pentirai!

Se adori la costa pugliese e desideri visitare questi due antichi borghi, vere perle del mediterraneo a pochi chilometri da Bari, non perderti la nostra escursione di un giorno a Trani e Polignano a Mare. Chiamaci allo 0824482030 oppure compila il form contatti.

Fare la valigia può sembrare semplice, ma è una scienza con regole che i viaggiatori spesso imparano a proprie spese dopo aver percorso migliaia di chilometri. Farlo in modo corretto può fare la differenza tra una vacanza sconclusionata con innumerevoli deviazioni alle farmacie e ai negozi locali e una vacanza rilassante con tutto ciò di cui hai bisogno a portata di mano. Ecco i nostri consigli per fare la valigia nel modo giusto: come trovare la valigia migliore, ridurre al minimo il carico, preparare ciò di cui hai bisogno per una gita al mare o per lavoro e ridurre lo stress.

Consigli utili per fare la valigia senza sbagliare

Segui i nostri consigli per non trovarti in vacanza senza ciò che ti occorre.

Più grande è la tua valigia, più cose ci metterai dentro

Il modo più semplice per evitare di portare troppe cose è comprare una valigia rigida, alta non più di 55 centimetri, quindi può passare ai controlli come bagaglio a mano, con un guscio rigido in modo da non poterle “spremere” alcuno spazio extra.

Fai il conto alla rovescia dei vestiti

Se hai bisogno di un mantra per aiutarti a snellire il tuo guardaroba, usa la regola 7, 6, 5, 4, 3, 2, 1 per un viaggio di una settimana: limitati a non più di sette o sei set di calzini e biancheria intima, cinque o quattro top, tre pantaloni, due paia di scarpe e un cappello. L’elenco dovrebbe essere modificato in base alle proprie esigenze. Mettici un costume da bagno e l’abbigliamento da palestra o una giacca e il vestito se ne avrai bisogno.

Pensa a ciò che ti servirà, poi riducilo spietatamente

Pensa due volte a tutto ciò che vuoi mettere nella valigia e cancella completamente il pensiero “nel caso ne avessi bisogno”. Se e quando ne hai bisogno, puoi comprarlo.

Ispirati al famoso gioco “Tetris”

Il modo migliore per inserire tutto in una borsa: riempi ogni centimetro di spazio. Ad esempio, le calzature dovrebbero essere imbottite di calzini. Quindi metti insieme le scarpe sul fondo della valigia in una busta della spesa per proteggere i vestiti dallo sporco. Il modo esatto in cui disponi tutto nella valigia è una questione di preferenze personali. Ecco alcune strategie efficaci e piuttosto diffuse:

  • Arrotola i vestiti. Questo sistema aiuta a massimizzare lo spazio e ridurre al minimo le pieghe.
  • Usa cubi di imballaggio. Queste borse più piccole ti aiutano a mantenere i tuoi vestiti compatti e i tuoi abiti ordinati, prevenendo l’insorgere delle pieghe. Consentono di suddividere i vestiti in base al capo di abbigliamento o alle persone che li devono utilizzare, e di ritrovare i vestiti molto più semplicemente
  • Prova la tecnica del fascio: avvolgi accuratamente ogni capo di abbigliamento attorno a un nucleo centrale, con intimo e t-shirt al centro, e capi sartoriali di grandi dimensioni come giacche e abiti come strato esterno.

Tieni i liquidi a portata di mano

Gli articoli da toeletta dovrebbero essere sempre posizionati sopra la valigia in una borsa trasparente pronti per l’ispezione prima dell’imbarco in aereo.

Tieni a portata di mano un kit da viaggio

Consigliamo di tenere sempre pronto un kit di articoli da toeletta per viaggiare. Infatti, avere un set di prodotti per il bagno già confezionato assicura anche di non dimenticare uno spazzolino da denti o una custodia per lenti a contatto che potresti usare la mattina del decollo. Tieni questi articoli in una piccola borsa o in scatola nell’angolo di un armadio o di un cassetto per ritrovarli facilmente quando fai le valigie per un viaggio. Per semplificare al massimo ciò di cui hai bisogno, prendi in considerazione i prodotti all-in-one, come le creme BB, che combinano fondotinta, crema idratante e crema solare. Per evitare perdite, raddoppia il sacchetto di plastica in cui metterle.

Cosa mettere in valigia

Di cosa hai veramente bisogno e quante cose dovresti portare? Anche se le risposte possono essere in parte soggettive, gli esperti con cui abbiamo parlato sono d’accordo: qualunque sia la destinazione, non importa quanto sia lungo il viaggio, l’errore più grande si commette quando si fa la valigia. La maggior parte delle persone porta con sé troppe cose e non ne usa la metà. Trasportare oggetti non necessari è faticoso e dispendioso, perché comporta fare e disfare inutilmente e pagare sovrapprezzi per i chili in eccesso in valigia nel caso dei voli aerei. Fare la liste delle cose da portare in viaggio, una sorta di checklist, è fondamentale per mettere in valigia l’essenziale senza dimenticare nulla. Il segreto per fare le valigie è seguire una checklist adattandola al proprio stile di viaggio. I nostri suggerimenti sono ridotti ai must assoluti per un viaggio di sette giorni.

Lista di controllo

Capi di abbigliamento

Attieniti a uno o due colori base, in modo che gli abiti siano più facilmente coordinabili.

  • Da 4 a 5 top (ad esempio camicie, polo, t-shirt), i tipi dipenderanno dal tempo e dal motivo del viaggio
  • 1 outfit semi-formale, come un vestito o un tailleur
  • 6/7 set di biancheria intima
  • 6/7 calzini o calze
  • 2 set di indumenti da ginnastica separati, compresi i calzini, se necessario
  • 2 set di pigiami o altri indumenti da notte
  • 1 giacca leggera pieghevole o altro capospalla adatto al clima
  • giacca antipioggia pieghevole

Accessori:

  • 2 paia di scarpe: un paio elegante, scarpe da ginnastica alla moda che fungono anche da scarpe da ginnastica e da passeggio.
  • 1 paio di infradito per la camera d’albergo, la piscina o la spa
  • 2 borse: uno zaino e una tracolla o pochette più piccola.
  • Occhiali da sole
  • Gioielli economici, se necessario
  • Un adattatore di tensione, se viaggi all’estero

Articoli da toeletta

  • Spazzolino da denti, dentifricio e filo interdentale
  • Sapone, shampoo e balsamo
  • Deodorante
  • Trucco e struccante, se necessario
  • Una spazzola per capelli e accessori come forcine, se necessario
  • Crema solare
  • Detergente e idratante per il viso
  • Idratante per il corpo
  • Igienizzante mani
  • Occorrente per la rasatura, se necessario
  • Fogli di sapone da bucato o pacchetti di detersivo per bucato da viaggio, se necessario

Per il bagaglio a mano

  • Farmaci da prescrizione e vitamine, se necessario
  • Un mini kit medico: bende, un antidolorifico, un analgesico topico e un farmaco contro la diarrea
  • Caricabatterie per i device elettronici
  • Documenti di viaggio, incluso il passaporto se si viaggia all’estero, insieme a copie del passaporto, documento d’identità e copie del proprio documento d’identità.
  • Articoli da toeletta fino a 100 ml.
  • Balsamo per le labbra, utile per le labbra screpolate, specialmente dopo un volo
  • Melatonina o altri farmaci per aiutare a dormire e a contrastare il jet lag, se si cambiano i fusi orari
  • Una penna
Elementi essenziali per le vacanze al mare

Nella maggior parte delle destinazioni balneari puoi trovare facilmente elementi essenziali come la crema solare che hai dimenticato di mettere in valigia o un costume da bagno in più. Alcuni hotel mettono a disposizione degli ospiti giocattoli da spiaggia, teli mare, set per lo snorkeling e dispositivi di galleggiamento, meglio informarsi in anticipo così risparmi spazio prezioso in valigia. Meno ci si porta appresso più sarà rilassante la vacanza al mare.

Elementi essenziali per la crociera

Fare la valigia per la crociera è una delle cose più complicate perché il guardaroba deve coprire molte occasioni: potresti aver bisogno di abbigliamento casual per le escursioni diurne a terra, abbigliamento più elegante per le cene a bordo e un abito con cravatta per la cena con il comandante della nave. Per non parlare del fatto che la nave può toccare località con climi diversi.

Elementi essenziali quando viaggi fuori dai sentieri battuti

Se sei diretto in una regione remota, nella lista delle cose da mettere in valigia devono assolutamente esserci i prodotti che ti proteggono dalle zanzare, dall’acqua o dal cibo potenzialmente contaminati. I tuoi vestiti più belli dovranno rimanere a casa perché non serviranno durante le escursioni nei piccoli villaggi o durante i safari.

Se hai problemi con le tue valigie e preferisci spostarti con più bagagli, la soluzione ideale è prenotare una vacanza in bus. In questo modo potrai portare sicuramente più valigie di quelle che potresti portare in aereo!

Ogni qualvolta si parla di pandemia e di diffusione di virus, l’industria dell’aviazione viene messa sotto accusa. È vero che con la globalizzazione l’aumento dei viaggi aerei è significativamente aumentato nell’ultimo decennio. Volare da un Paese ad un altro ha comportato una più rapida diffusione dei virus fra un continente e l’altro. Tuttavia i viaggi aerei non sono i soli a dover essere messi sul banco degli imputati. Ogni qualvolta ci siano grandi spostamenti di popolazioni si corre il rischio di trasmissione dei contagi, per questo nell’ultimo anno sono state imposte praticamente in ogni Paese del mondo severissime restrizioni ai viaggi, mettendo in particolare sotto i riflettori i viaggi aerei.

Del resto è facilmente comprensibile del perché viaggiare in aereo costituisca un problema: è un ambiente chiuso e difficilmente si riesce a rispettare un metro di distanziamento fra un viaggiatore e l’altro. Per di più, dal 15 giugno anche in Italia è consentito alle compagnie aeree di volare riempiendo tutti i posti a sedere, senza più alcuna possibilità di distanziamento.

Consigli utili per volare in sicurezza ai tempi del Coronavirus

Ci sono importanti precauzioni che si possono prendere per ridurre al minimo il rischio di ammalarsi utilizzando questo vettore.

Lava le mani regolarmente

Se non sono disponibili acqua e sapone per igienizzare le mani, usa un disinfettante per le mani che sia composto almeno per il 60% da alcool. Gli esperti concordano sul fatto che il buon vecchio lavaggio delle mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi è la migliore difesa.

Pratica una buona igiene

Le malattie respiratorie come il Covid-19 si diffondono attraverso le goccioline di saliva o di muco, di solito quando le persone tossiscono o starnutiscono. Evita quindi di toccarti gli occhi, il naso e la bocca con le mani non lavate, perché i virus entrano più frequentemente nel corpo attraverso queste vie.

Indossa sempre la mascherina

Proprio per evitare di entrare in contatto con le goccioline di cui abbiamo parlato, è fondamentale indossare sempre almeno la mascherina chirurgica. Anzi è obbligatorio. Molte compagnie aeree non ammettono l’ingresso nei loro aeromobili alle persone che indossano la semplice mascherina chirurgica o di stoffa, richiedendo l’uso di mascherine FFP2. Questi dispositivi offrono una protezione superiore. Se il viaggio aereo dura più di 4 ore, meglio avere appresso un’altra mascherina di ricambio.

Mettiti seduto e non muoverti

Quando hai raggiunto il tuo posto, mettiti a sedere e non muoverti più. Alzarsi per andare al bagno significa attraversare il corridoio e avvicinarsi ad altre persone con il rischio di contagiarsi.

Se non stai bene, non viaggiare

Il Covid-19 ha un periodo di incubazione di almeno 14 giorni, a differenza dell’influenza normale che è di 2 giorni. Negli aeroporti internazionali è oramai consolidata la procedura della misurazione della temperatura corporea dei passeggeri in arrivo, in partenza e in transito. C’è la possibilità che ti venga negato l’imbarco sei hai la febbre superiore ai 37.5°. Perciò, proteggi te stesso e gli altri viaggiatori non volando quando sei malato.

Copriti bocca e naso quando tossisci

Copriti la bocca e il naso quando tossisci, starnutisci sul gomito e indossa sempre una mascherina per proteggere i tuoi compagni di viaggio. Se cominci a sentirti male prima di partire, torna a casa.

Pulizia con salviette antibatteriche

Tutte le compagnie aeree effettuano una regolare igienizzazione dell’aereo ad ogni volo, tuttavia non esiste alcuna certezza al 100% che tutte le superfici abbiano ricevuto il trattamento. Oggi uno dei sistemi più efficaci per la disinfezione all’interno delle cabine aeree è lo spray elettrostatico, nel quale minuscole particelle di disinfettante caricate elettricamente si legano alle superfici, raggiungendo anche i punti più difficili.

Per essere maggiormente sicuri di non entrare in contatto con il virus, porta con te delle salviette antibatteriche per pulire il bracciolo del tuo sedile, la cintura di sicurezza, il tavolino, la tasca dello schienale, la presa d’aria, il touch screen del sedile, il poggiatesta e la tenda del finestrino. Lo stesso consiglio è sensato per altri oggetti usati frequentemente dai viaggiatori, compresi i telecomandi dei televisori degli hotel. È buona norma di igiene pulirsi le mani dopo aver viaggiato su navette, taxi, bus, quando si toccano i corrimano e si utilizzano gli ascensori in aeroporto.

Respira con calma e siediti vicino al finestrino

Quasi tutti gli aerei moderni hanno filtri HEPA (High Efficiency Particle Arrester) che filtrano il 99,999% delle particelle di polvere e dei contaminanti trasportati dall’aria come virus e batteri, garantendo la massima qualità possibile dell’aria in cabina. Attualmente gli aerei sono in grado di ricambiare il 100% dell’aria presente in cabina ogni 3 minuti. Tuttavia, esperti e virologi suggeriscono che un posto accanto al finestrino, lontano dal traffico pedonale degli altri passeggeri, potrebbe offrirti un po’ di protezione in più. Infatti, sedere in mezzo ad altri passeggeri ti espone ad un rischio superiore rispetto a quando si è seduti accanto al finestrino, dove avere la parete accanto riduce del 50% circa la possibilità di venire contagiati.

Prenota un volo con più scali

Sembra un paradosso e un controsenso, ma in epoca di Coronavirus fare più scali significa ridurre sensibilmente il rischio di rimanere contagiati. Meglio un volo che prevede più scali che un volo diretto. L’ideale sarebbe viaggiare in un aereo semivuoto, con pochi posti occupati e tutti distanziati. Ma questo non è più possibile, e la probabilità di sedere parecchie ore accanto ad una persona contagiata aumenta fortemente il rischio di rimanere contagiati. Per questo, piuttosto che passare diverse ore seduti accanto ad un viaggiatore potenzialmente malato, è consigliabile ridurre il tempo in cui si rimane seduti accanto a lui e scendere dall’aereo per lo scalo. Inoltre, nei voli più brevi le persone hanno meno necessità di recarsi in bagno, riducendosi così il passaggio nei corridoi.

Cambia classe in aereo

Se il biglietto aereo che hai acquistato ancora te lo permette, è il momento giusto per passare alla business o alla prima classe. Ti darà accesso ad una zona con meno viaggiatori e meno poltrone e, potenzialmente, con meno contatto con altri passeggeri.

Stai lontano dalle persone con la tosse o il raffreddore

Gli esperti sono concordi nel ritenere che l’esposizione al contagio avviene quando si è a meno di un metro e mezzo di distanza da una persona infetta per almeno 10 minuti. Sugli aerei, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che il contatto con una persona infetta è rischioso quando ci si trova seduti a meno di due file di distanza. Ma ricorda anche che i passeggeri camminano, vanno in bagno e toccano molte superfici. Per questo è fondamentale mantenere ad ogni costo il distanziamento di circa 2 metri da una persona che tossisce e starnutisce.

Combatti la bassa umidità negli aerei

La bassa umidità nelle cabine degli aerei asciuga le mucose di occhi, naso e bocca, rendendole meno efficaci nel bloccare i virus. Per questo motivo, le persone che viaggiano frequentemente dovrebbero fare uso di spray nasali per idratare e pulire il naso. Inoltre devono bere più acqua per compensare la secchezza della cabina. Tuttavia, gli aerei a lungo raggio di nuova generazione, come ad esempio il Boeing 787 Dreamliner, dispongono di una tecnologia che garantisce livelli di umidità più alti.

Mettiti in regola con le vaccinazioni

Se non hai ancora avuto le dosi di vaccino anti-Covid, fai almeno tutte le altre vaccinazioni essenziali che ti aiutano a rimanere in salute e ad evitare che il tuo sistema immunitario venga compromesso.

Tieniti aggiornato sulla situazione epidemiologica e sulle restrizioni nei vari Paesi

Se viaggi in altri Paesi, informati sulla situazione epidemiologica del Paese in cui stai per recarti prima di partire. Risulta importante conoscere eventuali restrizioni e quarantene obbligatorie che vengono richieste ai viaggiatori appena atterrati. Assicurati di controllare il sito web Re-open Eu per avere tutte le informazioni sulle misure in vigore nei Paesi esteri.

Verifica la tua assicurazione di viaggio

I viaggiatori che hanno acquistato un’assicurazione di viaggio prima che il Covid -19 diventasse un evento pandemico, sono coperti per le spese mediche e le cancellazioni. La maggior parte delle compagnie di assicurazione viaggi tende a escludere la copertura per pandemie ed epidemie, se leggete le scritte in piccolo. Le polizze assicurative variano molto, quindi è meglio contattare direttamente la compagnia assicurativa o informarsi tramite la propria agenzia di viaggi.

Rivolgiti al tuo agente di viaggio

In momenti come questo, avere un consulente di viaggio dedicato e una agenzia di viaggi affidabile che possa darci tutte le informazioni necessarie 24/7 non ha prezzo. In caso di quarantena o di ingresso negato in un Paese, la tua agenzia di viaggi può assisterti per ogni tua esigenza. Se vuoi andare in vacanza in sicurezza puoi anche optare per i viaggi organizzati in bus.

Il Consiglio europeo ha confermato l’introduzione di uno speciale certificato digitale Covid, il cosiddetto green pass, per ripristinare la libertà di movimento in Europa.

Il pass cartaceo o digitale sarà ufficialmente implementato il 1° luglio 2021 e sarà la prova che una persona è immunizzata perché guarita dalla malattia, o è risultata negativa al Covid-19 a seguito di tampone o test, oppure ha ricevuto un vaccino. Includerà un codice QR per proteggere i dati dei cittadini.

Il gateway dell’UE per il green pass digitale è attivo dal 1° giugno 2021 e 9 paesi membri lo stanno già utilizzando.

In seguito al voto del Parlamento europeo del 25 marzo e all’accordo provvisorio firmato dal Consiglio europeo il 20 maggio scorso per accelerare la sua attuazione, il green pass sarà operativo entro il 1° luglio 2021 e permetterà ai cittadini dell’UE di muoversi in sicurezza all’interno dell’Unione europea durante la pandemia. Tuttavia, non deve essere considerato come un documento di viaggio né come una precondizione per esercitare il diritto alla libera circolazione.

Pronto il gateway del green pass

Il gateway è una piattaforma che permette ai Paesi membri dell’UE di verificare in modo sicuro che i certificati non siano contraffatti, rispettando però la privacy dei cittadini.

Dal 10 maggio 2021, 22 nazioni hanno testato con successo il sistema e ora tutti i Paesi possono iniziare a usare il gateway da subito, sebbene la partenza ufficiale sia fissata per il 1° luglio.

Bulgaria, Cechia, Danimarca, Germania, Grecia, Croazia e Polonia si sono già collegate al gateway e stanno emettendo dal 1° giugno i green pass ai cittadini aventi diritto. Spagna e Lituania si sono aggiunte di recente a questo elenco.

Il green pass permette di viaggiare sicuri

A marzo Ursula Von der Leyen, presidente della Commissione Europea, annunciò che il green pass digitale avrebbe fornito la prova che una persona aveva ricevuto il vaccino. Aggiunse che il pass digitale sarebbe stato rilasciato anche a coloro che fossero risultati negativi a un test o che avessero ricevuto l’immunità dopo il contagio.

Lo scopo del certificato COVID digitale è quello di facilitare i viaggi e di permettere gradualmente cittadini di muoversi in sicurezza nell’Unione Europea e all’estero.

Viaggiare all’interno dell’UE durante la pandemia è stato limitato ai viaggi essenziali: con il certificato COVID digitale si ripristina la libertà di movimento in Europa.

Il commissario europeo alla giustizia Didier Reynders ha affermato che questo nuovo strumento digitale:

  • Permetterà ai cittadini di viaggiare in sicurezza
  • Faciliterà i trasporti in modo che possano tornare funzionare normalmente
  • Permetterà alle imprese di tornare alla normalità.

Cos’è il green pass?

Il certificato digitale è uno strumento comprovante che una persona è stata vaccinata contro il coronavirus, oppure è risultata negativa al test PCR, oppure ancora che è guarita dal Covid-19.

Il green pass europeo rilancerà i viaggi all’interno dell’UE in quanto è:

  • Accessibile e sicuro
  • Non discriminatorio
  • Destinato a conservare e gestire solo le informazioni essenziali e a proteggere i dati personali.

Il documento digitale copre 3 tipi di certificati:

  • quello di vaccinazione
  • il test Covid-19 negativo nelle ultime 48 ore, compresi i test RT-PCR e i test rapidi dell’antigene
  • certificato sanitario per le persone che sono guarite dal Covid-19.

Il certificato contribuirà alla libera circolazione in quanto sarà accettato in tutti gli Stati membri dell’UE e il titolare del green pass è esonerato da qualsiasi tipo di restrizione ai viaggi.

Come funziona il green pass?

Tutti i green pass hanno un codice QR unico, nel quale sono raccolte le informazioni sulla situazione del viaggiatore, firmata digitalmente dall’ente che lo ha rilasciato. Quando il certificato viene controllato, il codice QR permette di verificare che la firma dell’ente rilasciante sia originale.

Ogni ente emittente ha una chiave di firma digitale che viene memorizzata in un database sicuro in ogni Paese dell’Unione Europea.

La Commissione Europea ha realizzato un gateway che verificherà tutte le firme sui green pass in tutta l’UE. I dati personali, tuttavia, non vengono trasmessi al gateway.

Quali vaccinazioni sono accettate per viaggiare in Europa?

Il Consiglio europeo ha affermato che i paesi dell’UE devono accettare i green pass rilasciati negli altri stati membri. Al momento, i vaccini considerati validi per il certificato digitale sono quelli autorizzati per l’uso nell’UE dall’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA). Nello specifico si tratta di Pfizer-BioNTech, Moderna, AstraZeneca e Janssen.

Il green pass è gratuito

Tutti i cittadini e i residenti dell’UE ricevono il certificato gratuitamente. Disponibile in formato cartaceo e digitale, il pass contiene un codice QR idoneo a evitare le frodi. La Commissione europea ha già stanziato oltre 100 milioni di euro per implementare lo strumento del green pass in tutta Europa.

Sono un cittadino di un Paese terzo, posso ottenere un green pass per l’UE?

Al momento, sono consentiti solo i viaggi essenziali provenienti dai Paesi al di fuori dell’Europa. Tuttavia, la validità del green pass al di fuori dell’Europa è considerata essenziale per alcuni Paesi dell’UE, desiderosi di far ripartire il turismo. Infatti, paesi come la Spagna e la Grecia stanno fissando incontri bilaterali con Paesi extra UE per cercare di recuperare il turismo pre-pandemia.

La Commissione Europea spera che anche i cittadini di paesi terzi possano ottenere il certificato COVID digitale se soddisfano i requisiti. Per farlo, dovranno fare richiesta a uno specifico paese dell’UE in modo che possa rilasciare loro il certificato digitale.

 In che modo il green pass favorirà i viaggi?

Il passaporto vaccinale è principalmente un certificato di vaccinazione e di test del coronavirus, serve quindi a provare che una persona ha ricevuto la vaccinazione, o un test, o è guarita dall’infezione da Covid e non contribuirà a diffondere il virus.

Ciò significa che un titolare di green pass potrà viaggiare in sicurezza e visitare attrazioni e località turistiche liberamente e senza alcuna restrizione.

L’approvazione del green pass dovrebbe riporterà la libertà di movimento all’interno dell’UE e contribuirà a riaccendere il turismo nell’area Schengen, senza mettere in pericolo la salute pubblica.

Come funziona il green pass in Italia?

Già dal 17 giugno è online anche il Italia il green pass. A seguito del nuovo Dpcm del governo Draghi è consentito agli italiani di muoversi con più libertà e di viaggiare in Europa e in tutti i Paesi dell’area Shengen. Il pass digitale in Italia è rilasciato dal Ministero della Salute attraverso la piattaforma nazionale. Nel momento in cui la certificazione è disponibile, si riceve su uno dei recapiti comunicati quando ci si è prenotati per la vaccinazione un sms o un’email contenente un codice di autenticazione e le istruzioni per scaricarla. Questo può essere scaricato accedendo al sito messo a disposizione dal governo, oppure scaricando l’app Immuni o l’app Io sul proprio smartphone, oppure accedendo al Fascicolo Sanitario Elettronico.

Il green pass digitale può essere recuperato anche dal medico di base o dal farmacista accedendo al Sistema Tessera Sanitaria con le loro credenziali. Sarà sufficiente mostrare loro la propria tessera sanitaria ed il green pass verrà consegnato in formato cartaceo o digitale.

Pioppi è uno di quei rari paesi di fronte al mare che conserva ancora il suo carattere antico e il suo fascino senza tempo, senza essere diventato un posto pieno di resort per folle estive di vacanzieri.

Il suo ambiente è perfetto, una terrazza sul mare, quasi da cartolina: un arco lungo la baia con un lungomare che non è stato cementificato o commercializzato limitando il piacere del mare, con vedute che si proiettano fin sulle colline che circondano la baia. Qui si può respirare l’aria fresca di mare carica di iodio e nuotare in un’acqua perfettamente cristallina!

Pioppi, un’oasi di semplicità per le vacanze estive

Pioppi è veramente una piccola oasi di serenità, con il mare spesso lievemente mosso da un piacevole vento. Un borgo fatto apposta per chi ha bisogno di liberarsi degli affanni e delle preoccupazioni quotidiane, un posto che rimane nel cuore per sempre e di cui non ci si dimentica. Ci vuole davvero poco per visitarlo tutto, con le sue casette stese lungo il mare per neanche un chilometro, in un paio di ore si scoprono sia i due musei che la piccola chiesa, ma vale davvero la pena trascorrervi un soggiorno mare perché si rimane rapiti dalla sua semplicità e dalla sua pace silenziosa.

L’intero borgo marinaro è attraversato dal lungomare che, insieme alle casette e al mare stesso, forma un quadro armonioso di tranquillità. La vita si concentra tutta nella piazza del borgo, nella quale si trovano bar, ristoranti e pizzerie che regalano vedute meravigliose in situazioni di totale relax. Assolutamente lontana dal turismo di massa, Pioppi è una delle nostre mete predilette nel Cilento che, come tutte le oasi micro-dimensionate, sembra quasi un miraggio. Passeggiare al tramonto sul lungomare, lontano dagli schiamazzi, regala pace e serenità ed è un’esperienza totalmente rilassante.

La storia di Pioppi

La cittadina è veramente un gioiello con le sue spiagge non affollate che sono proprio lì, facilmente accessibili dal paese. Pioppi è una frazione marina della vicina Pollica, ma è stata una città portuale marittima a pieno titolo per diversi millenni. Fu fondata dai Greci, poi popolata da Romani, Longobardi, Normanni e quindi dalla solita serie di feudatari che si sono succeduti nel tempo.

Pioppi fu menzionata sia da Plinio che da Strabone, storici antichi, e fu collegata strettamente al fiorente centro greco di Velia, l’antica Elea. I Saraceni razziarono Pioppi, causando enormi danni e diffondendo così tanta paura che gli abitanti fecero i bagagli e si trasferirono nell’entroterra, a Pollica e Casal Velino per un certo periodo.

Nel secolo scorso Pioppi ha guadagnato una certa notorietà non per la sua storia antica ma per la sua dieta storica. Quando il noto medico cardiovascolare e ricercatore nutrizionale americano Ancel Keys venne in città, studiò le abitudini alimentari della zona per capire la longevità degli abitanti. Ha giustamente concluso che ciò che si mangia ha un impatto sulla salute e ha passato il resto della sua vita a proclamare la superiorità della Dieta Mediterranea attraverso le sue conferenze e i suoi libri. Keys stesso fu il pioniere della nutrizione, formulò le ormai famose “razioni K” per l’esercito americano, dove la “K” stava per Keys. Visse il resto della sua vita a Pioppi, dove si spense nel 2004 all’età di 100 anni!

Il Castello sulla spiaggia è stato costruito nel XVIII secolo ed ora ospita un paio di musei.

Cosa offre Pioppi

Pioppi offre una bella atmosfera rilassante per una vacanza tranquilla e lontana dalle folle estive, dove si può godere di buon cibo, buon vino, grandi spiagge e belle passeggiate. Il paese ha conservato la sua struttura originaria, con poche case affacciate prevalentemente sul mare, così come l’atmosfera di un borgo marinaro del Cilento. Il lungomare è pittoresco, e ci sono molti sentieri sulle colline per fare lunghe passeggiate.

L’antica città di Velia è vicina, e non è troppo lontana nemmeno Paestum. Ci sono graziose cittadine praticamente sconosciute nei dintorni, come Pisciotta, Acciaroli, e una splendida costa tutta da esplorare. Sono meritevoli di una visita sia il Museo Vivo del Mare che il Museo della Dieta Mediterranea all’interno del Palazzo Vinciprova. Gli sport acquatici e le sagre estive richiamano durante i mesi estivi subacquei, amanti della pesca e turisti desiderosi di trascorrere dei giorni immersi in una natura ancora incontaminata.

La spiaggia è una lunga lingua composta per lo più di ciottoli, dove si trovano pochi lidi ben attrezzati, ma anche spiaggia libera. Il mare è limpidissimo e pulito, pluripremiato Bandiera Blu,  in prossimità degli scogli si possono vedere con una maschera da sub numerose varietà di pesci. Il soggiorno mare a Pioppi è ideale per tutti coloro che amano località di mare tranquille e senza movida eccessiva.

Dove mangiare a Pioppi

Ci sono diversi bar, ristoranti e pizzerie di buon livello, dove si mangia in maniera semplice ma sempre molto bene. Fra questi segnaliamo il Myosotis da Rossano. Inserito in un bel giardino esotico di fronte al mare, qui è piacevole fermarsi a pranzare per gustare piatti locali genuini. Si può mangiare pesce azzurro appena pescato, le linguine alla Myosotis con datterini rossi, olive e alici salate, ravioli al baccalà oppure con la burrata, paccheri con i granchi. Fra i secondi si può scegliere fra fritture di pesce, pastacresciute con i fiori di zucca, alici salate e verdure di ogni tipo.

Anche al Pioppi Bar si mangiano piatti locali freschissimi: antipasti di ceci, cozze e cavatelli, primi a base di fusilli fatti a mano, orata all’acqua pazza, crostate con la marmellata.

Dove dormire per un soggiorno mare a Pioppi

Per un soggiorno mare a Pioppi consigliamo l’hotel La Vela, un 4 stelle che si caratterizza per gli impeccabili servizi, molto tranquillo e con camere in stile Minimal che affacciano proprio sul mare con vista mozzafiato.

L’hotel La Vela sorge nel cuore del borgo, proprio di fronte al mare e mette a disposizione dei suoi clienti una spiaggia sabbiosa e privata con accesso diretto. Il ristorante offre ricette a base di pesce e piatti ispirati tutti alla Dieta Mediterranea, che qui è nata. Mette a disposizione un fresco pergolato sotto cui mangiare, perfetto per rilassarsi di fronte al mare.

L’hotel dista appena un minuto a piedi dal Museo della Dieta Mediterranea e per coloro che amano la natura e le passeggiate, c’è la possibilità di fare lunghe escursioni a piedi nelle colline adiacenti immerse nella macchia mediterranea.

Se desideri trascorrere un soggiorno mare a Pioppi, puoi rivolgerti alla nostra Agenzia a Benevento. Il nostro staff sarà a tua disposizione per fornirti tutte le informazioni che ti occorrono: puoi contattarci allo 0824482030.

Castellabate è un bellissimo borgo antico sulla collina di Sant’Angelo nell’Area Protetta del Cilento.

Con la sua altezza domina il mare dall’alto, così quando arriverete sulla piazza di fronte al Castello dell’abate sarete incantati dalla vista sul Cilento e su un mare meraviglioso. Addirittura nei giorni con poca foschia potrete vedere la costa di Amalfi.

Se avete visto il film “Benvenuti al Sud” con Enrico Siani, sarete colpiti dalle piccole strade strette e dalle minuscole piazzette. La piccola e stretta stradina che conduce fino alla sommità di Castellabate è più simile ad una gincana che ad una strada, però una volta arrivati in cima si può godere di uno spettacolo mozzafiato a 360° che riempie cuore e occhi, specialmente al tramonto! Gli scorci sono romantici e suggestivi, la vista a dir poco eccezionale, la tappa al belvedere è un must nel paesino che è piccolissimo e si gira in mezz’ora o poco più. Ci sono diversi posti dove fermarsi a mangiare, e prendere un aperitivo nella piazzetta del borgo è davvero un appuntamento da non perdere.

Insomma, Castellabate è un piccolo gioiello che raccoglie diverse meraviglie, sia che si tratti di antichi edifici medievali che di spiagge baciate dal sole. Il paese è immerso nella storia e sembra aver resistito galantemente alle tentazioni della modernizzazione. Le strade acciottolate e gli archi inaspettati rallentano il ritmo della vita e vi riportano a tempi più semplici. L’orizzonte di Castellabate è dominato da un castello del 12° secolo e Santa Maria di Castellabate offre alcuni fra i panorami più belli della costa del sud Italia.

I turisti interessati alla storia si rallegreranno per ciò che questo borgo ha da offrire. Il Santuario S. Maria a Mare è una bella chiesa, tranquilla e solenne, che si affaccia maestosamente sul mare e risale al 19° secolo. Potete immergervi in questa atmosfera sdraiandovi sulla spiaggia o facendo una passeggiata per le stradine storiche: Castellabate offre bellissimi quartieri da esplorare ma anche nuovi cibi da provare.

La sagra del pescato di paranza

 Si tiene a giugno questa importante e gustosa sagra che ha luogo a Lago di Castellabate. Del resto, abbiamo visto come la pesca e i suoi frutti facciano parte della vita quotidiana della gente del posto. Oggi la sagra rappresenta, infatti, un appuntamento importante per promuovere e sostenere la pesca che è il principale settore per l’economia locale: tutto il pescato che viene cucinato durante la sagra è fornito unicamente dai pescherecci locali. Un’ottima occasione per gustare frittelle di mare, frittura di paranza, fritture a base di pesce freschissimo, la celebre pasta con i fagioli e le cozze, ma anche i prodotti tipici del territorio che da secoli fanno parte della dieta mediterranea e della cucina genuina così tanto apprezzata nel mondo.

La sagra del pescato di paranza è organizzata dall’Associazione punta Tresino e patrocinata dal Comune di Castellabate.

Una vera e propria festa di profumi e di sapori, ma anche un’occasione per visitare i mercatini gastronomici e i laboratori artigianali presenti all’appuntamento, oltrechè un opportunità per grandi e piccoli per trascorrere ore di svago fra spettacoli musicali e luna park.

Conosciamo meglio Castellabate e la sua filosofia di vita…

 Castellabate è composta da diverse frazioni e ognuna ha il suo carattere e il suo fascino. Queste sono quelle da non perdere…

Il vecchio borgo collinare – Castellabate

Questa è la Castellabate originale; vecchia di secoli e che ancora tiene d’occhio la Castellabate più moderna molto più in basso. È meraviglioso girovagare per le stradine acciottolate, ascoltando i piatti che tintinnano nelle belle casette. L’aria si riempie degli aromi della cottura dei frutti di mare e della preparazione del caffè. Uscendo da un particolare vicolo ombreggiato, ci si ritrova davanti una piazza: gli occhi danzano tra i tavoli, oltre una casa di pietra dorata, fino a una vista che ricorderete per sempre. È adesso che il cuore si perde in un piccolo paese su una collina del Cilento: il piccolo centro storico di Castellabate! Non si può dire molto di più, tutto quello che dovete sapere è che dovete visitarlo, basta seguire le stradine fino alla piazza.

Marina piccola, un’oasi di serenità dal mare cristallino

Castellabate vanta una spiaggia davvero pittoresca, ideale per nuotare e fare snorkeling. Amata dalla gente del posto, la spiaggia ha un buon numero di chalet e di ristoranti, ed è attrezzata con lettini per i suoi visitatori. È pulita e allegra, meta ideale delle famiglie con i bambini per godersi il caldo sole estivo e le acque cristalline e pulitissime del suo mare. Un modo perfetto per trascorrere una rilassante giornata all’ombra di un borgo antico.

 Santa Maria di Castellabate

Questa parte più nuova della città è famosa per le sue spiagge e in luglio e agosto diventa piuttosto affollata, ma quasi solamente di italiani. Pochissimi stranieri, solo quei pochi fortunati che hanno scoperto Castellabate e il Cilento si trovano in vacanza qui. Eppure, anche a luglio, anche con tutti i turisti, non ci si sente mai sgraditi. Non si viene fregati con prezzi assurdi, la gente non è mai scortese e non si ha mai fretta di finire un pasto e andare via. La sensazione è quella di essere come in famiglia. È come se tutti stessero aspettando il tuo ritorno, niente è di troppo disturbo. Come si dice qui: “si piange di gioia quando si arriva e si piange di tristezza quando si parte”.

Cosa vedere? La spiaggia è la principale attrazione turistica, una bella spiaggia di sabbia soffice accarezzata da lievi onde, con l’acqua che rimane tiepida per tutta l’estate fino ai primi di ottobre. La maggior parte delle famiglie vive ancora di pesca. Alzatevi molto presto e vedrete le barche da pesca che tornano con il pescato del giorno. Se non siete mattinieri, potrete trovare lo stesso pesce nelle numerose pescherie locali o al ristorante “Perbacco” in via Andrea Guglielmini 19.

San Marco di Castellabate

San Marco è una località graziosa come una cartolina. Si trova un po’ più a sud di Santa Maria e qui, ancor più che a Santa Maria, la pesca è l’attività principale. La vita è vissuta vicino al mare e la maggior parte della gente vive del mare. A San Marco il menu giornaliero ruota intorno al pescato del giorno e alla frutta e verdura coltivata localmente. Non c’è da stupirsi che vivano così a lungo! Non troverete più di qualche negozio di souvenir. Troverete piuttosto numerosi ristoranti che servono frutti di mare freschissimi e cucinati con semplicità, senza troppi aromi per non alterarne il sapore genuino. Provate “Lo Scoglio” in via Pozzillo 87, è uno dei migliori.

Ogliastro Marina

Ogliastro Marina è una splendida frazione di Castellabate, nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, dove vaste foreste di pini si allungano fino alla costa e spiagge dorate si estendono fino a un mare azzurro cristallino. Una bella località turistica con una manciata di graziose ville, un paio di hotel, bar e ristoranti che servono solo i migliori prodotti freschi e fatti in casa. Parlando di ristoranti, provate “Il Cefalo”, “Villa Gio” e “Da Carmine”: tutti offrono pesce locale appena pescato servito con verdure coltivate in loco, pasta fatta in casa con condimenti che neanche avete mai immaginato.

Prima della cena godetevi un aperitivo seduti in riva al mare, con un buon bicchiere di vino prodotto da uno dei tanti vigneti della zona, mentre respirate l’aria di mare e ascoltate le onde che si infrangono. La gente del posto è genuina e ti accoglie come si fa con un vero amico, non come un cliente. È impossibile non innamorarsi di questo posto e diventarne parte. Non c’è niente di così bello da nessun’altra parte!

Se desideri maggiori informazioni sul Castellabate, sul Cilento e sul Vallo di Diano e sulla possibilità di fare escursioni in queste splendide zone dalla natura incontaminata, contattaci allo 0824482030 oppure compila il form contatti.

Benvenuto nella vacanza che realizza i sogni di tutte le persone che amano il mare e il divertimento in uno dei luoghi più belli della Basilicata, nel cuore della Magna Grecia! Sabbia, mare e occhiali da sole sono tutto ciò di cui hai bisogno per iniziare la tua rievocazione di Cast away, solo che a differenza del celebre film con Tom Hanks, a Scanzano Jonico troverai ottimi piatti, divertimento e ogni tipo di comodità. Niente zattera fatta in casa o pallone con una faccia disegnata sopra. Qui potrai goderti la spiaggia e il mare cristallino e pulito che hai sempre sognato.

Perché un soggiorno mare a Scanzano Jonico?

Durante un soggiorno mare a Scanzano Jonico ti svegli la mattina con una vista che ricorda le migliori immagini patinate dei depliant turistici, con gli alloggi lungo la costa che vanno dai caratteristici bungalow agli hotel di lusso in stile resort. Un giorno puoi immaginare di sorseggiare un cocktail da un guscio di noce di cocco e il giorno dopo di essere steso su un paio di asciugamani con i tuoi amici, realizzando il sogno di un soggiorno mare semplicemente perfetto. Poi, lezioni di paddle board e una grigliata al tramonto seguita dalla gioia di riposare in una camera dotata di ogni comfort, mentre il suono del mare ti culla nel sonno.

Hotel e resort con servizi eccellenti

Gli hotel ed i resort disseminati lungo le spiagge di Scanzano Jonico combinano un’ottima posizione con servizi alberghieri eccellenti, capaci di attrarre ogni estate migliaia di vacanzieri alla ricerca di un soggiorno mare divertente e di un’abbronzatura perfetta, grazie anche a chilometri di costa soleggiata e a tratti selvaggia.

Hai mai visitato un posto nuovo ed esclamato “wow”? Per molti turisti succede così a Scanzano Jonico.

Il contesto naturale e paesaggistico

La località lucana non è certamente così popolare come altre mete turistiche in Italia, ma non lasciarti ingannare. Scanzano Jonico, situata tra le foci del Cavone e dell’Agri, è una piccola ma bella località turistica che merita un soggiorno, sarai sorpreso dalle cose uniche da fare e dai luoghi che puoi esplorare durante il tuo soggiorno mare qui.

Sulle orme degli uomini e della civiltà della Magna Grecia, la costa è circondata da una verdeggiante pineta in un contesto naturale che affascina. Sopra ogni cosa, ha un mare decisamente più pulito e spiagge ancora incontaminate rispetto ad altre località limitrofe che distano appena pochi chilometri, con diversi tratti di litorale libero.

Il mare è cristallino, il fondale è basso e la sabbia è bianca, un soggiorno mare perfetto soprattutto per i bambini che potranno nuotare e provare tutti gli sport acquatici. Tra le spiagge di sabbia dorata merita di essere citata quella di Terzo Cavone, che prende il nome dall’omonimo fiume, davvero particolare perché la spiaggia è circondata da una vegetazione selvaggia che rende il paesaggio veramente suggestivo. Ricchissima, quindi, la flora e la fauna sull’intero litorale di Scanzano Jonico.

La cucina è ottima ed è il posto ideale per un soggiorno mare per le famiglie che amano i luoghi poco affollati. Però la sera i lidi si animano e da giugno a settembre sono popolatissimi e sempre in fermento, eccellente richiamo per tutti quelli che amano la vita notturna e la movida.

Cose da fare a Scanzano Jonico

Nelle prime tre settimane di agosto a Scanzano Jonico e nei paesi intorno si organizzano sagre e feste, ideali per vivere il folklore locale e scoprire le tradizioni lucane. Con la macchina ci si può spostare per visitare il Parco Letterario Isabella Morra a Valsinni, dove nei mesi estivi la Proloco organizza uno spettacolo serale che racconta la vita e le opere della poetessa del ‘500, con ristoranti e animazioni nella splendida cornice del castello.

Merita una visita anche il Parco di Jonè, dedicato alla salvaguardia di numerose specie animali marine. Indicato soprattutto per famiglie con bambini, i quali possono seguire percorsi didattici che educano ai valori del mare e dell’ambiente marino.

A soli 15 minuti di auto c’è l’immancabile Acqua Park Acquazzurra. Nel Parco i più grandi ed i piccoli possono trascorre una giornata divertentissima di svago tra scivoli, attrazioni e tanto sport.

Se vieni a Scanzano Jonico puoi fare un salto anche al Parco Avventura del Pollino. Qui si possono vivere giornate intere immersi nella natura più selvaggia, facendo escursioni, arrampicate, rafting e passeggiate in mountain bike.

Scanzano Jonico ha il vantaggio che è facilmente raggiungibile in aereo, treno e pullman, oltre che naturalmente in auto. È la soluzione perfetta di vacanza per le famiglie grazie alla presenza dell’animazione e di tanti servizi dedicati ai bambini nei villaggi e nei resort.

Per coloro che amano andare alla scoperta dei sapori locali, ci sono numerosi agriturismi immersi nel verde. In questi ristoranti è possibile gustare le ricette della tradizione locale e scoprire i sapori della cultura contadina.

Futura Club Danaide: soggiorno mare a Scanzano Jonico

Il Danaide Resort si trova a Lido Torre. Questa splendida struttura dispone di 122 camere. Il Club Danaide accoglie gli ospiti con la sua eccellente cucina, la spiaggia privata e una spa per i trattamenti benessere. La spiaggia è incontaminata, caratterizzata da dune sulle quali cresce una rigogliosa flora mediterranea.

Il resort è composto da un complesso centrale, dove si trovano i servizi e parte delle camere e da una serie di edifici più piccoli.

Il ristorante è à la carte e climatizzato. Tutte le 122 camere hanno aria condizionata, balcone o patio, frigorifero, cassaforte, telefono e tv a led. Ogni bagno è fornito di asciugacapelli. Gli ospiti del Futura Club Danaide possono usufruire di vasca idromassaggio, wi-fi gratuito e una bellissima piscina all’aperto da ben 1.800 metri quadri. Il personale della reception fornisce assistenza per la custodia di oggetti di valore, escursioni e biglietti.

Servizi del Futura Club Danaide a Scanzano Jonico

Presso la struttura è disponibile un efficiente servizio lavanderia. Inoltre puoi fare numerosi sport. La struttura è dotata di tre campi da tennis, di una centro polivalente per il tennis e il basket, campi da calcetto in erba sintetica, di una pista per le bocce e di una zona dedicata al tiro con l’arco. Presso il Danaide Resort potrai fare la sauna finlandese, il bagno turco, il percorso Kneipp, docce emozionali e cromoterapia, massaggi e trattamenti estetici grazie ad un moderno centro benessere.

Tutta la famiglia potrà godersi una vacanza rilassante, ma anche dinamica e all’insegna del divertimento garantito dal formidabile staff dell’animazione.

Se ami la natura ancora incontaminata, l’acqua cristallina del mare, la buona cucina e desideri trascorrere dei giorni in pieno relax con la possibilità di conoscere nuove persone, un soggiorno mare a Scanzano Jonico presso il Futura Club Danaide è tutto quello di cui hai bisogno.

Per maggiori informazioni e per la prenotazione puoi rivolgerti alla nostra agenzia a Benevento. Il nostro staff è tua disposizione per trovare la migliore soluzione vacanza per te, la tua famiglia e i tuoi amici, se viaggi in gruppo.

Puoi contattarci senza impegno allo 0824482030 oppure compilare il form contatti.

La Via Francigena è un lungo tratto di quell’antico percorso che un tempo i pellegrini facevano a piedi da Canterbury fino a Roma, entrando in pieno uso a partire dall’XI secolo circa.

Il vescovo Sigerico di Canterbury fece il primo viaggio a Roma nel 990 d.C., ricevendo grandi onori dal Papa. Egli conservò i dettagli dei suoi viaggi in un libro che divenne in seguito la mappa del pellegrinaggio di oggi, più o meno.

Nel percorso si incontrano molte città interessanti, dalla roccaforte romana di Aosta, con alcune grandi rovine da visitare, a Ivrea, nota per il suo carnevale con il lancio delle arance, a Vercelli per il suo riso, a Luni, da cui prende il nome la Lunigiana, con più di 160 castelli e rovine di castelli da visitare. La via è costellata da altre destinazioni irresistibili, come San Gimignano con le sue torri, Siena con il suo caratteristico Palio. Oggi è un ottimo percorso per fare trekking, ma si può fare in auto o anche in treno.

Storicamente, l’improvviso afflusso di viaggiatori in gruppo rese il viaggio, e di conseguenza il commercio, più sicuro lungo queste strade. Così, le città più ricche e dalla meravigliosa architettura dell’XI e XII secolo si trovano proprio lungo questo antico percorso.

Utilizzare le vie di pellegrinaggio o le vecchie strade romane per organizzare un viaggio è un’idea eccellente!

Via Francigena: 3 mesi per percorrerla tutta a piedi

Questa antica strada di pellegrinaggio che ha inizio addirittura dalla Cattedrale di Canterbury, nel Regno Unito, e conduce i pellegrini attraverso l’Europa fino a Roma, è lunga ben 1900 km.

Ci vogliono 3 mesi per percorrere a piedi l’intera lunghezza della Via Francigena e più di un mese per percorrerla in bicicletta. Tuttavia, la maggior parte dei pellegrini e dei turisti sceglie di fare giusto qualche tappa di pochi giorni oppure una settimana alla volta.

Qual è il momento migliore per percorrere la via Francigena?

Sebbene fosse caduta quasi in oblio, oggi la Via Francigena sta ritrovando nuovo smalto e ogni anno è sempre più frequentata. Si stima che tra le 2.000 e le 3.000 persone camminino o pedalino lungo le porzioni della Via Francigena ogni anno.

Alcune sezioni della Via Francigena, come quelle che passano in Toscana o nelle zone più vicine a Roma, sono le più battute ed è qui che si incontra la maggior parte dei pellegrini e dei turisti che percorrono questo antico percorso.

Da un punto di vista sociale, la primavera e l’autunno sono i periodi migliori per viaggiare in questi luoghi. Buona parte dei tratti sono percorribili a piedi anche in inverno, a parte le regioni di montagna come il percorso che attraversale le Alpi e il Passo del San Bernardo, sebbene queste saranno esperienze ben più solitarie.

Alcuni hotel e residence, in particolare nelle zone rurali, potrebbero essere chiusi lungo il percorso. Per questo potrebbe rendersi necessario allontanarsi dalla Via Francigena per trovare un’adeguata struttura ricettiva. Se sei interessato a viaggiare nei mesi invernali, verifica con la nostra agenzia di viaggi le possibili soluzioni: saremo in grado di consigliarti e confermare la disponibilità.

I periodi migliori ma anche i più affollati

La Toscana è una dei percorsi preferiti della Via Francigena. I mesi primaverili e autunnali sono i migliori se si vuole evitare il caldo estivo di luglio e agosto.

A settembre e ottobre, godrai di temperature piacevoli e potrai anche assistere alla vendemmia in pieno svolgimento.

L’ultimo tratto fino a Roma può essere percorso senza problemi tutto l’anno, ma la primavera e l’autunno sono sicuramente le stagioni migliori in termini di temperatura e condizioni meteo.

La Pasqua è un momento speciale nella Città Eterna, ma le prenotazioni per questo periodo dell’anno devono essere fatte con largo anticipo per assicurarsi un alloggio in città.

Se ti stai quindi organizzando per percorrere la Via Francigena in coincidenza con feste ed eventi particolari, assicurati di prenotare per tempo. La disponibilità di alloggi può essere limitata per quelle date!

Contatta i nostri consulenti di viaggio per conoscere i momenti migliori per percorrere la Via Francigena o per sapere quali sono le sezioni del percorso più affascinanti, insieme agli hotel e alle disponibilità per il periodo che ti interessa.

I tour più popolari della Via Francigena

  1. A piedi attraverso la Toscana. Camminare da Lucca a Siena è uno dei tour preferiti dalle persone. Ci vogliono otto giorni per completarlo e si cammina in una regione di meravigliosa bellezza e storia, fermandosi in città come San Gimignano e Siena.
  1. Cammino fino a Roma. L’ultima sezione della Via Francigena, dalla medievale Viterbo a Roma, è il miglior percorso da fare se si desidera camminare fino a Roma e richiedere il certificato di pellegrinaggio “Testimonium”. Che cos’è il Testimonium? Si tratta di una pergamena che in passato veniva rilasciata ai pellegrini per dimostrare di aver percorso il cammino, quindi di aver compiuto il pellegrinaggio così da essere sciolti dal voto. Oggi il Testimonium viene rilasciato esclusivamente ai pellegrini che presentano la credenziale timbrata ed hanno percorso a piedi gli ultimi 100 chilometri.
  1. Il cammino di San Francesco. Questo è un percorso alternativo per Roma, ispirato alla vita e agli insegnamenti di San Francesco d’Assisi. Si tratta di un percorso di 4 settimane da Firenze ad Assisi, la Valle di Rieti attraverso gli Appennini e infine Roma. Anche se più breve, il Cammino di Francesco è un percorso impegnativo, consigliato solo a escursionisti esperti.
  1. Pellegrinaggio a Pietrelcina. In Campania è stato inserito il percorso religioso di Pietrelcina all’interno della cosiddetta “Via Francigena del sud”. Si tratta di un percorso dedicato ai moderni pellegrini che, partendo da Roma e attraversando il basso Lazio, giungono fino in Campania per dirigersi poi in Puglia e imbarcarsi alla volta di Gerusalemme e della Terra Santa. Un’occasione importante per valorizzare il territorio sannita e le aree rurali grazie al turismo religioso. Uno spettacolo unico per visitatori, pellegrini e turisti che potranno così ammirare il Sannio ma anche i luoghi in cui è nato e dove ha vissuto San Pio, come la casa natale, il Convento dei Frati Minori Cappuccini e la Chiesa di Santa Maria degli Angeli.

Escursione a Pietrelcina

Contatta la nostra agenzia di viaggio a Benevento per organizzare un’escursione lungo la Via Francigena alla scoperta dei luoghi più sacri d’Italia. Per maggiori informazioni puoi chiamarci in agenzia allo 0824482030 oppure compilare il form contatti.

La salsiccia rossa di Castelpoto, un piccolo Comune in provincia di Benevento, ha un’origine antica, probabilmente risale addirittura alla fondazione stessa del borgo per opera del duca longobardo Potone nell’alto medioevo.

Castelpoto è un borgo medioevale che sorge a 300 metri di altezza nel parco regionale del Taburno, nella valle Vitulanese, e da novembre ad aprile inoltrato si dedica alla produzione di questo presidio Slow Food apprezzato localmente e non solo.

Proprio per questo riconoscimento, la salsiccia rossa di Castelpoto è assolutamente priva di qualsiasi conservante, colorante o additivo: solo un po’ di sale marino e basta.

Salsiccia rossa di Castelpoto: una ricetta della tradizione contadina

Sebbene sia rossa, non è detto che la salsiccia di Castelpoto sia necessariamente piccante. Infatti, il sapore può essere dolce o piccante e dipende esclusivamente dalla concentrazione di polvere di peperoni utilizzata nell’impasto. Ci sono anche deliziose note di finocchietto selvatico e, quindi, quelle forti della carne.

Ma come si produce la salsiccia rossa di Castelpoto? Iniziamo dai suini neri di razza casertana, allevati localmente seguendo un rigido disciplinare e alimentati esclusivamente con foraggi prodotti sul posto e senza l’uso di ogm. Anche il clima e l’aria del monte Taburno fa la sua parte. Del maiale si utilizzano solo determinati tagli, quelli migliori come la spalla, la lonza e la coscia, togliendo tutto il grasso e i nervi. Dopodichè si procede alla macinatura grossolana della carne e poi alla miscelatura con la polvere di paupali.

Perché la salsiccia di Castelpoto è così rossa? Il colore è dato proprio dalla polvere di paupali, i peperoncini rossi autoctoni tipici di Castelpoto che, una volta raccolti, vengono dapprima uniti con ago e filo a formare lunghe collane messe ad essiccare all’aria, poi tostati nei forni alimentati da legna di ulivo e quercia e, infine, macinati in polvere sottilissima.

Il processo di produzione della salsiccia è lungo e laborioso. Dopo che si è impastata la carne di maiale con la polvere rossa di paupali, si procede con l’aggiungere all’impasto un infuso fatto con teste di aglio, sale marino e finocchietto selvatico raccolto sul posto. Si seguita a lavorare manualmente l’impasto per un po’, dopodiché lo si lascia riposare. Infine, viene insaccato nel budello rigorosamente naturale per ottenere finalmente i famosi capuzzielli, ovvero le salsicce del peso di 100-140 grammi e lunghe circa 10 centimetri.

Le piccole salsicce così ottenute vengono messe a stagionare per un periodo medio di circa 25 giorni.

Il segreto della bontà di questa salsiccia sono gli ingredienti: pochi, semplici, naturali e tutti locali.

Come degustare la salsiccia rossa di Castelpoto

La salsiccia è perfetta da servire come antipasto, magari insieme a dei formaggi semi-stagionati. Se è stata confezionata sottovuoto, è meglio lasciarla riposare per una decina di minuti dopo averla tolta dalla confezione. Naturalmente va accompagnata con un vino rosso piuttosto robusto e corposo, ad esempio un Aglianico del Taburno DOC oppure un Taurasi DOCG.

Per esaltarne i sapori si consiglia di mangiarla con del buon pane cotto a legna o, ancora meglio, con il pane cunzat, fatto solo a Castelpoto, con uva passa e ciccioli. La salsiccia la si può gustare anche in altri modi: si può arrostire alla brace, fare in padella oppure al forno.

Grazie a Slow Food, la salsiccia rossa di Castelpoto è apprezzata sulle tavole di tutta Italia e dai palati più esigenti. Non è raro infatti trovarla nei menù delle storiche pizzerie napoletane.

Perché la salsiccia di Castelpoto è un presidio Slow Food?

Lo Slow Food è un’idea, un modo di vivere e un modo di mangiare. È un movimento globale con migliaia di membri in tutto il mondo che collega il piacere del cibo con l’impegno verso la comunità e l’ambiente. Si tratta di cibo buono, pulito ed equo.

  • Buono. La parola buono può significare molte cose. Per Slow Food, l’idea di buono significa gustare cibo eccellente ricavato con cura dalla coltivazione delle piante e dall’allevamento di animali sani. I piaceri del buon cibo possono anche aiutare a costruire una comunità e a celebrare la cultura e la diversità regionale.
  • Pulito. Quando parliamo di cibo pulito, parliamo di alimenti nutrienti che fanno bene al pianeta ed al nostro corpo. È coltivato e raccolto con metodi che hanno un impatto positivo sui nostri ecosistemi locali e promuove la biodiversità. Il cibo pulito è organico e senza insetticidi, niente prodotti che sono stati modificati geneticamente, anche se sono esteticamente più gradevoli. La chiave per vivere una vita salutare è quella di fare di pasti a base di cibo naturale e minimamente elaborato.
  • Equo. Il cibo è un diritto universale, dovrebbe essere accessibile a tutti, indipendentemente dal reddito. Quello che arriva sulle nostre tavole deve essere prodotto da persone trattate con dignità e giustamente compensate per il loro lavoro.

In questo contesto si inserisce perfettamente la salsiccia di Castelpoto che viene realizzata con ingredienti semplici, naturali e tutti locali.

Slow Food è nato in Italia

Il movimento Slow Food è nato per contrastare il fast food, originato dal frenetico stile di vita americano, e per educare le persone a mangiare i prodotti locali. L’associazione, desiderosa di ridare il giusto valore al cibo nel rispetto di chi produce e in armonia con l’ambiente, si prefigge di proteggere la biodiversità, educare la popolazione a cibarsi di prodotti freschi e di mettere in contatto i produttori attraverso eventi slow food.

Il movimento si è già diffuso velocemente in oltre 150 Paesi, raccogliendo estimatori nei ristoranti e nei negozi di alimentari attenti a certe tematiche. I mercati contadini sono diventati il paradiso degli ingredienti freschi in una terra resa sempre più desolata a causa dei prodotti chimici.

Libri e siti web dedicati al movimento Slow Food sono divenuti ultimamente molto popolari, in particolare alla luce delle tendenze eco-friendly. Lo slow food non è cibo che subisce mille manipolazioni prima di arrivare in tavola.

Non è un caso che l’organizzazione eco-gastronomica Slow Food sia nata proprio in Italia nel 1989. L’apprezzamento a livello mondiale per il cibo e gli ingredienti prodotti dal lavoro della terra stà convincendo milioni di persone nel mondo ad abbandonare lo stile di vita frenetico e ad apprezzare l’arte del mangiare.

Condividi l’esperienza culinaria slow food

Mentre stai mangiando prenditi il tuo tempo per goderti il gusto del cibo fresco. Invita gli amici e cucinate insieme. Rendendo l’effettiva preparazione del cibo una parte integrante del pasto, apprezzerai di più il prodotto finito ed è probabile che farai più attenzione nella scelta degli ingredienti.

Il binomio formato da salsiccia rossa di Castelpoto e maiale è l’occasione perfetta per assaporare il risultato della cultura contadina sannita che si è tramandata per secoli grazie ad una tradizione rimasta sempre uguale e gelosamente custodita.

Se vuoi apprezzare la salsiccia rossa di Castelpoto e ti piacerebbe scoprire i sapori della cucina slow food locale, con i vini del Sannio, perché non fare un’escursione nella provincia di Benevento? Scoprirai una terra disseminata di oliveti e vigneti immersi nelle campagne all’ombra del Taburno, una città ricca di storia e di tesori romani e longobardi, un vero museo a cielo aperto.

Per informazioni sulle escursioni e per organizzare percorsi enogastronomici contattaci allo 0824482030 oppure scrivici compilando questo form di contatto

Possiamo dire che è impossibile non bere un buon caffè a Napoli. Ogni bar di quartiere è una finestra sulla vita di una certa parte del territorio napoletano, ci si va anche per la compagnia e per fare quattro chiacchiere sulla quotidianità. Tra questi locali vi è anche il Gran Caffè Gambrinus, un pezzo di storia di Napoli.

Gran Caffè Gambrinus, un posto quasi sacro e ricco di storia

Nessun viaggio a Napoli è completo senza una visita al Gambrinus Belle Èpoque, uno dei caffè più famosi di Napoli. Molti artisti e pensatori famosi si sono seduti nelle sale ispirate alla Belle Époque, come Gabriele d’Annunzio, Jean-Paul Sartre ed Ernest Hemingway. Oscar Wilde era solito prendere qui il suo caffè e Mussolini fece chiudere alcune sale per tenere fuori gli intellettuali di sinistra.

Gli stuzzichini e l’aperitivo sono eccellenti e sorseggiare uno spritz o una cioccolata calda nelle sale in stile belle-époque è qualcosa che deve essere provato se ci si trova a Napoli. Fra i dolci sono da provare la sfogliatella, il babà e la cassata, da abbinare alla squisita cioccolata calda, al gelato oltrechè, naturalmente, al caffè. Puoi ordinarlo mentre sei in piedi di fronte al bancone del bar. Tuttavia, ti suggerisco vivamente di indulgere nel lussuoso rituale di sorseggiare il caffè pomeridiano e assaggiare un dolce quando ti trovi al Gambrinus.

All’interno, questo caffè storico si presenta con una veste lussuosa, quasi sfarzosa, tipica di un mondo che non c’è più, mentre fuori, sulla terrazza, si può apprezzare la vista del Teatro San Carlo.  Il Gambrinus è anche un tradizionale punto di ristoro per gli amanti dell’opera che si ritrovano qui prima di recarsi a teatro dall’altra parte della strada. Il Gambrinus non è il posto dove si beve il proprio caffè quotidiano, e non dovrebbe esserlo. Questo è un luogo quasi sacro, da assaporare in occasioni speciali, preferibilmente prima di recarsi all’opera.

Il Gambrinus, Napoli e la nascita della belle epoque

Verso la fine del XIX secolo, Napoli, antica capitale del Mezzogiorno italiano, fu colpita duramente da una grave calamità. Un’epidemia di colera che era già da tempo scomparsa dalle capitali d’Europa travolse Napoli. A cavallo del ventesimo secolo, Napoli faticava a tenere il passo con la rivoluzione industriale che avrebbe modernizzato il nord Italia. L’unica eccezione fu rappresentata dalla legge speciale del 1904 per l’industrializzazione di Napoli, redatta da Nitti su richiesta di Giolitti. Nonostante ciò, con Napoli che aveva perso i privilegi di capitale circa quarant’anni prima, il lungo processo di risanamento urbano vide crescere i tratti borghesi della città, e la fisionomia della metropoli moderna cominciava ad essere marcata.

Napoli aveva sempre brillato nei campi culturali più diversi: aveva filosofi, letterati e giuristi, ma anche ingegneri e architetti, la canzone napoletana come industria culturale, grandi magazzini di livello europeo, iniziative imprenditoriali e lotte sociali di grande spessore.

All’alba del nuovo secolo, Napoli era dunque ancora una grande capitale europea, sempre all’avanguardia della cultura ma anche pioniera in alcune delle nuove forme di cultura di massa.

Gambrinus, Napoli e l’affermazione dell’industria culturale

Fu qui, nell’antica metropoli al centro del Mediterraneo, che si svilupparono le prime espressioni di un’industria culturale che si sarebbe affermata più ampiamente nel corso del XX secolo.

Per esempio, il sistema costruito intorno all’affermazione e alla diffusione mondiale della canzone napoletana era un’industria a tutti gli effetti. Ma Napoli fu anche la culla in Italia della nuova arte del cinema, che sarebbe poi cresciuta nel resto del Paese. Questa era senza dubbio la belle époque della città, e non solo perché il Salone Margherita e il Gran Caffè Gambrinus rivaleggiavano con i grandi caffè chantant di Parigi. Le classi dirigenti della città possedevano grandi competenze e grande dignità ed avevano la gestione degli interessi pubblici.

L’autunno del 1890 può essere identificato come l’inizio della belle époque a Napoli. Tra le opere di miglioramento e ristrutturazione urbana, veniva inaugurata la Galleria Umberto I, che sarà il cuore della rinnovata vita commerciale e culturale della città.

Tra Piazza Plebiscito e piazza San Ferdinando, il Gran Caffè riaprì nell’ex Foresteria del Palazzo Reale, ora sede della prefettura. Fu interamente ristrutturato e, per decisione del nuovo proprietario, si arricchì di un nome: Gambrinus, il nome del mitico re delle Fiandre e inventore della birra.

Mariano Vacca, già proprietario del vicino Caffè d’Europa all’angolo con via Chiaia, affidò la completa ristrutturazione del nuovo locale al noto architetto Antionio Curri, celebre professore di architettura all’Università.

Una quarantina di artisti, tra scultori e pittori, diedero vita a quella che Domenico Morelli definì “una delle più significative espressioni dell’arte napoletana dell’Ottocento”: una piccola pinacoteca in stile liberty e floreale con dipinti di Pratella e Irolli, Casciaro e Caprile, Migliaro, Scopperra, D’Agostino. Ma anche i marmi di Jenny e Fiore, i bassorilievi di Cepparule, gli stucchi di Bocchette, gli arazzi di Porcelli.

Il ritrovo di artisti e letterati

Il locale era il ritrovo preferito di personaggi come Salvatore di Giacomo, Ferdinando Russo ed Edoardo Scarfoglio, Matilde Serao e Roberto Bracco, Domenico Morelli, Eduardo Dalbono e Gabriele D’Annunzio, che tra il 1890 e il 1892 visse a Napoli la sua storia d’amore con la principessa Maria Gravina Cruyllas di Ramacca. Qui, all’aperto, le grandi orchestre effettuavano spesso audizioni per il festival di Piedigrotta.

La sera il Gambrinus era quindi frequentato da una folla di intellettuali e artisti. Come riporta la rivista musicale “La Tavola Rotonda” nel 1891, dopo mezzanotte il Gambrinus era invaso da aristocratici e dame che accorrevano dai teatri dei dintorni. Nell’abbagliante mondo dei cafè chantants, illuminati dai primi impianti elettrici, il canto e la danza si affiancavano al teatro e a una forma di parodia musicale – una sorta di sketch comico-musicale – che a Napoli andava sotto il nome di macchietta.

Il caffè sospeso al Gambrinus 

Caffè sospeso: perché fu determinante il ruolo del Gambrinus?

Alla fine del XIX secolo il Gambrinus era noto per i migliori pasticceri, gelatai e baristi di tutta Europa. Oggi Angela Merkel, Bill Clinton e i presidenti italiani sono soliti visitare il Gambrinus quando vengono a Napoli, perché entrarci è un must. Facile da individuare, a sinistra di Piazza Plebiscito, che sia un caffè, una sfogliatella, un babà o un gelato, non si rimane mai delusi. I prezzi non sono diversi da qualsiasi altra caffetteria in città e il servizio e la cortesia del personale sono impeccabili.

Alla fine dell’Ottocento ebbe inizio la pratica del “caffè sospeso” proprio al Gran Caffè Gambrinus. Questa pratica solidale consiste nel lasciare un caffè pagato ai poveri che non possono comprarlo. Si tratta di un gesto solidale fatto dai più abbienti per permettere anche a chi non potrebbe di godersi il piacere di un caffè. Questa tradizione si è rinnovata in tempi di crisi proprio nel luogo dove è nata. All’entrata del Gambrinus c’è ancora una enorme e vecchia caffettiera napoletana che si trova in un angolo. Qui si possono lasciare gli scontrini “sospesi”, ovvero lasciati dai clienti a favore di chiunque ne abbia bisogno.

Questa pratica si è così diffusa che viene oramai seguita a Napoli da tutti i bar e da diverse pizzerie. Si paga un caffè e lo si lascia lì per chiunque ne abbia bisogno. “È una tradizione tramandata oralmente da nonni e genitori”, dice Sergio Arturo, uno dei proprietari del Gambrinus. “Ci sono diverse versioni su come è iniziata. Alcuni dicono che i nobili condividevano la gioia di aver vinto una corsa a cavallo o di aver incontrato una bella ragazza, andando nei caffè e pagando due caffè, uno per se stessi e uno per un estraneo”.

C’è stato un grande entusiasmo alla fine del 2018 quando gli archeologi che lavorano al sito di Pompei hanno scoperto nuovi graffiti nel quartiere Regio V della città distrutta dall’eruzione. I graffiti ritrovati sembrano suggerire che la fatale eruzione del vicino Vesuvio abbia avuto luogo nell’ottobre del 79 d.C., non in agosto, come alcuni storici avevano precedentemente ipotizzato. Quello che colpisce è lo spirito meravigliosamente napoletano che emerge da quei graffiti, tradotti dal latino con questa frase “Il 17 ottobre (il Vesuvio), ha mangiato troppo”. Chiaramente i tempi sono cambiati e quegli antichi artisti sono ormai lontani.  Ma questo non significa che Napoli abbia perso il suo lato colorato. Anzi, tutt’altro.  È solo che l’arte che oggi appare sui muri della città è molto diversa. E girovagando per la città, osservando i murales e le opere della street art partenopea, si comprende cosa intendiamo.

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Murales Anna Magnani a Napoli

La città ha una street art vivace e fortemente attiva. Questa immagine così ben delineata e altrettanto enigmatica appare su un muro del quartiere della Sanità.

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Murales presente nel Rione Sanità (Napoli)

Anche a questa chiesa è stato dato un look “sbarazzino”. Ricorda un po’ i vecchi affreschi di centinaia di anni fa, ma con disegni e colori moderni.

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Murales su una Chiesa (Napoli)

E alcuni dei moderni murales trattano ancora temi molto tradizionali.

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Giorgio e il dragone – Murales – Napoli

Ma mentre molte delle raffigurazioni che appaiono per le strade di Napoli oggi possono certamente essere paragonate alle versioni moderne degli affreschi del passato, la linea inizia a confondersi quando si arriva a murales molto più borderline, diciamo… È arte? O vandalismo?

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Street art e vandalismo

Sono ovunque. Su ogni muro, ogni porta, ogni persiana. Vernice su vernice, a volte senza alcun rispetto per la proprietà o l’integrità del muro.

Napoli, la città dello Street Art, tra contrasti e contraddizioni

Allora forse è più appropriato ricordare che Napoli è la città dei grandi contrasti: è antica ma anche moderna. È classica, ma anche tagliente. La street art più bella, quella portatrice di messaggi sociali e di contenuti culturali, e i graffiti, che imbrattano palazzi e edifici storici, riassumono perfettamente questo contrasto e questa contraddizione.

Non c’è nessun posto al mondo che esprime il suo carattere come la città di Napoli, che si tratti dei gesti delle mani, delle pale d’altare barocche, della cucina o, sempre più spesso, della street art. Camminando per il labirinto di viuzze strette del Centro Storico, troverete un’immagine di Sophia Loren che fa il broncio in Via San Liborio. Camminando per le strade di Napoli possiamo ammirare un murales di Totò, amatissimo attore e comico napoletano, che guarda verso Spaccanapoli. In diverse parti della città di Partenope troviamo delle opere di street art rappresentanti Diego Maradona esultante e provocatorio.

Artisti come Zed 1, Blu, Alice Pasquini, Roxy in the Box e Cyop & Kaf hanno stratificato la loro arte sulla già vasta varietà di stili decorativi e architettonici della città. In Piazza dei Girolamini, un pezzo di Banksy, la Madonna con la pistola, è ora protetto dal Comune di Napoli dopo che un precedente lavoro dell’artista britannico era stato deturpato da tag scarabocchiate.

Jorith Agoch, l’artista napoletano dei grandi messaggi sociali

Nel 2016, Inward, un’associazione culturale locale no-profit ha aperto un parco di graffiti a Ponticelli, nella periferia est della città, vicino all’aeroporto. Uno dei primi pezzi creati per il nuovo spazio raffigurava il volto di una ragazza rom, realizzato in uno stile sorprendentemente iperrealistico e intitolato “All Children Are Equal”. Era il lavoro di un artista di 28 anni chiamato Jorit Agoch, vero nome Jorit Ciro Cerullo, suo padre è napoletano, sua madre olandese, le cui opere sono apparse sui muri di Brooklyn, Buenos Aires, Cochabamba, Aruba, Gaza e Santiago del Cile.

Jorit Agoch è uno dei numerosi muralisti di fama mondiale che stanno giocando un ruolo importante nell’elevare il profilo di Napoli a meta culturale internazionale.

La sua opera più recente è alta 100 metri, copre uno degli edifici più alti del Centro Direzionale di Napoli, vicino alla stazione Centrale della città, e rappresenta i volti di cinque degli atleti di maggior successo della regione. Si tratta di un’opera realizzata per promuovere le Universiadi 2019, espressione di orgoglio civico ma anche un messaggio sociale, una dichiarazione che tutti hanno il diritto di praticare lo sport.

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Jorith Agoch: opera per le Universiadi

Le opere di Jorith Agoch

I sentimenti hanno una parte importante nel lavoro di Agoch. Mentre dipingeva un’enorme effigie di Che Guevara su un enorme edificio di edilizia popolare a San Giovanni a Teduccio, un’area della città colpita dalla povertà e dal crimine conosciuta come il Bronx, i residenti locali gli offrivano il caffè e gli facevano domande sulla vita del rivoluzionario argentino.

Questo artista dipinge sempre due strisce rosse sui volti delle persone, strisce che rappresentano la tribù umana. È un modo per dire che il suo messaggio è di unità. Ma non tutte le città sono così riconoscenti come Napoli. Agoch è stato bandito da Israele per 10 anni, dopo aver reso omaggio all’attivista palestinese adolescente Ahed Tamimi su una barriera di sicurezza in Cisgiordania.

L’opera più celebre dell’artista è invece al di sopra di qualunque critica. Il suo magnifico ritratto di San Gennaro, il patrono della città, si trova in via Forcella, vicino alla cattedrale. Agoch ha chiesto a un amico, un operaio che per vivere vernicia auto, di posare per il quadro. È un approccio che fa eco al pittore Caravaggio che sceglieva la gente di strada per fare da modello per le sue opere religiose. Si tratta di un modo potente di ritrarre l’umanità in figure straordinarie, facendo del proprio modello un santo, un’icona sacra della città.

Street art napoletana: i temi sociali nei graffiti

Nella street art napoletana i volti sono la parte più importante di un essere umano, possono creare immagini molto potenti. Alcuni dei principali graffitari napoletani hanno iniziato scarabocchiando coi colori si muri e creando elementi visivi influenzati dalla street-art così diffusa negli Stati Uniti, spesso combinando l’energia e la vitalità dell’hip-hop con lo stile Old Master.

Oggi gli artisti che un tempo dipingevano i treni della metropolitana stanno trovando un modo per esprimere i loro sentimenti sui muri dei palazzi napoletani. Tutti sono cresciuti in posti degradati della città, ora lanciano messaggi sociali: pace, unità e amore, sì, certo, ma anche lotta di classe e giustizia sociale.

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Pasolini: street art – Napoli

Ci sono progetti di street art anche nella Terra dei Fuochi, dove la camorra scarica e brucia illegalmente i rifiuti tossici. Il desiderio di questi artisti è quello di connettersi con la gente in modo più diretto, ma sempre rifiutando fermamente l’idea che la street art possa essere usata come strumento di marketing per incentivare il turismo della città. Se alla gente ed ai turisti piace quello che fanno, allora va bene, ma prioritario deve rimanere il contenuto. La street art non è solo e semplice decorazione, il suo compito è veicolare un messaggio sociale in maniera potente.

I murales per rilanciare Napoli come meta culturale

Il turismo è in crescita a Napoli, con numeri raddoppiati nell’ultimo decennio. Il lancio delle Stazioni dell’Arte nella metropolitana della città, con opere di artisti italiani e internazionali, è stato un enorme successo. I murales di Agoch e dei suoi colleghi stanno ricoprendo un ruolo importante nel proporre la città come meta culturale.

Tuttavia, alcuni fra gli artisti di strada più quotati non gradiscono che il loro lavoro venga sfruttato per scopi commerciali. Cyop & Kaf hanno recentemente annunciato di volersi allontanare dalla scena, lamentando il fatto che i muri stanno rapidamente diventando il campo semantico privilegiato del marketing. Sarà affascinante vedere cosa succederà nei prossimi anni, mentre nel frattempo una sottocultura orgogliosamente outsider sta emergendo e vorrebbe darsi un tono di rispettabilità.

In ogni caso, non c’è mai stato un momento migliore di questo per scoprire la street art napoletana!

Quando si ritrova qualcosa che si pensava di aver perso, ci pervade sempre un piacere inaspettato, una gioia interiore che ci fa sentire bene e in pace con il mondo. Pensate a quando si recupera e si riscopre qualche prodotto della terra che si credeva ormai perduto, lavorando su vecchi semi consegnati come pepite preziose, come il caso del pomodoro Re Fiascone, detto anche Re Umberto.

Il nome è un omaggio al re d’Italia Umberto I di Savoia, che visitò Napoli e si fece servire il “re dei pomodori”.

Una vera perla rossa della Costiera Amalfitana, una varietà antica che risale al 1878 il cui valore è immenso per la cucina campana, che praticamente lo ha reso un prodotto di consumo quotidiano.

Grazie alla riscoperta di antiche coltivazioni e allo sforzo di giovani agricoltori che tornano alla terra con tecnologie moderne applicate alle tecniche tradizionali, è facile pensare che avremo nel prossimo futuro una forte attenzione rivolta a questo frutto rosso. Possiamo prevedere un sempre più diffuso interesse nei confronti di questa gustosa varietà, con nuove tradizioni da riprendere.

Dove trovare il pomodoro della Costiera Amalfitana?

Il Re Fiascone è una varietà unica e speciale, un pomodoro raro e profumato, molto gustoso e sodo, coltivato nelle colline e nei terrazzamenti, le vecchie “ture” della Costiera Amalfitana, soprattutto nella zona di Tramonti, a circa 200 metri sul livello del mare.

Molto bella è la storia delle associazioni ed enti, come l’Associazione Costiera Amalfitana Acarbio, che si impegnano in progetti volti proprio al recupero di questi preziosi terrazzamenti e dei prodotti di questa terra. In particolare li conosciamo grazie al video di Gianpietro e Senem, i giovani custodi della terra amalfitana, un esempio eccellente di rinascita del territorio.

Questa non è una zona della Costiera in cui lavorare la terra è semplice. L’agricoltura qui richiede un duro lavoro e molta fatica, ma quando vedi nascere i frutti, allora è una meraviglia della natura. Come dice Gianpietro:

ha una resa enorme ed è di ottima qualità

Questo è un pomodoro che si coltiva senza usare nulla, quindi niente pesticidi e niente verde rame.

Come cucinare il pomodoro Re Fiascone

Dalla pizza alla pasta fresca, il pomodoro Re Fiascone è buono anche crudo sul pane, con olio extravergine di oliva, sale e basilico fresco.

Ma attenzione, la vera pizza è quella di Tramonti, chiamata De.Co. (denominazione comunale), che ha recuperato e consolidato la tradizione e le caratteristiche che le appartengono, e con esse la memoria storica del cibo e del luogo dove nasce. Viene e può essere prodotta esclusivamente all’interno del comune di Tramonti. Si tratta di una pizza a forma di disco fragrante e molto leggero nella quale vengono utilizzati prodotti locali e di qualità eccelsa. Tra questi ingredienti vi è il pomodoro Re Fiascone, l’olio extravergine di oliva delle Colline Salernitane e la mozzarella della tradizione casearia campana.

Niente incarna l’essenza dell’estate del sud Italia come i colori vibranti della saporita insalata caprese, un vero classico della cucina napoletana. La perfetta combinazione di pomodori maturi e baciati dal sole, mozzarella fresca e basilico profumato. Si tramanda che questa semplice insalata abbia avuto origine sull’isola di Capri, dalla quale è derivato poi il nome di insalata caprese.

La ricetta della caprese prevedeva originariamente i pomodori Re Umberto, tradizionalmente coltivati lungo la Costiera Amalfitana, e la treccia di Sorrento, cioè la tipica mozzarella a treccia. Inoltre, contrariamente alla pratica popolare, l’autentica ricetta dell’insalata caprese non richiede aceto balsamico né qualunque altro tipo di aceto. La mozzarella e i pomodori Re Fiascone sono tagliati a fette spesse, disposti su un piatto e guarniti con foglie di basilico. Per finire vengono spolverati con un po’ di sale e pepe bianco e completati da un generoso filo di olio extravergine di oliva.

Il miglior pomodoro per la pizza Margherita?

La pizza Margherita è il cibo più imitato in tutte le sue forme e senza dubbio tra i più amati al mondo. Che sia fatta con un autentico fiordilatte campano o con mozzarella di bufala, rimane da capire qual è il pomodoro migliore che si abbina perfettamente con questi ingredienti mediterranei.

I latticini, come il fiordilatte di Agerola o la mozzarella di bufala DOP, infatti, si sposano bene con i principi attivi del pomodoro. Per la pizza Margherita non c’è una strada unica da seguire in fatto di pomodori.

Molti ritengono che il pomodoro San Marzano DOP sia il migliore da utilizzare. Questo frutto, coltivato su terreni ricchi d’acqua come quello dell’Agro Sarnese Nocerino, risulta ricco di minerali ed ha un sapore intenso. È necessario però schiacciarlo a mano, per evitare l’ossidazione causata dall’aria che si infiltra se si utilizzassero strumenti meccanici come i frullatori a immersione.

Secondo diversi maestri pizzaioli, il San Marzano è sì un buon pomodoro, ma non proprio adatto ad ogni tipo di Margherita. Infatti, la quantità di acqua al suo interno potrebbe non interagire al meglio con gli impasti molto idratati.

Il pomodoro Re Fiascone, varietà la cui coltivazione è stata ripresa negli ultimi anni, è invece quello che si sposa meglio con una Margherita. Questa coltivazione recuperata nei territori della costa amalfitana, infatti, è una specie di “nonno” delle altre varietà di pomodori più noti e diffusi. A detta dei migliori pizzaioli la sua succosità, dolcezza e forte salinità forniscono nuove sfumature di sapore ad una pizza Margherita. Inoltre, la sua buccia lo rende davvero perfetto per farci le conserve.

Re Fiascone come modello di sviluppo sostenibile per il territorio

Abbiamo visto come il pomodoro Re Fiascone, antica varietà coltivata in Costiera Amalfitana già all’inizio del XIX secolo, sia andata poi scomparendo fino a diventare quasi introvabile. L’Associazione Costiera Amalfitana Riserva della Biosfera Acarbio, in collaborazione con il centro di ricerca Crea-Ort di Pontecagnano e il Comitato promotore dei Distretti Rurali, grazie ad un progetto di crowdfunding, e agli “agricoltori custodi”, sono riusciti a rimettere in coltivazione e in produzione questa varietà.

Il risultato di questo progetto è un prodotto finale di alta qualità, e il marchio Re Fiascone è da considerare come l’inizio di un modello di sviluppo sostenibile per il territorio. Questo modello mira a rilanciare l’economia locale, sostenendo i piccoli “agricoltori custodi” e, allo stesso tempo, salvaguardando il delicato paesaggio terrazzato di Tramonti, in Costiera Amalfitana.

Un prezioso esempio dei risultati che derivano dalla capacità di lavorare a fianco dei “salvatori di semi” e degli altrettanto preziosi “agricoltori custodi”.  Il loro obiettivo è mettere a disposizione terra e lavoro in nome della volontà di non perdere una biodiversità unica al mondo.

Ogni viaggio è un’opportunità per scoprire il mondo ma anche per…migliorare il modo di fare i bagagli e selezionare cosa portare in vacanza. Certamente un aspetto in cui si può migliorare nel preparare la valigia è quella relativo alla scelta dei cosmetici da bagno e ai prodotti per il trattamento viso, corpo e capelli.

Lo spazio a disposizione è limitato e non permette gli extra, spesso gli articoli da bagno in eccesso sono i primi ad essere tagliati dalla lista, si preferisce portare i vestiti. Se sei in partenza per le vacanze e ti aspetta un volo aereo, ricordati di rispettare i limiti dei liquidi e dei gel. A casa usiamo regolarmente dai 5 ai 15 prodotti liquidi ogni giorno. Tra shampoo, balsamo, prodotto per capelli, trattamento del viso, tonico, fondotinta, dentifricio, crema solare e profumo, come ci si aspetta che uno riesca a mettere tutto in un minuscolo sacchetto di plastica?

La soluzione? Bisogna ridurre i prodotti da portarsi appresso, non c’è dubbio. Ma anche ridurre il loro formato. Oggi gran parte dei prodotti per l’igiene e la cosmesi si trovano in commercio anche in formati da viaggio, ideali quando si viaggia in aereo. Occupano pochissimo spazio e sono in quantità sufficiente per durare per tutto l’arco della vacanza. Se ci tieni alla bellezza e al tuo benessere, è bene che dai la priorità ai cosmetici davvero indispensabili, quindi vediamo insieme come comporre un kit da viaggio per la beauty routine.

Cosa portare in vacanza: acquista un buon beauty case

Innanzitutto cerca di procurarti un buon beauty case: devi solo decidere cosa risponde meglio alle tue esigenze. Preferisci tenere il trucco e gli articoli da toilette separati? Oppure averli tutti in una borsa che si appende nella doccia o su un gancio della porta? Molti viaggiatori utilizzano il modello Dopp kit perché si divide in due lati, uno dei quali può essere usato per riporvi tutti i liquidi, soluzione comoda durante i controlli in aeroporto. Una volta individuato il sistema che fa al caso tuo, acquista un beauty case che sia robusto, lavabile, antigraffio e facile da pulire.

Due piccoli ma utili suggerimenti: se proprio vuoi portarti i pennelli da trucco, acquista quelli che si chiudono con un coperchio perché è molto più facile mantenere il beauty case pulito. Il secondo consiglio è quello di controllare due volte che tutti i prodotti siano ben chiusi. Tante persone hanno la cattiva abitudine di chiudere a metà tappi e coperchi dei cosmetici, con il rischio che poi si riversi tutto nel beauty case.

Semplifica la tua beauty routine

Usi uno shampoo per le radici e uno per le punte? Hai una lozione per il viso diversa per la mattina e la sera? Complimenti per la cura e l’amore per il tuo corpo, ma dubito che tu abbia spazio per tutto questo! Semplifica la tua beauty routine e vedrai che farai un bel passo avanti. Naturalmente ogni persona è diversa dall’altra, non possiamo dare una soluzione generale valida per tutti, stabilisci però di quali prodotti puoi fare a meno e di quali invece assolutamente no. Inoltre, dai la preferenza ai prodotti con doppia funzione: anziché portare lo shampoo e il balsamo per capelli, porta uno shampoo 2 in 1 che contenga anche il balsamo. Oppure sapevi che l’olio di cocco è un idratante per il corpo e i capelli, un olio da barba e un ottimo struccante?

Quando devi fare i bagagli per un viaggio, meno è sempre meglio! Anche se vorresti mettere in valigia tutta la toilette, è meglio portare solo l’essenziale.

Elenco delle cose che devi portare con te quando parti per le vacanze

Ecco cosa devi portare in vacanza e che non può mancare nel tuo kit di viaggio:

Protezione solare

La tua pelle è sempre esposta al sole e ai dannosi raggi UV, sia che tu stia per partire per una località di montagna che per una di mare. Considera che sulle pelli particolarmente sensibili e che soffrono di couperose dovrebbero essere applicate delle creme protettive tutti i giorni, anche se si vive in città. Proteggiti portando con te una crema solare ad ampio spettro con un’adeguata protezione e applicala seguendo le istruzioni e tutte le volte che è necessario.

Se la tua carnagione è chiara e se hai dei bambini, la protezione deve essere totale, con fattore di protezione +50. Questo eviterà fastidiosi eritemi solari. Importantissimo è portare con sé un buon doposole, utilissimo per lenire il rossore e reidratare la pelle scottata dal sole. Se ne trovano in commercio di diversi tipi, ti consiglio quello in formula spray che dona una piacevolissima sensazione di freschezza e si applica molto più facilmente.

Balsamo per le labbra

Un semplice balsamo per le labbra usato quotidianamente è tutto ciò di cui hai bisogno per mantenerle morbide e idratate. Un tubetto nella tua borsa o nel beauty case occupa uno spazio minuscolo. Puoi anche acquistare balsami per labbra con fattore di protezione, per una maggiore protezione dai raggi solari.

Prodotti per la cura del corpo e dei capelli

Per la cura del corpo e dei capelli scegli dei prodotti dal packaging mini, che occupano poco spazio e ideali per superare i controlli in aeroporto. Per i capelli metti nel beauty case uno shampoo delicato. I capelli, infatti, con il sole, l’acqua salata e il cloro della piscina subiscono uno stress ed è preferibile uno shampoo dolce che non li sfibri ulteriormente. Magari sarebbe meglio un prodotto che contenga anche il balsamo che è importante per reidratare i capelli dopo una lunga giornata di sole e per districarli dalla salsedine.

Un buon bagnoschiuma delicato sarà perfetto per idratare la pelle. Ti consiglio un bagnoschiuma all’avena o all’olio di karitè perché possiedono un’azione addolcente ed emolliente, rendendo la pelle morbida e contribuendo a lenire le irritazioni. L’olio di karitè ha anche proprietà nutrienti ed elasticizzanti che combattono la disidratazione della pelle causata dal sole.

Un prodotto per lo styling dei capelli

Quando sei a casa puoi usare tutti i gel, le creme, gli spray, le schiume e gli oli che vuoi. Quando viaggi, invece, devi limitarti a portarne uno solo. Pensa a dove stai per recarti e al clima che troverai e scegli un prodotto adatto a quelle condizioni. Per esempio, se vai in una località con tanta umidità, un siero anti-crespo può essere la scelta azzeccata.

Crema colorata e balsamo di bellezza

Anche se il massimo della libertà e della naturalezza è non usare alcun tipo di trucco sul viso durante le vacanze, tuttavia se desideri rinfrescare il look ti suggeriamo di lasciare a casa il fondotinta e portare invece una crema colorata o un balsamo di bellezza, noto anche come BB Cream. Queste creme uniformano il tono della pelle e la idratano, donandole un piacevole colorito senza renderla grassa o appiccicosa.

Mascara impermeabile

Se vuoi passare una serata fra un cocktail a bordo piscina e un bagno di mezzanotte, rimanendo sempre impeccabile, allora devi necessariamente mettere nel kit da viaggio il mascara impermeabile. Resiste anche meglio al sudore se sei spesso esposta al sole. Leggi l’etichetta prima di acquistarlo per assicurarti che sia realmente impermeabile. Assicurati anche di avere uno struccante che sia efficace su un mascara impermeabile.

Detergente leggero per il viso

Alla fine di una lunga giornata il viso avrà raccolto polvere, sporcizia, sudore e grasso, specie dopo un’escursione giornaliera. Probabilmente sul viso hai ancora la crema solare e altri prodotti che devono essere sciacquati via. Non partire se non hai messo nel kit da viaggio un detergente leggero per il viso.

Un’unica tonalità di rossetto per il giorno e la notte

Se il tuo viaggio prevede escursioni giornaliere, tappe ai musei, pranzi all’aperto seguiti da cene al ristorante, porta un solo rossetto che ti accompagnerà per tutta la vacanza. Scegli una tonalità media che si adatta al tono della tua pelle e che andrà bene per le attività diurne, ma anche per la sera, per una cena o un cocktail. Le più esperte di make up potranno utilizzarlo sugli occhi al posto di un ombretto cremoso, stendendolo con le dita. Per dare un tocco di blush alle guance, è il cosmetico perfetto da usare facilmente in sostituzione del fard.

Un ultimo consiglio prima di partire…

Prima di partire fai tutto quello di cui hai bisogno. Se hai necessità di una tinta ai capelli, di una ceretta, di una maschera per capelli o per il viso, di rifare le unghie, fallo prima di partire in modo da non dover portare nulla con te!

Le strade strette e tortuose di Napoli ogni giorno rimbombano dei suoni dei clacson, degli scooter e del traffico eccessivamente caotico. Opulente chiese barocche ed eleganti palazzi si aprono su un paesaggio coperto di graffiti, mentre gli avventori dei caffè parlano di calcio, di pizza e dei loro affanni quotidiani. All’ombra dell’imponente Vesuvio, la città da la sensazione di caos, di congestione e di attività frenetica. Seguici in questo viaggio nella Napoli sotterranea.

Il mondo perduto della Napoli sotterranea

Ma sotto il chiasso assordante delle strade c’è il silenzio profondo e antico di un mondo perduto: di catacombe e grotte, strade e mercati romani, rifugi antiaerei della seconda guerra mondiale, e luoghi di sepoltura paleocristiani con affreschi e mosaici sbiaditi.

Napoli è sicuramente una città incredibile con oltre 2000 anni di storia e infinite cose da fare e da visitare.  È spesso grintosa e caotica, con le sue strade affollate e i mercati all’aperto, ma allo stesso tempo bella e autentica. Un luogo di opere d’arte e di paesaggi che stimolano l’anima, di edifici affascinanti e di tesori inaspettati e inimitabili.

Tutti conoscono la città in superficie con i suoi castelli, i musei e le strade assolate, ma la vera essenza di Napoli, il suo cuore, sta nell’ombra. Il sottosuolo di Napoli è pieno di labirinti misteriosi e tenebrosi dove la storia si incontra con la leggenda, la magia e la spiritualità.

Ci sono diversi luoghi come questi che dovresti davvero visitare, o meglio sperimentare, se hai intenzione di venire a Napoli: Napoli Sotterranea, il Tunnel Borbonico, la Neapolis Sotterrata, il Cimitero delle Fontanelle, le Catacombe di San Gennaro e San Gaudioso e la Chiesa del Purgatorio ad Arco, conosciuta anche come Chiesa delle Anime “Pezzentelle“. Sono solo alcuni esempi sorprendenti ed espressione dell’affascinante e meravigliosa Napoli sotterranea.

L’acquedotto romano scavato nel tufo

Napoli è costruita strato dopo strato con la cenere vulcanica compattata e il tufo. Poroso e facilmente manipolabile, usato dai greci, a partire dal 470 a.C. circa, per costruire la loro Neapolis. Il nome significa “Città Nuova” e nel tempo si è trasformato in Napoli. Più tardi i Romani usarono le cave di tufo per un esteso sistema di acquedotti sotterranei.

I primi cristiani scavarono grotte per venerare e seppellire i loro morti. I napoletani nei vari secoli usarono le cavità come discariche. Solo l’epidemia di colera della metà degli anni 1880 fece chiudere questa città sotterranea, ma nella seconda guerra mondiale fu di nuovo in uso, per offrire rifugio dai pesanti bombardamenti che colpirono la città.

Per più di 5000 anni, gli abitanti della zona hanno scavato il suolo per estrarre il tufo, un materiale adatto alla costruzione. Oggi esiste una rete molto interessante di 80 km di gallerie sotterranee, che corrispondono a diverse epoche.

Gli uomini preistorici e i greci hanno costruirono edifici e case con questo materiale; i romani vi scavarono un immenso acquedotto ed enormi cisterne.

L’entrata in Piazza San Gaetano conduce ad una scala di 140 gradini che permette di scendere 40 metri sotto terra e di scoprire l’acquedotto romano. Questo permetteva di distribuire l’acqua a tutta la città e termina con la “Piscina Mirabilis“, vasca terminale dell’acquedotto.

Tunnel, rifugi antiaerei e catacombe

Lungo il percorso, si trovano cisterne, pozzi, catacombe e cave dove sono stati collocati attrezzi e blocchi di tufo per spiegare il lavoro dei cavatori. Un altro passaggio sotterraneo è stato liberato nel 2008: questo tunnel avrebbe permesso ai Borboni di fuggire verso il mare in caso di attacco.

Le gallerie sotterranee servirono da rifugio durante i bombardamenti del 1943, e si possono vedere bene i resti dei rifugi antiaerei. Un altro ingresso è Via Sant’Anna di Palazzo.

La maggior parte di Napoli ha un sottosuolo a nido d’ape, e scivolarci dentro e tornare indietro nel tempo è facile come scendere una rampa di scale.

Questa storia stratificata e in larga parte visibile conferisce a Napoli un’atmosfera inquietante e misteriosa. Vi è perfino il Gabinetto Segreto, a lungo tenuto sotto chiave, che altro non è se non una mostra di oggetti antichi a tema sessuale, molti dei quali rinvenuti tra le rovine di Pompei ed Ercolano, che sono stati a lungo considerati eccessivamente osceni per essere esposti in pubblico.

Per gli antichi greci e romani, il fallo era un simbolo di prosperità, fecondità e buona fortuna, e lo rappresentavano in statue e lampade ad olio, su vasi e dipinti, anche fuori dai negozi. Rappresentazioni di attività eterosessuali e omosessuali erano parte della decorazione di case e giardini, e la mostra include dipinti erotici di scene mitologiche, sculture in marmo di ninfe e satiri, immagini erotiche dipinte in giardini, boudoir e bordelli.

Tour guidato alla scoperta della Napoli sotterranea

La Libera Associazione Escursionisti del Sottosuolo e Napoli Sotterranea hanno organizzato una serie di tour che fanno luce su questi luoghi segreti. Vi sono i resti di un teatro greco-romano del I-II secolo con una capacità di 6.000 persone dove si dice che Nerone abbia cantato durante un terremoto. Sopra di esso ora c’è un condominio in cui vivono circa 30 famiglie. Da un grande spazio aperto si possono osservare le grandi arcate in quelle che una volta furono le quinte del teatro.

Continuando nel tour, attraverso i passaggi interconnessi sotto le strade cittadine, si possono ammirare gli acquedotti.

Nel 1941, decine di chilometri di tunnel e corsi d’acqua sotto Napoli furono ripuliti dall’acqua e dai rifiuti, la maggior parte dei pozzi furono sigillati e furono costruite scale e installata l’elettricità. I napoletani che aspettavano la fine dei bombardamenti all’interno dei rifugi hanno lasciato segni tangibili dei momenti di tensione vissuti lì sotto: disegni sui muri di bombe e aerei, con la parola “aiuto” scritta più volte.

Percorrendo un passaggio freddo, lungo, basso e stretto, dove un tempo scorreva l’acqua, si raggiungono delle cisterne greche e romane. La più grande cisterna fu costruita dai romani nel secondo secolo d.C. e utilizzata fino al XIX secolo.

Le rovine greco romane sotto San Lorenzo Maggiore e Santa Chiara

Da non perdere sono anche le notevoli rovine greco-romane sotto il chiostro del XVIII secolo di San Lorenzo Maggiore. Si scende da una scala e si può passeggiare in un mondo sepolto che una volta era al livello della strada: i resti di un mercato romano del primo secolo d.C., una galleria commerciale con volte a botte e quel che rimane di una strada in rovina. Si può ammirare anche la cupola di un forno di un antico panificio e una lavanderia comune con vasche e scarichi.

A pochi passi si trova la Chiesa di Santa Chiara, nota per il suo elegante chiostro in maiolica. Qui furono scoperte alcune terme romane, una zona sauna e parti di un acquedotto in tufo.

Nel quartiere Sanità si può scendere a visitare le catacombe di San Gaudioso, dedicate a un vescovo africano arrivato a Napoli nel 439. Vi sono conservati, in nicchie scavate sui muri, numerosi teschi con sotto alcuni affreschi raffiguranti l’abbigliamento di quelle persone.

Napoli è talmente ricca di cose da fare e da vedere che c’è davvero l’imbarazzo della scelta, sia per chi ha programmato di trascorrervi una settimana intera e che cerca di scoprire quanto più possibile di questa città, sia per chi si accinga a visitare Napoli per un breve fine settimana.

Cosa fare a Napoli nel weekend: itinerario suddiviso in 3 giorni

La città di Partenope è diversa da qualsiasi altro posto che vedrai in Italia: è rumorosa e caotica, certo, ma è anche uno dei luoghi più affascinanti che troverai. L’inverno è forse uno dei periodi più gratificanti per visitare la città, grazie alle temperature miti e al minor numero di turisti. Puoi soggiornare in uno dei tanti B&B a pochi passi dal Duomo, base ideale per esplorare Napoli.

Venerdì

Dopo un bell’assaggio di sfogliatelle per colazione, puoi andare al Duomo che ospita le reliquie di San Gennaro, il santo patrono e protettore di Napoli. È qui che ogni anno si assiste al famoso miracolo di San Gennaro. Il sangue coagulato del santo viene conservato in speciali ampolle all’interno della Cattedrale e la sua liquefazione durante tre appuntamenti annuali è considerata un segno di buona fortuna per Napoli.

Proprio accanto c’è il Museo del Tesoro di San Gennaro, che conserva quello che è considerato il tesoro più ricco del mondo: un’incredibile collezione di gioielli, statue, dipinti e tessuti donati nel corso dei secoli come atti di devozione. Tra i pezzi più importanti esposti c’è la mitra di San Gennaro, decorata con oltre 3.600 tra pietre preziose e collane ricoperte di perle e gemme.

La tua prossima tappa è Forcella, uno dei quartieri storici di Napoli. C’è un fantastico mercato all’aperto animato da chiassosi venditori ambulanti e pescivendoli. Da non perdere il gigantesco murale dedicato a San Gennaro, accanto alla minuscola chiesa di San Giorgio Maggiore. Questa chiesa è un po’ fuori dai tradizionali giri turistici ma ti consiglio di fare un salto all’interno e ammirare un affresco del XVII secolo nascosto dietro un dipinto.

A Forcella, L’Antica Pizzeria da Michele è il punto di riferimento per tutti gli amanti della pizza. Qui le uniche pizze sul menu sono la Margherita e la Marinara e molto probabilmente finirai per condividere il tavolo con altri clienti, il che rende l’intera esperienza ancora più divertente. L’aspetto negativo è che il tempo di attesa può essere lungo, ma credimi, ne vale la pena!

Dopo una deliziosa pizza Margherita, dirigiti verso Via dei Tribunali alla ricerca della piccola Piazza San Gaetano per prendere parte ad un tour sotterraneo di Napoli.

Napoli Sotterranea, conduce i visitatori lungo un fantastico labirinto di antichi tunnel e acquedotti sopra i quali sono state costruite le trafficate strade della Napoli moderna. Dall’altra parte della strada, c’è la Basilica di San Lorenzo Maggiore, sotto la quale è possibile visitare un’antica strada romana con i resti di una serie di negozi che un tempo la animavano.

La Basilica di San Lorenzo Maggiore si trova accanto a un altro importante centro nevralgico, San Gregorio Armeno, la strada dei presepi. Attenzione però, dovrai farti strada tra la folla di turisti che vengono qui tutto l’anno per ammirare i bellissimi presepi e le statuine di terracotta.

Dopo lo shopping, prendi un caffè al Bar Nilo, il tempio di tutti gli amanti del calcio e degli irriducibili tifosi del Napoli, prima di dirigerti alla Cappella Sansevero per ammirare il Cristo Velato, uno dei tanti capolavori presenti a Napoli. Questa statua è considerata una delle opere d’arte più notevoli del mondo perché l’artista napoletano Giuseppe Sanmartino ha scolpito il blocco di marmo con tale realismo da ritrarre perfettamente i drappi di tessuto ondulato e persino le vene del corpo di Gesù.

Un’altra tra le chiese da non perdere è la Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, solo un paio di minuti a piedi dalla Cappella Sansevero. Si crede che il culto dei morti sia iniziato qui e i teschi dei poveri defunti sono ancora conservati nella cripta. Penso che questa chiesa sia un must se vuoi davvero immergerti nella cultura napoletana.

Dopo un’affascinante visita guidata nella cripta della chiesa, continua a camminare lungo Via dei Tribunali e vai a curiosare un po’ tra le bancarelle di libri usati di Port’Alba prima di raggiungere Piazza Dante, l’elegante spazio aperto di Napoli. La piazza prende il nome da Dante Alighieri (c’è una grande statua del poeta al centro) ed è dominata dalla massiccia facciata semicircolare del Convitto Nazionale e da un grande orologio che mostra l’equazione del tempo. È un ottimo posto per prendere un caffè e fare un po’ di salotto prima di cena.

Il resto della serata la puoi trascorrere al Don Maccarone per gustare alcuni piatti tradizionali locali. Un consiglio? Ordina una frittura mista, pasta patate e provola e una deliziosa fetta di pastiera.

Sabato

Quando organizzi il viaggio per Napoli, prenota prima un’escursione alla Farmacia degli Incurabili, un antico complesso ospedaliero fondato nel XVI secolo per curare i malati di sifilide. È un viaggio affascinante attraverso la storia della medicina e il ruolo di Napoli nello sviluppo della sanità, con una rinomata scuola medica che fu un punto di riferimento in Europa nel XVI secolo. I tour sono gestiti da un gruppo di volontari e includono la visita a una delle più antiche farmacie del mondo.

Il quartiere Sanità è a due passi dalla Farmacia degli Incurabili e consiglio vivamente di passare un po’ di tempo in questo vivace quartiere, che ospita una serie di location molto interessanti.  Inizia il giro con una visita al Borgo dei Vergini, un angolo pittoresco costellato da decine di bancarelle che vendono di tutto, da frutta e verdura a vestiti e articoli per la casa.

I punti salienti della visita al quartiere Sanità comprendono il Palazzo dello Spagnuolo con le sue eleganti scale punteggiate da volte e stucchi, e la Basilica di Santa Maria della Sanità, al centro di Piazza Sanità, con le interessanti Catacombe di San Gaudioso. Fermata obbligatoria alla Pasticceria Poppella per assaggiare il famoso “fiocco di neve”, una soffice palla di pasta ripiena della crema più deliziosa. Pura poesia!

Una passeggiata di 15 minuti nel cuore di questo vivace quartiere ti porta a uno dei luoghi più incredibili che tu possa mai vedere, il Cimitero delle Fontanelle. Altro luogo chiave per il culto dei morti, questo cimitero è un ossario che contiene centinaia di ossa e teschi delle cosiddette anime pezzentelle, le anime perse di coloro che sono morti senza sepoltura. Forse è un po’ inquietante, ma dovrebbe essere incluso in qualsiasi tour di Napoli perché rappresenta un aspetto importante dell’anima della città.

Per il pranzo ti consiglio la Pizzeria Concettina ai Tre Santi, ma anche alla vicina Taverna di Totò la pizza è davvero buona.

Poi prendi un pullman City Sightseeing per il Museo di Capodimonte, un enorme complesso museale con una fantastica selezione di opere d’arte di geni assoluti come Michelangelo, Raffaello, Botticelli e Caravaggio.

Domenica

La domenica mattina salta su un treno per Mergellina, delizioso quartiere sul mare dominato dalla collina di Posillipo. Concediti una deliziosa colazione allo Chalet Ciro, che probabilmente prepara le migliori graffe della città, seguita da una passeggiata sul lungomare verso Castel dell’Ovo, chiuso alla circolazione delle auto e dal quale si godono vedute fantastiche. Fermati ad osservare l’imponente Vesuvio, le bancarelle di pesce colorate e i caffè coi loro neon, e tieni pronta la macchina fotografica!

Dopo un’ora buona di cammino avrai raggiunto Castel dell’Ovo, la più antica fortificazione di Napoli. Secondo la leggenda, il suo nome deriva dall’uovo magico che fu nascosto nelle sue fondamenta dal poeta Virgilio. Finché l’uovo fosse rimasto intatto, la città sarebbe stata al sicuro. L’ingresso al castello è gratuito e si può godere di una vista mozzafiato oppure visitare una delle mostre temporanee che di solito si svolgono qui.

Vicino a Castel dell’Ovo si trova Piazza del Plebiscito, il cuore del centro di Napoli. È una piazza di forma semicircolare su cui si affacciano il Palazzo Reale, sede della monarchia borbonica e l’imponente Basilica di San Francesco di Paola.

Durante la permanenza in zona, puoi anche fare un salto al Teatro San Carlo. Si tratta del più antico teatro d’opera d’Italia e uno dei più prestigiosi d’Europa. Visita anche Castel Nuovo, meglio conosciuto come Maschio Angioino, la fortezza costruita dagli Angioini francesi nel XIII secolo come espressione del loro potere.

Merenda con una pizza a portafoglio da Gennaro Salvo seguita da pasticcini e caffè allo storico Café Gambrinus!

Quindi vai a curiosare nei negozi lungo via Toledo e da lì gira in una delle stradine laterali che portano al Quartiere Spagnolo. Questo è un altro quartiere folkloristico ricco di street art e di chiese di tutte le forme e dimensioni. Forse la più interessante è la Chiesa di Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe, che ha fama di aiutare le coppie che hanno un bambino. Entrare in questa chiesa e vedere la coda di persone che aspettano di sedersi sulla sedia per ricevere la benedizione delle suore è affascinante.

Questa è l’ultima tappa del tuo meraviglioso weekend a Napoli.

Ecco un paio di idee nel caso tu abbia qualche giorno in più a disposizione:

Mi raccomando: non lasciare Napoli senza aver assaggiato una pizza tradizionale, una pizza fritta, una sfogliatella e un babà!

Re-open EU è la nuova piattaforma web messa online dalla Commissione Europea per aiutare i turisti e i viaggiatori a pianificare in sicurezza i propri spostamenti in tutta Europa. La pandemia ha cambiato il mondo in un modo che nessuno si aspettava. Molte imprese sono state colpite e il settore del turismo non è stato risparmiato, anzi! Il settore turistico, infatti, sembra essere uno fra i più colpiti dalla pandemia.

Poiché i singoli Paesi europei già lo scorso giugno iniziarono a manifestare l’intenzione di riaprire parzialmente le loro frontiere, l’Unione Europea sviluppò uno strumento digitale per riaprire al turismo mettendo sempre, però, la sicurezza al primo posto. L’obiettivo era quello di aiutare le persone a viaggiare in sicurezza e di godersi le vacanze, a riunirsi con i propri cari e a viaggiare per qualsiasi scopo senza mettere in pericolo le proprie vite.

Possiamo affermare che la piattaforma web Re-open EU è interamente dedicata al sostegno e alla promozione del turismo, incoraggiando anche l’accesso ai viaggi per le persone disabili.

È di supporto nel promuovere il turismo e i viaggi all’epoca del coronavirus e questo è di grande aiuto per le persone, perché possono trovare tutte le informazioni di cui hanno bisogno senza dover girare troppo.

Una piattaforma per rilanciare il turismo e aiutare i viaggiatori

Questa piattaforma ha lo scopo di supportare il rilancio dei viaggi e del turismo in Europa nel segno della sicurezza, turismo che è stato gravemente colpito dal Covid-19: secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo, il 72% delle destinazioni turistiche nel mondo si sono completamente fermate a causa della pandemia!

Le persone, infatti, hanno paura di viaggiare, ma una piattaforma che fornisce informazioni dettagliate e precise sui mezzi di trasporto, sulle restrizioni e sulle misure da adottare in via precauzionale, aumenta la fiducia nei viaggiatori europei.

In questo dobbiamo essere uniti, facciamo ripartire il turismo!

Che cos’è Re-open EU e a cosa serve?

I Paesi dell’Unione Europea hanno da tempo concordato di applicare regole comuni alle restrizioni di viaggio e agli spostamenti fra Paesi, coordinandosi nelle restrizioni alla libera circolazione e nell’adottare comportamenti uguali nei confronti di viaggiatori provenienti dalle cosiddette “zone rosse”.

La Commissione Europea ha lanciato il nuovo portale web che contiene informazioni pratiche e continuamente aggiornate su frontiere, limitazioni di viaggio, libertà di movimento, salute pubblica e misure di sicurezza come la quarantena obbligatoria. Il sito web Re-open EU è disponibile nelle 24 lingue ufficiali dell’UE, ed è di grande aiuto sia per i cittadini dell’UE che per i visitatori che provengono da paesi come Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Corea del Sud, Thailandia, Uruguay e Cina. I residenti di Andorra, Monaco, San Marino e Città del Vaticano vengono considerati residenti nell’UE ai fini del portale web. Il sito si presenta graficamente come una mappa interattiva che raccoglie sinteticamente tutte le informazioni sulla situazione sanitaria e sulle regole in vigore all’interno di ciascun Paese adottate per prevenire la diffusione del virus.

Perché è utile Re-open EU?

La piattaforma web è utile perché aiuta i viaggiatori a trovare le risposte alle domande inerenti le regole in vigore nei Paesi dell’Unione Europea e fornisce un notevole supporto per avere le informazioni necessarie per programmare un viaggio all’estero. Sul sito troverai le risposte alle domande più frequenti, del tipo: posso entrare in questo Paese per motivi turistici? Posso muovermi liberamente all’interno di questo Paese? Posso entrare in questo Paese senza essere soggetto a una quarantena obbligatoria? Risulta obbligatorio l’uso della mascherina e in quali posti? È prevista la quarantena e dove devo passarla? Posso entrare in questo Paese senza un certificato medico, ad esempio un test negativo?

Le informazioni sul portale web Re-open EU sono disponibili in 24 lingue.

Come funziona il portale web?

Il funzionamento del portale web è estremamente semplice, è sufficiente selezionare dal menù a tendina il Paese di destinazione e si atterra in una pagina nella quale sono riportate tutte le informazioni aggiornate, come situazione dei contagi, misure di sicurezza in vigore e le eventuali restrizioni adottate. Si può anche selezionare il Paese di partenza quello di arrivo e automaticamente la piattaforma reindirizza ad una pagina nella quale sono riportate tutte le restrizioni e le regole previste per i viaggiatori provenienti dal Paese di partenza.

La Commissione Europea ha lanciato anche un’App

La Commissione ha lanciato lo scorso dicembre anche l’App Re-open EU per dispositivi mobili che fornisce aggiornamenti regolari sulle misure per la salute, la sicurezza e i viaggi in tutta Europa.

Come la piattaforma desktop, anche l’App è uno sportello unico che fornisce informazioni complete e aggiornate sulla situazione sanitaria, sulla sicurezza e sulle misure di viaggio in tutti gli Stati membri dell’UE, nonché in Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. Gli utenti possono così facilmente ottenere sul proprio smartphone le informazioni più recenti sulle misure di quarantena nazionali, sugli eventuali test richiesti e sulle app mobili di localizzazione e tracciamento dei contatti da coronavirus.

Le informazioni sono disponibili nelle 24 lingue ufficiali dell’UE, utilizzando i dati verificati dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Ricordiamo che la riapertura dell’Unione Europea fu una delle misure annunciate dalla Commissione nel suo pacchetto Turismo e trasporti del maggio 2020 per aiutare i cittadini a viaggiare in sicurezza, nel pieno rispetto dei protocolli sanitari. Anche nella sua comunicazione dell’ottobre 2020 su ulteriori misure in risposta al covid-19, la Commissione si è impegnata a rendere le informazioni disponibili a tutti i cittadini tramite un’App gratuita.

Una lista regalo oppure una lista di nozze online consente alle coppie in procinto di sposarsi, ma anche a tutti coloro che hanno intenzione di fare un viaggio, di selezionare e scegliere la meta del proprio viaggio e i relativi servizi opzionali e di ricevere in regalo da parenti ed amici le quote necessarie per pagarlo.

Ci sono oggi diverse piattaforme online grazie alle quali è possibile prendere visione della destinazione, condividerla con amici e parenti e ricevere da quest’ultimi le donazioni necessarie per raggiungere il budget richiesto per coprire il costo del viaggio. Inserire la luna di miele nella lista di nozze equivale ad avere una cosa in meno da pagare e un viaggio in più da fare!

Perché inserire la luna di miele nella lista di nozze?

Alcuni sondaggi nazionali concordano sul fatto che in Italia il costo medio del matrimonio oscilla fra i 20.000 e i 30.000 euro. Non sorprende il fatto che sempre più coppie scelgano di inserire il viaggio di nozze nella classica lista regali. Dopo aver sostenuto tutte quelle spese per il matrimonio, sembra anche giusto che molti scelgano di ricevere aiuto per andare in luna di miele!

A questo si aggiunga anche il fatto che molte coppie hanno già tutto ciò di necessitano in termini di regali di nozze tradizionali, come tostapane, microonde ecc., per cui il farsi regalare il viaggio di nozze ha preso ormai largamente piede ai giorni nostri. Ma con una grande differenza rispetto a come avveniva solo pochi anni fa: oggi tutto il processo avviene online, basta un semplice computer e una connessione a internet.

Come funziona la lista regalo online

Per prima cosa gli sposi devono recarsi in agenzia di viaggi per scegliere la meta e i vari servizi aggiuntivi. Il viaggio viene poi pubblicato sulla piattaforma web dedicata alla lista regalo online e quest’ultima viene condivisa con i parenti e gli amici mediante i social. Parenti ed amici, collegandosi alla lista online, possono visionare il viaggio e quindi dare comodamente il loro contributo pagando mediante carta di credito o effettuando un bonifico. Oppure, se lo desiderano e se ne hanno la possibilità, possono contribuire recandosi direttamente all’agenzia di viaggi presso la quale è stata aperta la lista di nozze o la lista regalo.

Questa è una svolta epocale perché sia gli sposi, o coloro che hanno aperto la lista regalo, sia i parenti e gli amici che contribuiscono, traggono notevoli benefici da tutto questo.

I vantaggi della lista regalo e della lista di nozze online e in agenzia

  • I parenti e gli amici che vivono lontano possono ora partecipare materialmente alla lista regalo dando il loro contributo. Basta collegarsi alla piattaforma online sulla quale è possibile prendere visione del viaggio e/o dei servizi acquistabili e procedere con la donazione. Le donazioni avvengono mediante carta di credito o bonifico.
  • Si può visionare la lista regalo sempre e in qualsiasi momento. Basta un pc o uno smartphone, anche quando l’agenzia di viaggio è chiusa, e si può contribuire al viaggio senza necessità di muoversi da casa.
  • Basta con la classica “busta”, niente più imbarazzi per sposi, amici e parenti nel ricevere e nel mettere soldi contanti nella bustarella divenuta ormai obsoleta. Con queste nuove piattaforme online, anche gli invitati meno intimi possono versare la loro quota senza imbarazzo e possono interagire con gli sposi in una bacheca virtuale.
  • Facilità di gestione per chi deve aprire la lista regalo: per gli sposi è sufficiente andare in agenzia di viaggi, scegliere la destinazione preferita. Il passo successivo è condividere il tutto con i parenti e gli amici mediante i social network e la piattaforma stessa. I contributi vengono accreditati direttamente su un conto o una carta degli sposi, oppure in un conto dell’agenzia di viaggi.
  • Aggiornamento reale e istantaneo sulle quote ricevute. Non c’è più necessità di recarsi in agenzia per vedere lo stato di avanzamento delle quote regalate. Gli sposi vengono subito aggiornati da un messaggio quando qualcuno contribuisce al viaggio.
  • Possibilità di interazione: mediante una bacheca, gli sposi possono ringraziare con un messaggio tutti coloro che contribuiscono al viaggio.
  • Sicurezza, perché l’accesso alla pagina contenente la lista regalo è protetta da una password.
  • Possibilità per amici e parenti di scegliere come e dove pagare. Si può fare online oppure recandosi in agenzia.

Lista regalo non solo per i matrimoni

Naturalmente, le liste regalo online devono essere attivate prima in agenzia di viaggi. Una volta fatto questo passaggio, si potrà iniziare ad usufruire di tutti i vantaggi di questo innovativo strumento. È possibile attivare una lista regalo online: anniversari, lauree, cresime, battesimi e compleanni sono le ricorrenze perfette per aprirne una.

Dopo che il festeggiato ha scelto il viaggio desiderato, amici e parenti possono prenderne visione dal sito web dove è presente la lista regalo. In questo modo potranno contribuire versando mediante bonifico o carta di credito la loro quota a piacere. Altre volte, invece, sono proprio amici e parenti che desiderano regalare un viaggio al festeggiato. In questo caso, dopo aver stabilito la meta, contribuiscono al viaggio versando la quota tramite bonifico o carta di credito. La quota normalmente è fissa, ma a volte può essere lasciata libertà di scelta sull’importo che si desidera donare.

La nostra agenzia di viaggi offre a tutti i festeggiati la possibilità di attivare una lista di nozze online, grazie a un’ampia scelta di mete e di destinazioni da poter condividere con amici e parenti, e di controllare in qualsiasi momento le quote ottenute. Se state pensando alla vostra luna di miele, oppure desiderate regalare un viaggio ad una persona da festeggiare, questa è un’opportunità che vi farà risparmiare tempo. Se desiderate maggiori informazioni potete contattarci allo 0824482030 oppure cliccate sul seguente form contatti.

Napoli è una città del sud Italia che affascina grazie ai suoi edifici colorati che sembrano attaccati uno all’altro, alle persone amichevoli e sempre gioviali e al suo caratteristico folklore. La città è famosa per la storia millenaria ed è un’ottima base dalla quale partire per scoprire i territori circostanti, compreso il magnifico Vesuvio e le incredibili rovine di Pompei. La città di Napoli è anche il paradiso dello shopping, non solo per l’abbigliamento ma anche per gli oggetti d’antiquariato, le erbe e i souvenir.

Il capoluogo partenopeo ha un clima eccezionalmente favorevole, quindi è una tappa obbligata durante la primavera e l’estate per tutti gli amanti dello shopping. La primavera è un tripudio di fiori colorati nelle valli e nelle campagne circostanti, mentre le estati sono ideali per godersi le scintillanti acque del mare.

Il periodo migliore per visitare questa incantevole città va da aprile a ottobre. La temperatura media da aprile all’inizio di giugno è di circa 20 ℃, mentre a luglio e agosto si registra la temperatura più alta che è di circa 31 ℃. Le estati sono molto calde e umide, solo alla fine di settembre l’aria inizia a raffreddarsi. È in questi periodi dell’anno che ci si può godere al meglio questa città, girare fra le viuzze strette dei quartieri e, naturalmente, fare shopping.

Napoli è una città particolarmente conveniente, quindi fare acquisti non graverà molto sul tuo portafoglio, come avviene invece in altre città, e avrai l’imbarazzo della scelta fra le principali vie dello shopping, i mercati locali e le tantissime bancarelle che vendono oggetti d’antiquariato in alcuni angoli della città. Qui abbiamo fatto per te una selezione dei posti migliori dove fare shopping.

I 10 migliori posti dove fare shopping a Napoli

A seguire una lista dei 10 migliori posti del capoluogo della regione Campania dove andare a fare shopping.

  1. Via Toledo

Nata come zona commerciale all’inizio del XVI secolo, Via Toledo è considerata il posto migliore dove fare shopping a Napoli. Scendendo alla fermata Toledo della Metro di Toledo, se già rimani sbalordito per il design della bellissima stazione della metropolitana, attendi di vedere e di entrare nella via dello shopping più famosa di Napoli! Via Toledo è la più antica via dello shopping della città che si estende per circa 12 chilometri e collega le due piazze più trafficate della città.

La via non solo offre articoli di qualità da acquistare, ma è anche un emblema architettonico del Sud Italia. Camminando per la strada, si possono trovare centri commerciali e negozi locali rinomati insieme a negozi di grandi brand mondiali. Dai souvenir, ai prodotti locali alla moda di marca, in questa meravigliosa via dello shopping si può trovare di tutto e di più, anche se è ovviamente indicata per acquistare articoli di abbigliamento, accessori moda e souvenir.

  1. Quartiere Chiaia

Il quartiere Chiaia ha un’importante via dello shopping che collega Piazza Trieste e Trento a via Roma ed è noto per lo shopping di lusso a Napoli. Le strade sono piene di marchi di lusso e boutique di fascia alta allineati lungo tutta la strada. In questa zona la circolazione dei veicoli è vietata, quindi è sicuramente un paradiso per tutti coloro che vogliono fare shopping con tranquillità e sono attenti alle marche. Anche arrivare a Via Chiaia richiede una certa organizzazione, comunque c’è una funicolare che ferma proprio nel quartiere.

  1. Mercato di Poggioreale

Situato nel quartiere che ospita il carcere di Poggioreale e la Stazione ferroviaria Centrale, il Mercato di Poggioreale è famoso per i suoi articoli di pelletteria come anche per le scarpe e le borse. L’Italia è nota per i prodotti in pelle di eccellente qualità e se vuoi acquistare scarpe e pelletteria a Napoli, allora devi venire al mercato di Poggioreale. Con più di 500 negozi sparpagliati per la zona, c’è solo l’imbarazzo della scelta tra scarpe, borse e cinture. La strada ospita anche alcuni caffè e ristoranti nei quali è possibile gustare ottimi rinfreschi.

  1. A’ Curreia

A’Curreia, termine napoletano che indica la cinta di pelle che sostiene i pantaloni, è uno dei più noti negozi di pelletteria a Napoli. Questa boutique è un vero e proprio bazar, si trova nel centro storico in una via a poche decine di metri dalla centralissima via Toledo ed è popolare tra la gente del posto. La boutique espone per la vendita una vasta gamma di prodotti in pelle e cuoio come cinture, guanti, borse e portafogli. Il core business de A’Curreia è la produzione dei sandali artigianali in vero cuoio, eseguita direttamente in negozio. Ogni prodotto è realizzato con pellami di altissima qualità, curando i minimi dettagli e lo stile varia dal casual allo chic. Questo negozio offre anche piccoli articoli di pelletteria: portachiavi, portacellulari, portafogli e altri accessori che sono dei deliziosi souvenir da riportare a parenti e amici una volta rientrato dal tuo giro turistico a Napoli.

  1. Oblomova

Sei un amante del vintage e desideri qualcosa di particolare a Napoli? Allora devi assolutamente andare da Oblomova che si trova nel centro della città a pochi passi dal Complesso Monumentale di Santa Chiara, dove puoi trovare una vasta gamma di vestiti, scarpe, borse, gioielli e persino vecchi dischi in vinile. Tutti i prodotti che vengono venduti qui sono stati creati da artigiani locali e sono unici nel loro genere. I vestiti e le bigiotterie sono molto particolari ed eleganti, alcuni risalgono addirittura agli anni ’50.

  1. Mercato di Antignano

Situato nella zona collinare del Vomero, il mercato di Antignano o mercatino di Antignano come è chiamato dagli abitanti del posto, è uno dei mercati meno frequentati dai turisti ma è eccezionale se si vuole fare shopping a basso costo. Il mercato vende prodotti locali freschi come frutta e verdura, ma anche stoviglie, tessile casa, abbigliamento e accessori a prezzi stracciati. Quello che a prima vista sembra un normale mercatino rionale, è in realtà un posto dove acquistare i migliori prodotti di qualità a un prezzo davvero economico.

  1. Mercato di San Gregorio Armeno

Il mercatino di San Gregorio Armeno è il primo posto dove i napoletani si recano per fare shopping durante il Natale. Il mercato è su strada e adorna il quartiere con manufatti colorati, oggetti artigianali, bancarelle che vendono streetfood e prodotti realizzati dagli artigiani locali durante il periodo natalizio. Questo è il periodo più bello per visitare questo mercato, quando viene acceso un enorme albero, la strada si anima di migliaia di turisti. In questo periodo dell’anno i presepi vengono creati all’interno delle botteghe ed esposti per essere ammirati. Anche se San Gregorio Armeno è famoso nel mondo per il folklore che lo anima durante le festività natalizie, merita di essere visitato anche negli altri periodi dell’anno.

  1. Galleria Umberto I

Per il classico shopping devi invece visitare la bellissima Galleria Umberto I. Questa elegante galleria di negozi ha una splendida cupola di vetro e si trova proprio di fronte al Teatro dell’Opera e al Palazzo Reale. La Galleria Umberto I si inserisce perfettamente nella zona, senza disturbare la magnifica architettura neoclassica dei dintorni. Al suo interno trovano posto alcuni dei più noti brand internazionali di fascia alta come Gucci, Louis Vuitton, Bulgari e Versace. La Galleria è un vero e proprio centro di attrazione anche per gli eleganti ristoranti e i bar.

  1. Galleria Principe di Napoli

La Galleria Principe di Napoli è situata in un quartiere che lascia tutti a bocca aperta per la sua eleganza. L’architettura dei palazzi attira qui migliaia di turisti ogni anno. Se desideri fare shopping in un posto tranquillo ma chic allora questa è la location che fa per te.

  1. Mercato di Resina ad Ercolano

Al mercato di Resina ci si trova un po’ di tutto ed è il luogo ideale per chi cerca vecchi tesori e adora l’abbigliamento retrò. A condizione di essere disposto a scavare tra pile di jeans Levi’s, bigiotteria vintage e abbigliamento usato. Munisciti quindi di tanta pazienza e abilità perché se sarai attento potrai fare degli affari unici a prezzi stracciati!