L’autunno, che bel periodo dell’anno! Cadono le foglie, la brezza accarezza i volti, la pioggia lava via tutti i pensieri negativi, avvertendoci gentilmente e preparandoci al freddo abbraccio dell’inverno. Ma cosa facciamo di solito quando arriva l’autunno? Alcuni sono da poco tornati dalle vacanze estive, altri cominciano a lavorare, vanno all’università, si chiudono in casa deprimendosi perché l’estate è finita. Raramente le persone scelgono di viaggiare in questo periodo dell’anno. Ma perché non si viaggia in autunno? Ad esempio, una meta autunnale per una vacanza di pochi giorni potrebbe essere il Cilento, una regione geografica ricca di cultura e tradizioni gastronomiche.

Le ragioni per cui riconsiderare l’autunno per le vacanze

Ecco alcune ragioni per cui dovresti riconsiderare l’autunno come periodo dell’anno per fare un viaggio.

  1. Condizioni climatiche eccellenti

Se è autunno, non significa necessariamente che pioverà tutto il tempo. Sì, succede che la pioggia può cadere per diversi giorni di seguito, ma perché concentrarsi sull’aspetto negativo della pioggia? Proviamo a vederla in questo modo: l’autunno è la stagione che segue all’estate, giusto? E il clima durante l’estate può essere torrido, per noi può essere un bene perché andiamo in spiaggia, ma non sempre è tutto rose e fiori. Amiamo il sole, ma se non stiamo attenti possiamo bruciarci rapidamente la pelle e avere delle conseguenze negative.

Ma cosa succede quando si visita una nuova città e si vuol fare un tour giornaliero? Il sole non è il tuo migliore amico, sei d’accordo? Cominci a sentirti come se non avessi più energia, la testa comincia a farti male, stai sudando perché fa un caldo pazzesco, ecc. Bene, queste cose non accadono durante la stagione autunnale poiché il tempo è buono e le temperature sono ancora gradevoli. Inoltre, non dovrai preoccuparti per i vestiti bagnati di sudore, situazione abbastanza spiacevole per te e per le persone intorno. Le giornate sono ancora sufficientemente assolate e se hai voglia di andare in spiaggia, puoi ancora farlo in autunno.

  1. Viaggiare fuori stagione è più economico

 Questa è pura logica. Quando arriva la stagione delle vacanze e dei viaggi, come l’estate e l’inverno, la domanda di vacanze da parte delle persone aumenta, quindi anche i prezzi delle offerte di viaggio aumentano. I tour operator hanno capito questa tendenza molti anni fa, è la legge della domanda e dell’offerta. Tuttavia, se viaggi in un periodo fuori stagione, come l’autunno per esempio, puoi imbatterti in offerte molto più economiche che ti faranno risparmiare un bel po’ di soldi per il tuo prossimo viaggio. Ti accorgerai della differenza dei prezzi anche nel fare shopping nei negozi locali: prodotti e souvenir vengono venduti ad un prezzo più basso durante l’autunno.

  1. Evitare la calca dei turisti

Ricordi che fino ad ora hai sempre fatto parte del gruppo di persone che viaggiano solo nei periodi di alta stagione? Bene, sappi che hai fatto parte di quella categoria di persone che probabilmente avresti sempre voluto evitare quando visitavi una nuova città. Sai tutta quella folla e quelle code che si creano in una località quando è invasa dai turisti? Tieni presente che non infastidiscono solo gli abitanti del posto, ma anche gli altri turisti che vogliono semplicemente godersi lo spirito della città. Immagina di visitare la destinazione dei tuoi sogni e di voler ammirare in pace le meraviglie che offre. Ovviamente, se ci vai d’estate, quello che probabilmente ammirerai sono le centinaia di bastoni da selfie in aria, che minacciano di colpirti “per sbaglio”

Oppure, per esempio, hai avuto un anno difficile, e vuoi semplicemente rilassarti e sdraiarti prendendo il sole su una spiaggia meravigliosa. Tuttavia, se ci vai d’estate c’è la significativa possibilità che sia la spiaggia a stendersi addosso a te, nel senso che la spiaggia sarà così affollata che rilassarsi sarà davvero difficile, con le persone accalcate una sull’altra e i bambini che gettano sabbia e urlano dietro ai loro genitori.

5 motivi per visitare il Cilento in autunno

Abbiamo visto che non è poi così male viaggiare in autunno, anzi! Ma quali sono i motivi per cui è particolarmente conveniente visitare il Cilento in autunno? Vediamo alcuni delle ragioni per cui dovresti assolutamente approfittarne per fare un’escursione in questo magnifico territorio campano:   

  1. Il mare. Il mare del Cilento è caratterizzato da un’acqua cristallina e dalla presenza di numerose calette che movimentano la costa e che fanno del Cilento una meta turistica molto apprezzata. Santa Maria di Castellabate, Pioppi, Acciaroli, Palinuro e Marina di Camerota sono solo alcuni dei tanti posti in cui puoi trascorrere dei giorni di vacanza in assoluto relax senza la calca estiva, godendo appieno della bellezza e dei silenzi di questo mare.
  2. Le castagne. Ottobre è la stagione delle castagne. Non sono solo belle da vedere ma anche molto, molto gustose. Non perderti una visita ai borghi di Montano Antilia, Gioi e Salento ricchi di alberi di castagne che regalano meraviglie per il palato. Ogni anno si tengono sagre della castagna con tante gustose specialità da non perdere.
  3. I funghi. Il Cilento è una terra ricca di funghi, in particolare ovuli e porcini che si raccolgono in montagna. L’autunno è il periodo migliore per andare alla scoperta di qualche ristorante in montagna presso il quale degustare uno dei piatti tipici a base di funghi.
  4. La vendemmia. Settembre è il mese della vendemmia. Gli amanti del vino avranno l’imbarazzo della scelta quando si tratterà di provare e gustare i prodotti delle cantine locali. Ci sono anche numerose feste dedicate all’uva e al vino. Lì si può non solo gustare il vino locale di grande qualità ma anche imparare di più sulla vendemmia, sui metodi tradizionali e spesso le feste sono accompagnate da giochi di vendemmia. Parlando di vini, l’Aglianico DOC e il Fiano DOC sono quelli più rinomati ed apprezzati.
  5. I numerosi agriturismi. In Campania il territorio con la presenza più massiccia di agriturismi è forse il Cilento. Possiamo anzi dire che l’agriturismo è proprio ciò che caratterizza questa parte della regione. I mesi autunnali sono perfetti per far visita a uno dei tanti agriturismi e trascorrervi qualche giorno, rifocillando il corpo e lo spirito degustando i prodotti di questa terra e rilassandosi nel verde della campagna. Sicuramente non mancherà l’occasione per degustare i prodotti a chilometro zero di queste aziende agricole, come l’olio extravergine di oliva Cilento DOP, i fusilli di Felitto fatti a mano e lavorati come un bucatino, i fagioli di Controne e i ceci di Cicerale.

Le spiagge sono più tranquille, il sole è ancora caldo e le fiumane di turisti sono oramai un ricordo. Cosa stai aspettando per partire ad ottobre? In questo articolo potrai scoprire 3 mete autunnali da visitare in Italia.

3 mete autunnali più belle in Italia

Se sei vaccinato e hai il green pass oppure un test Covid negativo, sei pronto a fare le valigie. Ma da dove cominciare? Ti offriamo tre possibili soluzioni per un soggiorno rilassante a stretto contatto con la natura, due al sud e una al nord Italia, in strutture ricettive dagli altissimi standard qualitativi e che fanno del relax e del benessere la loro parola d’ordine.

1. Salina: cosa fare e dove dormire

Prendiamo subito in considerazione una meta a sud d’Italia: Salina, una delle isole Eolie a nord della Sicilia. La nostra isola preferita, che vanta un’acqua meravigliosa e offre la possibilità di fare delle spettacolari escursioni al suo interno.

Malfa è il posto dove si affitta una casa; Pollara è la minuscola località dove prendere l’aperitivo al tramonto; Rinella è dove attracca il traghetto diretto da Palermo.

Ci sono i capperi, che crescono selvaggi ovunque, e le viti di Malvasia, le cui uve vengono trasformate in splendidi vini bianchi. Anche se tutta la Sicilia è attualmente in zona “gialla”, il che significa che le mascherine sono richieste dentro i locali ma anche all’aperto, e certi musei e siti devono essere prenotati online in anticipo, i ristoranti e i bar sono aperti fino a notte e tutto il resto funziona come nel resto del Paese.

Dove alloggiare?

Capofaro è un must, un resort di lusso noto per i suoi cottage eleganti e slanciati, i campi coltivati tutt’attorno, la piscina da sogno e la profonda esperienza viticola che offre. La struttura è di proprietà della famiglia Tasca d’Almerita, la cui Malvasia prodotta proprio su questi ettari di terreno è stata uno dei due vini serviti a Barack Obama nella sua ultima visita di stato. La vista su Stromboli e Panarea è mozzafiato.

L’Hotel Signum è il più divertente, con le sue camere in stile tradizionale, l’eleganza del bar sulla terrazza e il talento riconosciuto di Martina Caruso in cucina, la figlia del proprietario stellata Michelin.

Poi c’è il Principe di Salina, molto più semplice. Le sue 12 camere sono minimal e bianche, il suo salotto è un simpatico ibrido fra la California e la Sicilia. Potrebbe non essere la cosa più lussuosa che abbiate mai visto, ma è un bel complemento a ciò che offrono gli altri due. Inoltre, la sua posizione proprio in cima al pendio lungo il quale Malfa digrada graziosamente verso il mare, non può essere davvero sottovalutata.

2. Ischia: cosa fare e dove dormire

Sempre rimanendo al sud, ecco una delle mete autunnali consigliate: Ischia, la sorella più grande e più ispida di Capri nel Golfo di Napoli, con le rilassanti terme che piacciono ad Angela Merkel e le spiagge che hanno ispirato Elena Ferrante nel suo Quartetto napoletano.

Oggi Ischia punta a destagionalizzare molto i suoi flussi turistici, in maniera tale che il turismo duri 12 mesi all’anno. Per farlo non punta esclusivamente sulle sue bellezze paesaggistiche ma anche sui suoi sapori e sulla cultura contadina isolana. Ischia stà riscoprendo così i suoi orti, le sue vigne che in autunno prendono colore e vita, le sue tradizioni contadine che danno origine al vino di Ischia, uno fra i primi ad aver ottenuto l’etichetta DOC in Italia.

L’isola ha a lungo ospitato personaggi del jet-set e vip dall’eleganza quasi reale: l’arrivo di Marie-Louise Sciò nel 2019, per rilevare l’hotel Mezzatorre, ha contribuito a portare l’isola sotto le luci della ribalta. Ora un piccolo gruppo di albergatori, ristoratori e imprese locali, tra cui il Mezzatorre, ha costituito un consorzio per “rilanciare” l’isola, mettendo in evidenza i suoi posti più segreti, i ristoranti migliori, le cantine meno pubblicizzate, le guide cui far riferimento e la storia alquanto affascinante dell’isola.

Ischia is More

Ischia is More è una piattaforma sui social media contenente promozioni in tutta la regione Campania, i suoi creatori stanno inondando i feed con immagini e informazioni su ciò che è in offerta in tutta l’isola, dalle degustazioni private alle escursioni nel suo interno collinare e ancora selvaggio, ai posti dove si possono trovare i migliori sandali fatti a mano.

Tra escursioni nella natura e centri benessere

Venire ad Ischia a ottobre significa regalarsi giornate indimenticabili. Prenotate un hotel con SPA interna e centro benessere, fate un’escursione fin sulla vetta del monte Epomeo immersi in uno scenario paesaggistico di valore assoluto e gustate i piatti della tradizione locale. Vi rilasserete godendovi la pace immersi in  una natura semplicemente incantevole.

3. Le Langhe: cosa fare e dove dormire

Passiamo ora al nord per un viaggio rilassante a contatto con la natura, in una delle mete autunnali più apprezzate dai turisti italiani e stranieri. In Piemonte già dalla fine di settembre inizia una stagione gastronomica davvero squisita. Ricordiamo che proprio nella città di Bra è nato il movimento Slow Food.

Partiamo da qui per scoprire cosa fare e dove dormire nelle Langhe, una delle mete autunnali più belle d’Italia.

I migliori hotel delle Langhe

Tre hotel degni di nota meritano di essere menzionati qui: Casa di Langa, Locanda La Raia e Nordelaia.

Casa di Langa

Casa di Langa si trova su un territorio di oltre 40 ettari di terreno, immersa nel tipico paesaggio ondulato tra le regioni vinicole del Barolo, del Barbaresco e dell’Alta Langa, ed è una struttura ricettiva che si caratterizza per i tanti vigneti coltivati. L’atmosfera è quella della fattoria di lusso contemporanea, con 39 camere arredate in stile minimal e sempre impeccabili nelle tonalità neutre, cotoni e lenzuola organiche e pavimenti e mobili in legno cerato. Ci piace come inserisce i prodotti delle sue viti e dei giardini nelle offerte del suo ristorante meraviglioso, che starebbe benissimo anche a Milano in Zona Tortona.

Locanda La Raia

Una proposta molto diversa può essere trovata ad est sulle colline di Gavi, alla Locanda La Raia, nella bassa piemontese. Questa fattoria biodinamica è anche hotel e fondazione d’arte contemporanea e fa le cose in modo purista: insieme alle viti, vengono coltivati a rotazione nei suoi 180 ettari di terreno anche cereali e segale di farro. Ma anche il bestiame viene allevato con il sistema biodinamico.

La fondazione, un progetto d’arte nel paesaggio nel cui Consiglio Scientifico siedono l’architetto Flavio Albanese e James Bradburne, direttore anglo-canadese della Pinacoteca di Brera, ospita artisti e fotografi ma organizza anche simposi e tavole rotonde che attraggono partecipanti sia da Milano che da Genova. Percorrendo le vigne e i campi della tenuta è possibile ammirare le opere d’arte realizzate da artisti internazionali.

La locanda stessa era un tempo una stazione di posta per i viaggiatori: il restauro delle sue 12 camere e degli spazi interni ed esterni ha consentito di miscelare in maniera creativa pezzi d’antiquariato del 17° e 19° secolo con mobili contemporanei dallo stile essenziale, mentre tutt’intorno ci sono giardini e orti disposti geometricamente che ricordano molto i giardini in stile italiano. Insomma, un design unico che abbina il contemporaneo con mobili piemontesi del ‘600 e dell’800. Un’ultima particolarità? Le 12 camere e gli appartamenti sono totalmente diversi l’uno dall’altro.

Nordelaia

E infine, proprio nel mezzo del Monferrato, c’è il Nordelaia, un resort, anzi un boutique hotel che ha aperto alla fine di luglio.

Il design è al centro dell’attenzione: le 12 camere e gli appartamenti costruiti intorno a una cascina dell’800 anni sono molto diversi l’uno dall’altro, ognuno richiama le 4 stagioni e le meraviglie della natura circostante. Inoltre, ci sono una serie di elementi che ne sottolineano la ricercatezza del design, dai mobili del 20° secolo e quelli antichi, all’illuminazione, ai letti con baldacchino di velluto (ma senza TV).

C’è un ristorante informale al piano terra per colazioni e pranzi semplici a base di formaggi e salumi, mentre vi attende un’esperienza enogastronomica ben più elevata nel ristorante al primo piano, supervisionato da Andrea Ribaldone, una persona con alle spalle un’esperienza lunga una generazione nella gestione di ristoranti, un paio di stelle nonché consulente di Eataly.

Nel caso in cui tutto questo non sia sufficiente a rilassarvi, c’è una SPA di 450 mq e un hammam nei sotterranei a volta della struttura, con vista sulle colline dai vari salotti di fitness, saune e piscine interne. Un’esperienza sensoriale davvero unica e completa in una delle più belle mete autunnali italiane.

La Campania per i turisti è una meta di viaggio ideale ed è facile capire perché. Dietro ogni angolo c’è una nuova meraviglia da scoprire; hai bisogno di relax? Nessun problema, puoi ricrearti in uno dei tanti centri termali della regione. Hai bisogno di rimanere stupito di fronte a qualcosa di grandioso? Perfetto, avrai decine di luoghi meravigliosi da poter ammirare. Hai bisogno di un’avventura? Sarai accontentato, puoi fare trekking ed escursioni in mountain bike nel Cilento e sulle colline che circondano la valle telesina o sul monte Taburno, oppure nello splendido scenario di Camposauro.

11 motivi per andare alla scoperta della Campania

Sei tentato? Ecco 11 motivi per cui la Campania deve essere in cima alla lista dei posti da scoprire:

  1. Il clima è mite tutto l’anno

La Campania ha un piacevole clima mediterraneo grazie alla sua vicinanza al mare. Ha estati calde e secche e la temperatura è mite in inverno. La temperatura media annuale è di 20 gradi ed il clima è caldo e temperato approssimativamente per 206 giorni all’anno, quindi puoi tranquillamente lasciare a casa il tuo impermeabile.

  1. Ha l’unico vulcano attivo dell’Europa continentale

È impossibile fare un viaggio in Campania senza meravigliarsi di fronte al Vesuvio, un vulcano attivo che si erge sulla baia di Napoli. È amato per la sua bellezza e temuto per la sua potenza, in quanto era rimasto dormiente per secoli prima dell’eruzione del 79 d.C. che seppellì città tra cui Pompei ed Ercolano.

  1. Dietro ogni angolo c’è un pezzo di storia

Napoli risale al II millennio a.C. quindi è il fulcro di secoli di arte e architettura. Il suo centro storico racchiude un patrimonio così ricco che è stato designato patrimonio mondiale dell’UNESCO. 2.500 anni di storia si possono trovare in palazzi, chiese, monumenti e gallerie d’arte, in mezzo ai quali la gente del posto trascorre la sua vita quotidiana.

  1. Puoi viaggiare indietro nel tempo visitando Pompei

Parlando di storia, l’UNESCO protegge l’area archeologica di Pompei ed Ercolano, che furono distrutte dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Puoi recarti a Pompei con un comodo pullman granturismo partendo da Napoli o dalle altre città della Campania impiegando un’ora circa, dove potrai trascorrere qualche ora immergendoti nella storia di questo luogo cristallizzato nel tempo che si estende su 66 ettari. Il sito conservato perfettamente si presenta con strade, case, negozi e palazzi che il turista può visitare liberamente.

  1. La Campania ha ben 10 siti patrimonio UNESCO

Accanto a Pompei, c’è la Reggia di Caserta che è un capolavoro di architettura e conserva inestimabili opere d’arte. Altri siti UNESCO comprendono il centro storico di Napoli, la Costiera Amalfitana, il sito archeologico di Ercolano, Il Parco Nazionale del Cilento, il Complesso Monumentale di Santa Sofia a Benevento, le macchine a spalla di Nola e anche beni immateriali come la Dieta Mediterranea e l’antica pratica della Transumanza

  1. Il paesaggio è di una bellezza mozzafiato

Dopo aver visitato Napoli e le zone circostanti, recati in Costiera Amalfitana e scopri le baie, le insenature e i borghi pittoreschi che si aggrappano alla montagna. Il colore del mare scintillante giustapposto al verde della macchia mediterranea è uno spettacolo da vedere. Vai alla scoperta delle valli del Sannio, ammira i filari di viti e olivi che si stagliano lungo i pendii delle colline ai piedi del monte Taburno e sulle ampie pianure della valle telesina.

  1. Ha bellissime città di mare con nomi che non dimenticherai mai

I turisti hanno l’imbarazzo della scelta quando iniziano a girare lungo la Costiera Amalfitana perché ci sono ben 12 incantevoli borghi disseminati lungo la costa. Fermati a Sorrento e visita il centro storico con i suoi stretti vicoli, quindi pranza in Piazza Tasso dove potrai rilassarti facendo salotto per il resto del pomeriggio. Una volta che hai visto Sorrento, dirigiti verso Amalfi su una barca e rimarrai incantato dal suo scenario unico sotto le ripide scogliere. Da lì, continua verso Positano e Ravello che hanno vedute ancora più mozzafiato e un mare incredibilmente azzurro.

  1. È il luogo perfetto per rilassarsi

Se desideri una vacanza in cui sentirti rigenerato, prova ad andare in uno dei tanti centri termali. I migliori centri termali si trovano a Ischia e grazie alle sue origini vulcaniche vanta uno dei migliori ambienti idrotermali del mondo: una vera beatitudine! Ma puoi rilassarti in uno degli altri centri termali che risalgono addirittura all’epoca Romana: ce ne sono presso i Campi Flegrei, oppure a Pozzuoli, frequentate anticamente da Giulio Cesare, Nerone, Caligola e Cicerone, ad Agnano, a Castellammare di Stabia e a Telese.

  1. C’è la possibilità di abbandonarsi al lusso

Passeggiare per la famosa Piazzetta di Capri!

Uno dei luoghi più famosi al mondo è Capri, che è stata descritta come la “regina della vita mondana e del lusso”. Una passeggiata nella sua famosa Piazzetta è un must se vuoi immergerti nel cuore di questo luogo affascinante e misterioso. C’è la possibilità di ammirare le meraviglie di quest’isola in modi diversi: il più diffuso è quello di noleggiare una barca e recarsi in una delle tante insenature presenti e nelle calette dall’acqua cristallina. Oppure si può anche prenotare un volo in elicottero che sorvola tutto il Golfo di Napoli e le zone di Ercolano e Pompei.

  1. È la patria di vini riconosciuti a livello internazionale

Questa terra è baciata dal sole e dal mare, quindi vanta naturalmente vini eccellenti e apprezzati a livello internazionale. Segui le strade del vino per vivere la natura, la tradizione e immergerti nella cultura dei vini campani. Aglianico del Taburno, Taurasi, Fiano di Avellino, Greco di Tufo, Falanghina e Campi Flegrei sono solo alcuni dei vini che hanno un bouquet reso unico dai sedimenti vulcanici depositatisi per secoli sui terreni coltivati.

  1. E infine… c’è tanto ed ottimo cibo!

Un viaggio in Campania non sarebbe completo senza la pizza. Questa regione ha i pomodori più saporiti del mondo che insaporiscono i piatti locali, compresa, ovviamente, la pizza. Una volta provata sarà difficile trovare una pizza altrettanto buona. Napoli è anche la patria degli spaghetti e le salse di pomodoro che accompagnano la pasta cotta al dente sono incredibilmente gustose. Per non parlare dei piatti a base di pesce, della colatura di alici, delle ricette dell’entroterra campano a base di formaggi, paste fresche, ortaggi e carni come quella del Vitellone Bianco e dell’agnello. Insomma, la Campania ti stupirà con le sue ricette uniche e ricche di sapore.

Scopri la Campania e i luoghi meravigliosi di cui abbiamo appena accennato. Per un’escursione puoi rivolgerti alla nostra Agenzia di Benevento che mette a disposizione auto a noleggio con conducente, van, minibus e pullman granturismo per i gruppi più numerosi. Contattaci allo 0824482030 oppure chiedici maggiori informazioni compilando questo form.

Caratterizzato da un aspetto medievale e particolarmente suggestivo, Sant’Agata dei Goti è un importante borgo campano in provincia di Benevento.

Sant’Agata dei Goti è un’affascinante città medievale piena di spettacolari opere d’arte, in una splendida posizione arroccata su una terrazza rocciosa tra due affluenti del fiume Isclero e alle falde del monte Taburno. La maggior parte degli storici ritiene che sia stata costruita sul sito di Saticula, un’antica città sannita conquistata dai Romani nel 343 a.C.

Notevoli viste panoramiche si possono godere da diverse parti del paese. Le sue fresche notti estive e l’abbondanza di ristoranti e pizzerie locali invogliano la gente del posto e i turisti a trascorrere le serate nelle strade e nelle piazze del borgo.

I frutti delle campagne intorno a Sant’Agata dei Goti sono abbondanti e offrono la possibilità di assaggiare i sapori locali, tra cui la mela annurca, una specialità locale coltivata in tutta la Campania, e gustare vini bianchi come la Falanghina o il Coda di Volpe, o vini rossi come l’Aglianico o il Piedirosso, tutti con storie antiche nella regione.

La storia di Sant’Agata dei Goti

Un borgo posto su uno sperone di tufo, con una storia che dura da innumerevoli secoli e dalle tradizioni molto interessanti.

Il borgo medievale di Sant’Agata dei Goti è una terrazza di tufo sospesa nel tempo e immersa nella natura. Tra distruzioni e occupazioni, nel tempo il paese del Sannio ha saputo resistere a varie vicissitudini. L’antico borgo di Saticula fu prima occupato dai Romani, dopo un’estenuante battaglia con i Sanniti, e poi conquistato dai Longobardi.

Furono quindi i Romani ad accamparsi prima sulla roccia, inizialmente solo con alcuni soldati veterani, per poi formare una colonia dell’Impero voluta da Ottaviano Augusto.

Nel Medioevo Saticula subì poi una serie di dominazioni: Goti, Longobardi, Normanni, Svevi e Angioini si susseguirono nel tempo.

Ma è nel VI secolo che l’antico borgo cambiò nome in onore di Sant’Agata.

Successivamente, secondo una delle teorie legate al nome del paese, diventa Sant’Agata dei Goti perché per molto tempo il luogo fu un feudo della famiglia francese De Goth.

Oggi il borgo sannita conserva gelosamente le tracce del suo lungo passato.

I vicoli, le case, il caratteristico tufo, i monumenti del centro storico e le chiese esprimono pienamente l’identità di questo borgo sulle colline beneventane.

Qui si può visitare un tempio pagano dedicato alla dea Cerere, che fu trasformato in tempio cristiano tra il VII e l’VIII secolo d.C. Ristrutturato nel 970, divenne una cattedrale, riccamente decorata dal vescovo Adelardo. Un secolo dopo, durante la dominazione normanna, fu completamente ricostruita in stile romanico. Poi, nel 1728 fu demolita e ricostruita in stile barocco. Fu riaperta al culto nel 1741 e la struttura settecentesca rimane tutt’oggi inalterata.

Cosa vedere a Sant’Agata dei Goti

Scopriamo insieme le cose assolutamente da vedere a Sant’Agata dei Goti.

Cattedrale dell’Assunta

L’edificio di culto più importante di Sant’Agata dei Goti rimane la Cattedrale dell’Assunta, fondata nel X secolo e dedicata all’Assunzione di Maria, in piazza Sant’Alfonso. Fondata su un tempio romano, la Cattedrale è stata più volte restaurata. A causa delle ripetute ricostruzioni, rimane poco dell’edificio originale. La cripta romanica mostra parti che potrebbero appartenere a diversi edifici preesistenti, compresi quelli romani o precedenti. Ad accogliere i turisti un lungo porticato con dodici colonne, la pianta a croce latina, le cappelle laterali settecentesche e gli altari in marmo. Di particolare interesse le raffigurazioni di animali mostruosi e di volti umani. Altre chiese interessanti sono quelle di Santa Maria di Costantinopoli, di Sant’Angelo in Munculanis e di San Francesco del 1282.

La Chiesa di Santa Menna del X secolo

A pochi passi dalla chiesa dell’Annunciazione ecco la chiesa romanica di San Menna. In questo luogo di culto alcuni importanti pezzi storici sono stati riportati alla luce dal restauro del XX secolo. La sua realizzazione si deve al conte Roberto il Normanno.

Il Castello, ovvero il Palazzo Ducale

Anche il Palazzo Ducale, antica residenza di diversi principi e di molte famiglie nobili, merita una visita. È una struttura imponente di fronte alla chiesa di San Menna, costruita nel 1100 d.c. dai Longobardi e poi restaurata dai Normanni. Delle antiche quattro torri del palazzo medievale, un tempo usato come prigione, ne rimane solo una. Nel corso dei secoli l’edificio è stato modificato più volte, secondo la moda del tempo e i gusti dei proprietari. I segni del passato e della lunga storia del Palazzo Ducale sono visibili ancora oggi attraverso le decorazioni pittoriche cinquecentesche. Un antico arco a tutto sesto permette di entrare nel palazzo e nel primo cortile, mentre i piani superiori conservano le interessanti tracce della costruzione medievale.

Chiesa gotica dell’Annunciazione del XIII secolo

Fu costruita nel 1238 e il suo interno romanico adattato si affaccia su un interno gotico che presenta favolosi affreschi del XV secolo, insieme a un dittico dell’Annunciazione della stessa epoca. Ristrutturata nel XV secolo e caratterizzata dal portale in marmo e dalla porta in legno, all’interno si può vedere l’affresco che racconta il Giudizio Universale e le vetrate policrome. La Chiesa dell’Annunciazione è un insieme di elementi decorativi gotici, barocchi e cinquecenteschi.

La sala del Consiglio nel Municipio

La sala fu decorata nel 1899 da Vincenzo Severino.

Il ponte sul Martorano

Una volta arrivati a Sant’Agata dei Goti non bisogna perdersi la passeggiata lungo il Ponte sul Martorano, dal quale è possibile godere di una vista incantevole su tutto il centro storico. La sera, con le luci che illuminano lo sperone di tufo e le case del paese, la suggestione aumenta.

Un borgo antico che è un vero gioiello

Il centro storico è un incrocio di vicoli e viuzze, casette, vecchie botteghe, palazzi antichi e chiese.

Un grande semicerchio dove il tempo sembra essersi fermato, spesso sede di set cinematografici.

Il primo colpo d’occhio su Sant’Agata dei Goti ci da l’impressione di trovarci in un borgo incantato. Il piccolo centro è arroccato su un costone di roccia a strapiombo sopra la gola di un fiume. Attraversare il ponte per andare sull’altro lato del costone roccioso è come lasciare il mondo moderno per quello antico.

Pur essendo a pochi chilometri da Caserta e dal suo magnifico palazzo reale, Sant’Agata è un mondo a parte. Con millenni di storia alle spalle, che parte dall’antica città sannita di Saticula, fu conquistata dai Romani, poi dominata dai Goti che le prestarono il nome, dai Longobardi, per poi diventare parte del Ducato di Benevento. Vive ancora nel Medioevo, dato che il centro storico è un labirinto ben conservato di vicoli stretti che portano a piccole piazze, con bei negozi e signorili palazzi.

Sant’Agata dei Goti è un vero gioiello, un borgo relativamente sconosciuto ma affascinante. Si trova nella provincia di Benevento, ai margini della regione vinicola più famosa della Campania, il Sannio. Ci sono negozi, ristoranti e panorami da godere insieme all’ospitalità degli abitanti, orgogliosi di condividere il loro patrimonio con i turisti.

A giugno di ogni anno la città tappezza le strade di petali di fiori in occasione del Corpus Domini, quando avviene l’Infiorata, dove stupefacenti “dipinti” sono realizzati sulle strade usando fiori, semi e foglie. C’è anche un Palio che si tiene ogni anno – la Giostra del Cavaliere Turchino – in occasione del quale i quartieri del borgo si sfidano in una animata competizione.

La gastronomia locale e i prodotti della natura

Chi viene a Sant’Agata dei Goti deve provare l’olio d’oliva locale, il vino e la frutta, soprattutto mele e ciliegie. Da non perdere la famosa “mela annurca”, mela tipica che ha ottenuto nel 2006 il marchio IGP e che è indicata per combattere il colesterolo. Il frutto, piccolo e schiacciato, è riconoscibile per le proprietà organolettiche ineguagliabili: polpa bianca compatta, acidula e incredibilmente dolce. La mela annurca era già conosciuta e molto apprezzata in epoca romana, era infatti citata da Plinio il Vecchio che localizzò le origini della mela a Pozzuoli.

Non perderti un’incredibile escursione in questo magico borgo medioevale. Se desideri ammirare un paesaggio incantato e fare un tuffo nel passato puoi rivolgerti con fiducia alla nostra Agenzia di Benevento. Organizziamo tour e visite guidate nei principali e più incantevoli siti della Campania, mettendo a disposizione i nostri pullman granturismo.

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La Sicilia è ricca di bellezza ovunque la si guardi, tuttavia molti dei suoi migliori tesori li trovate nella parte orientale dell’isola. La Sicilia orientale è sede di vulcani attivi, antiche rovine, città barocche e splendide spiagge, per non parlare del cibo favoloso e del vino che ha raggiunto fama mondiale.

Perché concentrarsi sulla parte orientale in particolare? La Sicilia è una grande isola, la più grande del Mediterraneo, inoltre non ha sviluppato infrastrutture come nel resto d’Italia e le brevi distanze si trasformano in lunghi viaggi. Di conseguenza, viaggiare per tutta l’isola è un’impresa difficile.

Per questo se il vostro tour è inferiore ai 7 giorni, vi invitiamo a concentrare la visita alla sola Sicilia orientale, altrimenti il giro sarebbe troppo dispersivo e rischiereste di fare frustranti toccate e fughe.

Le migliori destinazioni da visitare nella Sicilia orientale

A seguire le migliori destinazioni da visitare nella Sicilia orientale e i modi più piacevoli per trascorrervi il tempo.

Taormina

Taormina è probabilmente il posto più turistico da visitare in Sicilia, è infatti un’escursione molto popolare fra i turisti che scendono dalle navi da crociera ed è qui che troverete belle piazze, uno shopping di qualità e vedute incredibili su un mare scintillante.

Puoi camminare per le eleganti strade, visitare l’antico anfiteatro, fare shopping sfrenato nelle migliori boutique e, se hai più tempo, puoi dirigerti verso le spiagge circostanti.

Taormina è una meta mozzafiato, però attenzione al periodo in cui la visitate perché la folla di turisti può rovinare la magia della città, specialmente nei periodi di alta stagione. Detto questo, vi consigliamo di visitarla a primavera o dal mese di settembre in poi.

La cosa migliore da fare a Taormina? Andare al Cafe Bambar per una granita. Hanno più gusti di granita di quanti ne possiate vedere in qualsiasi altro posto dell’isola: stupendamente deliziosa!

Qual è il posto migliore per alloggiare a Taormina? Raccomandiamo di stare più centrali possibile in città, anche perché è una località posta su una collina e finire lontani significa doversi fare lunghe camminare in salita

L’Etna

Uno dei quattro siti patrimonio dell’umanità dell’Unesco nella Sicilia orientale, l’Etna ha eruttato per ben 500.000 anni. Come risultato è venuto fuori un paesaggio spettacolare, qualcosa di molto diverso dalla Sicilia costiera. Ed è anche una pausa molto gradita dal caldo!

Qui potrete esplorare il vulcano a fondo, il vulcano erutta per gran parte dell’anno e se siete fortunati riuscirete anche a farvi una foto con la lava incandescente alle spalle.

D’inverno avete la possibilità di sciare sulle pendici dell’Etna. Quanti possono dire di aver sciato su un vulcano?

La cosa migliore da fare sull’Etna? Fare un tour guidato che vi spieghi la geologia, le piante e gli animali che vi vivono. Si può concludere il tour al tramonto con un aperitivo mentre si assiste a un tramonto vulcanico.

Qual è il posto migliore per alloggiare vicino all’Etna? In realtà consigliamo di stare a Zafferana Etnea nelle vicinanze. È un paese piccolo e accogliente e ci sono molti bei posti dove andare. E poi è piacevolissimo stare in piazza la sera e mangiare il gelato.

Aci Trezza

Aci Trezza è il classico posto che non compare nelle guide turistiche. E se comparisse probabilmente perderebbe tutto ciò che la rende incantevole.

Aci Trezza è una tranquilla cittadina di mare a nord di Catania. Non c’è molto da fare qui oltre a rilassarsi e ammirare le isole Ciclopi, ma questo è più che sufficiente per riempire la giornata. Si viene qui per rilassarsi ma dopo qualche ora di relax in riva al mare, vi sentirete una persona nuova.

La cosa migliore da fare ad Aci Trezza? Affittare l’ombrellone in un lido nelle vicinanze. Noi abbiamo provato il Ghenea Beach Club, su palafitte, per metà nell’acqua e per metà sulla riva. Raffinato ed elegante, fa cocktail eccellenti.

Qual è il posto migliore per alloggiare ad Aci Trezza? Questa è una località dove conviene stare proprio vicino al mare, perché è qui che si trova praticamente tutto.

Siracusa

Siracusa è sede di un altro dei siti Unesco della Sicilia orientale: la città antica e Pantalica, dove le tombe sono scavate nella roccia. Risulta d’obbligo fare una breve visita alla parte antica della città, ma la vera meraviglia è Ortigia, un’isola che ospita la città vecchia di Siracusa.

Ci si innamora di Siracusa per la forte architettura barocca in contrasto con i colori delicati. Specialmente durante i temporali si crea in città una luce davvero particolare e unica.

La cosa migliore da fare a Siracusa è andare a Ortigia, la città vecchia, e scattare foto appena prima del tramonto. Il centro storico dell’isola siciliana ospita infatti alcuni fra i più begli edifici di tutta la Sicilia.

Qual è il posto migliore dove alloggiare a Siracusa? Sicuramente Ortigia, la piccola penisola che sporge dalla terraferma: finché sarete lì, avrete facile accesso a tutto ciò che rende Siracusa meravigliosa.

Avola

Stai cercando di uscire dai soliti percorsi turistici ma desideri anche trascorrere un po’ di tempo in spiaggia? Avola è perfetta per entrambe le cose. La città ospita il tratto di spiaggia fra i più belli che si possano vedere in Sicilia e siamo abbastanza sicuri che anche nei periodi di punta non sia invasa da orde di turisti.

La città è deserta durante il giorno, ma di notte prende vita, con le persone che si riversano su Piazza Umberto I e restano fuori fino a tardi.

La cosa migliore da fare ad Avola? La sera (e per sera intendiamo almeno le 21:00) andare in Piazza Umberto I, prendere un tavolo all’aperto al Mizzica Wine Bar e ordinare il piatto di carne e formaggio insieme a un bicchiere di Nero d’Avola.

Dov’è il posto migliore per alloggiare ad Avola? Si può stare nel cuore della città vecchia oppure nei pressi della spiaggia.

Ragusa

Ragusa, altro patrimonio mondiale dell’UNESCO, è una delle città tardo barocche del Val di Noto. Le altre sono Modica, Noto, Caltagirone, Militello Val di Catania, Catania, Palazzolo, e Scicli, tutte città distrutte dal grande terremoto nel 1693 e poi ricostruite in stile barocco.

Ragusa in particolare ha due sezioni diverse: Ibla è la città vecchia, la vista dall’alto è una delle migliori vedute di cui si può godere in tutta la Sicilia. C’è anche una sezione più moderna della città che ospita la cattedrale. Se però state cercando la magia, allora dovete visitare Ibla!

Matera in Basilicata è semplicemente meravigliosa ma ci sentiamo di dire che Ragusa potrebbe essere la sua sorella gemella, senza le grotte.

La cosa migliore da fare a Ragusa? Camminare e scoprire Ibla facendo foto.

Dov’è il posto migliore per alloggiare a Ragusa? È meglio essere a Ibla, ovviamente, ma tenete presente che questa non è una zona ideale per le persone con problemi di mobilità.

Catania

Se state cercando un assaggio di vita urbana nella Sicilia orientale, Catania è il posto ideale dove andare. Troverete una spettacolare architettura barocca, prezzi bassi e una presenza discreta dei turisti.

Noto

È proprio accanto ad Avola. Come il resto delle città della parte orientale dell’isola dichiarate patrimonio dell’umanità, Noto è stata ricostruita in stile barocco dopo il terremoto del 1693, e il suo pezzo forte è la cattedrale. Basta guardare le sue dimensioni! Inoltre, secondo alcuni sondaggi, emerge che Noto è la località barocca preferita di tutta la regione.

Modica

Guardando Modica viene in mente Berat, in Albania, con i suoi edifici piatti e frontali dalle infinite finestre. A parte questa prima impressione, Modica questa è sicuramente un’altra meravigliosa città barocca.

Questa città siciliana è famosa per il suo cioccolato, che deriva da una ricetta tradizionale azteca. Il Cioccolato di Modica può essere trovato in tutta la città e si tiene anche un festival chiamato Choccobarocco.

Consigli per viaggiare nella Sicilia orientale

La Sicilia è una regione molto diversa da quelle della restante penisola. I collegamenti fra le città sono difficoltosi, il dialetto è incomprensibile e il caldo estivo a volte è insopportabile nelle città. Ma l’architettura è unica al mondo, la frutta è più succosa ed è anche un posto favoloso per mangiare granita con brioche a colazione!

Se desideri scoprire le meraviglie della Sicilia orientale, partecipa al tour organizzato dalla nostra agenzia viaggi di Benevento dal 18 al 24 settembre 2021: un’occasione unica per ammirare l’arte barocca siciliana e vivere pienamente i profumi e i sapori di quest’isola unica al mondo. Contattaci allo 0824482030 oppure compila questo form.

L’antichissima città di Bolsena si trova sulle rive del più grande lago vulcanico d’Italia, il Lago di Bolsena, in provincia di Viterbo nell’angolo nord-occidentale della Regione.

Il lago, che è lungo circa 12 km e largo 14 km, è caratterizzato da un’acqua straordinariamente chiara e a tratti potabile, si trova nel cratere di un vulcano spento da tempo ed è circondato dalla catena montuosa dei Monti Volsini.

Lo circonda una strada che si snoda per circa 60 km, e il panorama offerto è sempre meraviglioso, sia che ci si trovi vicini o lontani dal lago. Il lago è circondato da alcuni splendidi paesi, consigliamo di visitare Montefiascone, Marta, Cività di Bagnoregio e Capodimonte. Altre piacevoli cittadine che sorgono sulle colline intorno al lago sono San Antonio, Gradoli, Grotte di Castro e Bolsena. Nel primo Rinascimento, la maggior parte di questi luoghi divenne il luogo di villeggiatura preferito della potente famiglia Farnese.

Le due piccole isole del lago, l’isola Bisentina e l’isola Martana, sono quel che rimane di antichi coni vulcanici. La Bisentina è particolarmente degna di nota per il suo bellissimo ambiente naturale e per i suoi antichi monumenti, tra cui la chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo.

Bolsena fra ortensie, paesaggi da cartolina e tranquillità assoluta

Gli abitanti di Roma e le persone che vivono a 2/3 ore di macchina dai confini di Umbria e Toscana e sono in cerca di una meta fuoriporta, nell’entroterra, non hanno bisogno di andare oltre Bolsena. Tutti coloro che desiderano visitare o trascorrere un week end sul lago di Bolsena non devono far altro che dirigersi a nord sulla Via Cassia verso il più grande lago vulcanico d’Italia, la cui costa circolare di 43 km confina praticamente con la Toscana e l’Umbria. Qui troverete bellissimi paesaggi, acque placide, affascinanti città antiche e un’ottima cucina con piatti a base di pesce.

La città di Bolsena non rientra quasi per niente fra le mete turistiche degli italiani, eppure le sue virtù sono note da decenni agli esigenti turisti del Nord Europa. Infatti, è probabile sentire parlare olandese, fiammingo o tedesco nelle strade e nei ristoranti. Il lungomare e il porto hanno un aspetto piuttosto retrò, che ricorda un’epoca sicuramente meno difficile e stressante di oggi, con distese di prati immacolati, fontane e tavolini da caffè sotto gli alberi ed enormi gruppi di ortensie blu malva e bianche in estate.

Le escursioni da fare in un week end sul lago di Bolsena

Durante l’estate, si può fare una crociera alle isole del lago, Bisentina e Martana, partendo dal porto di Bolsena. Alcune gite comprendono anche una sosta alla Rocca Farnese di Capodimonte e una nuotata o un tuffo nelle cristalline acque del lago tra anguille, persici, coregoni e latterini, tutti regolarmente presenti nei menu dei ristoranti locali. Martana è legata al destino di un’altra donna finita tragicamente, la regina ostrogota Amalasunta, assassinata lì nel 534 per ordine di suo marito Teodato, che non condivideva la sua politica.

Escursioni intorno al lago e visita agli scavi archeologici di Poggio Moscini

Si possono fare delle piacevoli escursioni intorno al lago, presso l’antico borgo di pescatori di Marta e presso la città di Capodimonte, con chilometri di parchi erbosi sulla riva dove le famiglie possono affittare sedie a sdraio, andare in bicicletta, nuotare e rilassarsi in uno dei tanti caffè e ristoranti presenti. Interessanti anche gli scavi archeologici di Poggio Moscini e un castello medievale che ospita un bel museo con reperti dal periodo etrusco-romano al medioevo.

Alla scoperta del vino di Montefiascone

La vicina Montefiascone può vantare uno dei vini più apprezzati e più noti del Lazio. Poche guide turistiche possono resistere alla tentazione di tirar fuori la leggenda del famoso “Est! Est!!! Est!!!” Questo strano nome è attribuito a un servo fidato del cardinale Deuc che stava viaggiando attraverso le strade d’Italia per raggiungere Roma nell’anno 1111. Il cardinale aveva mandato il suo uomo in avanscoperta ad assaggiare i vini nelle osterie presenti lungo la loro strada, con l’ordine di contrassegnare i locali che servivano buon vino con la parola latina “Est!, che in questo caso significava “Qui va bene!”. Il servo era così entusiasta dell’annata di Montefiascone che scrisse “Est” tre volte con punti esclamativi. Verità o leggenda, questo fu il terzo vino italiano ad ottenere lo status di DOC nel 1966.

Oggi questo vino viene esportato in Giappone, Corea del Sud, Olanda, Belgio e Germania. Potete visitare la storica cantina Leonardi alla periferia di Montefiascone, fondata da Domenico Leonardi alla fine del XIX secolo ed ancora di proprietà della stessa famiglia. Si tratta di un vero e proprio tour che si snoda fra gallerie simili a catacombe, dove 100.000 bottiglie riposano, sparse in festoni di ragnatele. Con un po’ di immaginazione potete quasi sentire il cardinale gongolare!

La Cattedrale di S. Cristina a Bolsena

Bolsena ospita un festival annuale delle ortensie, che si tiene intorno all’ultima settimana di giugno quando le fioriture sono nel loro massimo. Grandi cespugli di ortensie fiancheggiano anche le file di giganteschi platani che costeggiano il viale che dalla piazza principale scende verso il lago. La strada prende il nome da Nicola Colesanti, un notabile locale che nel 1871 piantò i 220 platani lungo il viale e la riva del lago. Da allora, questi alberi non sono mai stati potati. Sono cresciuti fino a raggiungere altezze torreggianti e i loro tronchi colossali sono attorcigliati a formare sculture naturali astratte.

Il principale monumento di Bolsena è la Cattedrale di S. Cristina, dedicata a una bambina di 11 anni martirizzata durante il regno dell’imperatore romano Diocleziano. La sua festa annuale si svolge il 23-24 luglio ed è un evento importante, celebrato con una solenne processione. Durante la processione viene portata la statua della santa che si ferma regolarmente sulle tappe prestabilite per assistere a rappresentazioni dal vivo dei tormenti che subì prima di morire, recitati da giovani ragazze del posto. Infatti, ogni piazza attraversata dal corteo religioso è decorata con scene raffiguranti il martirio di Santa Cristina, creando una bella e magica atmosfera. Il percorso della processione inizia dalla cattedrale della città, si snoda per le strade e termina alla Chiesa del Santissimo Salvatore, situata nella parte più alta della città. Qui la statua trascorre una notte prima di tornare alla cattedrale la mattina seguente per una nuova processione.

L’edificio è molto antico ma è stato modificato molte volte e ora è un interessante mix di stili diversi dal primo medioevo in poi. Prendetevi del tempo per visitarlo: la cattedrale è uno scrigno di curiosità e opere d’arte. È anche un santuario, profondamente venerato dai credenti cattolici a causa del miracolo raccontato in un celebre dipinto di Raffaello nelle Sale Vaticane. Nel 1263, mentre un prete di Praga di nome Pietro stava officiando la messa, i fedeli videro sgorgare sangue dall’acqua santa. Il sangue macchio le vesti del parroco e le lastre di marmo tutt’intorno.

La cappella del miracolo e la grotta di Santa Cristina

Le pietre macchiate di sangue sono conservate in una teca dorata nella Cappella del Miracolo. Per vedere la teca bisogna attraversare una porta di marmo del XI e XII secolo, che conduce anche alla Grotta di S. Cristina. Qui viene conservato il sarcofago della martire, scoperto durante gli scavi archeologici nel 1880. Il miracolo di Bolsena diede origine alla festa annuale del Corpus Domini. Questa manifestazione religiosa si tiene in giugno e per l’occasione vengono stesi tappeti floreali lungo le strade di molte città. A Bolsena la festa è spettacolare, con un percorso floreale che si estende per tre chilometri.

Prima di lasciare la basilica, visitate la cappella dedicata a un’altra donna martire di Bolsena, Santa Maria della Pace. Era una suora missionaria in Cina, uccisa durante la rivolta dei Boxer nel 1900 e canonizzata da Papa Giovanni Paolo II nel 2000.

La nostra agenzia di Benevento organizza un’escursione nell’alto Lazio e sul lago di Bolsena, quattro giorni in pullman granturismo in cui visitare i territori degli antichi Etruschi e andare alla scoperta di Caprarola, Viterbo e Montefiascone.

Agropoli è una piccola cittadina con una popolazione di circa 25 mila persone. Durante i periodi estivi il numero di persone triplica e ben due terzi della popolazione sono turisti. Il clima mite, il mare pulitissimo e le spiagge spaziose attirano da anni i turisti da tutta Italia e dai paesi europei, trasformando Agropoli in un centro di divertimento, dove la vita non si ferma né di giorno, né di notte.

Tutta la zona costiera è occupata dalle spiagge. Nelle vicinanze si trovano ristoranti, centri commerciali e strutture per l’intrattenimento. Le persone che amano trascorrere le proprie vacanze attivamente non rimarranno deluse da questo posto, perché qui possono facilmente trovare centri sportivi, un moderno parco acquatico e luoghi di attrazione. I turisti che preferiscono la vita notturna hanno invece a disposizione discoteche, locali per il ballo e night club. Agropoli stupisce anche chi è alla ricerca della buona cucina: nei ristoranti locali vengono proposte varie ricette di pesce fresco, ma anche di tartufi, piatti di carne e, certamente, i migliori vini e dolci raffinati.

L’antica storia di Agropoli

La storia di questa attraente città inizia nel VI secolo, quando Agropoli era governata da una potente famiglia locale. Durante la sua storia, la città fu più volte oggetto di attacchi da parte dei pirati che volevano trasformare Agropoli in una loro base. Oggi fra le attrazioni architettoniche più preziose della città ci sono le antiche porte, che ricordano proprio quei tempi.

Uno dei simboli principali di Agropoli è un’antica fortezza che risale al XV secolo. Anche se le prime strutture difensive furono erette sul sito nel VI secolo, la fortezza si è perfettamente conservata fino ad oggi ed è il punto di riferimento storico più importante di Agropoli. Il potente castello è insolitamente di forma triangolare e una volta era circondato da un profondo fossato pieno d’acqua.

Il Castello Aragonese è imponente e per visitarlo tutto ci vorrebbe più di un giorno. Si trova in cima alla collina e per raggiungerlo bisogna superare un lungo percorso fatto a gradini. Non solo qui i turisti possono passeggiare liberamente nei dintorni, ma possono anche ammirare la collezione di numerosi oggetti d’arte al suo interno. Spesso ci sono interessanti eventi culturali tenuti sul posto: per esempio si può venire per un concerto di musica pop o anche per un evento di musica classica. La pittoresca posizione è ideale per passeggiate a piedi, ci sono diversi bei punti di osservazione da cui è possibile scattare incantevoli scorci della costa e ammirare il tramonto.

La città è riuscita a conservare anche altre memorie dei tempi dell’impero bizantino, come la bella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, la cui costruzione fu completata nel 593 e nel XVII secolo divenne sede principale di un arcivescovo. In onore di questi santi, c’è un’interessante celebrazione annuale che si tiene in città il 29 giugno. La festa è accompagnata da spettacoli di strada, eventi gastronomici e varie visite guidate, che fanno conoscere ai visitatori la cultura e la storia locale.

Ad Agropoli non mancano di certo le testimonianze della presenza dell’impero bizantino: oltre alla fortezza medievale, ci sono numerosi luoghi di sepoltura e strutture di protezione.

La principale attrazione religiosa della città è la magnifica chiesa di Santa Maria, costruita all’inizio del XVI secolo, ed è formidabile per le sue belle decorazioni originali e le antiche pitture murali. Si trova su una delle colline che si affacciano sulla costa e ci sono alcuni punti di osservazione naturali sul posto. Maria è considerata la patrona della città, così ogni anno il 24 luglio si tiene una festosa celebrazione in suo onore.

Tra i musei della città spicca il Palazzo Civico delle Arti. In questo magnifico Palazzo delle Arti si trova una ricca e diversificata collezione di mostre. Quasi tutto il piano terra è occupato dal Museo Storico. Sono presenti in questo museo anche vari artefatti archeologici, che sono stati trovati durante gli scavi eseguiti nel territorio della città.

Importanti fortificazioni locali sono le torri intitolate a San Francesco e San Marco. I visitatori della città devono assolutamente fare una passeggiata lungo una pittoresca zona portuale. Infatti, le possenti mura della città che la difesero dai ripetuti attacchi dei pirati e degli invasori nel Medioevo, si estendono per centinaia di metri e meritano di essere ammirate. Diverse strade anche pittoresche iniziano da qui, e fare una passeggiata rilassante diventa un grande piacere.

Parlando delle attrazioni di Agropoli, è necessario parlare della sua meravigliosa natura. I sorprendenti parchi marini degli Infreschi e di Santa Maria Castellabate attirano ogni anno migliaia di appassionati. Durante una passeggiata attraverso luoghi pittoreschi, si possono vedere bellissime grotte, meravigliosi boschetti di lavanda, così come rare specie di piante e abitanti tipici di queste zone: martore, cinghiali, pernici, volpi e aquile reali.

Cosa fare e cosa vedere ad Agropoli

Durante l’estate Agropoli offre a chi vi soggiorna per una vacanza, anche un’intensa vita notturna con club e discoteche. L’intera zona costiera è fatta di spiagge attrezzate con lidi e ristoranti alla moda, nonché diversi locali notturni.

Cosa fare ad Agropoli

Se ami la vita notturna puoi andare al New Carrubo Night Club, discoteca con un cocktail bar a dir poco eccellente. Il Luna Rosa invece è uno dei locali notturni preferiti dalla gente del posto. Per provare dei cocktail fuori del comune si deve andare alla Residencia El Chupito, caratteristica per l’architettura interna di tendenza.

Agropoli è il posto perfetto per una vacanza al mare, che qui è eccezionalmente pulito, inoltre si può fare il bagno tranquillamente da maggio fino a tutto a settembre. Particolarmente bella è la zona della riserva naturale del Golfo di Trentova. Se sei un fan degli sport estremi, devi provare le escursioni in quad lungo i sentieri impervi, mentre sulla spiaggia è possibile noleggiare moto d’acqua e fare kite surf. Naturalmente, ci si può rivolgersi a esperti istruttori e fare immersioni, come è possibile anche noleggiare una barca per fare delle escursioni in mare.

In città sono presenti molti negozi, caffè e ristoranti nei quali puoi andare nel tempo libero. Se siete ad Agropoli con i bambini, anche loro non si annoieranno. In città, infatti, c’è un parco acquatico con divertenti scivoli, ci si può andare con tutta la famiglia per trascorrere una giornata diversa.

Il Borgo Medievale di Agropoli è una sorta di piccolo centro storico, un luogo accogliente e tranquillo che pare ancora immerso nei secoli passati. Sul lato sinistro c’è il porto e sulla destra si possono ammirare splendide vedute del golfo. E’proprio qui che si trovano la Chiesa della Madonna di Costantinopoli e il Castello Angioino Aragonese, insieme alla Porta Monumentale. Un altro interessante posto da ammirare sono “Gli Scaloni”, ovvero una scala che sembra condurre al cielo e da cui si ha una fantastica vista panoramica del porto di Agropoli.

Cosa vedere ad Agropoli e nei dintorni

In estate Agropoli diventa una fra le più interessanti stazioni balneari d’Italia. Anche nei dintorni ci sono interessanti siti che meritano di essere visitati.

Gli appassionati di archeologia saranno deliziati dall’opportunità di fare una visita alle magnifiche rovine dei Templi Greci di Paestum. Si tratta di un enorme complesso che comprende i templi di Atena, Poseidone, Hera, l’anfiteatro, Porta Giustizia. Qui si trova anche il Museo Archeologico Nazionale di Paestum. La sera qui si tengono concerti e i templi del complesso vengono illuminati, evocando un senso di romanticismo. Questo è anche un ottimo luogo per passeggiate tranquille.

Un altro interessante sito è Punta Tresino. Si tratta di una località con antichi villaggi, molto piacevoli da visitare. Da qui si possono ammirare splendide vedute sulla costa cilentana e si può osservare la soleggiata Agropoli, che da questo punto svela la sua “anima”. Ai piedi del Castello Angioino Aragonese si trova il belvedere di via C. Rossi che offre una vista panoramica sulle spiagge con le torri di avvistamento.

Potete anche godervi un giro su un quad nei dintorni di Agropoli. Ci sono diverse attività di noleggio che vi aiuteranno a realizzare questo desiderio. Questo veicolo è una combinazione fra una moto e un fuoristrada, divertente da guidare. Per guidarlo non c’è bisogno di nessun tipo di addestramento particolare, tuttavia se non lo avete mai guidato prima, è meglio cercare l’aiuto di un istruttore.

Se desideri trascorrere una vacanza ad Agropoli, puoi rivolgerti alla nostra agenzia di Benevento. Abbiamo organizzato un soggiorno mare presso l’Hotel Serenella a cavallo fra la fine di agosto e l’inizio di settembre, probabilmente il periodo migliore per godersi questa splendida località lontano dalla confusione ferragostana!

Se sei alla ricerca di arte e storia mentre stai facendo un tour nella regione Molise, allora non perderti la città di Agnone nell’alto Molise. Tanto che la città è soprannominata “Atene del Sannio” o “Atene dei Sanniti”.

Nella porzione settentrionale del Molise, Agnone è una piacevole sorpresa. Questo paese di 5.400 abitanti, famoso per la sua storica fabbrica di campane, una delle poche autorizzate ad esporre lo stemma papale, ha saputo negli ultimi anni sviluppare una serie di attività per attirare il turismo nella zona. Tra le principali attrazioni, sono stati aperti agriturismi, l’equitazione è un’attività estremamente diffusa, eventi speciali – tra cui fiaccolata natalizia, la cosiddetta “N’docciata” alla vigilia di Natale e la Fiera delle Arti e dei Mestieri Antichi in agosto – senza dimenticare i tour incentrati sull’archeologia.

Ci sono molti eventi culturali durante l’anno, poi se capiti ad Agnone il 25 marzo non puoi perderti la Fiera della SS. Annunziata.

Ogni sabato dalle 07:00 alle 14:00 si tiene il mercato settimanale in Piazza del Popolo, via Salvo D’Acquisto, via Don Bosco e Largo Sabelli.

La storia di Agnone

Situata su uno sperone roccioso nella zona montuosa dell’Alto Molise, Agnone ha una lunga storia; si pensa che si sia sviluppata sulle rovine dell’antica città sannitica di Aquilonia, che fu rasa al suolo dai Romani quando conquistarono il Sannio. I Sanniti parlavano l’osco ed è ad Agnone che è stato trovato il più importante documento antico della regione: la “Tavola Oscana”, o “Tabula Osca”, un’iscrizione in bronzo del III secolo a.C. scritta in alfabeto osco e ora conservata al British Museum.

I resti del passato di Agnone sono ovunque, a cominciare dall’architettura in stile medievale del paese, visibile nelle 19 chiese, tra cui la Chiesa di San Marco del XII secolo, impreziosita da un portale rinascimentale, e la Chiesa di San Francesco del XIV secolo, con un portale gotico sormontato da un elegante rosone.

Nell’XI secolo, il culto di San Marco fu introdotto ad Agnone e furono portati artisti da Venezia per decorare le case dei residenti locali con sculture del leone di San Marco, visibili ancora oggi.

La storia di Agnone è legata alla lavorazione dei metalli

Oro, rame, ferro e bronzo. Il bronzo è sinonimo di campane. I Marinelli sono rimasti gli unici a tramandare di padre in figlio questa antica e nobile arte di fondere il bronzo per fare le campane. L’origine della lavorazione del bronzo è molto antica e incerta, e una delle campane del Museo Marinelli risale all’anno 1000.

Alcune fonti autorevoli attestano che l’origine della fonderia di Agnone risale al XV secolo, quando l’industria della fusione ebbe inizio nella bergamasca e a Roma, e che fu il fonditore Giuseppe Campato a introdurre quest’arte nella città di Agnone.

Altre antiche famiglie di fonditori che si spostarono nel tempo e poi scomparvero furono: i Desiata, i Cacciavillani, i Saia e i Camperchioli. Visitare il museo della Pontificia Fonderia Marinelli ti introdurrà nel mondo delle campane “la voce degli angeli” e di tante campane in tutto il mondo, tra storia e curiosità. Un viaggio fatto di immagini, campane di ogni epoca e oggetti legati al mondo della fusione, fino ad arrivare ad un concerto di campane suonate nel grande laboratorio dove si trovano i forni, con i legni accatastati, i buchi nel pavimento per lo stampaggio delle grandi campane, le campane in costruzione… qui si vive una sensazione unica che solo un luogo incantato come questo può trasmettere. Assolutamente da non perdere!

La fonderia Marinelli

La maggiore attrazione di Agnone rimane la Pontificia Fonderia Marinelli, una fonderia di campane fondata nel 1040, considerata la più antica impresa familiare italiana e tra le più antiche imprese familiari del mondo, ancora gestita dalla famiglia Marinelli che la rilevò nel 1339.

La fonderia Marinelli ha prodotto campane di bronzo per le chiese di tutta Italia e del mondo, anche per la ricostruita Abbazia di Montecassino dopo la seconda guerra mondiale. I fonditori Marinelli hanno fatto risalire l’arte di fondere il metallo per le campane al 1339, anno in cui Nicodemo Marinelli “Campanarus Anglonensis” firmò un bronzo di circa 50 kg.

Il riutilizzo di materiale per campane analoghe è un procedimento ancora oggi usato dai fonditori per realizzare campane per motivi devozionali o anche economici.

La fabbrica comprende il Museo delle campane Marinelli, dove sono esposte campane con oltre 1000 anni di storia e altre più recenti. I visitatori possono vedere gli artigiani al lavoro mentre costruiscono le campane usando ancora la stessa tecnica impiegata 1000 anni fa. L’intero processo produttivo basato sulla lavorazione manuale è rimasto pressoché lo stesso. Tra i visitatori più illustri del museo c’è stato Papa Giovanni Paolo II nel 1995. Molte delle campane realizzate dalla fonderia si trovano infatti in Vaticano. La Chiesa cattolica romana è quella che commissiona la gran parte degli ordini che pervengono all’azienda.

L’azienda ha realizzato anche una copia in bronzo dell’antica Tavola Oscana, una lastra in bronzo del III secolo a.c. rinvenuta oltre un secolo fa a Capracotta. L’originale può essere ammirato al British Museum di Londra.

Fra le curiosità: l’ultima campana ad essere appesa nel campanile della Torre di Pisa è stata creata da Marinelli. Questa fu realizzata per sostituire una campana del XVII secolo, del peso di 600 kg, danneggiata durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Se ci sono le campane ci sono anche le chiese

Non sorprende che Agnone sia ricca di piccole botteghe artigiane, bei palazzi nobiliari ma, soprattutto, chiese prestigiose!

È logico che una città nota per le sue campane debba avere anche diverse chiese. Infatti, il centro di Agnone è letteralmente un tripudio di chiese, molte risalenti alla metà del XV° secolo o anche antecedenti. Tra le più importanti c’è Sant’Emidio del 1443, l’unica per la sua austera facciata in stile toscano e l’interno asimmetrico a doppia navata.

La chiesa di Sant’Antonio è del 1128, ed è anche la tappa finale della famosa ‘Ndocciata, la celebre fiaccolata della vigilia di Natale. La chiesa di Sant’Antonio ha un prezioso portale romanico e un campanile del ‘600.

Durante la Settimana Santa, a partire dal Venerdì Santo, la tranquilla Agnone si animava con la sua processione del Cristo Morto. Questo appuntamento annuale è guidato dalla Congregazione dei Morti, un gruppo di persone incappucciate di nero che partono dalla chiesa di Santa Croce edificata nel 1446. La chiesa di San Marco Evangelista è caratterizzata da un grande portale rinascimentale adornato da un leone in rame. Al suo interno ci sono il dipinto della Sacra Famiglia, bellissimi altari e un ostensorio in rame dorato e smalto.

Il folklore di Agnone

Tutti gli anni, il 24 dicembre, centinaia di persone provenienti dalle varie contrade della città e vestite con abiti tradizionali, percorrono le vie principali portando le ndocce accese e dando vita ad un gigantesco, spettacolare e suggestivo fiume di fuoco. Sicuramente nel mondo è il più importante appuntamento natalizio legato al fuoco e accompagnato dal suono delle campane e delle zampogne. Si tratta di un antico rito pagano nato intorno all’anno Mille e trasformatosi poi in una festa cristiana. In questa celebrazione si rende onore a Gesù che nasce e che salverà il mondo con la sua Luce.

C’è un detto che afferma che il Molise non esiste. Forse perché esiste una parte d’Italia che non è più riconoscibile a tanti. Si tratta dell’Italia dei paesaggi rurali e dei riti tradizionali praticamente del tutto sconosciuti al turismo. A più di due ore di macchina e di treno da Roma, il Molise è difficile da raggiungere. Basti considerare che un treno veloce ti porta da Roma a Firenze in circa un’ora! E così capita che Agnone, nonostante i suoi sforzi per attirare i turisti, rimanga nascosta a tutti tranne che a coloro che la cercano.

Se vuoi andare alla scoperta di Agnone, della sua storia e del suo folklore, rivolgiti alla nostra Agenzia. Fai un’escursione per scoprire la “città delle campane” e la bellezza di uno dei borghi più ricchi di storia d’Italia. Puoi richiedere informazioni compilando il form contatti oppure chiamando allo 082448203o 

Pioppi è uno di quei rari paesi di fronte al mare che conserva ancora il suo carattere antico e il suo fascino senza tempo, senza essere diventato un posto pieno di resort per folle estive di vacanzieri.

Il suo ambiente è perfetto, una terrazza sul mare, quasi da cartolina: un arco lungo la baia con un lungomare che non è stato cementificato o commercializzato limitando il piacere del mare, con vedute che si proiettano fin sulle colline che circondano la baia. Qui si può respirare l’aria fresca di mare carica di iodio e nuotare in un’acqua perfettamente cristallina!

Pioppi, un’oasi di semplicità per le vacanze estive

Pioppi è veramente una piccola oasi di serenità, con il mare spesso lievemente mosso da un piacevole vento. Un borgo fatto apposta per chi ha bisogno di liberarsi degli affanni e delle preoccupazioni quotidiane, un posto che rimane nel cuore per sempre e di cui non ci si dimentica. Ci vuole davvero poco per visitarlo tutto, con le sue casette stese lungo il mare per neanche un chilometro, in un paio di ore si scoprono sia i due musei che la piccola chiesa, ma vale davvero la pena trascorrervi un soggiorno mare perché si rimane rapiti dalla sua semplicità e dalla sua pace silenziosa.

L’intero borgo marinaro è attraversato dal lungomare che, insieme alle casette e al mare stesso, forma un quadro armonioso di tranquillità. La vita si concentra tutta nella piazza del borgo, nella quale si trovano bar, ristoranti e pizzerie che regalano vedute meravigliose in situazioni di totale relax. Assolutamente lontana dal turismo di massa, Pioppi è una delle nostre mete predilette nel Cilento che, come tutte le oasi micro-dimensionate, sembra quasi un miraggio. Passeggiare al tramonto sul lungomare, lontano dagli schiamazzi, regala pace e serenità ed è un’esperienza totalmente rilassante.

La storia di Pioppi

La cittadina è veramente un gioiello con le sue spiagge non affollate che sono proprio lì, facilmente accessibili dal paese. Pioppi è una frazione marina della vicina Pollica, ma è stata una città portuale marittima a pieno titolo per diversi millenni. Fu fondata dai Greci, poi popolata da Romani, Longobardi, Normanni e quindi dalla solita serie di feudatari che si sono succeduti nel tempo.

Pioppi fu menzionata sia da Plinio che da Strabone, storici antichi, e fu collegata strettamente al fiorente centro greco di Velia, l’antica Elea. I Saraceni razziarono Pioppi, causando enormi danni e diffondendo così tanta paura che gli abitanti fecero i bagagli e si trasferirono nell’entroterra, a Pollica e Casal Velino per un certo periodo.

Nel secolo scorso Pioppi ha guadagnato una certa notorietà non per la sua storia antica ma per la sua dieta storica. Quando il noto medico cardiovascolare e ricercatore nutrizionale americano Ancel Keys venne in città, studiò le abitudini alimentari della zona per capire la longevità degli abitanti. Ha giustamente concluso che ciò che si mangia ha un impatto sulla salute e ha passato il resto della sua vita a proclamare la superiorità della Dieta Mediterranea attraverso le sue conferenze e i suoi libri. Keys stesso fu il pioniere della nutrizione, formulò le ormai famose “razioni K” per l’esercito americano, dove la “K” stava per Keys. Visse il resto della sua vita a Pioppi, dove si spense nel 2004 all’età di 100 anni!

Il Castello sulla spiaggia è stato costruito nel XVIII secolo ed ora ospita un paio di musei.

Cosa offre Pioppi

Pioppi offre una bella atmosfera rilassante per una vacanza tranquilla e lontana dalle folle estive, dove si può godere di buon cibo, buon vino, grandi spiagge e belle passeggiate. Il paese ha conservato la sua struttura originaria, con poche case affacciate prevalentemente sul mare, così come l’atmosfera di un borgo marinaro del Cilento. Il lungomare è pittoresco, e ci sono molti sentieri sulle colline per fare lunghe passeggiate.

L’antica città di Velia è vicina, e non è troppo lontana nemmeno Paestum. Ci sono graziose cittadine praticamente sconosciute nei dintorni, come Pisciotta, Acciaroli, e una splendida costa tutta da esplorare. Sono meritevoli di una visita sia il Museo Vivo del Mare che il Museo della Dieta Mediterranea all’interno del Palazzo Vinciprova. Gli sport acquatici e le sagre estive richiamano durante i mesi estivi subacquei, amanti della pesca e turisti desiderosi di trascorrere dei giorni immersi in una natura ancora incontaminata.

La spiaggia è una lunga lingua composta per lo più di ciottoli, dove si trovano pochi lidi ben attrezzati, ma anche spiaggia libera. Il mare è limpidissimo e pulito, pluripremiato Bandiera Blu,  in prossimità degli scogli si possono vedere con una maschera da sub numerose varietà di pesci. Il soggiorno mare a Pioppi è ideale per tutti coloro che amano località di mare tranquille e senza movida eccessiva.

Dove mangiare a Pioppi

Ci sono diversi bar, ristoranti e pizzerie di buon livello, dove si mangia in maniera semplice ma sempre molto bene. Fra questi segnaliamo il Myosotis da Rossano. Inserito in un bel giardino esotico di fronte al mare, qui è piacevole fermarsi a pranzare per gustare piatti locali genuini. Si può mangiare pesce azzurro appena pescato, le linguine alla Myosotis con datterini rossi, olive e alici salate, ravioli al baccalà oppure con la burrata, paccheri con i granchi. Fra i secondi si può scegliere fra fritture di pesce, pastacresciute con i fiori di zucca, alici salate e verdure di ogni tipo.

Anche al Pioppi Bar si mangiano piatti locali freschissimi: antipasti di ceci, cozze e cavatelli, primi a base di fusilli fatti a mano, orata all’acqua pazza, crostate con la marmellata.

Dove dormire per un soggiorno mare a Pioppi

Per un soggiorno mare a Pioppi consigliamo l’hotel La Vela, un 4 stelle che si caratterizza per gli impeccabili servizi, molto tranquillo e con camere in stile Minimal che affacciano proprio sul mare con vista mozzafiato.

L’hotel La Vela sorge nel cuore del borgo, proprio di fronte al mare e mette a disposizione dei suoi clienti una spiaggia sabbiosa e privata con accesso diretto. Il ristorante offre ricette a base di pesce e piatti ispirati tutti alla Dieta Mediterranea, che qui è nata. Mette a disposizione un fresco pergolato sotto cui mangiare, perfetto per rilassarsi di fronte al mare.

L’hotel dista appena un minuto a piedi dal Museo della Dieta Mediterranea e per coloro che amano la natura e le passeggiate, c’è la possibilità di fare lunghe escursioni a piedi nelle colline adiacenti immerse nella macchia mediterranea.

Se desideri trascorrere un soggiorno mare a Pioppi, puoi rivolgerti alla nostra Agenzia a Benevento. Il nostro staff sarà a tua disposizione per fornirti tutte le informazioni che ti occorrono: puoi contattarci allo 0824482030.

Benvenuto nella vacanza che realizza i sogni di tutte le persone che amano il mare e il divertimento in uno dei luoghi più belli della Basilicata, nel cuore della Magna Grecia! Sabbia, mare e occhiali da sole sono tutto ciò di cui hai bisogno per iniziare la tua rievocazione di Cast away, solo che a differenza del celebre film con Tom Hanks, a Scanzano Jonico troverai ottimi piatti, divertimento e ogni tipo di comodità. Niente zattera fatta in casa o pallone con una faccia disegnata sopra. Qui potrai goderti la spiaggia e il mare cristallino e pulito che hai sempre sognato.

Perché un soggiorno mare a Scanzano Jonico?

Durante un soggiorno mare a Scanzano Jonico ti svegli la mattina con una vista che ricorda le migliori immagini patinate dei depliant turistici, con gli alloggi lungo la costa che vanno dai caratteristici bungalow agli hotel di lusso in stile resort. Un giorno puoi immaginare di sorseggiare un cocktail da un guscio di noce di cocco e il giorno dopo di essere steso su un paio di asciugamani con i tuoi amici, realizzando il sogno di un soggiorno mare semplicemente perfetto. Poi, lezioni di paddle board e una grigliata al tramonto seguita dalla gioia di riposare in una camera dotata di ogni comfort, mentre il suono del mare ti culla nel sonno.

Hotel e resort con servizi eccellenti

Gli hotel ed i resort disseminati lungo le spiagge di Scanzano Jonico combinano un’ottima posizione con servizi alberghieri eccellenti, capaci di attrarre ogni estate migliaia di vacanzieri alla ricerca di un soggiorno mare divertente e di un’abbronzatura perfetta, grazie anche a chilometri di costa soleggiata e a tratti selvaggia.

Hai mai visitato un posto nuovo ed esclamato “wow”? Per molti turisti succede così a Scanzano Jonico.

Il contesto naturale e paesaggistico

La località lucana non è certamente così popolare come altre mete turistiche in Italia, ma non lasciarti ingannare. Scanzano Jonico, situata tra le foci del Cavone e dell’Agri, è una piccola ma bella località turistica che merita un soggiorno, sarai sorpreso dalle cose uniche da fare e dai luoghi che puoi esplorare durante il tuo soggiorno mare qui.

Sulle orme degli uomini e della civiltà della Magna Grecia, la costa è circondata da una verdeggiante pineta in un contesto naturale che affascina. Sopra ogni cosa, ha un mare decisamente più pulito e spiagge ancora incontaminate rispetto ad altre località limitrofe che distano appena pochi chilometri, con diversi tratti di litorale libero.

Il mare è cristallino, il fondale è basso e la sabbia è bianca, un soggiorno mare perfetto soprattutto per i bambini che potranno nuotare e provare tutti gli sport acquatici. Tra le spiagge di sabbia dorata merita di essere citata quella di Terzo Cavone, che prende il nome dall’omonimo fiume, davvero particolare perché la spiaggia è circondata da una vegetazione selvaggia che rende il paesaggio veramente suggestivo. Ricchissima, quindi, la flora e la fauna sull’intero litorale di Scanzano Jonico.

La cucina è ottima ed è il posto ideale per un soggiorno mare per le famiglie che amano i luoghi poco affollati. Però la sera i lidi si animano e da giugno a settembre sono popolatissimi e sempre in fermento, eccellente richiamo per tutti quelli che amano la vita notturna e la movida.

Cose da fare a Scanzano Jonico

Nelle prime tre settimane di agosto a Scanzano Jonico e nei paesi intorno si organizzano sagre e feste, ideali per vivere il folklore locale e scoprire le tradizioni lucane. Con la macchina ci si può spostare per visitare il Parco Letterario Isabella Morra a Valsinni, dove nei mesi estivi la Proloco organizza uno spettacolo serale che racconta la vita e le opere della poetessa del ‘500, con ristoranti e animazioni nella splendida cornice del castello.

Merita una visita anche il Parco di Jonè, dedicato alla salvaguardia di numerose specie animali marine. Indicato soprattutto per famiglie con bambini, i quali possono seguire percorsi didattici che educano ai valori del mare e dell’ambiente marino.

A soli 15 minuti di auto c’è l’immancabile Acqua Park Acquazzurra. Nel Parco i più grandi ed i piccoli possono trascorre una giornata divertentissima di svago tra scivoli, attrazioni e tanto sport.

Se vieni a Scanzano Jonico puoi fare un salto anche al Parco Avventura del Pollino. Qui si possono vivere giornate intere immersi nella natura più selvaggia, facendo escursioni, arrampicate, rafting e passeggiate in mountain bike.

Scanzano Jonico ha il vantaggio che è facilmente raggiungibile in aereo, treno e pullman, oltre che naturalmente in auto. È la soluzione perfetta di vacanza per le famiglie grazie alla presenza dell’animazione e di tanti servizi dedicati ai bambini nei villaggi e nei resort.

Per coloro che amano andare alla scoperta dei sapori locali, ci sono numerosi agriturismi immersi nel verde. In questi ristoranti è possibile gustare le ricette della tradizione locale e scoprire i sapori della cultura contadina.

Futura Club Danaide: soggiorno mare a Scanzano Jonico

Il Danaide Resort si trova a Lido Torre. Questa splendida struttura dispone di 122 camere. Il Club Danaide accoglie gli ospiti con la sua eccellente cucina, la spiaggia privata e una spa per i trattamenti benessere. La spiaggia è incontaminata, caratterizzata da dune sulle quali cresce una rigogliosa flora mediterranea.

Il resort è composto da un complesso centrale, dove si trovano i servizi e parte delle camere e da una serie di edifici più piccoli.

Il ristorante è à la carte e climatizzato. Tutte le 122 camere hanno aria condizionata, balcone o patio, frigorifero, cassaforte, telefono e tv a led. Ogni bagno è fornito di asciugacapelli. Gli ospiti del Futura Club Danaide possono usufruire di vasca idromassaggio, wi-fi gratuito e una bellissima piscina all’aperto da ben 1.800 metri quadri. Il personale della reception fornisce assistenza per la custodia di oggetti di valore, escursioni e biglietti.

Servizi del Futura Club Danaide a Scanzano Jonico

Presso la struttura è disponibile un efficiente servizio lavanderia. Inoltre puoi fare numerosi sport. La struttura è dotata di tre campi da tennis, di una centro polivalente per il tennis e il basket, campi da calcetto in erba sintetica, di una pista per le bocce e di una zona dedicata al tiro con l’arco. Presso il Danaide Resort potrai fare la sauna finlandese, il bagno turco, il percorso Kneipp, docce emozionali e cromoterapia, massaggi e trattamenti estetici grazie ad un moderno centro benessere.

Tutta la famiglia potrà godersi una vacanza rilassante, ma anche dinamica e all’insegna del divertimento garantito dal formidabile staff dell’animazione.

Se ami la natura ancora incontaminata, l’acqua cristallina del mare, la buona cucina e desideri trascorrere dei giorni in pieno relax con la possibilità di conoscere nuove persone, un soggiorno mare a Scanzano Jonico presso il Futura Club Danaide è tutto quello di cui hai bisogno.

Per maggiori informazioni e per la prenotazione puoi rivolgerti alla nostra agenzia a Benevento. Il nostro staff è tua disposizione per trovare la migliore soluzione vacanza per te, la tua famiglia e i tuoi amici, se viaggi in gruppo.

Puoi contattarci senza impegno allo 0824482030 oppure compilare il form contatti.

La Via Francigena è un lungo tratto di quell’antico percorso che un tempo i pellegrini facevano a piedi da Canterbury fino a Roma, entrando in pieno uso a partire dall’XI secolo circa.

Il vescovo Sigerico di Canterbury fece il primo viaggio a Roma nel 990 d.C., ricevendo grandi onori dal Papa. Egli conservò i dettagli dei suoi viaggi in un libro che divenne in seguito la mappa del pellegrinaggio di oggi, più o meno.

Nel percorso si incontrano molte città interessanti, dalla roccaforte romana di Aosta, con alcune grandi rovine da visitare, a Ivrea, nota per il suo carnevale con il lancio delle arance, a Vercelli per il suo riso, a Luni, da cui prende il nome la Lunigiana, con più di 160 castelli e rovine di castelli da visitare. La via è costellata da altre destinazioni irresistibili, come San Gimignano con le sue torri, Siena con il suo caratteristico Palio. Oggi è un ottimo percorso per fare trekking, ma si può fare in auto o anche in treno.

Storicamente, l’improvviso afflusso di viaggiatori in gruppo rese il viaggio, e di conseguenza il commercio, più sicuro lungo queste strade. Così, le città più ricche e dalla meravigliosa architettura dell’XI e XII secolo si trovano proprio lungo questo antico percorso.

Utilizzare le vie di pellegrinaggio o le vecchie strade romane per organizzare un viaggio è un’idea eccellente!

Via Francigena: 3 mesi per percorrerla tutta a piedi

Questa antica strada di pellegrinaggio che ha inizio addirittura dalla Cattedrale di Canterbury, nel Regno Unito, e conduce i pellegrini attraverso l’Europa fino a Roma, è lunga ben 1900 km.

Ci vogliono 3 mesi per percorrere a piedi l’intera lunghezza della Via Francigena e più di un mese per percorrerla in bicicletta. Tuttavia, la maggior parte dei pellegrini e dei turisti sceglie di fare giusto qualche tappa di pochi giorni oppure una settimana alla volta.

Qual è il momento migliore per percorrere la via Francigena?

Sebbene fosse caduta quasi in oblio, oggi la Via Francigena sta ritrovando nuovo smalto e ogni anno è sempre più frequentata. Si stima che tra le 2.000 e le 3.000 persone camminino o pedalino lungo le porzioni della Via Francigena ogni anno.

Alcune sezioni della Via Francigena, come quelle che passano in Toscana o nelle zone più vicine a Roma, sono le più battute ed è qui che si incontra la maggior parte dei pellegrini e dei turisti che percorrono questo antico percorso.

Da un punto di vista sociale, la primavera e l’autunno sono i periodi migliori per viaggiare in questi luoghi. Buona parte dei tratti sono percorribili a piedi anche in inverno, a parte le regioni di montagna come il percorso che attraversale le Alpi e il Passo del San Bernardo, sebbene queste saranno esperienze ben più solitarie.

Alcuni hotel e residence, in particolare nelle zone rurali, potrebbero essere chiusi lungo il percorso. Per questo potrebbe rendersi necessario allontanarsi dalla Via Francigena per trovare un’adeguata struttura ricettiva. Se sei interessato a viaggiare nei mesi invernali, verifica con la nostra agenzia di viaggi le possibili soluzioni: saremo in grado di consigliarti e confermare la disponibilità.

I periodi migliori ma anche i più affollati

La Toscana è una dei percorsi preferiti della Via Francigena. I mesi primaverili e autunnali sono i migliori se si vuole evitare il caldo estivo di luglio e agosto.

A settembre e ottobre, godrai di temperature piacevoli e potrai anche assistere alla vendemmia in pieno svolgimento.

L’ultimo tratto fino a Roma può essere percorso senza problemi tutto l’anno, ma la primavera e l’autunno sono sicuramente le stagioni migliori in termini di temperatura e condizioni meteo.

La Pasqua è un momento speciale nella Città Eterna, ma le prenotazioni per questo periodo dell’anno devono essere fatte con largo anticipo per assicurarsi un alloggio in città.

Se ti stai quindi organizzando per percorrere la Via Francigena in coincidenza con feste ed eventi particolari, assicurati di prenotare per tempo. La disponibilità di alloggi può essere limitata per quelle date!

Contatta i nostri consulenti di viaggio per conoscere i momenti migliori per percorrere la Via Francigena o per sapere quali sono le sezioni del percorso più affascinanti, insieme agli hotel e alle disponibilità per il periodo che ti interessa.

I tour più popolari della Via Francigena

  1. A piedi attraverso la Toscana. Camminare da Lucca a Siena è uno dei tour preferiti dalle persone. Ci vogliono otto giorni per completarlo e si cammina in una regione di meravigliosa bellezza e storia, fermandosi in città come San Gimignano e Siena.
  1. Cammino fino a Roma. L’ultima sezione della Via Francigena, dalla medievale Viterbo a Roma, è il miglior percorso da fare se si desidera camminare fino a Roma e richiedere il certificato di pellegrinaggio “Testimonium”. Che cos’è il Testimonium? Si tratta di una pergamena che in passato veniva rilasciata ai pellegrini per dimostrare di aver percorso il cammino, quindi di aver compiuto il pellegrinaggio così da essere sciolti dal voto. Oggi il Testimonium viene rilasciato esclusivamente ai pellegrini che presentano la credenziale timbrata ed hanno percorso a piedi gli ultimi 100 chilometri.
  1. Il cammino di San Francesco. Questo è un percorso alternativo per Roma, ispirato alla vita e agli insegnamenti di San Francesco d’Assisi. Si tratta di un percorso di 4 settimane da Firenze ad Assisi, la Valle di Rieti attraverso gli Appennini e infine Roma. Anche se più breve, il Cammino di Francesco è un percorso impegnativo, consigliato solo a escursionisti esperti.
  1. Pellegrinaggio a Pietrelcina. In Campania è stato inserito il percorso religioso di Pietrelcina all’interno della cosiddetta “Via Francigena del sud”. Si tratta di un percorso dedicato ai moderni pellegrini che, partendo da Roma e attraversando il basso Lazio, giungono fino in Campania per dirigersi poi in Puglia e imbarcarsi alla volta di Gerusalemme e della Terra Santa. Un’occasione importante per valorizzare il territorio sannita e le aree rurali grazie al turismo religioso. Uno spettacolo unico per visitatori, pellegrini e turisti che potranno così ammirare il Sannio ma anche i luoghi in cui è nato e dove ha vissuto San Pio, come la casa natale, il Convento dei Frati Minori Cappuccini e la Chiesa di Santa Maria degli Angeli.

Escursione a Pietrelcina

Contatta la nostra agenzia di viaggio a Benevento per organizzare un’escursione lungo la Via Francigena alla scoperta dei luoghi più sacri d’Italia. Per maggiori informazioni puoi chiamarci in agenzia allo 0824482030 oppure compilare il form contatti.

Possiamo dire che è impossibile non bere un buon caffè a Napoli. Ogni bar di quartiere è una finestra sulla vita di una certa parte del territorio napoletano, ci si va anche per la compagnia e per fare quattro chiacchiere sulla quotidianità. Tra questi locali vi è anche il Gran Caffè Gambrinus, un pezzo di storia di Napoli.

Gran Caffè Gambrinus, un posto quasi sacro e ricco di storia

Nessun viaggio a Napoli è completo senza una visita al Gambrinus Belle Èpoque, uno dei caffè più famosi di Napoli. Molti artisti e pensatori famosi si sono seduti nelle sale ispirate alla Belle Époque, come Gabriele d’Annunzio, Jean-Paul Sartre ed Ernest Hemingway. Oscar Wilde era solito prendere qui il suo caffè e Mussolini fece chiudere alcune sale per tenere fuori gli intellettuali di sinistra.

Gli stuzzichini e l’aperitivo sono eccellenti e sorseggiare uno spritz o una cioccolata calda nelle sale in stile belle-époque è qualcosa che deve essere provato se ci si trova a Napoli. Fra i dolci sono da provare la sfogliatella, il babà e la cassata, da abbinare alla squisita cioccolata calda, al gelato oltrechè, naturalmente, al caffè. Puoi ordinarlo mentre sei in piedi di fronte al bancone del bar. Tuttavia, ti suggerisco vivamente di indulgere nel lussuoso rituale di sorseggiare il caffè pomeridiano e assaggiare un dolce quando ti trovi al Gambrinus.

All’interno, questo caffè storico si presenta con una veste lussuosa, quasi sfarzosa, tipica di un mondo che non c’è più, mentre fuori, sulla terrazza, si può apprezzare la vista del Teatro San Carlo.  Il Gambrinus è anche un tradizionale punto di ristoro per gli amanti dell’opera che si ritrovano qui prima di recarsi a teatro dall’altra parte della strada. Il Gambrinus non è il posto dove si beve il proprio caffè quotidiano, e non dovrebbe esserlo. Questo è un luogo quasi sacro, da assaporare in occasioni speciali, preferibilmente prima di recarsi all’opera.

Il Gambrinus, Napoli e la nascita della belle epoque

Verso la fine del XIX secolo, Napoli, antica capitale del Mezzogiorno italiano, fu colpita duramente da una grave calamità. Un’epidemia di colera che era già da tempo scomparsa dalle capitali d’Europa travolse Napoli. A cavallo del ventesimo secolo, Napoli faticava a tenere il passo con la rivoluzione industriale che avrebbe modernizzato il nord Italia. L’unica eccezione fu rappresentata dalla legge speciale del 1904 per l’industrializzazione di Napoli, redatta da Nitti su richiesta di Giolitti. Nonostante ciò, con Napoli che aveva perso i privilegi di capitale circa quarant’anni prima, il lungo processo di risanamento urbano vide crescere i tratti borghesi della città, e la fisionomia della metropoli moderna cominciava ad essere marcata.

Napoli aveva sempre brillato nei campi culturali più diversi: aveva filosofi, letterati e giuristi, ma anche ingegneri e architetti, la canzone napoletana come industria culturale, grandi magazzini di livello europeo, iniziative imprenditoriali e lotte sociali di grande spessore.

All’alba del nuovo secolo, Napoli era dunque ancora una grande capitale europea, sempre all’avanguardia della cultura ma anche pioniera in alcune delle nuove forme di cultura di massa.

Gambrinus, Napoli e l’affermazione dell’industria culturale

Fu qui, nell’antica metropoli al centro del Mediterraneo, che si svilupparono le prime espressioni di un’industria culturale che si sarebbe affermata più ampiamente nel corso del XX secolo.

Per esempio, il sistema costruito intorno all’affermazione e alla diffusione mondiale della canzone napoletana era un’industria a tutti gli effetti. Ma Napoli fu anche la culla in Italia della nuova arte del cinema, che sarebbe poi cresciuta nel resto del Paese. Questa era senza dubbio la belle époque della città, e non solo perché il Salone Margherita e il Gran Caffè Gambrinus rivaleggiavano con i grandi caffè chantant di Parigi. Le classi dirigenti della città possedevano grandi competenze e grande dignità ed avevano la gestione degli interessi pubblici.

L’autunno del 1890 può essere identificato come l’inizio della belle époque a Napoli. Tra le opere di miglioramento e ristrutturazione urbana, veniva inaugurata la Galleria Umberto I, che sarà il cuore della rinnovata vita commerciale e culturale della città.

Tra Piazza Plebiscito e piazza San Ferdinando, il Gran Caffè riaprì nell’ex Foresteria del Palazzo Reale, ora sede della prefettura. Fu interamente ristrutturato e, per decisione del nuovo proprietario, si arricchì di un nome: Gambrinus, il nome del mitico re delle Fiandre e inventore della birra.

Mariano Vacca, già proprietario del vicino Caffè d’Europa all’angolo con via Chiaia, affidò la completa ristrutturazione del nuovo locale al noto architetto Antionio Curri, celebre professore di architettura all’Università.

Una quarantina di artisti, tra scultori e pittori, diedero vita a quella che Domenico Morelli definì “una delle più significative espressioni dell’arte napoletana dell’Ottocento”: una piccola pinacoteca in stile liberty e floreale con dipinti di Pratella e Irolli, Casciaro e Caprile, Migliaro, Scopperra, D’Agostino. Ma anche i marmi di Jenny e Fiore, i bassorilievi di Cepparule, gli stucchi di Bocchette, gli arazzi di Porcelli.

Il ritrovo di artisti e letterati

Il locale era il ritrovo preferito di personaggi come Salvatore di Giacomo, Ferdinando Russo ed Edoardo Scarfoglio, Matilde Serao e Roberto Bracco, Domenico Morelli, Eduardo Dalbono e Gabriele D’Annunzio, che tra il 1890 e il 1892 visse a Napoli la sua storia d’amore con la principessa Maria Gravina Cruyllas di Ramacca. Qui, all’aperto, le grandi orchestre effettuavano spesso audizioni per il festival di Piedigrotta.

La sera il Gambrinus era quindi frequentato da una folla di intellettuali e artisti. Come riporta la rivista musicale “La Tavola Rotonda” nel 1891, dopo mezzanotte il Gambrinus era invaso da aristocratici e dame che accorrevano dai teatri dei dintorni. Nell’abbagliante mondo dei cafè chantants, illuminati dai primi impianti elettrici, il canto e la danza si affiancavano al teatro e a una forma di parodia musicale – una sorta di sketch comico-musicale – che a Napoli andava sotto il nome di macchietta.

Il caffè sospeso al Gambrinus 

Caffè sospeso: perché fu determinante il ruolo del Gambrinus?

Alla fine del XIX secolo il Gambrinus era noto per i migliori pasticceri, gelatai e baristi di tutta Europa. Oggi Angela Merkel, Bill Clinton e i presidenti italiani sono soliti visitare il Gambrinus quando vengono a Napoli, perché entrarci è un must. Facile da individuare, a sinistra di Piazza Plebiscito, che sia un caffè, una sfogliatella, un babà o un gelato, non si rimane mai delusi. I prezzi non sono diversi da qualsiasi altra caffetteria in città e il servizio e la cortesia del personale sono impeccabili.

Alla fine dell’Ottocento ebbe inizio la pratica del “caffè sospeso” proprio al Gran Caffè Gambrinus. Questa pratica solidale consiste nel lasciare un caffè pagato ai poveri che non possono comprarlo. Si tratta di un gesto solidale fatto dai più abbienti per permettere anche a chi non potrebbe di godersi il piacere di un caffè. Questa tradizione si è rinnovata in tempi di crisi proprio nel luogo dove è nata. All’entrata del Gambrinus c’è ancora una enorme e vecchia caffettiera napoletana che si trova in un angolo. Qui si possono lasciare gli scontrini “sospesi”, ovvero lasciati dai clienti a favore di chiunque ne abbia bisogno.

Questa pratica si è così diffusa che viene oramai seguita a Napoli da tutti i bar e da diverse pizzerie. Si paga un caffè e lo si lascia lì per chiunque ne abbia bisogno. “È una tradizione tramandata oralmente da nonni e genitori”, dice Sergio Arturo, uno dei proprietari del Gambrinus. “Ci sono diverse versioni su come è iniziata. Alcuni dicono che i nobili condividevano la gioia di aver vinto una corsa a cavallo o di aver incontrato una bella ragazza, andando nei caffè e pagando due caffè, uno per se stessi e uno per un estraneo”.

C’è stato un grande entusiasmo alla fine del 2018 quando gli archeologi che lavorano al sito di Pompei hanno scoperto nuovi graffiti nel quartiere Regio V della città distrutta dall’eruzione. I graffiti ritrovati sembrano suggerire che la fatale eruzione del vicino Vesuvio abbia avuto luogo nell’ottobre del 79 d.C., non in agosto, come alcuni storici avevano precedentemente ipotizzato. Quello che colpisce è lo spirito meravigliosamente napoletano che emerge da quei graffiti, tradotti dal latino con questa frase “Il 17 ottobre (il Vesuvio), ha mangiato troppo”. Chiaramente i tempi sono cambiati e quegli antichi artisti sono ormai lontani.  Ma questo non significa che Napoli abbia perso il suo lato colorato. Anzi, tutt’altro.  È solo che l’arte che oggi appare sui muri della città è molto diversa. E girovagando per la città, osservando i murales e le opere della street art partenopea, si comprende cosa intendiamo.

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Murales Anna Magnani a Napoli

La città ha una street art vivace e fortemente attiva. Questa immagine così ben delineata e altrettanto enigmatica appare su un muro del quartiere della Sanità.

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Murales presente nel Rione Sanità (Napoli)

Anche a questa chiesa è stato dato un look “sbarazzino”. Ricorda un po’ i vecchi affreschi di centinaia di anni fa, ma con disegni e colori moderni.

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Murales su una Chiesa (Napoli)

E alcuni dei moderni murales trattano ancora temi molto tradizionali.

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Giorgio e il dragone – Murales – Napoli

Ma mentre molte delle raffigurazioni che appaiono per le strade di Napoli oggi possono certamente essere paragonate alle versioni moderne degli affreschi del passato, la linea inizia a confondersi quando si arriva a murales molto più borderline, diciamo… È arte? O vandalismo?

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Street art e vandalismo

Sono ovunque. Su ogni muro, ogni porta, ogni persiana. Vernice su vernice, a volte senza alcun rispetto per la proprietà o l’integrità del muro.

Napoli, la città dello Street Art, tra contrasti e contraddizioni

Allora forse è più appropriato ricordare che Napoli è la città dei grandi contrasti: è antica ma anche moderna. È classica, ma anche tagliente. La street art più bella, quella portatrice di messaggi sociali e di contenuti culturali, e i graffiti, che imbrattano palazzi e edifici storici, riassumono perfettamente questo contrasto e questa contraddizione.

Non c’è nessun posto al mondo che esprime il suo carattere come la città di Napoli, che si tratti dei gesti delle mani, delle pale d’altare barocche, della cucina o, sempre più spesso, della street art. Camminando per il labirinto di viuzze strette del Centro Storico, troverete un’immagine di Sophia Loren che fa il broncio in Via San Liborio. Camminando per le strade di Napoli possiamo ammirare un murales di Totò, amatissimo attore e comico napoletano, che guarda verso Spaccanapoli. In diverse parti della città di Partenope troviamo delle opere di street art rappresentanti Diego Maradona esultante e provocatorio.

Artisti come Zed 1, Blu, Alice Pasquini, Roxy in the Box e Cyop & Kaf hanno stratificato la loro arte sulla già vasta varietà di stili decorativi e architettonici della città. In Piazza dei Girolamini, un pezzo di Banksy, la Madonna con la pistola, è ora protetto dal Comune di Napoli dopo che un precedente lavoro dell’artista britannico era stato deturpato da tag scarabocchiate.

Jorith Agoch, l’artista napoletano dei grandi messaggi sociali

Nel 2016, Inward, un’associazione culturale locale no-profit ha aperto un parco di graffiti a Ponticelli, nella periferia est della città, vicino all’aeroporto. Uno dei primi pezzi creati per il nuovo spazio raffigurava il volto di una ragazza rom, realizzato in uno stile sorprendentemente iperrealistico e intitolato “All Children Are Equal”. Era il lavoro di un artista di 28 anni chiamato Jorit Agoch, vero nome Jorit Ciro Cerullo, suo padre è napoletano, sua madre olandese, le cui opere sono apparse sui muri di Brooklyn, Buenos Aires, Cochabamba, Aruba, Gaza e Santiago del Cile.

Jorit Agoch è uno dei numerosi muralisti di fama mondiale che stanno giocando un ruolo importante nell’elevare il profilo di Napoli a meta culturale internazionale.

La sua opera più recente è alta 100 metri, copre uno degli edifici più alti del Centro Direzionale di Napoli, vicino alla stazione Centrale della città, e rappresenta i volti di cinque degli atleti di maggior successo della regione. Si tratta di un’opera realizzata per promuovere le Universiadi 2019, espressione di orgoglio civico ma anche un messaggio sociale, una dichiarazione che tutti hanno il diritto di praticare lo sport.

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Jorith Agoch: opera per le Universiadi

Le opere di Jorith Agoch

I sentimenti hanno una parte importante nel lavoro di Agoch. Mentre dipingeva un’enorme effigie di Che Guevara su un enorme edificio di edilizia popolare a San Giovanni a Teduccio, un’area della città colpita dalla povertà e dal crimine conosciuta come il Bronx, i residenti locali gli offrivano il caffè e gli facevano domande sulla vita del rivoluzionario argentino.

Questo artista dipinge sempre due strisce rosse sui volti delle persone, strisce che rappresentano la tribù umana. È un modo per dire che il suo messaggio è di unità. Ma non tutte le città sono così riconoscenti come Napoli. Agoch è stato bandito da Israele per 10 anni, dopo aver reso omaggio all’attivista palestinese adolescente Ahed Tamimi su una barriera di sicurezza in Cisgiordania.

L’opera più celebre dell’artista è invece al di sopra di qualunque critica. Il suo magnifico ritratto di San Gennaro, il patrono della città, si trova in via Forcella, vicino alla cattedrale. Agoch ha chiesto a un amico, un operaio che per vivere vernicia auto, di posare per il quadro. È un approccio che fa eco al pittore Caravaggio che sceglieva la gente di strada per fare da modello per le sue opere religiose. Si tratta di un modo potente di ritrarre l’umanità in figure straordinarie, facendo del proprio modello un santo, un’icona sacra della città.

Street art napoletana: i temi sociali nei graffiti

Nella street art napoletana i volti sono la parte più importante di un essere umano, possono creare immagini molto potenti. Alcuni dei principali graffitari napoletani hanno iniziato scarabocchiando coi colori si muri e creando elementi visivi influenzati dalla street-art così diffusa negli Stati Uniti, spesso combinando l’energia e la vitalità dell’hip-hop con lo stile Old Master.

Oggi gli artisti che un tempo dipingevano i treni della metropolitana stanno trovando un modo per esprimere i loro sentimenti sui muri dei palazzi napoletani. Tutti sono cresciuti in posti degradati della città, ora lanciano messaggi sociali: pace, unità e amore, sì, certo, ma anche lotta di classe e giustizia sociale.

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Pasolini: street art – Napoli

Ci sono progetti di street art anche nella Terra dei Fuochi, dove la camorra scarica e brucia illegalmente i rifiuti tossici. Il desiderio di questi artisti è quello di connettersi con la gente in modo più diretto, ma sempre rifiutando fermamente l’idea che la street art possa essere usata come strumento di marketing per incentivare il turismo della città. Se alla gente ed ai turisti piace quello che fanno, allora va bene, ma prioritario deve rimanere il contenuto. La street art non è solo e semplice decorazione, il suo compito è veicolare un messaggio sociale in maniera potente.

I murales per rilanciare Napoli come meta culturale

Il turismo è in crescita a Napoli, con numeri raddoppiati nell’ultimo decennio. Il lancio delle Stazioni dell’Arte nella metropolitana della città, con opere di artisti italiani e internazionali, è stato un enorme successo. I murales di Agoch e dei suoi colleghi stanno ricoprendo un ruolo importante nel proporre la città come meta culturale.

Tuttavia, alcuni fra gli artisti di strada più quotati non gradiscono che il loro lavoro venga sfruttato per scopi commerciali. Cyop & Kaf hanno recentemente annunciato di volersi allontanare dalla scena, lamentando il fatto che i muri stanno rapidamente diventando il campo semantico privilegiato del marketing. Sarà affascinante vedere cosa succederà nei prossimi anni, mentre nel frattempo una sottocultura orgogliosamente outsider sta emergendo e vorrebbe darsi un tono di rispettabilità.

In ogni caso, non c’è mai stato un momento migliore di questo per scoprire la street art napoletana!

Le strade strette e tortuose di Napoli ogni giorno rimbombano dei suoni dei clacson, degli scooter e del traffico eccessivamente caotico. Opulente chiese barocche ed eleganti palazzi si aprono su un paesaggio coperto di graffiti, mentre gli avventori dei caffè parlano di calcio, di pizza e dei loro affanni quotidiani. All’ombra dell’imponente Vesuvio, la città da la sensazione di caos, di congestione e di attività frenetica. Seguici in questo viaggio nella Napoli sotterranea.

Il mondo perduto della Napoli sotterranea

Ma sotto il chiasso assordante delle strade c’è il silenzio profondo e antico di un mondo perduto: di catacombe e grotte, strade e mercati romani, rifugi antiaerei della seconda guerra mondiale, e luoghi di sepoltura paleocristiani con affreschi e mosaici sbiaditi.

Napoli è sicuramente una città incredibile con oltre 2000 anni di storia e infinite cose da fare e da visitare.  È spesso grintosa e caotica, con le sue strade affollate e i mercati all’aperto, ma allo stesso tempo bella e autentica. Un luogo di opere d’arte e di paesaggi che stimolano l’anima, di edifici affascinanti e di tesori inaspettati e inimitabili.

Tutti conoscono la città in superficie con i suoi castelli, i musei e le strade assolate, ma la vera essenza di Napoli, il suo cuore, sta nell’ombra. Il sottosuolo di Napoli è pieno di labirinti misteriosi e tenebrosi dove la storia si incontra con la leggenda, la magia e la spiritualità.

Ci sono diversi luoghi come questi che dovresti davvero visitare, o meglio sperimentare, se hai intenzione di venire a Napoli: Napoli Sotterranea, il Tunnel Borbonico, la Neapolis Sotterrata, il Cimitero delle Fontanelle, le Catacombe di San Gennaro e San Gaudioso e la Chiesa del Purgatorio ad Arco, conosciuta anche come Chiesa delle Anime “Pezzentelle“. Sono solo alcuni esempi sorprendenti ed espressione dell’affascinante e meravigliosa Napoli sotterranea.

L’acquedotto romano scavato nel tufo

Napoli è costruita strato dopo strato con la cenere vulcanica compattata e il tufo. Poroso e facilmente manipolabile, usato dai greci, a partire dal 470 a.C. circa, per costruire la loro Neapolis. Il nome significa “Città Nuova” e nel tempo si è trasformato in Napoli. Più tardi i Romani usarono le cave di tufo per un esteso sistema di acquedotti sotterranei.

I primi cristiani scavarono grotte per venerare e seppellire i loro morti. I napoletani nei vari secoli usarono le cavità come discariche. Solo l’epidemia di colera della metà degli anni 1880 fece chiudere questa città sotterranea, ma nella seconda guerra mondiale fu di nuovo in uso, per offrire rifugio dai pesanti bombardamenti che colpirono la città.

Per più di 5000 anni, gli abitanti della zona hanno scavato il suolo per estrarre il tufo, un materiale adatto alla costruzione. Oggi esiste una rete molto interessante di 80 km di gallerie sotterranee, che corrispondono a diverse epoche.

Gli uomini preistorici e i greci hanno costruirono edifici e case con questo materiale; i romani vi scavarono un immenso acquedotto ed enormi cisterne.

L’entrata in Piazza San Gaetano conduce ad una scala di 140 gradini che permette di scendere 40 metri sotto terra e di scoprire l’acquedotto romano. Questo permetteva di distribuire l’acqua a tutta la città e termina con la “Piscina Mirabilis“, vasca terminale dell’acquedotto.

Tunnel, rifugi antiaerei e catacombe

Lungo il percorso, si trovano cisterne, pozzi, catacombe e cave dove sono stati collocati attrezzi e blocchi di tufo per spiegare il lavoro dei cavatori. Un altro passaggio sotterraneo è stato liberato nel 2008: questo tunnel avrebbe permesso ai Borboni di fuggire verso il mare in caso di attacco.

Le gallerie sotterranee servirono da rifugio durante i bombardamenti del 1943, e si possono vedere bene i resti dei rifugi antiaerei. Un altro ingresso è Via Sant’Anna di Palazzo.

La maggior parte di Napoli ha un sottosuolo a nido d’ape, e scivolarci dentro e tornare indietro nel tempo è facile come scendere una rampa di scale.

Questa storia stratificata e in larga parte visibile conferisce a Napoli un’atmosfera inquietante e misteriosa. Vi è perfino il Gabinetto Segreto, a lungo tenuto sotto chiave, che altro non è se non una mostra di oggetti antichi a tema sessuale, molti dei quali rinvenuti tra le rovine di Pompei ed Ercolano, che sono stati a lungo considerati eccessivamente osceni per essere esposti in pubblico.

Per gli antichi greci e romani, il fallo era un simbolo di prosperità, fecondità e buona fortuna, e lo rappresentavano in statue e lampade ad olio, su vasi e dipinti, anche fuori dai negozi. Rappresentazioni di attività eterosessuali e omosessuali erano parte della decorazione di case e giardini, e la mostra include dipinti erotici di scene mitologiche, sculture in marmo di ninfe e satiri, immagini erotiche dipinte in giardini, boudoir e bordelli.

Tour guidato alla scoperta della Napoli sotterranea

La Libera Associazione Escursionisti del Sottosuolo e Napoli Sotterranea hanno organizzato una serie di tour che fanno luce su questi luoghi segreti. Vi sono i resti di un teatro greco-romano del I-II secolo con una capacità di 6.000 persone dove si dice che Nerone abbia cantato durante un terremoto. Sopra di esso ora c’è un condominio in cui vivono circa 30 famiglie. Da un grande spazio aperto si possono osservare le grandi arcate in quelle che una volta furono le quinte del teatro.

Continuando nel tour, attraverso i passaggi interconnessi sotto le strade cittadine, si possono ammirare gli acquedotti.

Nel 1941, decine di chilometri di tunnel e corsi d’acqua sotto Napoli furono ripuliti dall’acqua e dai rifiuti, la maggior parte dei pozzi furono sigillati e furono costruite scale e installata l’elettricità. I napoletani che aspettavano la fine dei bombardamenti all’interno dei rifugi hanno lasciato segni tangibili dei momenti di tensione vissuti lì sotto: disegni sui muri di bombe e aerei, con la parola “aiuto” scritta più volte.

Percorrendo un passaggio freddo, lungo, basso e stretto, dove un tempo scorreva l’acqua, si raggiungono delle cisterne greche e romane. La più grande cisterna fu costruita dai romani nel secondo secolo d.C. e utilizzata fino al XIX secolo.

Le rovine greco romane sotto San Lorenzo Maggiore e Santa Chiara

Da non perdere sono anche le notevoli rovine greco-romane sotto il chiostro del XVIII secolo di San Lorenzo Maggiore. Si scende da una scala e si può passeggiare in un mondo sepolto che una volta era al livello della strada: i resti di un mercato romano del primo secolo d.C., una galleria commerciale con volte a botte e quel che rimane di una strada in rovina. Si può ammirare anche la cupola di un forno di un antico panificio e una lavanderia comune con vasche e scarichi.

A pochi passi si trova la Chiesa di Santa Chiara, nota per il suo elegante chiostro in maiolica. Qui furono scoperte alcune terme romane, una zona sauna e parti di un acquedotto in tufo.

Nel quartiere Sanità si può scendere a visitare le catacombe di San Gaudioso, dedicate a un vescovo africano arrivato a Napoli nel 439. Vi sono conservati, in nicchie scavate sui muri, numerosi teschi con sotto alcuni affreschi raffiguranti l’abbigliamento di quelle persone.

Napoli è talmente ricca di cose da fare e da vedere che c’è davvero l’imbarazzo della scelta, sia per chi ha programmato di trascorrervi una settimana intera e che cerca di scoprire quanto più possibile di questa città, sia per chi si accinga a visitare Napoli per un breve fine settimana.

Cosa fare a Napoli nel weekend: itinerario suddiviso in 3 giorni

La città di Partenope è diversa da qualsiasi altro posto che vedrai in Italia: è rumorosa e caotica, certo, ma è anche uno dei luoghi più affascinanti che troverai. L’inverno è forse uno dei periodi più gratificanti per visitare la città, grazie alle temperature miti e al minor numero di turisti. Puoi soggiornare in uno dei tanti B&B a pochi passi dal Duomo, base ideale per esplorare Napoli.

Venerdì

Dopo un bell’assaggio di sfogliatelle per colazione, puoi andare al Duomo che ospita le reliquie di San Gennaro, il santo patrono e protettore di Napoli. È qui che ogni anno si assiste al famoso miracolo di San Gennaro. Il sangue coagulato del santo viene conservato in speciali ampolle all’interno della Cattedrale e la sua liquefazione durante tre appuntamenti annuali è considerata un segno di buona fortuna per Napoli.

Proprio accanto c’è il Museo del Tesoro di San Gennaro, che conserva quello che è considerato il tesoro più ricco del mondo: un’incredibile collezione di gioielli, statue, dipinti e tessuti donati nel corso dei secoli come atti di devozione. Tra i pezzi più importanti esposti c’è la mitra di San Gennaro, decorata con oltre 3.600 tra pietre preziose e collane ricoperte di perle e gemme.

La tua prossima tappa è Forcella, uno dei quartieri storici di Napoli. C’è un fantastico mercato all’aperto animato da chiassosi venditori ambulanti e pescivendoli. Da non perdere il gigantesco murale dedicato a San Gennaro, accanto alla minuscola chiesa di San Giorgio Maggiore. Questa chiesa è un po’ fuori dai tradizionali giri turistici ma ti consiglio di fare un salto all’interno e ammirare un affresco del XVII secolo nascosto dietro un dipinto.

A Forcella, L’Antica Pizzeria da Michele è il punto di riferimento per tutti gli amanti della pizza. Qui le uniche pizze sul menu sono la Margherita e la Marinara e molto probabilmente finirai per condividere il tavolo con altri clienti, il che rende l’intera esperienza ancora più divertente. L’aspetto negativo è che il tempo di attesa può essere lungo, ma credimi, ne vale la pena!

Dopo una deliziosa pizza Margherita, dirigiti verso Via dei Tribunali alla ricerca della piccola Piazza San Gaetano per prendere parte ad un tour sotterraneo di Napoli.

Napoli Sotterranea, conduce i visitatori lungo un fantastico labirinto di antichi tunnel e acquedotti sopra i quali sono state costruite le trafficate strade della Napoli moderna. Dall’altra parte della strada, c’è la Basilica di San Lorenzo Maggiore, sotto la quale è possibile visitare un’antica strada romana con i resti di una serie di negozi che un tempo la animavano.

La Basilica di San Lorenzo Maggiore si trova accanto a un altro importante centro nevralgico, San Gregorio Armeno, la strada dei presepi. Attenzione però, dovrai farti strada tra la folla di turisti che vengono qui tutto l’anno per ammirare i bellissimi presepi e le statuine di terracotta.

Dopo lo shopping, prendi un caffè al Bar Nilo, il tempio di tutti gli amanti del calcio e degli irriducibili tifosi del Napoli, prima di dirigerti alla Cappella Sansevero per ammirare il Cristo Velato, uno dei tanti capolavori presenti a Napoli. Questa statua è considerata una delle opere d’arte più notevoli del mondo perché l’artista napoletano Giuseppe Sanmartino ha scolpito il blocco di marmo con tale realismo da ritrarre perfettamente i drappi di tessuto ondulato e persino le vene del corpo di Gesù.

Un’altra tra le chiese da non perdere è la Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, solo un paio di minuti a piedi dalla Cappella Sansevero. Si crede che il culto dei morti sia iniziato qui e i teschi dei poveri defunti sono ancora conservati nella cripta. Penso che questa chiesa sia un must se vuoi davvero immergerti nella cultura napoletana.

Dopo un’affascinante visita guidata nella cripta della chiesa, continua a camminare lungo Via dei Tribunali e vai a curiosare un po’ tra le bancarelle di libri usati di Port’Alba prima di raggiungere Piazza Dante, l’elegante spazio aperto di Napoli. La piazza prende il nome da Dante Alighieri (c’è una grande statua del poeta al centro) ed è dominata dalla massiccia facciata semicircolare del Convitto Nazionale e da un grande orologio che mostra l’equazione del tempo. È un ottimo posto per prendere un caffè e fare un po’ di salotto prima di cena.

Il resto della serata la puoi trascorrere al Don Maccarone per gustare alcuni piatti tradizionali locali. Un consiglio? Ordina una frittura mista, pasta patate e provola e una deliziosa fetta di pastiera.

Sabato

Quando organizzi il viaggio per Napoli, prenota prima un’escursione alla Farmacia degli Incurabili, un antico complesso ospedaliero fondato nel XVI secolo per curare i malati di sifilide. È un viaggio affascinante attraverso la storia della medicina e il ruolo di Napoli nello sviluppo della sanità, con una rinomata scuola medica che fu un punto di riferimento in Europa nel XVI secolo. I tour sono gestiti da un gruppo di volontari e includono la visita a una delle più antiche farmacie del mondo.

Il quartiere Sanità è a due passi dalla Farmacia degli Incurabili e consiglio vivamente di passare un po’ di tempo in questo vivace quartiere, che ospita una serie di location molto interessanti.  Inizia il giro con una visita al Borgo dei Vergini, un angolo pittoresco costellato da decine di bancarelle che vendono di tutto, da frutta e verdura a vestiti e articoli per la casa.

I punti salienti della visita al quartiere Sanità comprendono il Palazzo dello Spagnuolo con le sue eleganti scale punteggiate da volte e stucchi, e la Basilica di Santa Maria della Sanità, al centro di Piazza Sanità, con le interessanti Catacombe di San Gaudioso. Fermata obbligatoria alla Pasticceria Poppella per assaggiare il famoso “fiocco di neve”, una soffice palla di pasta ripiena della crema più deliziosa. Pura poesia!

Una passeggiata di 15 minuti nel cuore di questo vivace quartiere ti porta a uno dei luoghi più incredibili che tu possa mai vedere, il Cimitero delle Fontanelle. Altro luogo chiave per il culto dei morti, questo cimitero è un ossario che contiene centinaia di ossa e teschi delle cosiddette anime pezzentelle, le anime perse di coloro che sono morti senza sepoltura. Forse è un po’ inquietante, ma dovrebbe essere incluso in qualsiasi tour di Napoli perché rappresenta un aspetto importante dell’anima della città.

Per il pranzo ti consiglio la Pizzeria Concettina ai Tre Santi, ma anche alla vicina Taverna di Totò la pizza è davvero buona.

Poi prendi un pullman City Sightseeing per il Museo di Capodimonte, un enorme complesso museale con una fantastica selezione di opere d’arte di geni assoluti come Michelangelo, Raffaello, Botticelli e Caravaggio.

Domenica

La domenica mattina salta su un treno per Mergellina, delizioso quartiere sul mare dominato dalla collina di Posillipo. Concediti una deliziosa colazione allo Chalet Ciro, che probabilmente prepara le migliori graffe della città, seguita da una passeggiata sul lungomare verso Castel dell’Ovo, chiuso alla circolazione delle auto e dal quale si godono vedute fantastiche. Fermati ad osservare l’imponente Vesuvio, le bancarelle di pesce colorate e i caffè coi loro neon, e tieni pronta la macchina fotografica!

Dopo un’ora buona di cammino avrai raggiunto Castel dell’Ovo, la più antica fortificazione di Napoli. Secondo la leggenda, il suo nome deriva dall’uovo magico che fu nascosto nelle sue fondamenta dal poeta Virgilio. Finché l’uovo fosse rimasto intatto, la città sarebbe stata al sicuro. L’ingresso al castello è gratuito e si può godere di una vista mozzafiato oppure visitare una delle mostre temporanee che di solito si svolgono qui.

Vicino a Castel dell’Ovo si trova Piazza del Plebiscito, il cuore del centro di Napoli. È una piazza di forma semicircolare su cui si affacciano il Palazzo Reale, sede della monarchia borbonica e l’imponente Basilica di San Francesco di Paola.

Durante la permanenza in zona, puoi anche fare un salto al Teatro San Carlo. Si tratta del più antico teatro d’opera d’Italia e uno dei più prestigiosi d’Europa. Visita anche Castel Nuovo, meglio conosciuto come Maschio Angioino, la fortezza costruita dagli Angioini francesi nel XIII secolo come espressione del loro potere.

Merenda con una pizza a portafoglio da Gennaro Salvo seguita da pasticcini e caffè allo storico Café Gambrinus!

Quindi vai a curiosare nei negozi lungo via Toledo e da lì gira in una delle stradine laterali che portano al Quartiere Spagnolo. Questo è un altro quartiere folkloristico ricco di street art e di chiese di tutte le forme e dimensioni. Forse la più interessante è la Chiesa di Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe, che ha fama di aiutare le coppie che hanno un bambino. Entrare in questa chiesa e vedere la coda di persone che aspettano di sedersi sulla sedia per ricevere la benedizione delle suore è affascinante.

Questa è l’ultima tappa del tuo meraviglioso weekend a Napoli.

Ecco un paio di idee nel caso tu abbia qualche giorno in più a disposizione:

Mi raccomando: non lasciare Napoli senza aver assaggiato una pizza tradizionale, una pizza fritta, una sfogliatella e un babà!

Napoli è una città del sud Italia che affascina grazie ai suoi edifici colorati che sembrano attaccati uno all’altro, alle persone amichevoli e sempre gioviali e al suo caratteristico folklore. La città è famosa per la storia millenaria ed è un’ottima base dalla quale partire per scoprire i territori circostanti, compreso il magnifico Vesuvio e le incredibili rovine di Pompei. La città di Napoli è anche il paradiso dello shopping, non solo per l’abbigliamento ma anche per gli oggetti d’antiquariato, le erbe e i souvenir.

Il capoluogo partenopeo ha un clima eccezionalmente favorevole, quindi è una tappa obbligata durante la primavera e l’estate per tutti gli amanti dello shopping. La primavera è un tripudio di fiori colorati nelle valli e nelle campagne circostanti, mentre le estati sono ideali per godersi le scintillanti acque del mare.

Il periodo migliore per visitare questa incantevole città va da aprile a ottobre. La temperatura media da aprile all’inizio di giugno è di circa 20 ℃, mentre a luglio e agosto si registra la temperatura più alta che è di circa 31 ℃. Le estati sono molto calde e umide, solo alla fine di settembre l’aria inizia a raffreddarsi. È in questi periodi dell’anno che ci si può godere al meglio questa città, girare fra le viuzze strette dei quartieri e, naturalmente, fare shopping.

Napoli è una città particolarmente conveniente, quindi fare acquisti non graverà molto sul tuo portafoglio, come avviene invece in altre città, e avrai l’imbarazzo della scelta fra le principali vie dello shopping, i mercati locali e le tantissime bancarelle che vendono oggetti d’antiquariato in alcuni angoli della città. Qui abbiamo fatto per te una selezione dei posti migliori dove fare shopping.

I 10 migliori posti dove fare shopping a Napoli

A seguire una lista dei 10 migliori posti del capoluogo della regione Campania dove andare a fare shopping.

  1. Via Toledo

Nata come zona commerciale all’inizio del XVI secolo, Via Toledo è considerata il posto migliore dove fare shopping a Napoli. Scendendo alla fermata Toledo della Metro di Toledo, se già rimani sbalordito per il design della bellissima stazione della metropolitana, attendi di vedere e di entrare nella via dello shopping più famosa di Napoli! Via Toledo è la più antica via dello shopping della città che si estende per circa 12 chilometri e collega le due piazze più trafficate della città.

La via non solo offre articoli di qualità da acquistare, ma è anche un emblema architettonico del Sud Italia. Camminando per la strada, si possono trovare centri commerciali e negozi locali rinomati insieme a negozi di grandi brand mondiali. Dai souvenir, ai prodotti locali alla moda di marca, in questa meravigliosa via dello shopping si può trovare di tutto e di più, anche se è ovviamente indicata per acquistare articoli di abbigliamento, accessori moda e souvenir.

  1. Quartiere Chiaia

Il quartiere Chiaia ha un’importante via dello shopping che collega Piazza Trieste e Trento a via Roma ed è noto per lo shopping di lusso a Napoli. Le strade sono piene di marchi di lusso e boutique di fascia alta allineati lungo tutta la strada. In questa zona la circolazione dei veicoli è vietata, quindi è sicuramente un paradiso per tutti coloro che vogliono fare shopping con tranquillità e sono attenti alle marche. Anche arrivare a Via Chiaia richiede una certa organizzazione, comunque c’è una funicolare che ferma proprio nel quartiere.

  1. Mercato di Poggioreale

Situato nel quartiere che ospita il carcere di Poggioreale e la Stazione ferroviaria Centrale, il Mercato di Poggioreale è famoso per i suoi articoli di pelletteria come anche per le scarpe e le borse. L’Italia è nota per i prodotti in pelle di eccellente qualità e se vuoi acquistare scarpe e pelletteria a Napoli, allora devi venire al mercato di Poggioreale. Con più di 500 negozi sparpagliati per la zona, c’è solo l’imbarazzo della scelta tra scarpe, borse e cinture. La strada ospita anche alcuni caffè e ristoranti nei quali è possibile gustare ottimi rinfreschi.

  1. A’ Curreia

A’Curreia, termine napoletano che indica la cinta di pelle che sostiene i pantaloni, è uno dei più noti negozi di pelletteria a Napoli. Questa boutique è un vero e proprio bazar, si trova nel centro storico in una via a poche decine di metri dalla centralissima via Toledo ed è popolare tra la gente del posto. La boutique espone per la vendita una vasta gamma di prodotti in pelle e cuoio come cinture, guanti, borse e portafogli. Il core business de A’Curreia è la produzione dei sandali artigianali in vero cuoio, eseguita direttamente in negozio. Ogni prodotto è realizzato con pellami di altissima qualità, curando i minimi dettagli e lo stile varia dal casual allo chic. Questo negozio offre anche piccoli articoli di pelletteria: portachiavi, portacellulari, portafogli e altri accessori che sono dei deliziosi souvenir da riportare a parenti e amici una volta rientrato dal tuo giro turistico a Napoli.

  1. Oblomova

Sei un amante del vintage e desideri qualcosa di particolare a Napoli? Allora devi assolutamente andare da Oblomova che si trova nel centro della città a pochi passi dal Complesso Monumentale di Santa Chiara, dove puoi trovare una vasta gamma di vestiti, scarpe, borse, gioielli e persino vecchi dischi in vinile. Tutti i prodotti che vengono venduti qui sono stati creati da artigiani locali e sono unici nel loro genere. I vestiti e le bigiotterie sono molto particolari ed eleganti, alcuni risalgono addirittura agli anni ’50.

  1. Mercato di Antignano

Situato nella zona collinare del Vomero, il mercato di Antignano o mercatino di Antignano come è chiamato dagli abitanti del posto, è uno dei mercati meno frequentati dai turisti ma è eccezionale se si vuole fare shopping a basso costo. Il mercato vende prodotti locali freschi come frutta e verdura, ma anche stoviglie, tessile casa, abbigliamento e accessori a prezzi stracciati. Quello che a prima vista sembra un normale mercatino rionale, è in realtà un posto dove acquistare i migliori prodotti di qualità a un prezzo davvero economico.

  1. Mercato di San Gregorio Armeno

Il mercatino di San Gregorio Armeno è il primo posto dove i napoletani si recano per fare shopping durante il Natale. Il mercato è su strada e adorna il quartiere con manufatti colorati, oggetti artigianali, bancarelle che vendono streetfood e prodotti realizzati dagli artigiani locali durante il periodo natalizio. Questo è il periodo più bello per visitare questo mercato, quando viene acceso un enorme albero, la strada si anima di migliaia di turisti. In questo periodo dell’anno i presepi vengono creati all’interno delle botteghe ed esposti per essere ammirati. Anche se San Gregorio Armeno è famoso nel mondo per il folklore che lo anima durante le festività natalizie, merita di essere visitato anche negli altri periodi dell’anno.

  1. Galleria Umberto I

Per il classico shopping devi invece visitare la bellissima Galleria Umberto I. Questa elegante galleria di negozi ha una splendida cupola di vetro e si trova proprio di fronte al Teatro dell’Opera e al Palazzo Reale. La Galleria Umberto I si inserisce perfettamente nella zona, senza disturbare la magnifica architettura neoclassica dei dintorni. Al suo interno trovano posto alcuni dei più noti brand internazionali di fascia alta come Gucci, Louis Vuitton, Bulgari e Versace. La Galleria è un vero e proprio centro di attrazione anche per gli eleganti ristoranti e i bar.

  1. Galleria Principe di Napoli

La Galleria Principe di Napoli è situata in un quartiere che lascia tutti a bocca aperta per la sua eleganza. L’architettura dei palazzi attira qui migliaia di turisti ogni anno. Se desideri fare shopping in un posto tranquillo ma chic allora questa è la location che fa per te.

  1. Mercato di Resina ad Ercolano

Al mercato di Resina ci si trova un po’ di tutto ed è il luogo ideale per chi cerca vecchi tesori e adora l’abbigliamento retrò. A condizione di essere disposto a scavare tra pile di jeans Levi’s, bigiotteria vintage e abbigliamento usato. Munisciti quindi di tanta pazienza e abilità perché se sarai attento potrai fare degli affari unici a prezzi stracciati!

Un mondo nascosto è sepolto sotto le strade di Napoli, antica testimonianza della storia della città. Le catacombe paleocristiane di San Gennaro sono le più importanti dell’Italia meridionale, un luogo di sepoltura sacro e luogo di pellegrinaggio cristiano.

I corridoi sotterranei che si trovano sotto la parte meridionale della città ospitano vestiboli, cripte vescovili e una ricchezza di mosaici e di affreschi paleocristiani. Utilizzate come luogo di sepoltura dall’ascesa del cristianesimo fino al X secolo, custodiscono le tombe di molti vescovi, tra cui Sant’Agrippino, e mosaici ben conservati. Le Catacombe hanno ospitato dal V secolo d.c. i resti del santo patrono di Napoli, ma anche di innumerevoli altre figure religiose e nobiliari.

Le Catacombe di San Gennaro sono un tributo ai morti cristiani splendidamente progettato, con complesse sculture in pietra e affreschi meravigliosamente restaurati, un viaggio attraverso migliaia di anni di storia ad appena pochi metri al di sotto della vita quotidiana di Napoli!

Catacombe di San Gennaro: architettura e storia

Le Catacombe sono disposte su due livelli non sovrapposti, entrambi caratterizzati da spazi estremamente ampi, 6.000 mq in tutto, a differenza delle più famose e anguste catacombe romane. Ciò fu possibile grazie alla plasmabilità e alla robustezza del tufo giallo napoletano che hanno permesso di scavare spazi talmente ampi da potervi celebrare ancora oggi le messe e accogliere decine di fedeli.

Il patrimonio artistico conservato nelle catacombe va dagli elementi pagani del II secolo d.C. ai dipinti bizantini del IV e V secolo d.C. Il nucleo originario delle Catacombe di San Gennaro risale al II secolo d.C. e contiene probabilmente la tomba di una nobile famiglia che ha poi donato lo spazio alla comunità cristiana.

L’espansione iniziò nel IV secolo d.C., in seguito alla deposizione delle spoglie di Sant’Agrippino, primo patrono di Napoli, nella basilica sotterranea a lui dedicata. Ampi spazi e forme regolari accolgono silenziosamente il visitatore in un luogo senza tempo. L’imponente vestibolo inferiore, con soffitti alti fino a 6 metri, ospita una grande fonte battesimale voluta dal vescovo Paolo II, che nell’VIII secolo si rifugiò nelle Catacombe di San Gennaro durante la crisi iconoclasta. Una delle zone più suggestive è il vestibolo della catacomba superiore; fu decorato all’inizio del III secolo nel cosiddetto stile pompeiano e custodisce i primi dipinti cristiani dell’Italia meridionale.

Forse l’area di maggior pregio è la Cripta dei Vescovi, che custodisce preziosi mosaici del V secolo, tra cui uno raffigurante San Quodvultdeus, vescovo di Cartagine.

Con i suoi alti soffitti a volta e gli affreschi sapientemente restaurati, è un’incredibile e suggestiva avventura nel passato!

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Cosa vedere nelle Catacombe di San Gennaro

Le catacombe più antiche e sacre di Napoli divennero un luogo di pellegrinaggio cristiano quando il corpo di San Gennaro fu sepolto qui nel V secolo. Il sito accuratamente restaurato consente ai visitatori di vivere momenti di raccoglimento altamente suggestivi, fra tombe, corridoi e ampi vestiboli. Tra i suoi tesori troviamo affreschi cristiani del II secolo, mosaici del V secolo e il ritratto più antico e conosciuto di San Gennaro, risalente alla seconda metà del V secolo.

Le catacombe ospitano tre tipologie di tombe, ciascuna corrispondente a una specifica classe sociale. Ai ricchi era concesso il cubiculum a camera aperta, originariamente protetto da cancelli e adornato da colorati affreschi murali. Un cubiculum a sinistra dell’ingresso presenta un affresco funerario particolarmente bello raffigurante una madre, un padre e un figlio. L’affresco è composto da tre scene, ciascuna commissionata per ognuno dei tre defunti. Le nicchie murarie rettangolari più piccole, dette loculum, spettavano agli appartenenti alla borghesia, mentre le forme, ovvero le tombe a pavimento, erano riservate ai poveri.

Proseguendo più avanti ci si imbatte nella Basilica Minore, sede delle tombe di San Gennaro e dell’arcivescovo di Napoli del V secolo Giovanni I. La Basilica Minore conserva anche frammenti di un affresco raffigurante il primo vescovo di Napoli, Sant’Aspreno. I vescovi della città furono sepolti qui fino all’XI secolo.

Vicino alla Basilica Minore si trova un’interessante tomba del III secolo. In questo loculo sono presenti elementi sia cristiani che pagani. In esso sono dipinte tre donne che costruiscono un castello, le figure rappresentano le tre virtù, mentre il castello simboleggia la Chiesa.

Il livello inferiore delle catacombe è ancora più antico, risalente al II secolo. Il dipinto a lato della tomba di San Gennaro, raffigurante il santo con il Vesuvio e il Monte Somma sullo sfondo, è la prima immagine conosciuta di San Gennaro come protettore di Napoli. Sempre al livello inferiore si trova la Basilica di Agrippino, così chiamata in onore di Sant’Agrippino, sesto vescovo di Napoli.

Come visitare le Catacombe di San Gennaro

 Le visite alle catacombe sono gestite dalla Cooperativa Sociale Onlus “La Paranza”, la cui biglietteria si trova a sinistra della Basilica dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio, una replica a grandezza naturale della Basilica di San Pietro a Roma completata nel 1960. I biglietti possono essere acquistati in anticipo online.

La Cooperativa organizza la domenica mattina dalle 9.30 anche un affascinante tour a piedi chiamato Il Miglio Sacro, che in circa 3 ore va alla scoperta del vicino Rione Sanità. Il tour deve essere prenotato in anticipo ed è disponibile anche in lingua inglese, francese e spagnola.

Le stesse Catacombe di San Gennaro ospitano occasionali eventi speciali, tra cui spettacoli teatrali e di musica dal vivo.

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Perché visitare le Catacombe di San Gennaro

 Ti consigliamo di visitare le Catacombe di San Gennaro perché:

  • Hai la possibilità di visitare una delle attrazioni più affascinanti di Napoli
  • Viaggi indietro nel tempo e puoi ammirare le catacombe più importanti del sud Italia
  • Scendi nel cuore della collina di Capodimonte e ammiri gli affreschi e i mosaici delle prime tombe cristiane
  • Contribuisci al progetto di recupero e valorizzazione di un’intera area di Napoli

Salerno, a volte oscurata dalla fama internazionale di Napoli, è una meta turistica assolutamente consigliata, una bellissima città che ha molto da offrire. Salerno è il capoluogo dell’omonima provincia e si trova nel Golfo di Salerno, sul Mar Tirreno, con una popolazione di circa 133.000 abitanti. Il santo patrono di questa città è Matteo ed è venerato in tutta Salerno in varie chiese.

Durante il Medioevo, Salerno prosperò notevolmente sotto il dominio dei duchi lombardi ed era rinomata per gli studi di medicina e per l’insegnamento grazie alla sua prestigiosa Scuola di Medicina. Negli anni successivi la città fu teatro di invasioni, per poi veder crescere la popolazione ed avere un grande sviluppo economico.

Salerno gode degli effetti benefici derivanti dalla sua vicinanza alla splendida e rinomata Costiera Amalfitana, ma è incantevole soprattutto per le splendide architetture, i fantastici giardini e per il lungomare baciato dal sole. Attrazioni come la Cattedrale di Salerno e il Forte la Carnale meritano di essere visitate perché raccontano secoli di storia della città e per le grandi opere d’arte che vi sono custodite, mentre il centro storico offre l’opportunità di esplorare la città e godersi questa affascinante perla costiera.

Andiamo a scoprire la città, così saprai cosa vedere a Salerno e dove mangiare nel tuo prossimo viaggio.

Cosa vedere a Salerno: i 10 luoghi da visitare

Salerno è una città ricca di storia e di tradizione. Abbiamo selezionato per te 10 luoghi da visitare per apprezzare tutta la bellezza di questa città incantevole.

  1. Cattedrale di Salerno

Più comunemente conosciuta come il Duomo, la Cattedrale di Salerno è la chiesa più importante e storica della città e risale all’XI secolo. Dedicata a San Matteo, la chiesa ha uno stile romanico e presenta una bella facciata frontale completa di archi delicati e un frontone triangolare. Inoltre, un campanile alto 56 metri si trova sul retro della cattedrale, che si presenta con una cupola superiore impreziosita da decorazioni in stile arabo-normanno. All’interno della chiesa sono custoditi numerosi manufatti religiosi dedicati a San Matteo e una miriade di affascinanti decorazioni e opere d’arte. Si dice, inoltre, che la cripta custodisca le spoglie del Santo.

  1. Lungomare Trieste

Salerno ha una splendida posizione costiera e ha anche un lungo tratto di lungomare ben tenuto, noto come Lungomare Trieste. Partendo da Piazza della Libertà, il lungomare si estende per circa 1 km fino al Porto Turistico. Lungo questo piacevole tratto di passerella pubblica è possibile trovare una serie di posti a sedere ombreggiati coperti da palme. Inoltre, a diversi intervalli sul lungomare c’è una serie di Piazze abbellite da statue e fontane. Specialmente a primavera e in estate, il Lungomare è il luogo ideale per fare una piacevole passeggiata dopo un’intensa giornata di escursioni.

  1. Villa Comunale di Salerno

Situata nel cuore del centro storico, in prossimità del porto, si trova la Villa Comunale di Salerno. Questo splendido giardino paesaggistico è un posto fantastico per rilassarsi e vi si trovano anche alcune sculture e monumenti interessanti. Realizzato nel XIX secolo, questo giardino era la sede del municipio fino a quando non è stato trasformato nell’attuale spazio naturale all’aperto. Grandi alberi esotici regalano ombra nelle calde giornate estive e un piccolo stagno ospita diverse varietà di pesci. Inoltre, fra le statue presenti spiccano quelle di Giovanni Nicotera, Carlo Piscane e Clemente Mauro, tutti importanti personaggi che hanno scritto la storia patria. A volte si svolgono anche eventi, ma in generale il parco è uno dei posti migliori a Salerno per rilassarsi e ossigenarsi.

  1. Giardino di Minerva

Si trova nel centro storico di Salerno ed è una combinazione di splendidi giardini botanici inseriti in un parco pubblico. Una passerella centrale sale al centro del giardino ed è ricoperta da una serie di archi bianchi. Ciascuna delle terrazze del giardino è a tema, è segmentata e contiene diverse varietà di piante, fauna e persino erbe medicinali. Per chi ama il mondo naturale, questo giardino ben curato è un posto meraviglioso da esplorare, con oltre 200 varietà differenti di piante.

  1. Il porto di Salerno

Situato vicino alla grande Piazza della Libertà, il porto di Salerno è un alveare di attività ed è un posto fantastico per passeggiare e guardare il viavai di navi. Percorrendo Via Porto ci si può addentrare nel porto e osservare le numerose imbarcazioni da pesca, a vela e commerciali ormeggiate sui moli. Inoltre, se ti dirigi verso la Stazione Marittima e il Molo Manfredi, puoi passeggiare lungo un tratto di pontile e ammirare il paesaggio urbano di Salerno in tutto il suo splendore. Al confine orientale di Salerno c’è anche il porto turistico che è altrettanto bello e dispone di tantissime barche da turismo che portano i passeggeri in Costiera Amalfitana.

  1. Forte La Carnale

Salerno ha una lunga storia e il Forte La Carnale ha svolto per molti anni un ruolo importante nella difesa della città. Costruito nel XVI secolo, il castello era una delle principali roccaforti di difesa contro le incursioni dei saraceni. In piedi sulla cima di una collina naturale, il forte offre fantastiche vedute della città e della Costiera Amalfitana. Oggi il Forte ospita una serie di mostre e manifestazioni culturali che testimoniano la storia della struttura e della città di Salerno. Inoltre, vi è anche un eccellente ristorante nel quale ti consiglio di provare le specialità di pesce.

  1. Castello di Arechi

Dominando la città da un’altezza di 300 m su una grande collina, il Castello Arechi si staglia sul Golfo di Salerno. Costruito in epoca medievale, questa struttura monumentale è tradizionalmente associata al re Longobardo Arechi II ed era stata realizzata per servire come linea di difesa ulteriore dei territori che circondano Salerno. Alcune sezioni del castello sono state restaurate; c’è anche un museo all’interno del parco che ospita mostre e reperti che sono stati rinvenuti nella zona circostante e nel castello stesso. Oltre al museo, il castello offre una vista impareggiabile su Salerno e sul Mar Tirreno.

  1. Parco del Mercatello

Considerato uno dei più grandi parchi urbani d’Italia, il Parco del Mercatello si trova nella parte orientale di Salerno, verso la periferia della città. Inaugurato nel 1998, il parco collega tre dei principali quartieri di Salerno (Mariconda, Mercatello e il quartiere europeo) e funge da luogo di relax sia per la gente del posto che per i turisti. All’interno del parco si possono trovare diversi deliziosi laghetti circondati da specie di fiori colorati, un giardino mediterraneo caratterizzato da una vegetazione lussureggiante e un frutteto pieno di agrumi e tigli. Inoltre, qui si tengono spesso spettacoli culturali.

  1. Passeggiata per le vie del centro storico

Salerno ha un centro storico ricco di edifici fantastici, tante chiese e strade strette e affascinanti. Non c’è modo migliore per assaporare le atmosfere e la cultura di questa città che passeggiare per il quartiere Rione Duomo. Situato nella parte occidentale di Salerno, nel Rione Duomo ci sono alcuni importanti edifici tra cui la Villa Comunale, il Duomo e il Museo Archeologico Provinciale. Partendo da Piazza della Libertà, dirigiti nel quartiere e passeggia per le numerose strade strette. L’architettura è sublime e l’atmosfera è brillante.

  1. Museo Archeologico Provinciale

Salerno ospita diversi musei ma il Museo Archeologico Provinciale è senza dubbio il più interessante ed educativo. Trovi questo museo nel centro storico della città, nelle immediate vicinanze del Duomo e del Lungomare. Creato nel 1928, il museo è ospitato all’interno dell’antico palazzo del governo e ha una vasta collezione di manufatti e cimeli della regione di Salerno. Gli oggetti all’interno del museo includono resti di sepolture romane, un busto in bronzo di Apollo, monete d’oro, ceramiche, armi e oggetti risalenti all’epoca romana. Ogni display è arricchito da strumenti multimediali che spiegano in dettaglio ciò che stai vedendo.

I piatti della tradizione da gustare nei migliori ristoranti salernitani

Salerno ha un’antica tradizione culinaria e offre la possibilità di gustare sia i piatti tipici campani che piatti a base di pesce. I migliori ristoranti si trovano principalmente nel centro storico e sul lungomare.

Forse uno dei migliori ristoranti di Salerno, il Cicirinella ha un’eccellente reputazione per la qualità degli ingredienti e per la sua grande atmosfera. Questo ristorante, piccolo e raccolto con cucina a vista, si trova nel cuore del centro storico della città in Via Antonio Genovesi, a pochi passi dal Duomo e dal Museo Provinciale.

Cicirinella è consigliato dalla gente del posto perché molto popolare e permette di mangiare ottimamente a prezzi contenuti, questo ristorante serve una vasta gamma di piatti tradizionali locali. Dimentica la cucina raffinata di alta classe perché Cicirinella ti offre ricette di qualità autentiche, ricche di sapore e semplici: il suo cavallo di battaglia è lo scarpariello, ma anche risotto ai broccoli calabresi, risotto zucca e salsiccia, carpaccio di maiale con le mele, filetto di maiale con noci e aglianico, tagliata di manzo, sbriciolata di salsiccia e nocciole, tartare di tonno e cozze al vino bianco e limone, sono solo alcuni dei piatti che puoi assaggiare in questo ristorante perso tra gli antichi vicoli del centro storico di Salerno.

Altro grande ristorante dove mangiare in maniera genuina specialità di pesce è Il Gozzo al Rione Duomo, dove è quasi d’obbligo provare il totano ripieno su vellutata di fave.

Presso l’Osteria Angolo Masuccio devi invece assaggiare la fritturina di alici e branzino al sale nero, ma è consigliato per mangiare tutte le migliori specialità di pesce della tradizione salernitana.

Anche il ristorante Mamma Rosa nel centro della città si caratterizza per l’atmosfera familiare e casareccia: è una delle più antiche trattorie di Salerno, sobria e molto semplice, ma anche celebre per le sue portate abbondanti. Fra le sue ricette di pesce, sono famosi gli scialatielli con scampi e vongole.

Infine, nella cornice suggestiva del porto e a pochi metri dalla Villa Comunale e dal centro storico, al Molo Manfredi si trova un ristorante con veranda molto caratteristico che cucina pesce freschissimo proponendo ricette tradizionali della cucina mediterranea: il Ristorante Portovecchio. Tra le sue pareti di mattoni e i rivestimenti in legno con arredi marinari si possono gustare i celebri calamari ripieni di patate con crema di piselli, il salmone, la seppia fritta con cipolle in agrodolce, la pezzogna all’acqua pazza, le linguine all’astice.

Abbiamo selezionato i locali in questa nostra breve rassegna anche per il servizio che si dimostra sempre eccellente e per il personale squisito e cordiale, come nella migliore tradizione campana!

Procida, minuscola isola in provincia di Napoli, è la Capitale Italiana della Cultura 2022.

L’isola di Procida nel Golfo di Napoli festeggia la conquista del titolo di Capitale Italiana della Cultura 2022, battendo la concorrenza di altre nove finaliste. L’isola, ammirata per la sua architettura e le case dai colori vivaci, è arrivata al primo posto grazie al progetto “La Cultura non Isola”. Il ministero della Cultura italiano ha proclamato la vittoria il 18 gennaio scorso. L’isola Flegrea ha battuto la concorrenza di Ancona, Bari, Cerveteri, L’Aquila, Pieve di Soligo, Taranto, Trapani, Verbania e Volterra.

Dopo l’annuncio dato dal ministro per i Beni e le attività culturali e il turismo, Dario Franceschini, il quotidiano italiano La Repubblica riferisce che una festa è esplosa sull’isola e “Un grido di gioia è scoppiato tra il comitato organizzatore dell’isola”. “Viva Procida che ci accompagnerà nell’anno della rinascita” ha detto Franceschini durante la proclamazione.

Il sindaco di Procida, Dino Ambrosino, intervenendo poco dopo la proclamazione, l’ha definita “un’opportunità straordinaria” e ha detto: “Siamo onorati, grazie per questa storica opportunità che certamente coglieremo lavorando sodo per rendere l’Italia orgogliosa di questa grande scelta. . “

Procida capitale della cultura 2022: un riconoscimento senza precedenti

È la prima volta che il riconoscimento viene assegnato a un piccolo borgo e non a un capoluogo di provincia o di regione. Procida conta poco più di 10 mila abitanti! Un’isola meravigliosa, caratterizzata dal colore che a volte domina anche l’azzurro del mare che circonda la piccola isola.

Importante e interessante la motivazione che ha incoronato Procida:

Il contesto dei sostegni locali e regionali pubblici e privati è ben strutturato. La dimensione patrimoniale e paesaggistica del luogo è straordinaria. La dimensione laboratoriale che comprende aspetti sociali di diffusione tecnologica è importante per tutte le isole tirreniche, ma è rilevante per tutte le realtà delle piccole isole mediterranee. Il progetto potrebbe determinare un’autentica discontinuità nel territorio e rappresentare un modello per i processi sostenibili di sviluppo a base culturale delle realtà isolane e costiere del Paese. Queste azioni programmate sono inoltre capaci di trasmettere un messaggio poetico, una visione della cultura che dalla piccola realtà dell’isola si estende come un augurio per tutti noi, al Paese nei mesi che ci attendono.

Il progetto di Procida: “La cultura non isola”

Con meno di 10.500 abitanti, Procida era la più piccola di tutti le candidate, ma ha impressionato i giudici del Ministero della Cultura con una proposta incentrata sul turismo sostenibile e non stagionale. Procida può fornire un modello per altre città di mare italiane che cercano di attrarre visitatori e che sentono di essere più che semplici spiagge.

 Il progetto si articola in un calendario che comprende 44 progetti culturali, 330 giorni di programmazione, 240 artisti, 40 opere originali, 8 spazi culturali rigenerati. Prevede, inoltre, di migliorare i collegamenti dell’isola con la terraferma e la città di Napoli, a mezz’ora di navigazione.

Cinque le sezioni del programma:

  • Procida inventa. Progetti che pianificano adeguatamente processi ed eventi artistici: mostre, cinema, performance e lavori specifici in loco
  • Procida ispira. Progetti che individuano l’isola come fonte di ispirazione, sia come luogo reale che come spazio immaginario
  • Procida comprende. Progetti di inclusione sociale che utilizzano i linguaggi dell’arte come strumenti di espressione dell’individuo messo in relazione con la comunità
  • Procida innova. Progetti che promuovono il rapporto tra cultura e innovazione, favorendo momenti di confronto tra la comunità nazionale di innovatori e la comunità locale, in un percorso di ripensamento strategico del proprio patrimonio culturale
  • Procida impara. Progetti che promuovono il rafforzamento di una comunità educante, attraverso la creazione di alleanze aperte che mirano a coinvolgere tutti i soggetti territoriali, dal pubblico al privato sociale.

Un successo simbolico per un piccolo borgo

Il titolo di Capitale Italiana della Cultura viene normalmente assegnato a città più grandi, come l’attuale titolare Parma, quindi il successo di Procida è particolarmente simbolico.

“Questa enorme gioia rappresenta il sentimento di tanti borghi minori d’Italia”, ha spiegato il sindaco dell’isola. “Penso che Procida possa essere considerata una metafora per tanti luoghi, tante amministrazioni, tante comunità che hanno ritrovato entusiasmo e orgoglio per il proprio territorio, e per chi, con questo titolo, vuole costruire un importante riscatto per la propria terra “. Il direttore della candidatura di Procida, Agostino Riitano, ha fatto eco al sindaco dicendo: “In questo momento il Paese aveva bisogno di un progetto lungimirante che potesse dare un segno che l’Italia non è solo fatta di grandi città d’arte, ma i migliori siti sono proprio in quei luoghi da anni considerati minori. Con questa vittoria dimostriamo che ciò che è minore è anche profetico”.

Il fascino antico dell’isola Flegrea

Situata tra Capo Miseno e l’isola d’Ischia, Procida è una delle Isole Flegree situata al largo della costa di Napoli. La guida turistica di Procida la descrive così: “Questo è il luogo per ammirare quella che gli italiani chiamano architettura spontanea o architettura folcloristica mediterranea”. La guida consiglia, inoltre, di “cercare gli alti archi a terra, che indicano i posti in cui le barche possono essere stivate in inverno, le scale esterne che danno l’accesso ai piani superiori privi di angusti spazi abitativi, i delicati colori pastello delle facciate in contrasto con il blu profondo e intenso del mare. Pittorescamente scenografica, non sorprende che Procida abbia forti tradizioni artistiche ed è largamente considerata l’isola dei pittori per eccellenza.”

Spesso trascurata dai turisti che affollano Capri e Ischia, Procida ha mantenuto il fascino antico e, forse, oramai perso delle due ben più famose vicine. Il suo colorato porto di pescatori e le spiagge di sabbia bianca hanno fatto da sfondo a film come Cleopatra ed Il Postino.

Molti sono i motivi per visitarla: la vista sul mare che si gode dall’Abbazia di San Michele Arcangelo, il Palazzo d’Avalos a picco sulla scogliera, le tonalità pastello di Marina Corricella, le spiagge di Chiaia e Chiaiolella. Risulta impossibile non parlare anche delle prelibatezze che vanno dai ricci di mare al coniglio selvatico ed alla crema di limone. Oltre ad implementare nuove attrazioni, la proposta di Procida per il 2022 prevede di proteggere il patrimonio naturale e culturale esistente, con particolare attenzione al “turismo lento ‘. Questa tipologia di turismo è in grado di offrire un contributo a lungo termine, attirando visitatori con continuità per tutto l’arco dell’anno.

Procida, simbolo di ripresa nel 2022

Visitare l’isola oggi è ancora impossibile per tante persone sia in Italia che all’estero a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia. Per il 2022 il turismo riprenderà, ha assicurato il ministro della Cultura Dario Franceschini. “Entro il 2022 saremo tornati alla normalità e il turismo e la cultura torneranno forti e importanti come lo erano prima della pandemia”, ha detto. Alla Capitale italiana della cultura per il 2020, Parma, è stato esteso il titolo fino al 2021 per compensare le difficoltà dell’anno passato. A Procida succederanno come capitale culturale nel 2023 i Comuni di Brescia e Bergamo. Le due città lombarde condivideranno il titolo in riconoscimento del pesante tributo subito dalla prima ondata della pandemia da Covid-19.