Pietraroja, borgo sannita rinomato da secoli per il prosciutto di maiale nero
Pietraroja

Pietraroja è un borgo montano in provincia di Benevento situato ad un’altitudine di 818 m. sul livello del mare. Il nome di Pietraroja deriva probabilmente dal latino petra robia (“rupe rossa”) o dall’equivalente spagnolo piedra roja o dal francese pierre rouge, per la presenza di alcuni calcari di questo colore sul lato orientale del monte Mutria, che lo sovrasta. Le attività principali riguardano l’allevamento ovino con la produzione di eccezionali formaggi artigianali, l’allevamento bovino con la produzione di caciocavallo e carne ma, soprattutto, l’allevamento di suini, a livello familiare, dai quali si ottengono, dopo essiccazione al freddo e al fumo di legna e successiva stagionatura, le carni salate e i celebri prosciutti di cui Pietraroja va famosa. La bontà di quest’ultimo prodotto è nota attraverso i secoli!

Cosa fare a Pietraroja

A Pietraroja si trova un importante parco geo-paleontologico con il suo museo, il Paleolab, dove si possono vedere fossili di notevole importanza. Particolarmente importante è stata la scoperta di un cucciolo di dinosauro, il primo in Italia, che contiene anche gli organi interni: il cucciolo è stato battezzato dai media “Ciro”, mentre la sua specie è la Scipionyx samniticus Scipionyx samniticus. La scoperta di Ciro ha rivoluzionato la paleogeografia dell’Italia, che un tempo riteneva che l’Italia fosse completamente sommersa durante il Mesozoico. Tra gli altri fossili ritrovati a Pietraroja, sono da ricordare quelli di molti pesci, tra cui il Belonostomus, rettili (Chometokadmon, Derasmosaurus) e anfibi (Celtedens).

Tra le altre cose da vedere, c’è la chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta in piazza San Nicola, nella parte alta del comune. Fu eretta con elementi della preesistente chiesa di San Paolo, nella vecchia Pietraroja distrutta dal terremoto del 1688. Ha un portale romanico dell’XI secolo con i due lati sostenuti da una leonessa e un orso femminile che allatta due bambini e gli altari.

Escursioni consigliate a Pietraroja

Escursioni consigliate:

  1. Il luogo più facile da raggiungere è la splendida terrazza addossata al cimitero, da cui si può ammirare un incantevole panorama a 360 gradi sul territorio. Da qui si osservano il monte Mutria e il monte Moschiaturo, la valle di Cusano Mutri, il monte Solopaca e perfino il Vesuvio. Sono ancora visibili i resti della costruzione della vecchia Pietraroja distrutta dal terremoto.
  2. Un’altra escursione interessante per le viste spettacolari che offre è il circuito della tavola calcarea della “Civita“. Sulla parte meridionale si trova la nuova e la terza Pietraroja (dove si trova l’attuale cimitero). Dalla parte settentrionale si può vedere l’impressionante burrone – luogo chiamato “Rave”- sopra la fontana “Stritto” situata nel territorio di Cusano Mutri. In questa gola si trova l’inaccessibile “Grotta dei Briganti” o “Grotta delle Fate“.
  3. Il miglior punto di osservazione è facilmente raggiungibile dalla strada in località “Canale”, appena usciti da Pietraroja in direzione di Sepino.
  4. In prossimità di Pietraroja, scendendo lungo la strada per Cusano Mutri, prendendo a sinistra o anche a destra si arriva alla località “Murrùni” da dove è possibile vedere il corso d’acqua del torrente Torbido.
  5. Sulla strada per Sepino c’è il passo di Santa Crocella, sella montuosa con paesaggio di stupende faggete tra il monte Tre Confini a 1.419 m s.l.m., accanto al Palombaio porzione orientale del monte Mutria (1.823 m s.l.m.) e il monte Moschiaturo (1.470 m s.l.m.). Il passo segna il confine tra i comuni di Pietraroja e Sepino, nonché tra le province di Campobasso e Benevento e tra Campania e Molise.
  6. Sulla strada di Santa Crocella si può visitare la località “Pesco Rosito” da cui veniva estratta la pietra rossa che ha dato il nome a Pietraroja.

La storia dell’antico prosciutto di Pietraroja

Il prosciutto di Pietraroja si produce con le carni del maiale nero di Caserta, un maiale la cui razza risale all’antica Roma. Questo maiale è di piccole dimensioni e di colore scuro, senza setole tanto da essere soprannominato “pelatello”. I romani erano estimatori di questo maiale non solo per il colore ma soprattutto per l’eccellente sapore della sua carne; Catone e il poeta Giovenale parlavano delle delizie delle carni del maiale nero casertano. Nei primi secoli dopo Cristo l’impero romano si era spinto con i suoi confini fino all’oceano Indiano ed è proprio da quei territori che importò questa particolare razza suina.

In pochi decenni l’allevamento del maiale nero si diffuse in tutta Italia ma anche oltre confine, nei territori conquistati. Oggi, a distanza di oltre 2000 anni, il maiale nero allevato fra Roma e Caserta è rimasto sostanzialmente uguale alla razza originale. Le eccezionali qualità del prosciutto di Pietraroja erano conosciute ovunque: il duca di Laurenzana, in Piemonte, era solito ordinare per la sua tavola il prosciutto di maiale nero casertano fin dal 1776. A tal proposito nel museo di Alife, un comune in provincia di Caserta, è conservato un manoscritto risalente al 29 maggio 1776, intestato “Fornitura di prigiotta al duca di Laurenzana da Pietraroia”, cioè il duca Gaetani d’Aragona, signore del feudo di Piedimonte.

Nel 1917 Antonio Iamalio, un professore, scrisse di Pietraroja sulla “Rivista Storica del Sannio”: “Fiorente, vi è principalmente l’allevamento dei suini, donde i rinomati prosciutti di Pietraroja”.

Una tradizione che rischia di scomparire

Oggi, purtroppo, il prosciutto di Pietraroja è quasi scomparso. Questa razza venne diffusamente allevata fino a pochi anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, poi venne soppiantata dalle razze suine del nord Europa, più produttive. Allevare il maiale nero allo stato brado, macellarlo e stagionarlo è ben più costoso rispetto alle altre razze in commercio. Inoltre, si rivolge ad un mercato di nicchia, quindi la sua resa è minore.  Ad un certo punto degli anni ’90 solo una persona a Pietraroja lo produceva ancora, e solo in quantità molto limitate, appena 40-50 all’anno.

Solo grazie all’amore per questo territorio e per le tradizioni antiche di alcuni allevatori locali che si è potuto ridare lustro alla reputazione della carne del maiale nero casertano. Allevatori che hanno saputo recuperare quella qualità che aveva contraddistinto il prosciutto di Pietraroja fin dall’antichità. Fondamentale è stato il supporto di alcuni anziani agricoltori che avevano allevato in gioventù i maiali neri. Oggi la magia del Prosciutto di Pietraroja si unisce alle peculiarità di questo territorio. Il clima, l’altitudine e l’aria sana di Pietraroja contribuiscono in maniera determinante alla squisitezza di questo prodotto.

Come si produce il prosciutto di Pietraroja

Il Prosciutto di Pietraroja è una qualità di prosciutto molto antica. È un prosciutto crudo che prevede un processo di stagionatura lungo al termine del quale le parti magre sono di un colore rosso scuro mentre le parti grasse diventano di un bianco brillante.

Il Prosciutto di Pietraroja è interamente prodotto con le cosce dei maiali neri casertani macellati nei giorni più miti dell’inverno.

Il giorno dopo la macellazione, il prosciutto viene leggermente salato e lasciato stagionare per 15-20 giorni. Quando ha perso buona parte della sua umidità, il sale residuo viene eliminato e il prosciutto subisce una pressatura. Dopo essere stato pressato subisce un processo di affumicatura per una settimana e una nuova pressatura per altre 4 settimane. Il prosciutto verrà messo poi ad essiccare in una stanza ben ventilata per un periodo che va dai 18 ai 36 mesi.

Il prodotto finito ha un peso medio 12 kg, anche se talvolta può arrivare a pesare fino a 15 kg. Il peso minimo, invece, al termine dell’intero processo di stagionatura non può essere inferiore a 9 kg.

Non perderti un’escursione in questi paesaggi dove la natura è rimasta ancora come quella di secoli fa. Antiche tradizioni, cultura millenaria e una cucina che rispecchia le peculiarità di questo territorio ti attendono. La nostra Agenzia a Benevento metterà a tua disposizione pullman, minibus e auto a noleggio con conducente per farti scoprire i tesori di questo territorio nel cuore del Sannio. Contattaci compilando questo form oppure chiamaci allo 0824482030 se desideri maggiori informazioni.

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