Escursione alla Reggia di Caserta e alle antiche seterie di San Leucio
Statue Reggia di Caserta

Combinando le influenze di Versailles e dell’architettura di Roma e della Toscana, la Reggia di Caserta e il suo Parco, a nord di Napoli, sono stati progettati e magistralmente realizzati da Luigi Vanvitelli, uno dei più grandi architetti del XVIII secolo, secondo i desideri di Carlo III di Borbone. Caserta è considerata un trionfo del barocco italiano, e in anticipo sui tempi. Su una superficie di oltre 120 ettari, le piscine, le fontane e le cascate del giardino sono allineate attraverso un “effetto telescopio”, estendendosi a perdita d’occhio.

La Reggia di Caserta, sintesi e miglioramento di altri progetti architettonici

La Reggia e il Parco di Caserta hanno preso spunto da altre meravigliose opere architettoniche come Versailles e le ville del XVI secolo a Roma e in Toscana. Ma a differenza di quei siti, questo capolavoro combina giardini curati e boschi naturali, con residenze di caccia e una fabbrica di seta. In altre parole, la Reggia di Caserta è una mirabile sintesi di precedenti progetti di successo miscelati sino a formare un mondo del tutto particolare e diverso. Per esempio, il Giardino Inglese, situato all’interno del complesso, è uno dei più grandi, antichi e importanti spazi pittoreschi creati in Europa.

Questo rispetto e “miglioramento” della natura divenne il biglietto da visita della Reggia di Caserta, e la sua influenza è innegabile. Fu, per esempio, il primo giardino paesaggistico italiano. Ma il parco attinse anche alle tendenze che si stavano diffondendo in tutta Europa a quel tempo, cioè fornire svago ai reali e ospitare la ricerca botanica. Non a caso centinaia di piante rare e preziose da tutto il mondo furono portate a Caserta e vi crescono ancora oggi.

È importante notare che il progetto era anche singolare perché mostra il cambiamento di approccio nel rapporto tra i reali e il resto della comunità. Una fabbrica di seta e le relative case dei lavoratori furono incluse nel progetto complessivo e vi furono inserite addirittura le foreste naturali. È un’espressione eloquente dell’Illuminismo in forma materiale, integrato nel suo ambiente naturale, piuttosto che imposto.

È incantevole scoprire i giardini di Caserta e seguire la rete di fontane e vasche che si estendono dal palazzo fino alla cascata nella foresta. Dopo la casa dei giochi, simile a un castello, e lo stagno che ospita finte battaglie navali, il Giardino Inglese, uno dei punti di forza del Parco, si presenta con un lago e con costruzioni che simulano antiche rovine. Gli spazi sono talmente mozzafiato che hanno ospitato i set di film come Star Wars e Mission Impossible.

Il canto del cigno dell’arte barocca

Il Palazzo Reale, voluto nel 1750 da Carlo di Borbone come centro del nuovo Regno di Napoli, è formato da cinque piani e da 1.200 stanze tra cui la Cappella di Corte, la Biblioteca Palatina e un teatro gemello del Teatro San Carlo di Napoli. Le stanze reali risalgono alla fine del XVIII secolo e l'”appartamento nuovo” all’inizio del XIX secolo. All’interno, il porticato a volta collega tre vestiboli ottagonali che conducono ai quattro cortili, caratterizzati da nicchie e ampie absidi angolari.

Carlo di Borbone costruì il Palazzo Reale affinchè fosse il centro del suo nuovo Regno di Napoli nel 1750.

Nel 1997 la Reggia di Caserta è stata dichiarata dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità: il dossier che accompagnò la sua candidatura la descrive come “il ‘canto del cigno’ dell’arte spettacolare del periodo barocco, dal quale ha adottato tutte le caratteristiche necessarie per creare le illusioni di uno spazio multidirezionale”.

Le antiche seterie di San Leucio

Le antiche seterie di San Leucio erano originariamente la residenza di caccia dei reali che vivevano nella vicina Reggia di Caserta. Il re borbonico Carlo III le lasciò nelle mani di suo figlio Ferdinando IV nel 1759, quando salì al trono di Spagna. All’apice della rivoluzione industriale, Ferdinando trasformò la residenza di caccia in un visionario villaggio di tessitura della seta. San Leucio fu un esperimento sociale e industriale fondato sull’idea di una città utopistica con al centro il Reale Setificio, conosciuto come “Ferdindopoli“.

Il Real Setificio di Caserta produceva all’epoca la seta più lussuosa d’Italia, in uno straordinario complesso industriale.

Il massiccio complesso edilizio, situato su una collina, ha una splendida vista panoramica sul Vesuvio e su Caserta. Caratterizzato da cortili interni e bellissimi giardini, è una struttura notevole. Il piano terra ospitava la fabbrica della seta, mentre la famiglia reale viveva al primo piano. Alla base della collina, ci sono due serie di case a schiera, una su entrambi i lati della grande scalinata che porta alla fabbrica: queste erano le abitazioni dei lavoratori. Infine, l’intero complesso era murato e recintato.

Luigi Vanvitelli progettò l’Acquedotto Carolino, architettonicamente stupefacente, che alimentava anche le macchine che filavano la seta, oltre che l’intero paese di San Leucio e la Reggia di Caserta.

La citta utopistica di “Ferdinandopoli” sede delle antiche seterie di San Leucio

Re Ferdinando riteneva che tutti i dipendenti dovessero essere uguali e ricompensati in base al valore del loro lavoro. Questi indossavano delle uniformi per evitare esibizioni di vanità ed ostentazione di ricchezza; inoltre, avanzavano nella loro carriera esclusivamente per merito. In secondo luogo, il re concedeva una nuova casa ad ogni coppia sposata perché erano esclusi testamenti o doti e le coppie potevano sposarsi liberamente. I loro genitori, infatti, non sceglievano i coniugi per loro.

Ogni bambino di età superiore ai sei anni riceveva un’istruzione. Tutte le famiglie avevano un telaio da seta nella loro casa: il re donava questi telai alle famiglie con lo scopo di tramandare l’arte della tessitura della seta italiana alle generazioni successive. I cittadini di San Leucio ricevevano assistenza medica gratuita, compresi i vaccini obbligatori contro il vaiolo.

Uomini e donne lavoravano fianco a fianco in ogni fase del processo di produzione della seta, dall’allevamento dei bachi da seta alla tessitura, guadagnandosi la paga in base al merito.

Le antiche seterie di San Leucio oggi sono un museo, recentemente restaurato, nonché sito del patrimonio mondiale dell’UNESCO. Ci sono repliche a grandezza naturale delle macchine ad acqua che filavano la seta in bobine.

Inoltre, c’è una macchina Jacquard originale, ovvero un telaio meccanico che crea un modello forando dei fogli di cartone. È possibile ammirare tanti altri telai originali perfettamente conservati e funzionanti che dimostrano tutte le fasi della produzione industriale e pre-industriale della seta italiana.

Il museo ospita diversi stupendi campioni di seta finemente tessuta per rivestimenti murali interni, mobili, biancheria da letto e abbigliamento. Senza dubbio la seta italiana ha portato riconoscimento e fortuna a Re Ferdinando e al suo visionario villaggio di San Leucio.

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