Ogni viaggio è un’opportunità per scoprire il mondo ma anche per…migliorare il modo di fare i bagagli e selezionare cosa portare in vacanza. Certamente un aspetto in cui si può migliorare nel preparare la valigia è quella relativo alla scelta dei cosmetici da bagno e ai prodotti per il trattamento viso, corpo e capelli.

Lo spazio a disposizione è limitato e non permette gli extra, spesso gli articoli da bagno in eccesso sono i primi ad essere tagliati dalla lista, si preferisce portare i vestiti. Se sei in partenza per le vacanze e ti aspetta un volo aereo, ricordati di rispettare i limiti dei liquidi e dei gel. A casa usiamo regolarmente dai 5 ai 15 prodotti liquidi ogni giorno. Tra shampoo, balsamo, prodotto per capelli, trattamento del viso, tonico, fondotinta, dentifricio, crema solare e profumo, come ci si aspetta che uno riesca a mettere tutto in un minuscolo sacchetto di plastica?

La soluzione? Bisogna ridurre i prodotti da portarsi appresso, non c’è dubbio. Ma anche ridurre il loro formato. Oggi gran parte dei prodotti per l’igiene e la cosmesi si trovano in commercio anche in formati da viaggio, ideali quando si viaggia in aereo. Occupano pochissimo spazio e sono in quantità sufficiente per durare per tutto l’arco della vacanza. Se ci tieni alla bellezza e al tuo benessere, è bene che dai la priorità ai cosmetici davvero indispensabili, quindi vediamo insieme come comporre un kit da viaggio per la beauty routine.

Cosa portare in vacanza: acquista un buon beauty case

Innanzitutto cerca di procurarti un buon beauty case: devi solo decidere cosa risponde meglio alle tue esigenze. Preferisci tenere il trucco e gli articoli da toilette separati? Oppure averli tutti in una borsa che si appende nella doccia o su un gancio della porta? Molti viaggiatori utilizzano il modello Dopp kit perché si divide in due lati, uno dei quali può essere usato per riporvi tutti i liquidi, soluzione comoda durante i controlli in aeroporto. Una volta individuato il sistema che fa al caso tuo, acquista un beauty case che sia robusto, lavabile, antigraffio e facile da pulire.

Due piccoli ma utili suggerimenti: se proprio vuoi portarti i pennelli da trucco, acquista quelli che si chiudono con un coperchio perché è molto più facile mantenere il beauty case pulito. Il secondo consiglio è quello di controllare due volte che tutti i prodotti siano ben chiusi. Tante persone hanno la cattiva abitudine di chiudere a metà tappi e coperchi dei cosmetici, con il rischio che poi si riversi tutto nel beauty case.

Semplifica la tua beauty routine

Usi uno shampoo per le radici e uno per le punte? Hai una lozione per il viso diversa per la mattina e la sera? Complimenti per la cura e l’amore per il tuo corpo, ma dubito che tu abbia spazio per tutto questo! Semplifica la tua beauty routine e vedrai che farai un bel passo avanti. Naturalmente ogni persona è diversa dall’altra, non possiamo dare una soluzione generale valida per tutti, stabilisci però di quali prodotti puoi fare a meno e di quali invece assolutamente no. Inoltre, dai la preferenza ai prodotti con doppia funzione: anziché portare lo shampoo e il balsamo per capelli, porta uno shampoo 2 in 1 che contenga anche il balsamo. Oppure sapevi che l’olio di cocco è un idratante per il corpo e i capelli, un olio da barba e un ottimo struccante?

Quando devi fare i bagagli per un viaggio, meno è sempre meglio! Anche se vorresti mettere in valigia tutta la toilette, è meglio portare solo l’essenziale.

Elenco delle cose che devi portare con te quando parti per le vacanze

Ecco cosa devi portare in vacanza e che non può mancare nel tuo kit di viaggio:

Protezione solare

La tua pelle è sempre esposta al sole e ai dannosi raggi UV, sia che tu stia per partire per una località di montagna che per una di mare. Considera che sulle pelli particolarmente sensibili e che soffrono di couperose dovrebbero essere applicate delle creme protettive tutti i giorni, anche se si vive in città. Proteggiti portando con te una crema solare ad ampio spettro con un’adeguata protezione e applicala seguendo le istruzioni e tutte le volte che è necessario.

Se la tua carnagione è chiara e se hai dei bambini, la protezione deve essere totale, con fattore di protezione +50. Questo eviterà fastidiosi eritemi solari. Importantissimo è portare con sé un buon doposole, utilissimo per lenire il rossore e reidratare la pelle scottata dal sole. Se ne trovano in commercio di diversi tipi, ti consiglio quello in formula spray che dona una piacevolissima sensazione di freschezza e si applica molto più facilmente.

Balsamo per le labbra

Un semplice balsamo per le labbra usato quotidianamente è tutto ciò di cui hai bisogno per mantenerle morbide e idratate. Un tubetto nella tua borsa o nel beauty case occupa uno spazio minuscolo. Puoi anche acquistare balsami per labbra con fattore di protezione, per una maggiore protezione dai raggi solari.

Prodotti per la cura del corpo e dei capelli

Per la cura del corpo e dei capelli scegli dei prodotti dal packaging mini, che occupano poco spazio e ideali per superare i controlli in aeroporto. Per i capelli metti nel beauty case uno shampoo delicato. I capelli, infatti, con il sole, l’acqua salata e il cloro della piscina subiscono uno stress ed è preferibile uno shampoo dolce che non li sfibri ulteriormente. Magari sarebbe meglio un prodotto che contenga anche il balsamo che è importante per reidratare i capelli dopo una lunga giornata di sole e per districarli dalla salsedine.

Un buon bagnoschiuma delicato sarà perfetto per idratare la pelle. Ti consiglio un bagnoschiuma all’avena o all’olio di karitè perché possiedono un’azione addolcente ed emolliente, rendendo la pelle morbida e contribuendo a lenire le irritazioni. L’olio di karitè ha anche proprietà nutrienti ed elasticizzanti che combattono la disidratazione della pelle causata dal sole.

Un prodotto per lo styling dei capelli

Quando sei a casa puoi usare tutti i gel, le creme, gli spray, le schiume e gli oli che vuoi. Quando viaggi, invece, devi limitarti a portarne uno solo. Pensa a dove stai per recarti e al clima che troverai e scegli un prodotto adatto a quelle condizioni. Per esempio, se vai in una località con tanta umidità, un siero anti-crespo può essere la scelta azzeccata.

Crema colorata e balsamo di bellezza

Anche se il massimo della libertà e della naturalezza è non usare alcun tipo di trucco sul viso durante le vacanze, tuttavia se desideri rinfrescare il look ti suggeriamo di lasciare a casa il fondotinta e portare invece una crema colorata o un balsamo di bellezza, noto anche come BB Cream. Queste creme uniformano il tono della pelle e la idratano, donandole un piacevole colorito senza renderla grassa o appiccicosa.

Mascara impermeabile

Se vuoi passare una serata fra un cocktail a bordo piscina e un bagno di mezzanotte, rimanendo sempre impeccabile, allora devi necessariamente mettere nel kit da viaggio il mascara impermeabile. Resiste anche meglio al sudore se sei spesso esposta al sole. Leggi l’etichetta prima di acquistarlo per assicurarti che sia realmente impermeabile. Assicurati anche di avere uno struccante che sia efficace su un mascara impermeabile.

Detergente leggero per il viso

Alla fine di una lunga giornata il viso avrà raccolto polvere, sporcizia, sudore e grasso, specie dopo un’escursione giornaliera. Probabilmente sul viso hai ancora la crema solare e altri prodotti che devono essere sciacquati via. Non partire se non hai messo nel kit da viaggio un detergente leggero per il viso.

Un’unica tonalità di rossetto per il giorno e la notte

Se il tuo viaggio prevede escursioni giornaliere, tappe ai musei, pranzi all’aperto seguiti da cene al ristorante, porta un solo rossetto che ti accompagnerà per tutta la vacanza. Scegli una tonalità media che si adatta al tono della tua pelle e che andrà bene per le attività diurne, ma anche per la sera, per una cena o un cocktail. Le più esperte di make up potranno utilizzarlo sugli occhi al posto di un ombretto cremoso, stendendolo con le dita. Per dare un tocco di blush alle guance, è il cosmetico perfetto da usare facilmente in sostituzione del fard.

Un ultimo consiglio prima di partire…

Prima di partire fai tutto quello di cui hai bisogno. Se hai necessità di una tinta ai capelli, di una ceretta, di una maschera per capelli o per il viso, di rifare le unghie, fallo prima di partire in modo da non dover portare nulla con te!

Le strade strette e tortuose di Napoli ogni giorno rimbombano dei suoni dei clacson, degli scooter e del traffico eccessivamente caotico. Opulente chiese barocche ed eleganti palazzi si aprono su un paesaggio coperto di graffiti, mentre gli avventori dei caffè parlano di calcio, di pizza e dei loro affanni quotidiani. All’ombra dell’imponente Vesuvio, la città da la sensazione di caos, di congestione e di attività frenetica. Seguici in questo viaggio nella Napoli sotterranea.

Il mondo perduto della Napoli sotterranea

Ma sotto il chiasso assordante delle strade c’è il silenzio profondo e antico di un mondo perduto: di catacombe e grotte, strade e mercati romani, rifugi antiaerei della seconda guerra mondiale, e luoghi di sepoltura paleocristiani con affreschi e mosaici sbiaditi.

Napoli è sicuramente una città incredibile con oltre 2000 anni di storia e infinite cose da fare e da visitare.  È spesso grintosa e caotica, con le sue strade affollate e i mercati all’aperto, ma allo stesso tempo bella e autentica. Un luogo di opere d’arte e di paesaggi che stimolano l’anima, di edifici affascinanti e di tesori inaspettati e inimitabili.

Tutti conoscono la città in superficie con i suoi castelli, i musei e le strade assolate, ma la vera essenza di Napoli, il suo cuore, sta nell’ombra. Il sottosuolo di Napoli è pieno di labirinti misteriosi e tenebrosi dove la storia si incontra con la leggenda, la magia e la spiritualità.

Ci sono diversi luoghi come questi che dovresti davvero visitare, o meglio sperimentare, se hai intenzione di venire a Napoli: Napoli Sotterranea, il Tunnel Borbonico, la Neapolis Sotterrata, il Cimitero delle Fontanelle, le Catacombe di San Gennaro e San Gaudioso e la Chiesa del Purgatorio ad Arco, conosciuta anche come Chiesa delle Anime “Pezzentelle“. Sono solo alcuni esempi sorprendenti ed espressione dell’affascinante e meravigliosa Napoli sotterranea.

L’acquedotto romano scavato nel tufo

Napoli è costruita strato dopo strato con la cenere vulcanica compattata e il tufo. Poroso e facilmente manipolabile, usato dai greci, a partire dal 470 a.C. circa, per costruire la loro Neapolis. Il nome significa “Città Nuova” e nel tempo si è trasformato in Napoli. Più tardi i Romani usarono le cave di tufo per un esteso sistema di acquedotti sotterranei.

I primi cristiani scavarono grotte per venerare e seppellire i loro morti. I napoletani nei vari secoli usarono le cavità come discariche. Solo l’epidemia di colera della metà degli anni 1880 fece chiudere questa città sotterranea, ma nella seconda guerra mondiale fu di nuovo in uso, per offrire rifugio dai pesanti bombardamenti che colpirono la città.

Per più di 5000 anni, gli abitanti della zona hanno scavato il suolo per estrarre il tufo, un materiale adatto alla costruzione. Oggi esiste una rete molto interessante di 80 km di gallerie sotterranee, che corrispondono a diverse epoche.

Gli uomini preistorici e i greci hanno costruirono edifici e case con questo materiale; i romani vi scavarono un immenso acquedotto ed enormi cisterne.

L’entrata in Piazza San Gaetano conduce ad una scala di 140 gradini che permette di scendere 40 metri sotto terra e di scoprire l’acquedotto romano. Questo permetteva di distribuire l’acqua a tutta la città e termina con la “Piscina Mirabilis“, vasca terminale dell’acquedotto.

Tunnel, rifugi antiaerei e catacombe

Lungo il percorso, si trovano cisterne, pozzi, catacombe e cave dove sono stati collocati attrezzi e blocchi di tufo per spiegare il lavoro dei cavatori. Un altro passaggio sotterraneo è stato liberato nel 2008: questo tunnel avrebbe permesso ai Borboni di fuggire verso il mare in caso di attacco.

Le gallerie sotterranee servirono da rifugio durante i bombardamenti del 1943, e si possono vedere bene i resti dei rifugi antiaerei. Un altro ingresso è Via Sant’Anna di Palazzo.

La maggior parte di Napoli ha un sottosuolo a nido d’ape, e scivolarci dentro e tornare indietro nel tempo è facile come scendere una rampa di scale.

Questa storia stratificata e in larga parte visibile conferisce a Napoli un’atmosfera inquietante e misteriosa. Vi è perfino il Gabinetto Segreto, a lungo tenuto sotto chiave, che altro non è se non una mostra di oggetti antichi a tema sessuale, molti dei quali rinvenuti tra le rovine di Pompei ed Ercolano, che sono stati a lungo considerati eccessivamente osceni per essere esposti in pubblico.

Per gli antichi greci e romani, il fallo era un simbolo di prosperità, fecondità e buona fortuna, e lo rappresentavano in statue e lampade ad olio, su vasi e dipinti, anche fuori dai negozi. Rappresentazioni di attività eterosessuali e omosessuali erano parte della decorazione di case e giardini, e la mostra include dipinti erotici di scene mitologiche, sculture in marmo di ninfe e satiri, immagini erotiche dipinte in giardini, boudoir e bordelli.

Tour guidato alla scoperta della Napoli sotterranea

La Libera Associazione Escursionisti del Sottosuolo e Napoli Sotterranea hanno organizzato una serie di tour che fanno luce su questi luoghi segreti. Vi sono i resti di un teatro greco-romano del I-II secolo con una capacità di 6.000 persone dove si dice che Nerone abbia cantato durante un terremoto. Sopra di esso ora c’è un condominio in cui vivono circa 30 famiglie. Da un grande spazio aperto si possono osservare le grandi arcate in quelle che una volta furono le quinte del teatro.

Continuando nel tour, attraverso i passaggi interconnessi sotto le strade cittadine, si possono ammirare gli acquedotti.

Nel 1941, decine di chilometri di tunnel e corsi d’acqua sotto Napoli furono ripuliti dall’acqua e dai rifiuti, la maggior parte dei pozzi furono sigillati e furono costruite scale e installata l’elettricità. I napoletani che aspettavano la fine dei bombardamenti all’interno dei rifugi hanno lasciato segni tangibili dei momenti di tensione vissuti lì sotto: disegni sui muri di bombe e aerei, con la parola “aiuto” scritta più volte.

Percorrendo un passaggio freddo, lungo, basso e stretto, dove un tempo scorreva l’acqua, si raggiungono delle cisterne greche e romane. La più grande cisterna fu costruita dai romani nel secondo secolo d.C. e utilizzata fino al XIX secolo.

Le rovine greco romane sotto San Lorenzo Maggiore e Santa Chiara

Da non perdere sono anche le notevoli rovine greco-romane sotto il chiostro del XVIII secolo di San Lorenzo Maggiore. Si scende da una scala e si può passeggiare in un mondo sepolto che una volta era al livello della strada: i resti di un mercato romano del primo secolo d.C., una galleria commerciale con volte a botte e quel che rimane di una strada in rovina. Si può ammirare anche la cupola di un forno di un antico panificio e una lavanderia comune con vasche e scarichi.

A pochi passi si trova la Chiesa di Santa Chiara, nota per il suo elegante chiostro in maiolica. Qui furono scoperte alcune terme romane, una zona sauna e parti di un acquedotto in tufo.

Nel quartiere Sanità si può scendere a visitare le catacombe di San Gaudioso, dedicate a un vescovo africano arrivato a Napoli nel 439. Vi sono conservati, in nicchie scavate sui muri, numerosi teschi con sotto alcuni affreschi raffiguranti l’abbigliamento di quelle persone.

Napoli è talmente ricca di cose da fare e da vedere che c’è davvero l’imbarazzo della scelta, sia per chi ha programmato di trascorrervi una settimana intera e che cerca di scoprire quanto più possibile di questa città, sia per chi si accinga a visitare Napoli per un breve fine settimana.

Cosa fare a Napoli nel weekend: itinerario suddiviso in 3 giorni

La città di Partenope è diversa da qualsiasi altro posto che vedrai in Italia: è rumorosa e caotica, certo, ma è anche uno dei luoghi più affascinanti che troverai. L’inverno è forse uno dei periodi più gratificanti per visitare la città, grazie alle temperature miti e al minor numero di turisti. Puoi soggiornare in uno dei tanti B&B a pochi passi dal Duomo, base ideale per esplorare Napoli.

Venerdì

Dopo un bell’assaggio di sfogliatelle per colazione, puoi andare al Duomo che ospita le reliquie di San Gennaro, il santo patrono e protettore di Napoli. È qui che ogni anno si assiste al famoso miracolo di San Gennaro. Il sangue coagulato del santo viene conservato in speciali ampolle all’interno della Cattedrale e la sua liquefazione durante tre appuntamenti annuali è considerata un segno di buona fortuna per Napoli.

Proprio accanto c’è il Museo del Tesoro di San Gennaro, che conserva quello che è considerato il tesoro più ricco del mondo: un’incredibile collezione di gioielli, statue, dipinti e tessuti donati nel corso dei secoli come atti di devozione. Tra i pezzi più importanti esposti c’è la mitra di San Gennaro, decorata con oltre 3.600 tra pietre preziose e collane ricoperte di perle e gemme.

La tua prossima tappa è Forcella, uno dei quartieri storici di Napoli. C’è un fantastico mercato all’aperto animato da chiassosi venditori ambulanti e pescivendoli. Da non perdere il gigantesco murale dedicato a San Gennaro, accanto alla minuscola chiesa di San Giorgio Maggiore. Questa chiesa è un po’ fuori dai tradizionali giri turistici ma ti consiglio di fare un salto all’interno e ammirare un affresco del XVII secolo nascosto dietro un dipinto.

A Forcella, L’Antica Pizzeria da Michele è il punto di riferimento per tutti gli amanti della pizza. Qui le uniche pizze sul menu sono la Margherita e la Marinara e molto probabilmente finirai per condividere il tavolo con altri clienti, il che rende l’intera esperienza ancora più divertente. L’aspetto negativo è che il tempo di attesa può essere lungo, ma credimi, ne vale la pena!

Dopo una deliziosa pizza Margherita, dirigiti verso Via dei Tribunali alla ricerca della piccola Piazza San Gaetano per prendere parte ad un tour sotterraneo di Napoli.

Napoli Sotterranea, conduce i visitatori lungo un fantastico labirinto di antichi tunnel e acquedotti sopra i quali sono state costruite le trafficate strade della Napoli moderna. Dall’altra parte della strada, c’è la Basilica di San Lorenzo Maggiore, sotto la quale è possibile visitare un’antica strada romana con i resti di una serie di negozi che un tempo la animavano.

La Basilica di San Lorenzo Maggiore si trova accanto a un altro importante centro nevralgico, San Gregorio Armeno, la strada dei presepi. Attenzione però, dovrai farti strada tra la folla di turisti che vengono qui tutto l’anno per ammirare i bellissimi presepi e le statuine di terracotta.

Dopo lo shopping, prendi un caffè al Bar Nilo, il tempio di tutti gli amanti del calcio e degli irriducibili tifosi del Napoli, prima di dirigerti alla Cappella Sansevero per ammirare il Cristo Velato, uno dei tanti capolavori presenti a Napoli. Questa statua è considerata una delle opere d’arte più notevoli del mondo perché l’artista napoletano Giuseppe Sanmartino ha scolpito il blocco di marmo con tale realismo da ritrarre perfettamente i drappi di tessuto ondulato e persino le vene del corpo di Gesù.

Un’altra tra le chiese da non perdere è la Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, solo un paio di minuti a piedi dalla Cappella Sansevero. Si crede che il culto dei morti sia iniziato qui e i teschi dei poveri defunti sono ancora conservati nella cripta. Penso che questa chiesa sia un must se vuoi davvero immergerti nella cultura napoletana.

Dopo un’affascinante visita guidata nella cripta della chiesa, continua a camminare lungo Via dei Tribunali e vai a curiosare un po’ tra le bancarelle di libri usati di Port’Alba prima di raggiungere Piazza Dante, l’elegante spazio aperto di Napoli. La piazza prende il nome da Dante Alighieri (c’è una grande statua del poeta al centro) ed è dominata dalla massiccia facciata semicircolare del Convitto Nazionale e da un grande orologio che mostra l’equazione del tempo. È un ottimo posto per prendere un caffè e fare un po’ di salotto prima di cena.

Il resto della serata la puoi trascorrere al Don Maccarone per gustare alcuni piatti tradizionali locali. Un consiglio? Ordina una frittura mista, pasta patate e provola e una deliziosa fetta di pastiera.

Sabato

Quando organizzi il viaggio per Napoli, prenota prima un’escursione alla Farmacia degli Incurabili, un antico complesso ospedaliero fondato nel XVI secolo per curare i malati di sifilide. È un viaggio affascinante attraverso la storia della medicina e il ruolo di Napoli nello sviluppo della sanità, con una rinomata scuola medica che fu un punto di riferimento in Europa nel XVI secolo. I tour sono gestiti da un gruppo di volontari e includono la visita a una delle più antiche farmacie del mondo.

Il quartiere Sanità è a due passi dalla Farmacia degli Incurabili e consiglio vivamente di passare un po’ di tempo in questo vivace quartiere, che ospita una serie di location molto interessanti.  Inizia il giro con una visita al Borgo dei Vergini, un angolo pittoresco costellato da decine di bancarelle che vendono di tutto, da frutta e verdura a vestiti e articoli per la casa.

I punti salienti della visita al quartiere Sanità comprendono il Palazzo dello Spagnuolo con le sue eleganti scale punteggiate da volte e stucchi, e la Basilica di Santa Maria della Sanità, al centro di Piazza Sanità, con le interessanti Catacombe di San Gaudioso. Fermata obbligatoria alla Pasticceria Poppella per assaggiare il famoso “fiocco di neve”, una soffice palla di pasta ripiena della crema più deliziosa. Pura poesia!

Una passeggiata di 15 minuti nel cuore di questo vivace quartiere ti porta a uno dei luoghi più incredibili che tu possa mai vedere, il Cimitero delle Fontanelle. Altro luogo chiave per il culto dei morti, questo cimitero è un ossario che contiene centinaia di ossa e teschi delle cosiddette anime pezzentelle, le anime perse di coloro che sono morti senza sepoltura. Forse è un po’ inquietante, ma dovrebbe essere incluso in qualsiasi tour di Napoli perché rappresenta un aspetto importante dell’anima della città.

Per il pranzo ti consiglio la Pizzeria Concettina ai Tre Santi, ma anche alla vicina Taverna di Totò la pizza è davvero buona.

Poi prendi un pullman City Sightseeing per il Museo di Capodimonte, un enorme complesso museale con una fantastica selezione di opere d’arte di geni assoluti come Michelangelo, Raffaello, Botticelli e Caravaggio.

Domenica

La domenica mattina salta su un treno per Mergellina, delizioso quartiere sul mare dominato dalla collina di Posillipo. Concediti una deliziosa colazione allo Chalet Ciro, che probabilmente prepara le migliori graffe della città, seguita da una passeggiata sul lungomare verso Castel dell’Ovo, chiuso alla circolazione delle auto e dal quale si godono vedute fantastiche. Fermati ad osservare l’imponente Vesuvio, le bancarelle di pesce colorate e i caffè coi loro neon, e tieni pronta la macchina fotografica!

Dopo un’ora buona di cammino avrai raggiunto Castel dell’Ovo, la più antica fortificazione di Napoli. Secondo la leggenda, il suo nome deriva dall’uovo magico che fu nascosto nelle sue fondamenta dal poeta Virgilio. Finché l’uovo fosse rimasto intatto, la città sarebbe stata al sicuro. L’ingresso al castello è gratuito e si può godere di una vista mozzafiato oppure visitare una delle mostre temporanee che di solito si svolgono qui.

Vicino a Castel dell’Ovo si trova Piazza del Plebiscito, il cuore del centro di Napoli. È una piazza di forma semicircolare su cui si affacciano il Palazzo Reale, sede della monarchia borbonica e l’imponente Basilica di San Francesco di Paola.

Durante la permanenza in zona, puoi anche fare un salto al Teatro San Carlo. Si tratta del più antico teatro d’opera d’Italia e uno dei più prestigiosi d’Europa. Visita anche Castel Nuovo, meglio conosciuto come Maschio Angioino, la fortezza costruita dagli Angioini francesi nel XIII secolo come espressione del loro potere.

Merenda con una pizza a portafoglio da Gennaro Salvo seguita da pasticcini e caffè allo storico Café Gambrinus!

Quindi vai a curiosare nei negozi lungo via Toledo e da lì gira in una delle stradine laterali che portano al Quartiere Spagnolo. Questo è un altro quartiere folkloristico ricco di street art e di chiese di tutte le forme e dimensioni. Forse la più interessante è la Chiesa di Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe, che ha fama di aiutare le coppie che hanno un bambino. Entrare in questa chiesa e vedere la coda di persone che aspettano di sedersi sulla sedia per ricevere la benedizione delle suore è affascinante.

Questa è l’ultima tappa del tuo meraviglioso weekend a Napoli.

Ecco un paio di idee nel caso tu abbia qualche giorno in più a disposizione:

Mi raccomando: non lasciare Napoli senza aver assaggiato una pizza tradizionale, una pizza fritta, una sfogliatella e un babà!

Re-open EU è la nuova piattaforma web messa online dalla Commissione Europea per aiutare i turisti e i viaggiatori a pianificare in sicurezza i propri spostamenti in tutta Europa. La pandemia ha cambiato il mondo in un modo che nessuno si aspettava. Molte imprese sono state colpite e il settore del turismo non è stato risparmiato, anzi! Il settore turistico, infatti, sembra essere uno fra i più colpiti dalla pandemia.

Poiché i singoli Paesi europei già lo scorso giugno iniziarono a manifestare l’intenzione di riaprire parzialmente le loro frontiere, l’Unione Europea sviluppò uno strumento digitale per riaprire al turismo mettendo sempre, però, la sicurezza al primo posto. L’obiettivo era quello di aiutare le persone a viaggiare in sicurezza e di godersi le vacanze, a riunirsi con i propri cari e a viaggiare per qualsiasi scopo senza mettere in pericolo le proprie vite.

Possiamo affermare che la piattaforma web Re-open EU è interamente dedicata al sostegno e alla promozione del turismo, incoraggiando anche l’accesso ai viaggi per le persone disabili.

È di supporto nel promuovere il turismo e i viaggi all’epoca del coronavirus e questo è di grande aiuto per le persone, perché possono trovare tutte le informazioni di cui hanno bisogno senza dover girare troppo.

Una piattaforma per rilanciare il turismo e aiutare i viaggiatori

Questa piattaforma ha lo scopo di supportare il rilancio dei viaggi e del turismo in Europa nel segno della sicurezza, turismo che è stato gravemente colpito dal Covid-19: secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo, il 72% delle destinazioni turistiche nel mondo si sono completamente fermate a causa della pandemia!

Le persone, infatti, hanno paura di viaggiare, ma una piattaforma che fornisce informazioni dettagliate e precise sui mezzi di trasporto, sulle restrizioni e sulle misure da adottare in via precauzionale, aumenta la fiducia nei viaggiatori europei.

In questo dobbiamo essere uniti, facciamo ripartire il turismo!

Che cos’è Re-open EU e a cosa serve?

I Paesi dell’Unione Europea hanno da tempo concordato di applicare regole comuni alle restrizioni di viaggio e agli spostamenti fra Paesi, coordinandosi nelle restrizioni alla libera circolazione e nell’adottare comportamenti uguali nei confronti di viaggiatori provenienti dalle cosiddette “zone rosse”.

La Commissione Europea ha lanciato il nuovo portale web che contiene informazioni pratiche e continuamente aggiornate su frontiere, limitazioni di viaggio, libertà di movimento, salute pubblica e misure di sicurezza come la quarantena obbligatoria. Il sito web Re-open EU è disponibile nelle 24 lingue ufficiali dell’UE, ed è di grande aiuto sia per i cittadini dell’UE che per i visitatori che provengono da paesi come Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Corea del Sud, Thailandia, Uruguay e Cina. I residenti di Andorra, Monaco, San Marino e Città del Vaticano vengono considerati residenti nell’UE ai fini del portale web. Il sito si presenta graficamente come una mappa interattiva che raccoglie sinteticamente tutte le informazioni sulla situazione sanitaria e sulle regole in vigore all’interno di ciascun Paese adottate per prevenire la diffusione del virus.

Perché è utile Re-open EU?

La piattaforma web è utile perché aiuta i viaggiatori a trovare le risposte alle domande inerenti le regole in vigore nei Paesi dell’Unione Europea e fornisce un notevole supporto per avere le informazioni necessarie per programmare un viaggio all’estero. Sul sito troverai le risposte alle domande più frequenti, del tipo: posso entrare in questo Paese per motivi turistici? Posso muovermi liberamente all’interno di questo Paese? Posso entrare in questo Paese senza essere soggetto a una quarantena obbligatoria? Risulta obbligatorio l’uso della mascherina e in quali posti? È prevista la quarantena e dove devo passarla? Posso entrare in questo Paese senza un certificato medico, ad esempio un test negativo?

Le informazioni sul portale web Re-open EU sono disponibili in 24 lingue.

Come funziona il portale web?

Il funzionamento del portale web è estremamente semplice, è sufficiente selezionare dal menù a tendina il Paese di destinazione e si atterra in una pagina nella quale sono riportate tutte le informazioni aggiornate, come situazione dei contagi, misure di sicurezza in vigore e le eventuali restrizioni adottate. Si può anche selezionare il Paese di partenza quello di arrivo e automaticamente la piattaforma reindirizza ad una pagina nella quale sono riportate tutte le restrizioni e le regole previste per i viaggiatori provenienti dal Paese di partenza.

La Commissione Europea ha lanciato anche un’App

La Commissione ha lanciato lo scorso dicembre anche l’App Re-open EU per dispositivi mobili che fornisce aggiornamenti regolari sulle misure per la salute, la sicurezza e i viaggi in tutta Europa.

Come la piattaforma desktop, anche l’App è uno sportello unico che fornisce informazioni complete e aggiornate sulla situazione sanitaria, sulla sicurezza e sulle misure di viaggio in tutti gli Stati membri dell’UE, nonché in Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. Gli utenti possono così facilmente ottenere sul proprio smartphone le informazioni più recenti sulle misure di quarantena nazionali, sugli eventuali test richiesti e sulle app mobili di localizzazione e tracciamento dei contatti da coronavirus.

Le informazioni sono disponibili nelle 24 lingue ufficiali dell’UE, utilizzando i dati verificati dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Ricordiamo che la riapertura dell’Unione Europea fu una delle misure annunciate dalla Commissione nel suo pacchetto Turismo e trasporti del maggio 2020 per aiutare i cittadini a viaggiare in sicurezza, nel pieno rispetto dei protocolli sanitari. Anche nella sua comunicazione dell’ottobre 2020 su ulteriori misure in risposta al covid-19, la Commissione si è impegnata a rendere le informazioni disponibili a tutti i cittadini tramite un’App gratuita.

Una lista regalo oppure una lista di nozze online consente alle coppie in procinto di sposarsi, ma anche a tutti coloro che hanno intenzione di fare un viaggio, di selezionare e scegliere la meta del proprio viaggio e i relativi servizi opzionali e di ricevere in regalo da parenti ed amici le quote necessarie per pagarlo.

Ci sono oggi diverse piattaforme online grazie alle quali è possibile prendere visione della destinazione, condividerla con amici e parenti e ricevere da quest’ultimi le donazioni necessarie per raggiungere il budget richiesto per coprire il costo del viaggio. Inserire la luna di miele nella lista di nozze equivale ad avere una cosa in meno da pagare e un viaggio in più da fare!

Perché inserire la luna di miele nella lista di nozze?

Alcuni sondaggi nazionali concordano sul fatto che in Italia il costo medio del matrimonio oscilla fra i 20.000 e i 30.000 euro. Non sorprende il fatto che sempre più coppie scelgano di inserire il viaggio di nozze nella classica lista regali. Dopo aver sostenuto tutte quelle spese per il matrimonio, sembra anche giusto che molti scelgano di ricevere aiuto per andare in luna di miele!

A questo si aggiunga anche il fatto che molte coppie hanno già tutto ciò di necessitano in termini di regali di nozze tradizionali, come tostapane, microonde ecc., per cui il farsi regalare il viaggio di nozze ha preso ormai largamente piede ai giorni nostri. Ma con una grande differenza rispetto a come avveniva solo pochi anni fa: oggi tutto il processo avviene online, basta un semplice computer e una connessione a internet.

Come funziona la lista regalo online

Per prima cosa gli sposi devono recarsi in agenzia di viaggi per scegliere la meta e i vari servizi aggiuntivi. Il viaggio viene poi pubblicato sulla piattaforma web dedicata alla lista regalo online e quest’ultima viene condivisa con i parenti e gli amici mediante i social. Parenti ed amici, collegandosi alla lista online, possono visionare il viaggio e quindi dare comodamente il loro contributo pagando mediante carta di credito o effettuando un bonifico. Oppure, se lo desiderano e se ne hanno la possibilità, possono contribuire recandosi direttamente all’agenzia di viaggi presso la quale è stata aperta la lista di nozze o la lista regalo.

Questa è una svolta epocale perché sia gli sposi, o coloro che hanno aperto la lista regalo, sia i parenti e gli amici che contribuiscono, traggono notevoli benefici da tutto questo.

I vantaggi della lista regalo e della lista di nozze online e in agenzia

  • I parenti e gli amici che vivono lontano possono ora partecipare materialmente alla lista regalo dando il loro contributo. Basta collegarsi alla piattaforma online sulla quale è possibile prendere visione del viaggio e/o dei servizi acquistabili e procedere con la donazione. Le donazioni avvengono mediante carta di credito o bonifico.
  • Si può visionare la lista regalo sempre e in qualsiasi momento. Basta un pc o uno smartphone, anche quando l’agenzia di viaggio è chiusa, e si può contribuire al viaggio senza necessità di muoversi da casa.
  • Basta con la classica “busta”, niente più imbarazzi per sposi, amici e parenti nel ricevere e nel mettere soldi contanti nella bustarella divenuta ormai obsoleta. Con queste nuove piattaforme online, anche gli invitati meno intimi possono versare la loro quota senza imbarazzo e possono interagire con gli sposi in una bacheca virtuale.
  • Facilità di gestione per chi deve aprire la lista regalo: per gli sposi è sufficiente andare in agenzia di viaggi, scegliere la destinazione preferita. Il passo successivo è condividere il tutto con i parenti e gli amici mediante i social network e la piattaforma stessa. I contributi vengono accreditati direttamente su un conto o una carta degli sposi, oppure in un conto dell’agenzia di viaggi.
  • Aggiornamento reale e istantaneo sulle quote ricevute. Non c’è più necessità di recarsi in agenzia per vedere lo stato di avanzamento delle quote regalate. Gli sposi vengono subito aggiornati da un messaggio quando qualcuno contribuisce al viaggio.
  • Possibilità di interazione: mediante una bacheca, gli sposi possono ringraziare con un messaggio tutti coloro che contribuiscono al viaggio.
  • Sicurezza, perché l’accesso alla pagina contenente la lista regalo è protetta da una password.
  • Possibilità per amici e parenti di scegliere come e dove pagare. Si può fare online oppure recandosi in agenzia.

Lista regalo non solo per i matrimoni

Naturalmente, le liste regalo online devono essere attivate prima in agenzia di viaggi. Una volta fatto questo passaggio, si potrà iniziare ad usufruire di tutti i vantaggi di questo innovativo strumento. È possibile attivare una lista regalo online: anniversari, lauree, cresime, battesimi e compleanni sono le ricorrenze perfette per aprirne una.

Dopo che il festeggiato ha scelto il viaggio desiderato, amici e parenti possono prenderne visione dal sito web dove è presente la lista regalo. In questo modo potranno contribuire versando mediante bonifico o carta di credito la loro quota a piacere. Altre volte, invece, sono proprio amici e parenti che desiderano regalare un viaggio al festeggiato. In questo caso, dopo aver stabilito la meta, contribuiscono al viaggio versando la quota tramite bonifico o carta di credito. La quota normalmente è fissa, ma a volte può essere lasciata libertà di scelta sull’importo che si desidera donare.

La nostra agenzia di viaggi offre a tutti i festeggiati la possibilità di attivare una lista di nozze online, grazie a un’ampia scelta di mete e di destinazioni da poter condividere con amici e parenti, e di controllare in qualsiasi momento le quote ottenute. Se state pensando alla vostra luna di miele, oppure desiderate regalare un viaggio ad una persona da festeggiare, questa è un’opportunità che vi farà risparmiare tempo. Se desiderate maggiori informazioni potete contattarci allo 0824482030 oppure cliccate sul seguente form contatti.

Napoli è una città del sud Italia che affascina grazie ai suoi edifici colorati che sembrano attaccati uno all’altro, alle persone amichevoli e sempre gioviali e al suo caratteristico folklore. La città è famosa per la storia millenaria ed è un’ottima base dalla quale partire per scoprire i territori circostanti, compreso il magnifico Vesuvio e le incredibili rovine di Pompei. La città di Napoli è anche il paradiso dello shopping, non solo per l’abbigliamento ma anche per gli oggetti d’antiquariato, le erbe e i souvenir.

Il capoluogo partenopeo ha un clima eccezionalmente favorevole, quindi è una tappa obbligata durante la primavera e l’estate per tutti gli amanti dello shopping. La primavera è un tripudio di fiori colorati nelle valli e nelle campagne circostanti, mentre le estati sono ideali per godersi le scintillanti acque del mare.

Il periodo migliore per visitare questa incantevole città va da aprile a ottobre. La temperatura media da aprile all’inizio di giugno è di circa 20 ℃, mentre a luglio e agosto si registra la temperatura più alta che è di circa 31 ℃. Le estati sono molto calde e umide, solo alla fine di settembre l’aria inizia a raffreddarsi. È in questi periodi dell’anno che ci si può godere al meglio questa città, girare fra le viuzze strette dei quartieri e, naturalmente, fare shopping.

Napoli è una città particolarmente conveniente, quindi fare acquisti non graverà molto sul tuo portafoglio, come avviene invece in altre città, e avrai l’imbarazzo della scelta fra le principali vie dello shopping, i mercati locali e le tantissime bancarelle che vendono oggetti d’antiquariato in alcuni angoli della città. Qui abbiamo fatto per te una selezione dei posti migliori dove fare shopping.

I 10 migliori posti dove fare shopping a Napoli

A seguire una lista dei 10 migliori posti del capoluogo della regione Campania dove andare a fare shopping.

  1. Via Toledo

Nata come zona commerciale all’inizio del XVI secolo, Via Toledo è considerata il posto migliore dove fare shopping a Napoli. Scendendo alla fermata Toledo della Metro di Toledo, se già rimani sbalordito per il design della bellissima stazione della metropolitana, attendi di vedere e di entrare nella via dello shopping più famosa di Napoli! Via Toledo è la più antica via dello shopping della città che si estende per circa 12 chilometri e collega le due piazze più trafficate della città.

La via non solo offre articoli di qualità da acquistare, ma è anche un emblema architettonico del Sud Italia. Camminando per la strada, si possono trovare centri commerciali e negozi locali rinomati insieme a negozi di grandi brand mondiali. Dai souvenir, ai prodotti locali alla moda di marca, in questa meravigliosa via dello shopping si può trovare di tutto e di più, anche se è ovviamente indicata per acquistare articoli di abbigliamento, accessori moda e souvenir.

  1. Quartiere Chiaia

Il quartiere Chiaia ha un’importante via dello shopping che collega Piazza Trieste e Trento a via Roma ed è noto per lo shopping di lusso a Napoli. Le strade sono piene di marchi di lusso e boutique di fascia alta allineati lungo tutta la strada. In questa zona la circolazione dei veicoli è vietata, quindi è sicuramente un paradiso per tutti coloro che vogliono fare shopping con tranquillità e sono attenti alle marche. Anche arrivare a Via Chiaia richiede una certa organizzazione, comunque c’è una funicolare che ferma proprio nel quartiere.

  1. Mercato di Poggioreale

Situato nel quartiere che ospita il carcere di Poggioreale e la Stazione ferroviaria Centrale, il Mercato di Poggioreale è famoso per i suoi articoli di pelletteria come anche per le scarpe e le borse. L’Italia è nota per i prodotti in pelle di eccellente qualità e se vuoi acquistare scarpe e pelletteria a Napoli, allora devi venire al mercato di Poggioreale. Con più di 500 negozi sparpagliati per la zona, c’è solo l’imbarazzo della scelta tra scarpe, borse e cinture. La strada ospita anche alcuni caffè e ristoranti nei quali è possibile gustare ottimi rinfreschi.

  1. A’ Curreia

A’Curreia, termine napoletano che indica la cinta di pelle che sostiene i pantaloni, è uno dei più noti negozi di pelletteria a Napoli. Questa boutique è un vero e proprio bazar, si trova nel centro storico in una via a poche decine di metri dalla centralissima via Toledo ed è popolare tra la gente del posto. La boutique espone per la vendita una vasta gamma di prodotti in pelle e cuoio come cinture, guanti, borse e portafogli. Il core business de A’Curreia è la produzione dei sandali artigianali in vero cuoio, eseguita direttamente in negozio. Ogni prodotto è realizzato con pellami di altissima qualità, curando i minimi dettagli e lo stile varia dal casual allo chic. Questo negozio offre anche piccoli articoli di pelletteria: portachiavi, portacellulari, portafogli e altri accessori che sono dei deliziosi souvenir da riportare a parenti e amici una volta rientrato dal tuo giro turistico a Napoli.

  1. Oblomova

Sei un amante del vintage e desideri qualcosa di particolare a Napoli? Allora devi assolutamente andare da Oblomova che si trova nel centro della città a pochi passi dal Complesso Monumentale di Santa Chiara, dove puoi trovare una vasta gamma di vestiti, scarpe, borse, gioielli e persino vecchi dischi in vinile. Tutti i prodotti che vengono venduti qui sono stati creati da artigiani locali e sono unici nel loro genere. I vestiti e le bigiotterie sono molto particolari ed eleganti, alcuni risalgono addirittura agli anni ’50.

  1. Mercato di Antignano

Situato nella zona collinare del Vomero, il mercato di Antignano o mercatino di Antignano come è chiamato dagli abitanti del posto, è uno dei mercati meno frequentati dai turisti ma è eccezionale se si vuole fare shopping a basso costo. Il mercato vende prodotti locali freschi come frutta e verdura, ma anche stoviglie, tessile casa, abbigliamento e accessori a prezzi stracciati. Quello che a prima vista sembra un normale mercatino rionale, è in realtà un posto dove acquistare i migliori prodotti di qualità a un prezzo davvero economico.

  1. Mercato di San Gregorio Armeno

Il mercatino di San Gregorio Armeno è il primo posto dove i napoletani si recano per fare shopping durante il Natale. Il mercato è su strada e adorna il quartiere con manufatti colorati, oggetti artigianali, bancarelle che vendono streetfood e prodotti realizzati dagli artigiani locali durante il periodo natalizio. Questo è il periodo più bello per visitare questo mercato, quando viene acceso un enorme albero, la strada si anima di migliaia di turisti. In questo periodo dell’anno i presepi vengono creati all’interno delle botteghe ed esposti per essere ammirati. Anche se San Gregorio Armeno è famoso nel mondo per il folklore che lo anima durante le festività natalizie, merita di essere visitato anche negli altri periodi dell’anno.

  1. Galleria Umberto I

Per il classico shopping devi invece visitare la bellissima Galleria Umberto I. Questa elegante galleria di negozi ha una splendida cupola di vetro e si trova proprio di fronte al Teatro dell’Opera e al Palazzo Reale. La Galleria Umberto I si inserisce perfettamente nella zona, senza disturbare la magnifica architettura neoclassica dei dintorni. Al suo interno trovano posto alcuni dei più noti brand internazionali di fascia alta come Gucci, Louis Vuitton, Bulgari e Versace. La Galleria è un vero e proprio centro di attrazione anche per gli eleganti ristoranti e i bar.

  1. Galleria Principe di Napoli

La Galleria Principe di Napoli è situata in un quartiere che lascia tutti a bocca aperta per la sua eleganza. L’architettura dei palazzi attira qui migliaia di turisti ogni anno. Se desideri fare shopping in un posto tranquillo ma chic allora questa è la location che fa per te.

  1. Mercato di Resina ad Ercolano

Al mercato di Resina ci si trova un po’ di tutto ed è il luogo ideale per chi cerca vecchi tesori e adora l’abbigliamento retrò. A condizione di essere disposto a scavare tra pile di jeans Levi’s, bigiotteria vintage e abbigliamento usato. Munisciti quindi di tanta pazienza e abilità perché se sarai attento potrai fare degli affari unici a prezzi stracciati!

La Falanghina è un vino bianco pregiato, frutto di un vitigno antichissimo e originario delle pendici del Taburno. Probabilmente fu introdotto dagli stessi Romani in queste terre, forse deriva dal Falerno bianco, un vino campano particolarmente apprezzato dai Romani. Da decenni è famosa la produzione di Sant’Agata dei Goti e dei paesi collinari nei pressi di Benevento.

La Falanghina si produce esclusivamente in una zona ben precisa della Campania. Il vino che si ricava da questo tipo di uva viene consumato principalmente nel sud Italia, il più delle volte insieme ai frutti di mare.

Il vino ottenuto dalla Falanghina è noto come vino Falerno, mentre l’uva è anche conosciuta come Biancazita, Biancozita, Biancuzita o Falanchina. Pur avendo origine da un vitigno con radici davvero nobili e con una storia molto lunga, la Falanghina è un vino sorprendentemente poco conosciuto. Se però consideriamo che la Falanghina si adatta perfettamente ai gusti di coloro che preferiscono vini bianchi luminosi, freschi e aromaticamente complessi, allora probabilmente questo sarà un vino destinato a entrare in futuro nelle grazie dei bevitori di vino di tutto il mondo.

Sannio: capitale europea del vino

Già nel 2019 il territorio “Sannio Falanghina” è stato eletto Capitale Europea del vino, con le realtà di Torrecuso, Guardia Sanframondi, Castelvenere, Solopaca e Sant’Agata dei Goti salite alla ribalta internazionale per il prestigioso riconoscimento. Innanzitutto, la Falanghina come uva da vino merita rispetto sia per la sua importanza storica, sia per l’importanza che riveste oggi: il territorio Beneventano produce oltre la metà dei vini campani, più della metà dei vini DOC e IGT dell’intera regione, e la Falanghina è di gran lunga il bianco più importante. Sebbene oggi si stia diffondendo la conoscenza degli eccezionali vini del Sannio, tuttavia il Fiano di Avellino e il Greco di Tufo tendono ancora a focalizzare su di loro la massima attenzione degli amanti del vino bianco.

Una delle caratteristiche più interessanti della Falanghina del Sannio è che una percentuale molto elevata di questo vino è prodotta dalle cooperative. La cultura cooperativa tra gli oltre 2.000 soci produttori di uva è molto forte e fa parte del tessuto vitivinicolo e agricolo di questa zona. Ci sono alcune singole aziende produttrici come Fontanavecchia ad esempio, ma le 4 cooperative – La Guardiense, Solopaca, Taburno e Vigne Sannite – concentrano la maggior parte dell’attività vitivinicola della Falanghina del Sannio.

Perché scegliere la Falanghina del Sannio

La Falanghina del Sannio è una zona DOC molto vasta che occupa tutta la provincia di Benevento, compresa la sovrapposizione con l’importante isola DOCG dell’Aglianico del Taburno che si trova al centro del Beneventano. Il vino ha un carattere forte e piacevole per via della vivace acidità che lo rende perfetto per accompagnare cibi come pesce, insalate e pasti leggeri estivi. Tuttavia, ha più corpo di quanto sembri, si nota subito al palato la profondità e la ricchezza del vino, al di la del suo aspetto luminoso e accattivante. La Falanghina del Sannio DOC prevede anche la realizzazione di diversi spumanti tra cui un’ottima bollicina “metodo classico”. Esistono anche vini passiti dolci di Falanghina, caratterizzati da un bel colore dorato e dagli aromi di albicocca e miele, che vengono lasciati appassire sia in vigna che su graticci di paglia.

Le proprietà organolettiche della Falanghina

Sebbene ci siano diversi vini ottenuti da uve Falanghina, la maggior parte di loro ha alcune caratteristiche comuni, in particolare le proprietà organolettiche. Per quanto riguarda il colore, la maggior parte dei vini Falanghina sono di colore giallo paglierino con qualche riflesso verdognolo. L’aroma dei vini tende ad essere estremamente gradevole ma allo stesso tempo molto intenso, fruttato e caratteristico. Il gusto, solo lievemente acido, potrebbe essere descritto come armonico e con un delizioso sapore secco e fresco.

Falanghina: come va gustata?

Il modo migliore per gustare una bottiglia di Falanghina è abbinarla a dell’ottimo cibo. Però, non tutti i piatti si sposano con questo vino bianco. Esistono, infatti, alcuni cibi in particolare che vi permetteranno di apprezzare un buon bicchiere di Falanghina: frutti di mare, pesce grigliato e fritto, crostacei, ma anche formaggi a pasta molle, mozzarella di bufala, piatti a base di carni bianche come il pollo. Può essere servita per accompagnare gli antipasti e si sposa molto bene pure con le minestre di legumi. La Falanghina passita, invece, va bene con dolci secchi e formaggi stagionati. La temperatura ideale per gustare un buon bicchiere di Falanghina è tra i 10° e i 12°, quella spumantizzata va servita a 6° e, infine, la Falanghina passita meglio gustarla ad una temperatura compresa fra gli 8° e i 10°.

Dove si produce la Falanghina del Sannio?

Coprendo essenzialmente tutta la provincia campana di Benevento, il territorio del Sannio confina con la Puglia a est e con il Molise a nord. Il capoluogo di regione Benevento dista solo un’ora di auto da Napoli. L’area è circondata da alte montagne, tra cui il caratteristico massiccio del Monte Taburno. I vigneti stessi si trovano ad altitudini che vanno dai 350 ai 500 metri. Gli sbalzi diurni tra la temperatura diurna e quella notturna aiutano a preservare la caratteristica tonicità e freschezza dei vini.

 Chi sono i produttori?

La produzione vinicola di Falanghina è concentrata in gran parte nelle quattro grandi cooperative. Vi sono diverse eccellenti cantine indipendenti, le più note delle quali sono: Fontanavechia, Il Poggio, La Dormiente, Masseria Venditti, Terre Stregate. Anche le cooperative producono vini straordinari, in particolare La Guardiense che con i suoi 1.000 soci è una delle cooperative agricole più grandi d’Italia.

Qual è il momento migliore per fare una visita nella Strada dei Vini del Sannio?

La Campania è un posto meraviglioso da visitare in qualsiasi periodo dell’anno. La primavera e l’autunno potrebbero essere i periodi migliori. Il Sannio è una zona che ti piacerà visitare indipendentemente dal periodo dell’anno.

La Strada dei Vini è un itinerario enogastronomico riconosciuto dalla Regione con D.G.R. 3504 del 2001, costituito da percorsi che si sviluppano nel cuore del Sannio fra le valli del Titerno e del Taburno. Un paesaggio che conserva la bellezza e le tradizioni di un tempo.  Qui troviamo chiese, borghi e castelli medioevali. È un territorio orgoglioso delle sue origini e delle sue tradizioni, indissolubilmente legato con il passato. Ciò è testimoniato dai numerosi reperti storici, artistici e archeologici visibili sia nella città di Benevento che nella sua provincia.

Da un’escursione nella Strada dei Vini scaturisce una vacanza davvero interessante. La genuinità dei prodotti agroalimentari sanniti si fonde con la ricchezza delle tradizioni locali.

Se sei interessato a un “tour vendemmia” nella bellissima terra sannita e vuoi scoprire i colori e i profumi dei grappoli d’uva, i segreti che si nascondono dietro gli antichi processi di lavorazione dell’uva, visitando i suggestivi borghi medioevali del posto, contatta la nostra agenzia a Benevento. Il nostro staff sarà lieto di risponderti allo 0824482030 per fornirti tutte le informazioni che desideri, oppure compila questo form e sarai prontamente ricontattato.

Un mondo nascosto è sepolto sotto le strade di Napoli, antica testimonianza della storia della città. Le catacombe paleocristiane di San Gennaro sono le più importanti dell’Italia meridionale, un luogo di sepoltura sacro e luogo di pellegrinaggio cristiano.

I corridoi sotterranei che si trovano sotto la parte meridionale della città ospitano vestiboli, cripte vescovili e una ricchezza di mosaici e di affreschi paleocristiani. Utilizzate come luogo di sepoltura dall’ascesa del cristianesimo fino al X secolo, custodiscono le tombe di molti vescovi, tra cui Sant’Agrippino, e mosaici ben conservati. Le Catacombe hanno ospitato dal V secolo d.c. i resti del santo patrono di Napoli, ma anche di innumerevoli altre figure religiose e nobiliari.

Le Catacombe di San Gennaro sono un tributo ai morti cristiani splendidamente progettato, con complesse sculture in pietra e affreschi meravigliosamente restaurati, un viaggio attraverso migliaia di anni di storia ad appena pochi metri al di sotto della vita quotidiana di Napoli!

Catacombe di San Gennaro: architettura e storia

Le Catacombe sono disposte su due livelli non sovrapposti, entrambi caratterizzati da spazi estremamente ampi, 6.000 mq in tutto, a differenza delle più famose e anguste catacombe romane. Ciò fu possibile grazie alla plasmabilità e alla robustezza del tufo giallo napoletano che hanno permesso di scavare spazi talmente ampi da potervi celebrare ancora oggi le messe e accogliere decine di fedeli.

Il patrimonio artistico conservato nelle catacombe va dagli elementi pagani del II secolo d.C. ai dipinti bizantini del IV e V secolo d.C. Il nucleo originario delle Catacombe di San Gennaro risale al II secolo d.C. e contiene probabilmente la tomba di una nobile famiglia che ha poi donato lo spazio alla comunità cristiana.

L’espansione iniziò nel IV secolo d.C., in seguito alla deposizione delle spoglie di Sant’Agrippino, primo patrono di Napoli, nella basilica sotterranea a lui dedicata. Ampi spazi e forme regolari accolgono silenziosamente il visitatore in un luogo senza tempo. L’imponente vestibolo inferiore, con soffitti alti fino a 6 metri, ospita una grande fonte battesimale voluta dal vescovo Paolo II, che nell’VIII secolo si rifugiò nelle Catacombe di San Gennaro durante la crisi iconoclasta. Una delle zone più suggestive è il vestibolo della catacomba superiore; fu decorato all’inizio del III secolo nel cosiddetto stile pompeiano e custodisce i primi dipinti cristiani dell’Italia meridionale.

Forse l’area di maggior pregio è la Cripta dei Vescovi, che custodisce preziosi mosaici del V secolo, tra cui uno raffigurante San Quodvultdeus, vescovo di Cartagine.

Con i suoi alti soffitti a volta e gli affreschi sapientemente restaurati, è un’incredibile e suggestiva avventura nel passato!

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Cosa vedere nelle Catacombe di San Gennaro

Le catacombe più antiche e sacre di Napoli divennero un luogo di pellegrinaggio cristiano quando il corpo di San Gennaro fu sepolto qui nel V secolo. Il sito accuratamente restaurato consente ai visitatori di vivere momenti di raccoglimento altamente suggestivi, fra tombe, corridoi e ampi vestiboli. Tra i suoi tesori troviamo affreschi cristiani del II secolo, mosaici del V secolo e il ritratto più antico e conosciuto di San Gennaro, risalente alla seconda metà del V secolo.

Le catacombe ospitano tre tipologie di tombe, ciascuna corrispondente a una specifica classe sociale. Ai ricchi era concesso il cubiculum a camera aperta, originariamente protetto da cancelli e adornato da colorati affreschi murali. Un cubiculum a sinistra dell’ingresso presenta un affresco funerario particolarmente bello raffigurante una madre, un padre e un figlio. L’affresco è composto da tre scene, ciascuna commissionata per ognuno dei tre defunti. Le nicchie murarie rettangolari più piccole, dette loculum, spettavano agli appartenenti alla borghesia, mentre le forme, ovvero le tombe a pavimento, erano riservate ai poveri.

Proseguendo più avanti ci si imbatte nella Basilica Minore, sede delle tombe di San Gennaro e dell’arcivescovo di Napoli del V secolo Giovanni I. La Basilica Minore conserva anche frammenti di un affresco raffigurante il primo vescovo di Napoli, Sant’Aspreno. I vescovi della città furono sepolti qui fino all’XI secolo.

Vicino alla Basilica Minore si trova un’interessante tomba del III secolo. In questo loculo sono presenti elementi sia cristiani che pagani. In esso sono dipinte tre donne che costruiscono un castello, le figure rappresentano le tre virtù, mentre il castello simboleggia la Chiesa.

Il livello inferiore delle catacombe è ancora più antico, risalente al II secolo. Il dipinto a lato della tomba di San Gennaro, raffigurante il santo con il Vesuvio e il Monte Somma sullo sfondo, è la prima immagine conosciuta di San Gennaro come protettore di Napoli. Sempre al livello inferiore si trova la Basilica di Agrippino, così chiamata in onore di Sant’Agrippino, sesto vescovo di Napoli.

Come visitare le Catacombe di San Gennaro

 Le visite alle catacombe sono gestite dalla Cooperativa Sociale Onlus “La Paranza”, la cui biglietteria si trova a sinistra della Basilica dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio, una replica a grandezza naturale della Basilica di San Pietro a Roma completata nel 1960. I biglietti possono essere acquistati in anticipo online.

La Cooperativa organizza la domenica mattina dalle 9.30 anche un affascinante tour a piedi chiamato Il Miglio Sacro, che in circa 3 ore va alla scoperta del vicino Rione Sanità. Il tour deve essere prenotato in anticipo ed è disponibile anche in lingua inglese, francese e spagnola.

Le stesse Catacombe di San Gennaro ospitano occasionali eventi speciali, tra cui spettacoli teatrali e di musica dal vivo.

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Perché visitare le Catacombe di San Gennaro

 Ti consigliamo di visitare le Catacombe di San Gennaro perché:

  • Hai la possibilità di visitare una delle attrazioni più affascinanti di Napoli
  • Viaggi indietro nel tempo e puoi ammirare le catacombe più importanti del sud Italia
  • Scendi nel cuore della collina di Capodimonte e ammiri gli affreschi e i mosaici delle prime tombe cristiane
  • Contribuisci al progetto di recupero e valorizzazione di un’intera area di Napoli

Salerno, a volte oscurata dalla fama internazionale di Napoli, è una meta turistica assolutamente consigliata, una bellissima città che ha molto da offrire. Salerno è il capoluogo dell’omonima provincia e si trova nel Golfo di Salerno, sul Mar Tirreno, con una popolazione di circa 133.000 abitanti. Il santo patrono di questa città è Matteo ed è venerato in tutta Salerno in varie chiese.

Durante il Medioevo, Salerno prosperò notevolmente sotto il dominio dei duchi lombardi ed era rinomata per gli studi di medicina e per l’insegnamento grazie alla sua prestigiosa Scuola di Medicina. Negli anni successivi la città fu teatro di invasioni, per poi veder crescere la popolazione ed avere un grande sviluppo economico.

Salerno gode degli effetti benefici derivanti dalla sua vicinanza alla splendida e rinomata Costiera Amalfitana, ma è incantevole soprattutto per le splendide architetture, i fantastici giardini e per il lungomare baciato dal sole. Attrazioni come la Cattedrale di Salerno e il Forte la Carnale meritano di essere visitate perché raccontano secoli di storia della città e per le grandi opere d’arte che vi sono custodite, mentre il centro storico offre l’opportunità di esplorare la città e godersi questa affascinante perla costiera.

Andiamo a scoprire la città, così saprai cosa vedere a Salerno e dove mangiare nel tuo prossimo viaggio.

Cosa vedere a Salerno: i 10 luoghi da visitare

Salerno è una città ricca di storia e di tradizione. Abbiamo selezionato per te 10 luoghi da visitare per apprezzare tutta la bellezza di questa città incantevole.

  1. Cattedrale di Salerno

Più comunemente conosciuta come il Duomo, la Cattedrale di Salerno è la chiesa più importante e storica della città e risale all’XI secolo. Dedicata a San Matteo, la chiesa ha uno stile romanico e presenta una bella facciata frontale completa di archi delicati e un frontone triangolare. Inoltre, un campanile alto 56 metri si trova sul retro della cattedrale, che si presenta con una cupola superiore impreziosita da decorazioni in stile arabo-normanno. All’interno della chiesa sono custoditi numerosi manufatti religiosi dedicati a San Matteo e una miriade di affascinanti decorazioni e opere d’arte. Si dice, inoltre, che la cripta custodisca le spoglie del Santo.

  1. Lungomare Trieste

Salerno ha una splendida posizione costiera e ha anche un lungo tratto di lungomare ben tenuto, noto come Lungomare Trieste. Partendo da Piazza della Libertà, il lungomare si estende per circa 1 km fino al Porto Turistico. Lungo questo piacevole tratto di passerella pubblica è possibile trovare una serie di posti a sedere ombreggiati coperti da palme. Inoltre, a diversi intervalli sul lungomare c’è una serie di Piazze abbellite da statue e fontane. Specialmente a primavera e in estate, il Lungomare è il luogo ideale per fare una piacevole passeggiata dopo un’intensa giornata di escursioni.

  1. Villa Comunale di Salerno

Situata nel cuore del centro storico, in prossimità del porto, si trova la Villa Comunale di Salerno. Questo splendido giardino paesaggistico è un posto fantastico per rilassarsi e vi si trovano anche alcune sculture e monumenti interessanti. Realizzato nel XIX secolo, questo giardino era la sede del municipio fino a quando non è stato trasformato nell’attuale spazio naturale all’aperto. Grandi alberi esotici regalano ombra nelle calde giornate estive e un piccolo stagno ospita diverse varietà di pesci. Inoltre, fra le statue presenti spiccano quelle di Giovanni Nicotera, Carlo Piscane e Clemente Mauro, tutti importanti personaggi che hanno scritto la storia patria. A volte si svolgono anche eventi, ma in generale il parco è uno dei posti migliori a Salerno per rilassarsi e ossigenarsi.

  1. Giardino di Minerva

Si trova nel centro storico di Salerno ed è una combinazione di splendidi giardini botanici inseriti in un parco pubblico. Una passerella centrale sale al centro del giardino ed è ricoperta da una serie di archi bianchi. Ciascuna delle terrazze del giardino è a tema, è segmentata e contiene diverse varietà di piante, fauna e persino erbe medicinali. Per chi ama il mondo naturale, questo giardino ben curato è un posto meraviglioso da esplorare, con oltre 200 varietà differenti di piante.

  1. Il porto di Salerno

Situato vicino alla grande Piazza della Libertà, il porto di Salerno è un alveare di attività ed è un posto fantastico per passeggiare e guardare il viavai di navi. Percorrendo Via Porto ci si può addentrare nel porto e osservare le numerose imbarcazioni da pesca, a vela e commerciali ormeggiate sui moli. Inoltre, se ti dirigi verso la Stazione Marittima e il Molo Manfredi, puoi passeggiare lungo un tratto di pontile e ammirare il paesaggio urbano di Salerno in tutto il suo splendore. Al confine orientale di Salerno c’è anche il porto turistico che è altrettanto bello e dispone di tantissime barche da turismo che portano i passeggeri in Costiera Amalfitana.

  1. Forte La Carnale

Salerno ha una lunga storia e il Forte La Carnale ha svolto per molti anni un ruolo importante nella difesa della città. Costruito nel XVI secolo, il castello era una delle principali roccaforti di difesa contro le incursioni dei saraceni. In piedi sulla cima di una collina naturale, il forte offre fantastiche vedute della città e della Costiera Amalfitana. Oggi il Forte ospita una serie di mostre e manifestazioni culturali che testimoniano la storia della struttura e della città di Salerno. Inoltre, vi è anche un eccellente ristorante nel quale ti consiglio di provare le specialità di pesce.

  1. Castello di Arechi

Dominando la città da un’altezza di 300 m su una grande collina, il Castello Arechi si staglia sul Golfo di Salerno. Costruito in epoca medievale, questa struttura monumentale è tradizionalmente associata al re Longobardo Arechi II ed era stata realizzata per servire come linea di difesa ulteriore dei territori che circondano Salerno. Alcune sezioni del castello sono state restaurate; c’è anche un museo all’interno del parco che ospita mostre e reperti che sono stati rinvenuti nella zona circostante e nel castello stesso. Oltre al museo, il castello offre una vista impareggiabile su Salerno e sul Mar Tirreno.

  1. Parco del Mercatello

Considerato uno dei più grandi parchi urbani d’Italia, il Parco del Mercatello si trova nella parte orientale di Salerno, verso la periferia della città. Inaugurato nel 1998, il parco collega tre dei principali quartieri di Salerno (Mariconda, Mercatello e il quartiere europeo) e funge da luogo di relax sia per la gente del posto che per i turisti. All’interno del parco si possono trovare diversi deliziosi laghetti circondati da specie di fiori colorati, un giardino mediterraneo caratterizzato da una vegetazione lussureggiante e un frutteto pieno di agrumi e tigli. Inoltre, qui si tengono spesso spettacoli culturali.

  1. Passeggiata per le vie del centro storico

Salerno ha un centro storico ricco di edifici fantastici, tante chiese e strade strette e affascinanti. Non c’è modo migliore per assaporare le atmosfere e la cultura di questa città che passeggiare per il quartiere Rione Duomo. Situato nella parte occidentale di Salerno, nel Rione Duomo ci sono alcuni importanti edifici tra cui la Villa Comunale, il Duomo e il Museo Archeologico Provinciale. Partendo da Piazza della Libertà, dirigiti nel quartiere e passeggia per le numerose strade strette. L’architettura è sublime e l’atmosfera è brillante.

  1. Museo Archeologico Provinciale

Salerno ospita diversi musei ma il Museo Archeologico Provinciale è senza dubbio il più interessante ed educativo. Trovi questo museo nel centro storico della città, nelle immediate vicinanze del Duomo e del Lungomare. Creato nel 1928, il museo è ospitato all’interno dell’antico palazzo del governo e ha una vasta collezione di manufatti e cimeli della regione di Salerno. Gli oggetti all’interno del museo includono resti di sepolture romane, un busto in bronzo di Apollo, monete d’oro, ceramiche, armi e oggetti risalenti all’epoca romana. Ogni display è arricchito da strumenti multimediali che spiegano in dettaglio ciò che stai vedendo.

I piatti della tradizione da gustare nei migliori ristoranti salernitani

Salerno ha un’antica tradizione culinaria e offre la possibilità di gustare sia i piatti tipici campani che piatti a base di pesce. I migliori ristoranti si trovano principalmente nel centro storico e sul lungomare.

Forse uno dei migliori ristoranti di Salerno, il Cicirinella ha un’eccellente reputazione per la qualità degli ingredienti e per la sua grande atmosfera. Questo ristorante, piccolo e raccolto con cucina a vista, si trova nel cuore del centro storico della città in Via Antonio Genovesi, a pochi passi dal Duomo e dal Museo Provinciale.

Cicirinella è consigliato dalla gente del posto perché molto popolare e permette di mangiare ottimamente a prezzi contenuti, questo ristorante serve una vasta gamma di piatti tradizionali locali. Dimentica la cucina raffinata di alta classe perché Cicirinella ti offre ricette di qualità autentiche, ricche di sapore e semplici: il suo cavallo di battaglia è lo scarpariello, ma anche risotto ai broccoli calabresi, risotto zucca e salsiccia, carpaccio di maiale con le mele, filetto di maiale con noci e aglianico, tagliata di manzo, sbriciolata di salsiccia e nocciole, tartare di tonno e cozze al vino bianco e limone, sono solo alcuni dei piatti che puoi assaggiare in questo ristorante perso tra gli antichi vicoli del centro storico di Salerno.

Altro grande ristorante dove mangiare in maniera genuina specialità di pesce è Il Gozzo al Rione Duomo, dove è quasi d’obbligo provare il totano ripieno su vellutata di fave.

Presso l’Osteria Angolo Masuccio devi invece assaggiare la fritturina di alici e branzino al sale nero, ma è consigliato per mangiare tutte le migliori specialità di pesce della tradizione salernitana.

Anche il ristorante Mamma Rosa nel centro della città si caratterizza per l’atmosfera familiare e casareccia: è una delle più antiche trattorie di Salerno, sobria e molto semplice, ma anche celebre per le sue portate abbondanti. Fra le sue ricette di pesce, sono famosi gli scialatielli con scampi e vongole.

Infine, nella cornice suggestiva del porto e a pochi metri dalla Villa Comunale e dal centro storico, al Molo Manfredi si trova un ristorante con veranda molto caratteristico che cucina pesce freschissimo proponendo ricette tradizionali della cucina mediterranea: il Ristorante Portovecchio. Tra le sue pareti di mattoni e i rivestimenti in legno con arredi marinari si possono gustare i celebri calamari ripieni di patate con crema di piselli, il salmone, la seppia fritta con cipolle in agrodolce, la pezzogna all’acqua pazza, le linguine all’astice.

Abbiamo selezionato i locali in questa nostra breve rassegna anche per il servizio che si dimostra sempre eccellente e per il personale squisito e cordiale, come nella migliore tradizione campana!

Dal 18 gennaio 2021 i musei della Campania hanno finalmente riaperto le loro porte ai visitatori, una novità che di certo farà piacere ai residenti della Campania ma anche a quei pochi turisti stranieri rimasti. Come ha annunciato la direttrice regionale dei Musei della Campania, Marta Ragozzino, da quella data i musei e i luoghi della cultura sono stati riaperti al pubblico dopo uno stop durato oltre due mesi a causa del Covid-19. Ricordiamo che a causa della pandemia, i musei dal 6 novembre scorso erano stati chiusi dal governo per limitare la diffusione del virus, nell’ambito di una serie di misure restrittive volte a ridurre la possibilità di contagio.

Questa è sicuramente una bella notizia, attesa da tutti gli amanti della cultura e dell’arte, ma anche dai musei stessi che riaprono con grande entusiasmo. In mancanza di visitatori, si sono prodigati in questi mesi di chiusura nel produrre contenuti digitali fruibili online da tutti coloro che avessero desiderato fare un tour virtuale delle sale. Spesso nel periodo di chiusura i musei hanno comunicato anche mediante i Social, ma nulla può sostituirsi all’approccio fisico e concreto del patrimonio culturale. Non sono stati, comunque, mesi buttati via, i musei e i parchi archeologici campani non sono stati con le mani in mano, anzi hanno approfittato della forzata mancanza di visitatori per fare dei restauri, completare dei lavori lasciati in sospeso, fare interventi di manutenzione.

La riapertura dei musei in massima sicurezza

Le nuove aperture al pubblico, comunque, sono contingentate, ad esempio si può accedere agli scavi di Pompei o alla Reggia di Caserta solo con prenotazione, ed è consentito al momento visitare i musei solo dal lunedi al venerdi, con chiusura il sabato, la domenica e i giorni festivi, proprio per consentire la visita nel rispetto dei protocolli di sicurezza e rispettando il distanziamento e il divieto di assembramento. Ovviamente, le visite sono precedute sempre dal controllo della temperatura corporea e i percorsi sono caratterizzati dalla costante presenza di gel igienizzanti. Massima sicurezza con ingressi contingentati, acquisto dei biglietti online, entrata e uscita separate, distanziamento fra le persone assicurato anche da controlli effettuati da personale preposto, mascherina obbligatoria sempre. Vengono sostanzialmente applicati tutti i rigidi protocolli di sicurezza che furono introdotti alla riapertura dopo il primo lockdown.

Dal 18 gennaio riapertura di tutti i musei con ingresso gratuito

Dal 18 gennaio 2021 si ritorna a visitare i grandi musei di Napoli, dal Museo Archeologico Nazionale a Pompei, dal Parco Nazionale del Cilento al museo di Capodimonte, senza dimenticare gli importanti siti di Velia, Paestum, Ercolano o il Teatro Romano e il Chiostro di Santa Sofia a Benevento. Ma naturalmente sono aperti al pubblico tutti i musei della regione, per riavvicinare le persone di questa comunità, che hanno vissuto grandi momenti di difficoltà, alla cultura e alla bellezza dell’arte. Per farlo, la Direzione Regionale dei Musei della Campania ha deciso di gratificare i visitatori con un piccolo gesto, permettendo l’ingresso gratuito per due settimane, a partire dal 18 gennaio.

La riapertura con alcune offerte dedicate

I musei, seppur con gradualità, stanno tornando alla vita, per molti tornare a visitare le sale e i luoghi della nostra cultura è una gioia immensa, dopo mesi estremamente pesanti e tristi. Riaprire i musei significa tornare alle nostre radici, ritornare all’identità e alla curiosità che da sempre ci anima. Purtroppo, in questi mesi le persone si sono dovute forzatamente distaccare dalla cultura, per questo alcuni musei si sono attivati per aiutare le persone a ritrovare questa identità culturale, con offerte dedicate. Ad esempio il museo di Capodimonte ha deciso di far pagare un solo ticket valido per due ingressi, mentre il Mann ha pensato di offrire fino al 28 febbraio l’abbonamento annuale “Open Mann” al costo di 10 euro solamente. Con 15 euro l’abbonamento annuale è valido addirittura per due persone.

E’ una grande opportunità per tutti i Campani per riscoprire i poli culturali e i siti archeologici della loro regione: di turisti stranieri, infatti, ce ne sono davvero pochi in giro, per cui nei musei è presente quasi esclusivamente un pubblico locale, la vera novità di questa riapertura. Anche il Parco Archeologico di Velia offre una bellissima promozione: nel prezzo del ticket è compresa la passeggiata lungo il crinale degli dei, ovvero un percorso della durata di circa tre ore ore immerso fra natura e reperti archeologici.

Valore sociale e valore simbolico del ritorno alle visite dei musei

Questa riapertura ha non solo un alto valore sociale, ma anche simbolico: non rappresenta semplicemente il ritorno alla normalità, ma la voglia di tornare ad accogliere. Accogliere anche una sola famiglia significa molto per un museo. Per gli antichi un simbolo stava a significare il tutto; allo stesso modo anche una sola famiglia che torna a far visita ad un museo simboleggia quel tutto, quella comunità che, seppur lentamente e con tanti vincoli da rispettare, tornerà a fruire pienamente della cultura e dell’arte in Campania.

Come dichiarato dalla Direzione Regionale dei Musei Campani, la riapertura nelle prime due settimane è stato un vero successo di pubblico, con un numero di presenze che, in alcuni casi, è stato addirittura uguale a quello del medesimo periodo dello scorso anno, quando c’erano i turisti stranieri. Sull’onda di questo entusiasmo, la Direzione Regionale si impegnerà ora ad offrire nuovi servizi per i visitatori, ad organizzare nuove mostre, a curare ancora meglio i parchi. Tutto questo per coccolare il pubblico che ha così tanto sofferto in questi lunghi mesi.

Per avere informazioni sulle prenotazioni online, sugli orari delle visite e su tutti gli aggiornamenti relativi alle modalità di accesso ai musei, si può consultare il portale polomusealecampania.beniculturali.it, oppure dare uno sguardo ai canali Social dei musei stessi.

Procida, minuscola isola in provincia di Napoli, è la Capitale Italiana della Cultura 2022.

L’isola di Procida nel Golfo di Napoli festeggia la conquista del titolo di Capitale Italiana della Cultura 2022, battendo la concorrenza di altre nove finaliste. L’isola, ammirata per la sua architettura e le case dai colori vivaci, è arrivata al primo posto grazie al progetto “La Cultura non Isola”. Il ministero della Cultura italiano ha proclamato la vittoria il 18 gennaio scorso. L’isola Flegrea ha battuto la concorrenza di Ancona, Bari, Cerveteri, L’Aquila, Pieve di Soligo, Taranto, Trapani, Verbania e Volterra.

Dopo l’annuncio dato dal ministro per i Beni e le attività culturali e il turismo, Dario Franceschini, il quotidiano italiano La Repubblica riferisce che una festa è esplosa sull’isola e “Un grido di gioia è scoppiato tra il comitato organizzatore dell’isola”. “Viva Procida che ci accompagnerà nell’anno della rinascita” ha detto Franceschini durante la proclamazione.

Il sindaco di Procida, Dino Ambrosino, intervenendo poco dopo la proclamazione, l’ha definita “un’opportunità straordinaria” e ha detto: “Siamo onorati, grazie per questa storica opportunità che certamente coglieremo lavorando sodo per rendere l’Italia orgogliosa di questa grande scelta. . “

Procida capitale della cultura 2022: un riconoscimento senza precedenti

È la prima volta che il riconoscimento viene assegnato a un piccolo borgo e non a un capoluogo di provincia o di regione. Procida conta poco più di 10 mila abitanti! Un’isola meravigliosa, caratterizzata dal colore che a volte domina anche l’azzurro del mare che circonda la piccola isola.

Importante e interessante la motivazione che ha incoronato Procida:

Il contesto dei sostegni locali e regionali pubblici e privati è ben strutturato. La dimensione patrimoniale e paesaggistica del luogo è straordinaria. La dimensione laboratoriale che comprende aspetti sociali di diffusione tecnologica è importante per tutte le isole tirreniche, ma è rilevante per tutte le realtà delle piccole isole mediterranee. Il progetto potrebbe determinare un’autentica discontinuità nel territorio e rappresentare un modello per i processi sostenibili di sviluppo a base culturale delle realtà isolane e costiere del Paese. Queste azioni programmate sono inoltre capaci di trasmettere un messaggio poetico, una visione della cultura che dalla piccola realtà dell’isola si estende come un augurio per tutti noi, al Paese nei mesi che ci attendono.

Il progetto di Procida: “La cultura non isola”

Con meno di 10.500 abitanti, Procida era la più piccola di tutti le candidate, ma ha impressionato i giudici del Ministero della Cultura con una proposta incentrata sul turismo sostenibile e non stagionale. Procida può fornire un modello per altre città di mare italiane che cercano di attrarre visitatori e che sentono di essere più che semplici spiagge.

 Il progetto si articola in un calendario che comprende 44 progetti culturali, 330 giorni di programmazione, 240 artisti, 40 opere originali, 8 spazi culturali rigenerati. Prevede, inoltre, di migliorare i collegamenti dell’isola con la terraferma e la città di Napoli, a mezz’ora di navigazione.

Cinque le sezioni del programma:

  • Procida inventa. Progetti che pianificano adeguatamente processi ed eventi artistici: mostre, cinema, performance e lavori specifici in loco
  • Procida ispira. Progetti che individuano l’isola come fonte di ispirazione, sia come luogo reale che come spazio immaginario
  • Procida comprende. Progetti di inclusione sociale che utilizzano i linguaggi dell’arte come strumenti di espressione dell’individuo messo in relazione con la comunità
  • Procida innova. Progetti che promuovono il rapporto tra cultura e innovazione, favorendo momenti di confronto tra la comunità nazionale di innovatori e la comunità locale, in un percorso di ripensamento strategico del proprio patrimonio culturale
  • Procida impara. Progetti che promuovono il rafforzamento di una comunità educante, attraverso la creazione di alleanze aperte che mirano a coinvolgere tutti i soggetti territoriali, dal pubblico al privato sociale.

Un successo simbolico per un piccolo borgo

Il titolo di Capitale Italiana della Cultura viene normalmente assegnato a città più grandi, come l’attuale titolare Parma, quindi il successo di Procida è particolarmente simbolico.

“Questa enorme gioia rappresenta il sentimento di tanti borghi minori d’Italia”, ha spiegato il sindaco dell’isola. “Penso che Procida possa essere considerata una metafora per tanti luoghi, tante amministrazioni, tante comunità che hanno ritrovato entusiasmo e orgoglio per il proprio territorio, e per chi, con questo titolo, vuole costruire un importante riscatto per la propria terra “. Il direttore della candidatura di Procida, Agostino Riitano, ha fatto eco al sindaco dicendo: “In questo momento il Paese aveva bisogno di un progetto lungimirante che potesse dare un segno che l’Italia non è solo fatta di grandi città d’arte, ma i migliori siti sono proprio in quei luoghi da anni considerati minori. Con questa vittoria dimostriamo che ciò che è minore è anche profetico”.

Il fascino antico dell’isola Flegrea

Situata tra Capo Miseno e l’isola d’Ischia, Procida è una delle Isole Flegree situata al largo della costa di Napoli. La guida turistica di Procida la descrive così: “Questo è il luogo per ammirare quella che gli italiani chiamano architettura spontanea o architettura folcloristica mediterranea”. La guida consiglia, inoltre, di “cercare gli alti archi a terra, che indicano i posti in cui le barche possono essere stivate in inverno, le scale esterne che danno l’accesso ai piani superiori privi di angusti spazi abitativi, i delicati colori pastello delle facciate in contrasto con il blu profondo e intenso del mare. Pittorescamente scenografica, non sorprende che Procida abbia forti tradizioni artistiche ed è largamente considerata l’isola dei pittori per eccellenza.”

Spesso trascurata dai turisti che affollano Capri e Ischia, Procida ha mantenuto il fascino antico e, forse, oramai perso delle due ben più famose vicine. Il suo colorato porto di pescatori e le spiagge di sabbia bianca hanno fatto da sfondo a film come Cleopatra ed Il Postino.

Molti sono i motivi per visitarla: la vista sul mare che si gode dall’Abbazia di San Michele Arcangelo, il Palazzo d’Avalos a picco sulla scogliera, le tonalità pastello di Marina Corricella, le spiagge di Chiaia e Chiaiolella. Risulta impossibile non parlare anche delle prelibatezze che vanno dai ricci di mare al coniglio selvatico ed alla crema di limone. Oltre ad implementare nuove attrazioni, la proposta di Procida per il 2022 prevede di proteggere il patrimonio naturale e culturale esistente, con particolare attenzione al “turismo lento ‘. Questa tipologia di turismo è in grado di offrire un contributo a lungo termine, attirando visitatori con continuità per tutto l’arco dell’anno.

Procida, simbolo di ripresa nel 2022

Visitare l’isola oggi è ancora impossibile per tante persone sia in Italia che all’estero a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia. Per il 2022 il turismo riprenderà, ha assicurato il ministro della Cultura Dario Franceschini. “Entro il 2022 saremo tornati alla normalità e il turismo e la cultura torneranno forti e importanti come lo erano prima della pandemia”, ha detto. Alla Capitale italiana della cultura per il 2020, Parma, è stato esteso il titolo fino al 2021 per compensare le difficoltà dell’anno passato. A Procida succederanno come capitale culturale nel 2023 i Comuni di Brescia e Bergamo. Le due città lombarde condivideranno il titolo in riconoscimento del pesante tributo subito dalla prima ondata della pandemia da Covid-19.

Da secoli il 2 febbraio è il giorno in cui migliaia di fedeli provenienti da tutta la Campania e da fuori regione salgono al santuario di Montevergine in Irpinia per omaggiare la Madonna nera, la Mamma Schiavona che perdona tutto.

Migliaia di pellegrini, credenti, devoti che incuranti del freddo sfidano le più avverse condizioni metereologiche salendo fino ai 1270 metri del Santuario. Qui si fermano a pregare e ricevere la benedizione della Mamma Schiavona.

La festa della Candelora ha origini antichissime

É una tradizione che ha origini secolari, una festa che trae spunto forse da antichi riti pagani, probabilmente dalle tradizioni ebraiche secondo le quali una donna che avesse partorito un figlio maschio era considerata impura per i successivi 40 giorni dopo il parto. Per purificarsi avrebbe dovuto recarsi al Tempio, ed infatti se si contano 40 giorni dopo il 25 dicembre, giorno in cui è nato Gesù, si arriva al 2 febbraio.

Come la maggior parte delle feste dedicate alla Madonna, anche questa trae origine da antichissimi riti precristiani che avevano lo scopo di propiziare dei buoni raccolti. Probabilmente dovremmo addirittura risalire ai Lupercalia, gli antichi riti che si svolgevano proprio a febbraio, quando la natura si rigenera e i semi mettono le radici per dare poi dei buoni raccolti. In questo periodo, infatti, le donne della comunità portavano in processione delle candele accese a simboleggiare che l’oscurità dell’inverno stava per terminare e che il tepore della primavera avrebbe presto preso il sopravvento.

La Mamma Schiavona protettrice dei femminielli

La festa della Candelora è anche una festa cattolica un po’ diversa dalle altre perché fra i principali protagonisti ci sono i “femminielli” che salendo fino al santuario, la cosiddetta Juta dei femminielli, invocano la Madonna e recitano preghiere in suo onore. La Mamma Schiavona è la loro protettrice, la Vergine che tutto perdona e che accoglie tutti, soprattutto gli ultimi sulla terra.

Oggi la Juta rappresenta un momento pittoresco per riaffermare l’orgoglio gay e un’occasione per rivendicare pubblicamente la propria libertà. Del resto, nella cultura popolare napoletana il femminiello con la sua ambiguità ha sempre rappresentato qualcosa di sacro, di divino, perché è la sintesi del soprannaturale, è lo spirito che racchiude in sé gli opposti, il maschio e la femmina, ed è sempre stato accettato e rispettato.

Già molti secoli prima dell’avvento di Cristo, i sacerdoti eunuchi devoti a Cibele, la grande madre nera che simboleggiava la natura, si recavano al tempio che sorgeva nella zona dove ora si trova il Santuario per venerarla. I sacerdoti evirandosi avevano offerto il loro sesso alla dea e manifestavano le loro inclinazioni sessuali liberamente e in maniera disinibita.

L’origine della devozione dei femminielli per la Madonna è da ricercare, inoltre, in un’antica tradizione medioevale, secondo la quale nel 1256 due omosessuali, scoperti dai compaesani a baciarsi segretamente, crearono un così forte disgusto nella comunità che questa decise di allontanarli e di lasciarli morire di fame e di stenti sul monte Partenio, legati ad un albero. La Vergine, mossa a compassione e vedendo quanto si amassero, li liberò con un raggio di luce che li riscaldò e sciolse le catene, concedendo loro di tornare nella comunità e di amarsi liberamente senza più nascondersi. La comunità stessa li accolse benevolmente, dopo aver constatato il miracolo operato dalla Vergine.

Una giornata di offerte e di sacrificio

Normalmente tantissimi pellegrini iniziano ad arrivare il giorno precedente la festa a Ospedaletto d’Alpinolo, l’ultima tappa prima di iniziare l’ascesa verso il Santuario. In questo paese, infatti, tradizionalmente i pellegrini sostano per riposarsi e rifocillarsi in vista della lunga camminata a piedi che li attende il giorno dopo. Il pomeriggio e la sera ci si intrattiene in piazza con la musica delle paranze e con le classiche tammurriate.

Il 2 febbraio è una giornata di sacrificio e di sudore! Per arrivare alla sommità della montagna dove si trova il Santuario ci vogliono oltre due ore di cammino e, nonostante il freddo pungente, si fatica molto.

É un pellegrinaggio lento, dove i devoti percorrendo il Sentiero dei Pellegrini partecipano emotivamente alla scalata giungendo alla Cappella dello Scalzolaio. Altra tappa del pellegrinaggio è il Trono della Madonna, una grande roccia che, narra la tradizione, abbia fatto da sedia alla Madonna che saliva al Partenio.

Il sentiero prosegue per incontrare il Tiglio Sacro e più avanti ancora le Stazioni della Via Crucis. Le tammurriate e i canti accompagnano i pellegrini per tutto il percorso, per esplodere in festa una volta arrivati sul sagrato del Santuario.

Molto belli e suggestivi sono i canti eseguiti sulla Scala Santa, la scala che porta alla Chiesa: un solista si ferma ad ogni gradino, intona un coro per chiedere intercessione alla Vergine e il resto dei pellegrini lo conclude. Si prosegue così, lentamente, per tutti e 23 i gradini che simboleggiano la montagna.

Le tammurriate cessano quando si entra nella Chiesa, per poi riprendere freneticamente quando si esce al termine della messa.

Il momento più significativo è quello dell’accensione e della benedizione delle candele. Questo è l’atto con il quale i pellegrini riconoscono in Gesu la vera luce del mondo, venuta sulla terra per dissipare l’oscurità delle tenebre.

Come arrivare al Santuario di Montevergine

 Il Santuario di Montevergine è situato ad un’altezza di 1270 metri s.l.m. e dista circa 51 chilometri dall’aeroporto di Napoli Capodichino.

  • In auto: percorrere l’autostrada Bari-Napoli, uscire ad Avellino Ovest ed immettersi sulla strada Nazionale per Montevergine. Giunti ad Ospedaletto d’Alpinolo prendere la strada Statale per Montevergine
  • In treno: arrivare fino alla stazione di Avellino, quindi prendere un bus fino a Mercogliano e da qui la funicolare per Montevergine
  • Con i mezzi pubblici: da Piazza Garibaldi di fronte alla stazione centrale di Napoli prendere uno dei pullman diretti a Montevergine

Cosa mangiare nei dintorni del Santuario di Montevergine

Certamente il fatto di essere in Campania offre la possibilità di assaggiare alcune delle specialità tipiche. Se ci aggiungiamo che ci troviamo in Irpinia, patria di vini rinomati, allora vale  la pena venire alla festa della Candelora!

Lungo il percorso che porta al Santuario ci sono diversi agriturismi e ristoranti nei quali vale la pena fermarsi. Tra le specialità locali consigliamo il prosciutto crudo di Fontanarosa, la pancetta tesa, i capicolli, la ricotta di pecora. Da assaggiare assolutamente le rape con patate e il formaggio primosale di Calitri.

Una menzione particolare merita il fiocco di maiale di latte. Questo piatto è costituito da tenere fette di maiale al forno, condite con olio extravergine di oliva a crudo ed erbe aromatiche.

Fra i vini segnaliamo il Taurasi prodotto con uve Aglianico, il Coda di Volpe ma, soprattutto il Fiano di Avellino. Quest’ultimo è il vino più rappresentativo della zona.