Sant’Agata dei Goti: le attrazioni principali e la gastronomia locale
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Caratterizzato da un aspetto medievale e particolarmente suggestivo, Sant’Agata dei Goti è un importante borgo campano in provincia di Benevento.

Sant’Agata dei Goti è un’affascinante città medievale piena di spettacolari opere d’arte, in una splendida posizione arroccata su una terrazza rocciosa tra due affluenti del fiume Isclero e alle falde del monte Taburno. La maggior parte degli storici ritiene che sia stata costruita sul sito di Saticula, un’antica città sannita conquistata dai Romani nel 343 a.C.

Notevoli viste panoramiche si possono godere da diverse parti del paese. Le sue fresche notti estive e l’abbondanza di ristoranti e pizzerie locali invogliano la gente del posto e i turisti a trascorrere le serate nelle strade e nelle piazze del borgo.

I frutti delle campagne intorno a Sant’Agata dei Goti sono abbondanti e offrono la possibilità di assaggiare i sapori locali, tra cui la mela annurca, una specialità locale coltivata in tutta la Campania, e gustare vini bianchi come la Falanghina o il Coda di Volpe, o vini rossi come l’Aglianico o il Piedirosso, tutti con storie antiche nella regione.

La storia di Sant’Agata dei Goti

Un borgo posto su uno sperone di tufo, con una storia che dura da innumerevoli secoli e dalle tradizioni molto interessanti.

Il borgo medievale di Sant’Agata dei Goti è una terrazza di tufo sospesa nel tempo e immersa nella natura. Tra distruzioni e occupazioni, nel tempo il paese del Sannio ha saputo resistere a varie vicissitudini. L’antico borgo di Saticula fu prima occupato dai Romani, dopo un’estenuante battaglia con i Sanniti, e poi conquistato dai Longobardi.

Furono quindi i Romani ad accamparsi prima sulla roccia, inizialmente solo con alcuni soldati veterani, per poi formare una colonia dell’Impero voluta da Ottaviano Augusto.

Nel Medioevo Saticula subì poi una serie di dominazioni: Goti, Longobardi, Normanni, Svevi e Angioini si susseguirono nel tempo.

Ma è nel VI secolo che l’antico borgo cambiò nome in onore di Sant’Agata.

Successivamente, secondo una delle teorie legate al nome del paese, diventa Sant’Agata dei Goti perché per molto tempo il luogo fu un feudo della famiglia francese De Goth.

Oggi il borgo sannita conserva gelosamente le tracce del suo lungo passato.

I vicoli, le case, il caratteristico tufo, i monumenti del centro storico e le chiese esprimono pienamente l’identità di questo borgo sulle colline beneventane.

Qui si può visitare un tempio pagano dedicato alla dea Cerere, che fu trasformato in tempio cristiano tra il VII e l’VIII secolo d.C. Ristrutturato nel 970, divenne una cattedrale, riccamente decorata dal vescovo Adelardo. Un secolo dopo, durante la dominazione normanna, fu completamente ricostruita in stile romanico. Poi, nel 1728 fu demolita e ricostruita in stile barocco. Fu riaperta al culto nel 1741 e la struttura settecentesca rimane tutt’oggi inalterata.

Cosa vedere a Sant’Agata dei Goti

Scopriamo insieme le cose assolutamente da vedere a Sant’Agata dei Goti.

Cattedrale dell’Assunta

L’edificio di culto più importante di Sant’Agata dei Goti rimane la Cattedrale dell’Assunta, fondata nel X secolo e dedicata all’Assunzione di Maria, in piazza Sant’Alfonso. Fondata su un tempio romano, la Cattedrale è stata più volte restaurata. A causa delle ripetute ricostruzioni, rimane poco dell’edificio originale. La cripta romanica mostra parti che potrebbero appartenere a diversi edifici preesistenti, compresi quelli romani o precedenti. Ad accogliere i turisti un lungo porticato con dodici colonne, la pianta a croce latina, le cappelle laterali settecentesche e gli altari in marmo. Di particolare interesse le raffigurazioni di animali mostruosi e di volti umani. Altre chiese interessanti sono quelle di Santa Maria di Costantinopoli, di Sant’Angelo in Munculanis e di San Francesco del 1282.

La Chiesa di Santa Menna del X secolo

A pochi passi dalla chiesa dell’Annunciazione ecco la chiesa romanica di San Menna. In questo luogo di culto alcuni importanti pezzi storici sono stati riportati alla luce dal restauro del XX secolo. La sua realizzazione si deve al conte Roberto il Normanno.

Il Castello, ovvero il Palazzo Ducale

Anche il Palazzo Ducale, antica residenza di diversi principi e di molte famiglie nobili, merita una visita. È una struttura imponente di fronte alla chiesa di San Menna, costruita nel 1100 d.c. dai Longobardi e poi restaurata dai Normanni. Delle antiche quattro torri del palazzo medievale, un tempo usato come prigione, ne rimane solo una. Nel corso dei secoli l’edificio è stato modificato più volte, secondo la moda del tempo e i gusti dei proprietari. I segni del passato e della lunga storia del Palazzo Ducale sono visibili ancora oggi attraverso le decorazioni pittoriche cinquecentesche. Un antico arco a tutto sesto permette di entrare nel palazzo e nel primo cortile, mentre i piani superiori conservano le interessanti tracce della costruzione medievale.

Chiesa gotica dell’Annunciazione del XIII secolo

Fu costruita nel 1238 e il suo interno romanico adattato si affaccia su un interno gotico che presenta favolosi affreschi del XV secolo, insieme a un dittico dell’Annunciazione della stessa epoca. Ristrutturata nel XV secolo e caratterizzata dal portale in marmo e dalla porta in legno, all’interno si può vedere l’affresco che racconta il Giudizio Universale e le vetrate policrome. La Chiesa dell’Annunciazione è un insieme di elementi decorativi gotici, barocchi e cinquecenteschi.

La sala del Consiglio nel Municipio

La sala fu decorata nel 1899 da Vincenzo Severino.

Il ponte sul Martorano

Una volta arrivati a Sant’Agata dei Goti non bisogna perdersi la passeggiata lungo il Ponte sul Martorano, dal quale è possibile godere di una vista incantevole su tutto il centro storico. La sera, con le luci che illuminano lo sperone di tufo e le case del paese, la suggestione aumenta.

Un borgo antico che è un vero gioiello

Il centro storico è un incrocio di vicoli e viuzze, casette, vecchie botteghe, palazzi antichi e chiese.

Un grande semicerchio dove il tempo sembra essersi fermato, spesso sede di set cinematografici.

Il primo colpo d’occhio su Sant’Agata dei Goti ci da l’impressione di trovarci in un borgo incantato. Il piccolo centro è arroccato su un costone di roccia a strapiombo sopra la gola di un fiume. Attraversare il ponte per andare sull’altro lato del costone roccioso è come lasciare il mondo moderno per quello antico.

Pur essendo a pochi chilometri da Caserta e dal suo magnifico palazzo reale, Sant’Agata è un mondo a parte. Con millenni di storia alle spalle, che parte dall’antica città sannita di Saticula, fu conquistata dai Romani, poi dominata dai Goti che le prestarono il nome, dai Longobardi, per poi diventare parte del Ducato di Benevento. Vive ancora nel Medioevo, dato che il centro storico è un labirinto ben conservato di vicoli stretti che portano a piccole piazze, con bei negozi e signorili palazzi.

Sant’Agata dei Goti è un vero gioiello, un borgo relativamente sconosciuto ma affascinante. Si trova nella provincia di Benevento, ai margini della regione vinicola più famosa della Campania, il Sannio. Ci sono negozi, ristoranti e panorami da godere insieme all’ospitalità degli abitanti, orgogliosi di condividere il loro patrimonio con i turisti.

A giugno di ogni anno la città tappezza le strade di petali di fiori in occasione del Corpus Domini, quando avviene l’Infiorata, dove stupefacenti “dipinti” sono realizzati sulle strade usando fiori, semi e foglie. C’è anche un Palio che si tiene ogni anno – la Giostra del Cavaliere Turchino – in occasione del quale i quartieri del borgo si sfidano in una animata competizione.

La gastronomia locale e i prodotti della natura

Chi viene a Sant’Agata dei Goti deve provare l’olio d’oliva locale, il vino e la frutta, soprattutto mele e ciliegie. Da non perdere la famosa “mela annurca”, mela tipica che ha ottenuto nel 2006 il marchio IGP e che è indicata per combattere il colesterolo. Il frutto, piccolo e schiacciato, è riconoscibile per le proprietà organolettiche ineguagliabili: polpa bianca compatta, acidula e incredibilmente dolce. La mela annurca era già conosciuta e molto apprezzata in epoca romana, era infatti citata da Plinio il Vecchio che localizzò le origini della mela a Pozzuoli.

Non perderti un’incredibile escursione in questo magico borgo medioevale. Se desideri ammirare un paesaggio incantato e fare un tuffo nel passato puoi rivolgerti con fiducia alla nostra Agenzia di Benevento. Organizziamo tour e visite guidate nei principali e più incantevoli siti della Campania, mettendo a disposizione i nostri pullman granturismo.

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